Gambolò

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Gambolò
comune
Gambolò – Stemma
Un tratto di mura del castello
Un tratto di mura del castello
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Pavia-Stemma.png Pavia
Amministrazione
Sindaco Claudio Galimberti (PD) dal 27/05/2013
Territorio
Coordinate 45°15′31″N 8°51′53″E / 45.258611°N 8.864722°E45.258611; 8.864722 (Gambolò)Coordinate: 45°15′31″N 8°51′53″E / 45.258611°N 8.864722°E45.258611; 8.864722 (Gambolò)
Altitudine 104 m s.l.m.
Superficie 51,7 km²
Abitanti 10,095[1] (30-06-2015)
Densità 0,2 ab./km²
Frazioni Belcreda, Cason Peri, Garbana, Molino d'Isella, Remondò, Stradella
Comuni confinanti Borgo San Siro, Mortara, Tromello, Vigevano
Altre informazioni
Cod. postale 27025
Prefisso 0381
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 018068
Cod. catastale D901
Targa PV
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti gambolesi o gambolini
Patrono san Getulio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Gambolò
Gambolò
Posizione del comune di Gambolò nella provincia di Pavia
Posizione del comune di Gambolò nella provincia di Pavia
Sito istituzionale

Gambolò (Gambulò in dialetto lomellino[2]) è un comune italiano di 10.095 abitanti della provincia di Pavia in Lombardia. Si trova nella Lomellina orientale, sul Terdoppio, non lontano dalla riva destra del Ticino.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le prime testimonianze della presenza umana nel territorio di Gambolò risalgono al Mesolitico recente (5500-4500 a.C.) e sono state individuate lungo la sponda destra del Terdoppio, dove alcuni gruppi di cacciatori si fermano periodicamente durante le loro escursioni di caccia. In seguito, nell'età del Bronzo medio e tardo (2000-1900 a.C.), un significativo villaggio si sviluppa sempre sui dossi del Terdoppio.

L'intero territorio conosce una notevole fase insediativa in epoca celtica, dalla seconda metà del secolo III a.C.; in questo periodo sorgono numerosi villaggi, come testimoniano le relative necropoli. Proprio da frazione Belcreda proviene un vaso funebre che reca il nome del defunto di cui contiene i resti: Vindonidius, il primo abitante di Gambolò di cui conosciamo il nome.

L'epoca romana, dalla fine del I secolo a.C., porta un influsso benefico: i coloni, i commercianti e gli artigiani romani recano un significativo apporto in termini di conoscenze tecniche e culturali. Alcune are votive ritrovate nella chiesa di Sant'Eusebio, testimoniano la presenza di un luogo di culto. Alcune tradizioni locali, indotte dall'ortogonalità di alcune strade del centro storico, ma in realtà infondate scientificamente, attribuiscono l'abitato a una fondazione romana, in realtà mai dimostrata.

Poi, progressivamente, i dati archeologici si rarefanno: è un segno dei tempi dovuto ai cambiamenti e alla crisi dell'Impero. I barbari, varcati armi alla mano i confini, devastano il nord Italia saccheggiando e derubando.

La prima volta che il nome del paese compare nella storia è nel 999, in un documento in cui si dice che un certo Ademarus de Gambolate deve risarcire il vescovo di Vercelli Leone dei danni arrecatigli. Il castello viene citato per la prima volta cento anni dopo, nel 1099: la fortezza accoglie al sicuro gli abitanti del villaggio e della campagna circostante.

Ma il documento più importante è una bolla del papa Innocenzo II del 1133 che conferma all'allora vescovo di Novara l'appartenenza di questo territorio alla sua diocesi: il paese viene chiamato Campus Latus.

Nel Medioevo è testimoniata la compresenza di due diverse diocesi, quella di Novara e quella di Pavia: ci troviamo in un territorio di confine fra le due giurisdizioni, cui si legano anche mosse politiche e strategiche dei due vescovadi e dei poteri laici ad essi collegati. Dalla diocesi di Novara dipende la pieve di S. Pietro di Masovico, collocata all'incirca due km fuori dell'abitato attuale, oltre il Terdoppio. Da San Pietro dipende la chiesa di S. Gaudenzio; questa, situata nel villaggio, destituirà nei secoli successivi la pieve rurale e diverrà la parrocchia del paese.

La diocesi di Pavia trova invece la propria dipendenza nella pieve di Sant'Eusebio, documentata fra XIII e XIV secolo. In questi secoli il paese gravita politicamente nell'orbita di Pavia, che è continuamente in guerra con Milano; nel corso degli anni Gambolò viene ripetutamente assediata e danneggiata. Alla fine Milano prevale definitivamente e si sancisce il predominio della signoria dei Visconti. Il castello perviene ai Beccaria e viene poi dato da Galeazzo Maria Visconti a Francesco Pietrasanta.

Fra basso Medioevo e Rinascimento la zona rifiorisce, grazie a bonifiche e canalizzazioni che valorizzano la campagna. Con l'avvento degli Sforza e la successiva perdita del ducato a favore dei francesi passa, nel 1499, nelle mani di Gian Giacomo Trivulzio, maresciallo di Luigi XII, marchese di Vigevano. Dopo alterne vicende militari e politiche il territorio, con il Ducato di Milano, finisce definitivamente nelle mani della corona spagnola. Nel 1573 i nobili Litta Visconti Arese acquistano dagli spagnoli il feudo di Gambolò.

È del 10 ottobre 1639 il documento nel quale si avvisa che le terre di Gambolò, Gravellona, Cilavegna, Cassolnovo, Villanova, Nicorvo, Robbio, Confienza e Palestro cessano di far parte del territorio Novarese o Pavese ed entrano in quello Vigevanasco, diventando terre appartenenti al contado di Vigevano.

Nel 1672 ecco un avvenimento importante per la storia religiosa di Gambolò: arrivano le spoglie di S. Getulio, riesumate l'anno precedente dalle catacombe di Roma. Il Santo, originario di Gabi nel Lazio, martirizzato dall'imperatore Adriano nel 124 d.C., diviene il Patrono del paese. Nel 1743 il Vigevanasco passa dallo Stato di Milano (allora austriaco) ai Savoia, e nel 1818 è unito alla Lomellina. Il 21 marzo 1849 il territorio di Gambolò è teatro, come fu alle sue origini, della storica Battaglia della Sforzesca, nel corso della Prima Guerra d'Indipendenza. Le truppe guidate dal re Carlo Alberto si scontrano vittoriosamente con l'esercito del maresciallo Radetsky. Nel 1859 Gambolò entra a far parte della provincia di Pavia.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Castello Litta

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Castello di Gambolò.
L'accesso al Castello

Tra il 1412 e il 1475 il feudo di Gambolò venne concesso ad Antonio Beccaria. Il castello presenta i caratteri essenziali delle rocche visconteo - sforzesche con pianta quadrilatero/trapezoidale e torri sia nei “cantoni“ che al centro. Da ogni lato i muri di cinta, lungo cui si snodavano i cammini di ronda, erano completati da merli ghibellini.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa parrocchiale di Sant'Eusebio e San Gaudenzio[modifica | modifica wikitesto]

La parrocchiale

La chiesa parrocchiale dedicata San Gaudenzio e a Sant'Eusebio, già citata nel 1132, fu completamente rifatta nel 1899 conservando il campanile romanico, recentemente restaurato dall'amato ex parroco don Angelo Croera. All'interno sono conservati un affresco della Madonna con Bambino e una Madonna tra San Rocco e San Sebastiano, entrambi risalenti al XV secolo.

La stessa chiesa è stata sottoposta a un ultimo restauro, tra il 2011 e il 2015, avviato dal parroco, don Paolo Nagari. Fu concluso grazie alla generosità di un benefattore illustre della comunità, Antonio Casinghino (1946-2014). Casinghino dispose nel testamento una cospicua somma in eredità alla parrocchia dei Santi Gaudenzio ed Eusebio. E' ricordato a memoria perpetua, insieme ai genitori Carlo Casinghino(1913-1998) e Luigia Fusani(1916-2004), in una lapide commemorativa, posta sul lato sinistro dell'altare maggiore della parrocchiale. Il benefattore è stato insignito inoltre del San Getulio d'oro alla memoria, nel 2015.

Pieve di Sant'Eusebio[modifica | modifica wikitesto]

La basilica romanica di Sant'Eusebio si dice sia sorta sui ruderi di un tempio dedicato a Minerva che franò nel X secolo e la prepositurale di S. Gaudenzio, con facciata tipicamente lombardesca. La sua architettura ripropone il modello della basilica di Santa Maria Maggiore di Lomello con gli archetti binati, le lesene, la strombatura e la collocazione delle finestre. All'interno si trova la cappella gentilizia delle famiglia Litta - Visconti - Arese, con sculture canoveggianti, tele dell'Appiani e del Canevari e affreschi del Sottocornola e del Gambini. Si racconta che fino al XV secolo sulla facciata della Chiesa si potessero leggere due lapidi romane evocanti la battaglia “ad ticinum“ di Publio Cornelio del 218. Le altre due torri e il campanile della basilica furono distrutte nel 1213 e quest'ultimo fu rifatto nel 1512. La Chiesa si presenta come un collage di stili architettonici. La parte originale è in stile romanico con pianta asimmetrica e navata laterale di ampiezza diversa. Analisi del manufatto hanno permesso di portare in luce la forma originale dei pilastri con semicolonne addossate, di fattezza tipicamente romanica, così come l'abside di forma poligonale con contrafforti esterni, la copertura a spicchi e gli archetti binati interrati in corrispondenza della prima campata. Nel 1500, in seguito alla diffusione della peste, la Chiesa, divenuta un lazzaretto, fu disinfettata tinteggiando e ricoprendo tutti gli affreschi della parte originale. Nel corso degli anni la Chiesa era stata praticamente abbandonata e conseguentemente chiusa al pubblico. Francesco Marinone, ex sindaco della Città di Gambolò e grande appassionato di storia, volle fortemente il recupero della struttura vista la grande importanza a livello locale, e così verso la fine dell'anno 2007 sono stati ultimati i restauri della Chiesa che è stata restituita al suo antico splendore.

Chiesa Madonna del Terdoppio[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa della Madonna del Terdoppio si trova ai margini del centro abitato sulla strada che dal capoluogo collega le frazioni Remondò e Garbana. Notizie di una cappella dedicata alla Vergine Addolorata, detta anche “Madonna del Terdoppio“, particolarmente cara ai gambolesi, risalgono alla metà del Cinquecento. Successivamente, nei primi anni del Seicento, per volontà degli Amministratori della chiesa di sant'Eusebio, l'antico tabernacolo venne sostituito da una Chiesa, alla cui costruzione contribuì anche il Comune con la somma di Lire 200 imperiali, dove si celebrava la messa domenicale e la prima domenica dopo Pasqua veniva solennizzata con una festa solenne. La chiesetta si presenta a pianta quadrata con copertura a volta riccamente decorata, un locale posteriore di servizio ed è preceduta da un porticato a tre fornici. All'interno, sull'unico altare, vi è un dipinto di Biagio Canevari in sostituzione dell'antico affresco della Madonna, attualmente affiancato da due tele offerte dalla poetessa Biroli intorno agli anni settanta. Ricche e abbondanti decorazioni di gusto tipicamente seicentesco sono tuttora ben conservate e visibili sulla volta della navata. Verso la fine del Settecento, dalla muratura angolare della chiesa si sopraelevò il campanile ancora oggi funzionante. Il fabbricato venne restaurato intorno agli anni settanta per volontà della poetessa Biroli e offerto alla comunità gambolese per farne un tempio civico. Attualmente nella chiesetta si celebrano le feste del 25 aprile e del 4 novembre, e la Madonna del Terdoppio il 14 settembre. (fonte sito Comune di Gambolò)

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La squadra calcistica cittadina è l'A.C.D. Gambolò Gifra, società nata dalla storica A.C. Gambolò (anno di fondazione 1929) e dalla vigevanese Gifra Vigor. Il settore giovanile copre tutte le categorie, dalla scuola calcio alla rappresentativa Under 21, mentre la prima squadra milita nel campionato di seconda categoria.[3]

Basket[modifica | modifica wikitesto]

Gambolò è rappresentata nel basket dalla Virtus Gambolò, società che milita nel Campionato Regionale Lombardo in Serie C, Girone C. Gioca le partite casalinghe al Pala Olimpia di Gambolò. I colori sociali sono giallo e blu.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Nella frazione maggiore Remondò (il cui toponimo deriva da un aggettivo "remondatum", da "remondare", che significa sarchiare, spianare, pulire un terreno) si trova la stazione di Gambolò-Remondò, sulla linea ferroviaria Mortara - Pavia, il dispensario farmaceutico e una base dell'Aeronautica Militare. La chiesa parrocchiale è dedicata a Santa Margherita e risale al 1776.
  • A Garbana ha sede il secondo ufficio postale della città. Il toponimo deriva da "Garbus", macchia di cespugli. La chiesa, dedicata alla Natività di Maria, risale al 1833.
  • Nella frazione di Cason Peri sorge la chiesetta dedicata a San Pietro risalente al 1738 e dipendente dalla parrocchia della Garbana. La frazione è situata sul confine con Mortara, tanto che il nucleo abitato si sviluppa sui territori dei due comuni: la zona a Est, attorno alla chiesa, dipende da Gambolò mentre la zona a Ovest, lungo la strada provinciale, fa parte della frazione Cattanea-Casoni dei Peri di Mortara.
  • A Belcreda si trova il centro sociale per la terza età oltre a un piccolo centro sportivo e una discarica, ormai chiusa. Il nucleo attuale è sorto negli ultimi decenni lungo la strada provinciale per Pavia. Il nucleo antico, ormai scomparso, è ricordato fin dall'antichità: nel 969 fu dato dall'imperatore Ottone I al suo vassallo Ingone, dal quale discese la famiglia dei Belcredi, feudatari del luogo. L'antico castello, costruito sul finire del XIII secolo, fu distrutto nei secoli successivi, l'abitato fu abbandonato e il territorio inglobato nel comune di Gambolò
  • Stradella e Molino d'Isella sono le frazioni più piccole, nella prima, di stampo prettamente agricolo, si trova una chiesa del 1590 dedicata alla Beata Vergine Assunta, mentre nella seconda si trovano Villa Necchi alla Portalupa, Villa Acqua, la chiesetta dedicata a Sant'Ambrogio che Vittorio Necchi fece costruire in ricordo di padre Ambrogio Necchi e il mulino, risalente al 1498 quando Ludovico Maria Sforza donò al monastero delle Grazie di Milano tutti i possedimenti esistenti nel territorio di Vigevano e Gambolò compresi nel fondo della Sforzesca.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sindaci di Gambolò dal 1993 a oggi

  • 1993-1994 Giuseppe Pastormerlo (Lega Nord), decaduto in luglio 1994
  • 1994 (luglio-novembre) Giuseppe Perotti -Commissario Prefettizio
  • 1994-1998 Giuseppe Eusebio Magnani(Lista Civica-Lega Nord, quest'ultima fuoriuscita dalla giunta nel 1996)
  • 1998-2001 Giuseppe Eusebio Magnani (Lista Civica- Centro Sinistra), decaduto in ottobre 2001
  • 2001-2003 Clementino Nai (vice-sindaco funzione facente- Lista Civica Centro Sinistra), morto il 24 gennaio 2003
  • 2003 (gennaio-maggio) Maria Laura Bianchi- Commissario Prefettizio
  • 2003-2008 Francesco Marinone (Lista Civica di Centro-Sinistra)
  • 2008-2013 Elena Nai (Popolo della Libertà-Lega Nord, quest'ultima poi fuoriuscita dalla giunta nell'estate 2010)
  • 2013-oggi Claudio Galimberti (LIsta Civica di Centro-Sinistra)
Stemma nella versione aulica

Elezioni comunali dal 1993 a oggi[modifica | modifica wikitesto]

  • 6 giugno 1993
  • Giuseppe Pastormerlo (Lega Nord) 2067 voti, 39,20% -eletto sindaco
  • Giuseppe Marinone (Lista Civica) 1765 voti, 33,47%
  • Antonio Conatrali (Lista Civica) 1440 voti, 27,31%
  • 20 novembre 1994
  • Giuseppe Eusebio Magnani (Lista Civica-Lega Nord) 2049 voti, 39,59%-eletto sindaco
  • Gianpiero Zucchetti (Centro-sinistra)1963 voti, 37,93%
  • Bruno Sacchi (Forza Italia, Ccd, An)1163 voti, 22,47%
  • 29 novembre 1998
  • Giuseppe Eusebio Magnani (Lista Civica- Centro sinistra) 2337 voti, 48,61%-eletto sindaco
  • Giuseppe Zanetti (Forza Italia)1343 voti, 27,93%
  • Antonio Costantino (Lega Nord)1128 voti, 23,46%
  • 26 maggio 2003
  • Francesco Marinone (lista civica di Centro-sinistra) 2555 voti, 49,34%-eletto sindaco
  • Antonio Costantino (Centro-destra)1653 voti, 31,92%
  • Luciano Saino (Lista civica) 858 voti, 16,57%
  • Giuseppe Pomati (Lista civica) 112 voti, 2,16%
  • 13-14 aprile 2008
  • Elena Nai (Centro-destra) 3227 voti, 50,23%-eletto sindaco
  • Francesco Marinone (Centro-sinistra) 2558 voti, 39,82%
  • Luciano Saino (Lista civica) 425 voti, 6,62%
  • Luca Battista (Lista civica)161 voti, 2,61%
  • Emanuele Persendi (Forza Nuova) 53, 0,83%
  • 26-27 maggio 2013
  • Claudio Galimberti (lista civica di Centro-sinistra) 1451 voti, 30,28%-eletto sindaco
  • Elena Nai (lista civica di Centro-destra) 1421 voti, 29,65%
  • Antonio Costantino (Lega Nord-Lista civica) 1352 voti, 28,21%
  • Claudio Pizzolo (Movimento 5 stelle) 460 voti, 9,60%
  • Antonio Abate Sciretta (Italia dei valori) 108 voti, 2,25%

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Gambolò è gemellata con:

Parroci di Gambolò dal dopoguerra a oggi[modifica | modifica wikitesto]

  • 1945-1956 don Luigi Raiteri (deceduto il 13 agosto 1956)
  • 1957-1984 don Giovanni Battista Maggioni (deceduto il 1º aprile 1984)
  • 1984-1993 don Gianfranco Zanotti
  • 1993-2008 don Angelo Croera
  • 2008-oggi don Paolo Nagari

Don Maggioni(1914-1984): un parroco mai dimenticato[modifica | modifica wikitesto]

Don Giovanni Battista Maggioni era nato il 24 gennaio 1914, a Semiana, bassa Lomellina. Ordinato sacerdote nel 1938, giunse a Gambolò all'inizio del 1957, dopo la morte improvvisa del parroco don Raiteri, avvenuta il 13 agosto dell'anno precedente. Fu uomo di grande carità. Per questo motivo, è tutt'oggi ancora molto ricordato dal sentire comune che esalta il suo operato, in particolare nei confronti dei più poveri ed emarginati dell'epoca. Nel 2004, la giunta guidata da Francesco Marinone gli dedicò una strada.

Don Maggioni morì tragicamente il 1º aprile del 1984, nei pressi di Modena, travolto da un auto, mentre era in sosta in un autogrill dell'A1 con la comitiva di suoi parrocchiani con cui stava tornando da un viaggio a Roma. E' sepolto nella chiesa del cimitero locale.

Da notare altrettanto il fatto che gli fu sempre accanto la sorella Valentina(1920-2008), che non si sposò mai. Lei, legatissima al fratello, svolgeva le funzioni di sua perpetua. Valentina Maggioni morì nel giorno del ventiquattresimo anniversario della dipartita del fratello prete, il 1º aprile 2008, presso la locale Casa di Riposo Fratelli Carnevale, all'età di 88 anni. Quest'ultima è tumulata nel cimitero di Cassolnovo.

Personalità legate a Gambolò[modifica | modifica wikitesto]

Feste della città[modifica | modifica wikitesto]

  • 10 giugno: San Getulio Martire, patrono di Gambolò
  • Quarta domenica di ottobre: sagra patronale. In quest'ultimo caso, il lunedì successivo è consuetudine chiudere le scuole e le aziende presenti in territorio comunale per onorare tale festività cittadina

Palio di San Getulio[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2010, a Gambolò, si disputa anche il Palio in onore al santo patrono Getulio. Le quattro contrade cittadine, Giasera, Sant'Iuliana, Vgnà e Marina, si sfidano in una serie di giochi di squadra all'interno della spendida cornice del castello Litta, nella parte in cui all'epoca si trovava il vecchio campo sportivo, ora adibito a parcheggio. Albo d'oro dei vincitori:

  • 2010: Sant'Iuliana
  • 2011: Giasera
  • 2012: Marina
  • 2013: Marina
  • 2014: Giasera
  • 2015: Vgnà

San Getulio d'oro[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: San Getulio.

Dal 2010 è stato istituito inoltre il premio San Getulio d'oro, un riconoscimento conferito dalla locale parrocchia nei confronti di cittadini illustri, che si sono distinti in particolare per opere di bene. Nacque da un'idea del parroco, don Paolo Nagari, appoggiata poi anche dal primo cittadino di allora, Elena Nai. Il primo premio fu conferito nell'anno successivo alla sua introduzione ufficiale, nel 2011.

Albo d'oro dei vincitori

  • 2011: Maria Teresa Carnevale Miino
  • 2012: Silvio Mario Rozza (alla memoria)
  • 2013: Gino e Carla Rossi
  • 2014: Giovanni Maestrone
  • 2015: Antonio Casinghino (alla memoria)

Un sindaco amato: Silvio Mario Rozza(1922-2010)[modifica | modifica wikitesto]

Uno dei premi alla memoria del San Getulio d'oro fu assegnato a Silvio Mario Rozza (1922-2010). Era nato a Parona Lomellina il 15 novembre 1922. Esponente di spicco della Democrazia Cristiana nella provincia di Pavia, Rozza detiene il record del sindaco più longevo di Gambolò: ben venticinque anni, dal 1964 al 1989. Indiscusso protagonista della politica locale, governò quasi sempre con la maggioranza assoluta dei voti, meno alcune brevi parentesi in cui si alleava per questioni di numeri con il Partito Liberale Italiano. Nella sua vita pubblica, fu molto attivo all'interno dell'Azione Cattolica e nella Confraternita di Santa Maria, sempre a Gambolò. Egli morì improvvisamente il 27 gennaio 2010. E' sepolto nel locale cimitero. Pochi mesi dopo la scomparsa, la giunta di Elena Nai gli dedicò una via. Inoltre, nel 2012, fu insignito appunto del San Getulio d'oro alla memoria, ritirato per l'occasione dalla vedova, la maestra Margherita Cotta Ramusino

Consacrazione della città a Maria Immacolata[modifica | modifica wikitesto]

L'8 dicembre 1958, il comune di Gambolò fu consacrato alla Madonna Immacolata. L'idea partì dal parroco di allora, da poco giunto in città, don Giovanni Battista Maggioni(1914-1984). Don Maggioni fu subito appoggiato nella proposta dall'amministrazione comunale dell'epoca, guidata dal sindaco Leopoldo Zanetti (1909-1969). Cinquant'anni più tardi, il 30 novembre 2008, con il parroco don Paolo Nagari, il vice-parroco don Moreno Locatelli, il sindaco Elena Nai e il vescovo di Vigevano di allora, monsignor Claudio Baggini, fu riproposto questo atto di fede, riconsacrando la città a Maria Immacolata, a conclusione di una tre giorni di festa, che vide coinvolte tutte le associazioni locali e confraternite. A ricordo dell'atto di consacrazione del 1958 e del 2008, è posta una piccola lapide sul balcone di palazzo municipale, in piazza Cavour.

Le confraternite religiose[modifica | modifica wikitesto]

Molto nota l'esistenza di tre confraternite religiose, Santa Maria, San Rocco e San Paolo, nelle cui chiese ogni domenica viene celebrata ancora la Santa Messa. Altrettanto interessante è notare il fatto che le stesse, prima della celebrazione, radunino i confratelli e le consorelle nel canto dell'ufficio per i defunti, rigorosamente in lingua latina, una tradizione che pare essersi persa ovunque, ma che a Gambolò, malgrado le difficoltà ormai presenti in numero di partecipanti, che scarseggiano in maniera evidente, sembra resistere all'usura naturale dei tempi che assale spesso la tradizione locale.

Venerazione a Maria che scioglie i nodi[modifica | modifica wikitesto]

Nella chiesa parrocchiale dei SS. Gaudenzio ed Eusebio è possibile trovare una copia del quadro della "Madonna che scioglie i nodi", che è posta originalmente ad Augusta, in Germania, nella centralissima chiesa dedicata a San Pietro. Questa tela fu fatta arrivare in Gambolò dal parroco, don Paolo Nagari, fortemente legato a tale devozione: il 2 maggio 2013 giunse in giornata nella chiesa della Confraternita di San Paolo e, alla sera, attraversò in processione le vie centrali del luogo, giungendo inoltre per brevi momenti di preghiera e raccoglimento anche nelle chiese di Santa Maria prima, successivamente in San Rocco. Poi arrivò nella Parrocchiale, in un clima di grande festa, accolta dai canti del coro parrocchiale "Note di speranza" e della "Corale San Gaudenzio" di Gambolò. Da allora è posta sulla navata laterale sinistra, venerabile da tutti i fedeli.

Corale San Gaudenzio[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1994 è attiva la "Corale San Gaudenzio", diretta dal tenore Giovanni Maestrone (1947), già artista presso il coro della Scala di Milano. E' considerata un fiore all'occhiello della cittadina alle porte di Vigevano. Tradizione ormai decennale il "concerto di Natale" che i coristi propongono ogni anno nel mese di dicembre, a Gambolò. Inoltre animano liturgicamente anche la Santa Messa di mezzanotte, a Natale, e la Santa Messa della Pace, il primo giorno dell'anno.

Scuole in Gambolò[modifica | modifica wikitesto]

L'Istituto Comprensivo scolastico, nato nel 2000 dall'unione delle scuole materne, elementari, medie di Gambolò, dalle elementari e medie di Tromello e dalle elementari di Remondò, è dedicato ai fratelli Patrioti del Risorgimento, originari appunto di Gambolò, Giulio e Giuseppe Robecchi. Giuseppe, quandò morì nel 1874, lasciò in eredita una notevole somma per le scuole elementari cittadine, che per tanti anni furono ospitati all'interno del castello Litta, residenza dei Robecchi, fino al gennaio 2003, quando ci fu il trasferimento nella sede completamente nuova di corso Garibaldi, accanto alle scuole Medie. Nel semestre successivo (gennaio-giugno), tra l'altro, le medie furono ospitate a loro volta nei locali del castello, a causa della ristrutturazione del loro edificio, sorto circa trent'anni prima, dove si trovano attualmente. Sempre in corso Garibaldi, al primo piano, è presente la dirigenza scolastica e la segreteria didattica. Storico direttore delle Elementari di Gambolò fu Francesco Marinone, già primo cittadino dal 2003 al 2008, che poi divenne anche il dirigente dell'Istituto Comprensivo, fino alla pensione, nel 2010. Attualmente è retto da Gabriele Sonzogni.

È presente inoltre un asilo nido comunale, sempre in corso Garibaldi, intitolato a Sandra Bazzano (1946-1997), tetraplegica, mancata a soli 51 anni. Era una nota scrittrice di fiabe.

Teatro in dialetto: i Borlotti Burloni[modifica | modifica wikitesto]

Gambolò, dal 2000, possiede anche una compagnia teatrale dialettale, i Borlotti Burloni, i cui testi, scritti egregiamente da Flavio Colombo (1955), vengono ogni anno attesi con trepidazione dal pubblico gambolese. Nati grazie all'appoggio di Comune, Pro Loco e Parrocchia, inizialmente, fino al 2003, si esibivano nel teatro oratoriano di via della Libertà. Con l'apertura dell'auditorium comunale di corso Garibaldi, presso le Scuole Elementari, hanno scelto quest'ultima come loro location fissa per le prime e le repliche dei loro numerosi spettacoli.

L'Oratorio San Giovanni Paolo II[modifica | modifica wikitesto]

La sede in questione, nata nel 1995, in via della Libertà, lungo la Roggia Corbetta, sostituì il vecchio oratorio dedicato a San Domenico Savio, che si trovava in via Cairoli, pieno centro storico. Inizialmente denominato "Nuovo Oratorio", dall'Ottobre 2009 è stato dedicato a papa Giovanni Paolo II (1920-2005), dopo una democratica elezione tenutasi nella primavera dello stesso anno fra i parrocchiani gambolesi. Fu completato grazie alla costanza del parroco dell'epoca, don Angelo Croera, il quale, in pochissimo tempo, riuscì a rivoluzionare un luogo che aveva a malapena le mura in un vero centro di aggregazione sociale per tutte le età.

Dal 1996 al 2007, anno del trasferimento nella loro Casa Madre di Vercelli, fu anche l'abitazione di alcune suore della Congregazione di Santa Maria di Loreto, che erano appunto in servizio presso la locale parrocchia.

Gruppo giovanile e missionario "padre Carnevale Garè"[modifica | modifica wikitesto]

Nato nel 1970 da un'idea di Pia Rosa Dell'Acqua, insegnante di lettere presso le locali Scuole Medie, con l'appoggio diretto della madre Teodolinda Sedino (1913-1993) e del vice-parroco di allora, don Anselmo Canevari, detto "don Mino", fu centro di aggregazione di moltissimi giovani gambolesi. Noto anche per la sua attività missionaria in Africa e Sud-America, era dedicato a padre Francesco Carnevale Garè, sacerdote gambolese del Pime (pontificio Istituto Missioni Estere). Il gruppo giovanile fu sciolto nel 1993. Attualmente continua, grazie ad alcuni volenterosi volontari, soltanto la sua attività missionaria, appoggiando alcune missioni e proponendo alla festa di Gambolò di Ottobre una "mostra missionaria".

Molte vocazioni sacerdotali e religiose nacquero grazie a tale gruppo.

La poetessa di Gambolò: Gemma Biroli(1901-1983)[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Novara nel 1901, da padre gambolese e madre piemontese. Di professione maestra elementare, non si sposò mai, ma visse da nubile nella sua storica residenza in via Cairoli, pieno centro di Gambolò. Ebbe una produzione poetica molto ampia. Legatissima a Gambolò, su cui scrisse molte poesie, la più famosa delle quali intitolata "Il Santo", dedicata al locale patrono Getulio. Aveva uno stile molto vicino al Romanticismo. Morì nel 1983 nella sua seconda casa, in Liguria, a Santa Margherita Ligure. E' sepolta nella cappella di famiglia nel cimitero di Gambolò. Nell'anno successivo alla scomparsa le fu dedicata la Civica Biblioteca, con sede all'interno del Castello Litta.

Pro Loco[modifica | modifica wikitesto]

Dalla fine degli anni novanta è attiva anche la Pro Loco. La sede si trova in piazza Colonnello Pietro Bellazzi, meglio conosciuta come la piazza del mercato. Attuale presidente è Natalino Gagliazzi.

La Corsa dei sette cortili[modifica | modifica wikitesto]

Nata nel 1973 grazie al gruppo giovanile padre Carnevale Garè, ebbe la sue ultima edizione nel 2011. Si svolgeva nel mese di Giugno. Fu organizzata sempre con la collaborazione del locale gruppo sportivo Avis, sciolto poi nell'anno in cui si è conclusa questa corsa. Tipicità della gara era appunto l'attraversamento di questi sette cortili in Gambolò: la partenza era fissata in corso Garibaldi, davanti la sede del gruppo giovanile, e la conclusione sempre nella centralissima piazza Cavour. Attualmente si svolge una "mini sette cortili", solo per i bambini, nella settimana del Palio di San Getulio.

Attirava ogni anno tantissimi atleti, anche da molto lontano.

Il Comune (giornale)[modifica | modifica wikitesto]

Nato all'inizio del 1995, grazie alla giunta di Giuseppe Eusebio Magnani, fu pubblicato fino al 2003, con l'amministrazione di Clementino Nai(1940-2003), poi deceduto dopo breve malattia all'inizio di quell'anno. Era un giornalino, in alcuni periodi semestrale, in altri addirittura bimestrale, il quale appunto informava i cittadini sulla realtà politica locale e sulle manifestazioni all'interno della comunità. Frequenti erano gli interventi degli amministratori comunali dell'epoca, a partire dallo stesso Magnani, passando poi dagli assessori Antonio Conatrali (1949-2001), scomparso il 1º aprile 2001 a soli 52 anni, Gianpiero Zucchetti, Giovanni Rutigliano, Antimo Di Matteo e Antonella Martinello e, infine, Clementino Nai, divenuto a fine 2001 vice-sindaco funzione facente. Fu dato ampio risalto anche ai consiglieri di opposizione di quel periodo, tra cui ricordiamo Sergio Cirioni, Enzo Pio Merli, Antonio Costantino(divenuto poi vice-sindaco tra il 2008 e 2010 e assessore provinciale dal 2010 al 2011), Giuseppe Zanetti (già vice-sindaco, con Rozza) e una giovanissima Elena Nai, futura primo cittadino di Gambolò.

La sua distribuzione era gratuita e riservata a qualsiasi famiglia gambolese.

Casa di Riposo Fratelli Carnevale[modifica | modifica wikitesto]

Nacque nel 1866, grazie all'eredità dei fratelli Carnevale di Gambolò, i quali lasciavano tutti i loro beni per la costruzione di un ospedale cittadino per anziani e infermi, che dovesse mantenere a titolo gratuito inoltre tutti gli uomini gambolesi che non potevano permettersi di pagare la retta. Fino al Luglio 2009 la struttura fu ospitata nei vecchi locali di via Fiume e via Ospedale(dove sorse il primo originario edificio), dalla fine di quel mese fu attuato il piano di trasferimento degli ospiti nel nuovo ospizio sorto in via Lomellina, circonvallazione esterna della città. Lo spostamento, durato quattro giorni, dal 27 luglio al 1º agosto, riuscì grazie all'impegno di Auser e Croce Rossa Gambolò, che dettero il loro preziosissimo contributo ai Servizi Sociali del Comune per attuare il piano dello spostamento nella residenza nuova.

L'inaugurazione ufficiale ebbe luogo il 6 marzo 2010, alla presenza del sindaco di allora, Elena Nai, e del parlamentare Giancarlo Abelli, già assessore alla Sanità di Regione Lombardia. Nella manifestazione, su indicazione del Primo Cittadino Nai, fu osservato un minuto di silenzio per onorare il sindaco di Sannazzaro de' Burgondi, Roberto Bolognese, scomparso alle prime luci dell'alba dello stesso giorno dopo una lunga malattia.

All'interno della Casa di Riposo è presente anche una chiesa, intitolata al Santissimo Sacramento. La Messa festiva, celebrata alle ore 9, è tenuta grazie alla collaborazione diretta del Convento dei Frati Cappuccini di Vigevano, che da molti anni si occupano di questa struttura insieme ai cappellani istituiti dalla locale Diocesi di Vigevano.

Auser Gambolò[modifica | modifica wikitesto]

Dai primi anni duemila è presente in Gambolò l'Auser, associazione dedita al trasporto e all'assistenza delle persone anziane e malate. Storico fondatore è Giuseppe Marinone, il quale da anni si occupa con dovizia e costante impegno di questa associazione di volontariato. Ogni domenica inoltre organizzano i pomeriggi danzanti, presso l'Auditorium scolastico di Corso Garibaldi.

La sede di Auser Gambolò ha luogo all'interno del Castello Litta.

Croce Rossa Italiana di Gambolò[modifica | modifica wikitesto]

Da tanti anni è partecipe all'interno della comunità gambolese una sezione della Croce Rossa Italiana. Anima storica del gruppo fu il dottor Giuseppe Carnevale Miino(1924-2011), medico di base in Gambolò per oltre quarant'anni, che fu presidente fino a poco tempo prima della sua scomparsa. Il gruppo ha sempre operato nei locali del Castello Litta, prima del 1997 in una piccola stanza, ora occupata da Auser Gambolò, dopo quell'anno nell'attuale sede, ovvero nell'appartamento una volta riservato al custode delle Scuole Elementari, che avevano ancora sede al suo interno: l'inaugurazione di quest'ultima struttura avvenne il 24 ottobre 1997, vigilia della Festa Patronale della città, alla presenza del presidente Cri Gambolò, Giuseppe Carnevale Miino, del sindaco, Giuseppe Eusebio Magnani, e di monsignor Mario Ornati(1910-2009), che venne in rappresentanza dell'allora Vescovo di Vigevano, monsignor Giovanni Locatelli(1924-2004).

Casetta dell'acqua[modifica | modifica wikitesto]

Anche Gambolò possiede una casetta dell'acqua. Ha sede in via Vignate. Eroga acqua sia frizzante che naturale. Nacque da un'idea dell'amministrazione di Elena Nai, portata avanti poi dai loro successori, ovvero la giunta di Claudio Galimberti. Fu inaugurata il 20 luglio 2013 dal vice-sindaco di Gambolò, Mario Bassi.

Attualmente è in progetto una seconda casetta, in via don Giovanni Battista Maggioni.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Molti libri di storia locale sono stati scritti e curati da Francesco Marinone, nato a Gambolò nel 1942, già maestro elementare, dirigente scolastico e sindaco di Gambolò, dal 2003 al 2008. Marinone fu tra gli artefici del restauro della storica Pieve di Sant'Eusebio, situata lungo la strada provinciale verso la frazione Remondò, assieme al parroco dell'epoca, don Angelo Croera, i quali riuscirono a rimettere in piedi in poco tempo un gioiello della comunità che ormai stava cadendo a pezzi.
  • E' il comune d'origine della Beata Caterina Nai Savina, suora, del XVI secolo, le cui spoglie riposano nella navata sinistra della chiesa di San Pietro Martire, a Vigevano.
  • E' la città del fagiolo borlotto. Ogni anno si tiene una sagra dedicato a questo legume, nel mese di Luglio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2015.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, UTET, 2006, p. 349.
  3. ^ GambolòGifra
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gambolò e le sue Pievi, Prof. A.Colombo, Tipografia Nazionale Emilio Natale Vigevano 1925.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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