Parco naturale lombardo della Valle del Ticino

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Coordinate: 45°26′13.2″N 8°50′18.6″E / 45.437°N 8.8385°E45.437; 8.8385[1]

Parco naturale lombardo della Valle del Ticino
Vigevano Parco Ticino.jpg
Tipo di area Parco regionale
Codice WDPA 390487
Codice EUAP EUAP0195
Class. internaz. SIC
Stati Italia Italia
Regioni Lombardia Lombardia
Province Milano Milano
Pavia Pavia
Varese Varese
Superficie a terra 20.551,95[2] km²
Provvedimenti istitutivi L.R. 31, 12.12.02[2]
Gestore Consorzio tra Comuni e le Province di Milano, Pavia e Varese
Presidente Gian Pietro Beltrami
Sito istituzionale

Il Parco naturale lombardo della Valle del Ticino, istituito il 9 gennaio 1974, è il più antico parco regionale d'Italia[3]. È situato interamente in Lombardia ed interessa le province di Milano, formando una cintura verde intorno alla città, Pavia e Varese, in un'area di 91.410 ettari compresa tra il Lago Maggiore ed il Po. Ha sede a Magenta, in località Ponte Vecchio.

Il parco confina con il Parco naturale della Valle del Ticino in Piemonte, creato nel 1978.

Ponte sul Ticino a Pavia

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Comuni[modifica | modifica wikitesto]

I comuni appartenenti al Parco naturale lombardo della Valle del Ticino sono:

Provincia di Varese[modifica | modifica wikitesto]

Arsago Seprio, Besnate, Cardano al Campo, Casorate Sempione, Ferno, Gallarate, Golasecca, Lonate Pozzolo, Samarate, Sesto Calende, Somma Lombardo, Vergiate, Vizzola Ticino.

Città metropolitana di Milano[modifica | modifica wikitesto]

Abbiategrasso, Bernate Ticino, Besate, Boffalora sopra Ticino, Buscate, Cassinetta di Lugagnano, Castano Primo, Cuggiono, Magenta, Morimondo, Motta Visconti, Nosate, Ozzero, Robecchetto con Induno, Robecco sul Naviglio, Turbigo, Vanzaghello.

Provincia di Pavia[modifica | modifica wikitesto]

Bereguardo, Borgo San Siro, Carbonara al Ticino, Cassolnovo, Gambolò, Garlasco, Gropello Cairoli, Linarolo, Mezzanino, Pavia, San Martino Siccomario, Torre d'Isola, Travacò Siccomario, Valle Salimbene, Vigevano, Villanova d'Ardenghi, Zerbolò.

Flora[modifica | modifica wikitesto]

La maggior parte del territorio è occupata da boschi ricchi di latifoglie. Un censimento aereo compiuto tra il 2003 e il 2004 [4] ha individuato zone con caratteristiche diverse:

  1. A nord della Malpensa (Somma Lombardo), dove sono presenti colline moreniche, si trovano la Quercia, il Castagno e le conifere,
  2. Al centro nord (Magenta, sud della Malpensa) prevalgono la Robinia, la Quercia e il Prugnolo tardivo,
  3. Al centro (Abbiategrasso), la Quercia e il Carpino, il Pioppo e la Robinia
  4. Al centro sud (Vigevano), i pioppi, la Robinia e il Salice
  5. Al sud (Pavia) la maggiore disponibilità di acqua favorisce le specie igrofile: Pioppo, Ontano e Salice, rispetto a Quercia e Robinia

La robinie, insieme alla Quercia rossa e al Prugnolo tardivo sono considerate esotiche infestanti.

Nel sottobosco si trovano il Nocciolo, il Biancospino, il Caprifoglio.

Tra le fioriture erbacee che si sviluppano all'interno dei boschi e lungo il fiume è possibile annoverare: il Campanellino di primavera, l'Euforbia, la Bugola di Ginevra, la Ginestra, la Celidonia, l'Alliaria, l'Enotera.

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

Mammiferi[modifica | modifica wikitesto]

Tra i mammiferi si possono osservare volpi, donnole, tassi, puzzole e faine. Nello scorso decennio, è comparsa la martora, probabilmente in seguito a processi di dispersione dall'arco alpinio. A seguito di reintroduzioni effettuate dall'ente parco sono ricomparsi i caprioli; altri ungulati, i cinghiali sono invece presenti a causa di una fuga avvenuta anni fa da un allevamento. Nei boschi sono piuttosto diffusi anche lo scoiattolo ed il ghiro. Tra le specie non molto comuni vi sono anche il coniglio selvatico e la lepre, mentre è diffusa la specie esotica del silvilago o minilepre. Nel 2010 è stata localizzata a Bereguardo un'importante "nursery" di circa 2000 individui di Myotis emarginatus, un pipistrello il cui status di conservazione in Europa è problematico. A partire dai primi anni 90 è stato messo in atto un progetto di reintroduzione della lontra utilizzando esemplari provenienti dall'Inghilterra. Questi erano ritenuti lontre europee (luntra luntra ), ma si sono rivelate in realtà, all'analisi genetica; incroci eurocanadesi.Il progetto di ripopolamento è stato quindi sospeso ma le lontre continuano comunque a riprodursi nelle lanche del fiume. Da segnalare la comparsa dell'istrice nella parte sud del Parco.

Ansa del fiume

Uccelli[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio del Parco vi sono 246 specie diverse di uccelli. Tra questi i più numerosi sono gli uccelli acquatici, come la garzetta, l'airone rosso e l'airone cenerino, la sgarza ciuffetto e la nitticora.

Altre specie che frequentano gli specchi d'acqua sono il martin pescatore, il gruccione, la gallinella d'acqua, lo svasso e la folaga. Nelle aree boschive numerose sono le cince, i picchi, compreso il picchio rosso minore, presente solo in pochi siti sul territorio lombardo. Abbondanti anche lo scricciolo, il merlo, il pettirosso, insieme a ghiandaia, cuculo, fringuello, usignolo, storno.

Vi sono anche numerosi predatori, diurni e notturni, come il lodolaio, la poiana, lo sparviero, il gheppio, il falco pellegrino ed il falco pescatore[senza fonte].

Pesci[modifica | modifica wikitesto]

Il Ticino è popolato da circa quaranta specie ittiche. Nelle acque del fiume sono presenti le seguenti specie autoctone: alborella, anguilla, barbo canino, barbo comune, bottatrice, carpa, cavedano, cobite comune, cobite mascherato, ghiozzo padano, gobione, lampreda padana, lasca, luccio, panzarolo, persico reale, pigo, sanguinerola, savetta, scardola, scazzone, spinarello, storione cobice, temolo, tinca, triotto, trota marmorata, vairone.

Da qualche decennio sono aumentate anche le specie alloctone: abramide, aspio, barbo europeo, carassio, cobite di stagno orientale, gambusia, lucioperca, persico sole, persico trota, pseudorasbora, rodeo, rutilo, siluro, trota fario, trota iridea.

Luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Tra le architetture presenti all'interno del parco vi sono numerosi esempi di castelli e torri di avvistamento, insieme agli edifici di origine monastica, che costituiscono l'ossatura della presenza religiosa nell'area del Ticino.

Castelli e fortezze[modifica | modifica wikitesto]

Fra i molti castelli presenti nel territorio del Parco, spiccano tra tutti quelli di Vigevano, Somma Lombardo, e Pavia; di alcuni si salvano solo pochi resti, è il caso di Vergiate, Besate e Ozzero; altri sono stati talmente rimaneggiati nel corso dei secoli da essere quasi irriconoscibili rispetto alla destinazione originale.

Villa Clerici a Castelletto di Cuggiono

Le abbazie[modifica | modifica wikitesto]

Le abbazie di Bernate Ticino e Morimondo sono senza dubbio le più prestigiose. Le origini della Canonica di Bernate Ticino risalgono al 1186, con la Bolla di Papa Urbano III che autorizzava l'insediamento degli Agostiniani milanesi al "Castrum Brinate", il cui territorio venne direttamente legato alla sede apostolica. La commenda rimase per circa tre secoli ai Canonici di Crescenzago, fino a che venne ceduta, da Papa Alessandro IV, ad Antonio Stanga i cui eredi la restituirono, nel 1511, alla Congregazione Lateranense. Dopo non importanti vicende la canonica venne soppressa nel 1722, tornando sotto la giurisdizione ordinaria.

La Canonica di Bernate Ticino

L'abbazia di Morimondo invece, fu fondata dai monaci cistercensi, provenienti dalla cittadina francese di Morimond. Particolarmente importante l'opera di bonifica del territorio circostante, operata dai monaci, che insediarono nuove tecniche agricole in un'area bonificata dalle paludi. Attualmente il complesso comprende una chiesa a forma basilicale, a tre navate e con transetto ed abside rettangolare, il chiostro, la sala capitolare e una serie di costruzioni, tra le quali l'alloggio dell'abate. L'intero complesso, in gotico borgognone francese con elementi di romanico lombardo, è costruito con mattoni a vista.

Le chiese urbane[modifica | modifica wikitesto]

Le principali chiese sono nei più popolosi centri del Parco: Abbiategrasso, Pavia, Gallarate e Vigevano. Ad Abbiategrasso citiamo la chiesa di Santa Maria Nuova (1365-1390) edificata per volere di Gian Galeazzo Visconti e dedicata a Maria Nascente per celebrare la nascita del figlio Gian Maria. Alla struttura originaria suddivisa in tre navate coperte da capriate, Bramante, secondo alcuni storici, intorno al 1497, aggiunse un pregevole pronao. Di Pavia, una delle città d'arte più importanti d'Italia, citiamo fra le numerose chiese e basiliche quelle del periodo longobardo, quando la città giunse all'apice della sua potenza: la chiesa di San Salvatore, per fare un solo esempio, che risale al 643. Ma soprattutto nel periodo carolingio, dopo il 774, quando il regno longobardo venne espugnato da Carlo Magno, vennero costruite basiliche di grande valore architettonico, prime fra tutte quella di San Pietro in ciel d'Oro, con il relativo monastero, e quella di San Michele. Per quanto riguarda Vigevano, altra rinomata città d'arte, non possiamo non citare il Duomo, la cui costruzione prese il via nel 1532 per volere del duca Francesco II Sforza, su una chiesa anteriore al Mille, fu completato solo nel 1612. La originale facciata concava in stile barocco, fu fatta erigere nel 1680 dal Vescovo architetto Juan Caramuel a chiusura della rinascimentale piazza Ducale. Sempre a Vigevano ricordiamo le chiese di San Pietro Martire, tra i più rilevanti esempi di gotico lombardo, e di San Francesco. Infine a Gallarate, divenuta capoluogo amministrativo del Contado di Seprio Inferiore nel 1287, il suo unico importante monumento religioso è la chiesa di San Pietro, costruita a partire dal 1150 e molto rimaneggiata nei secoli successivi.

I santuari[modifica | modifica wikitesto]

Due i santuari nel territorio: la Madonna delle Grazie alla frazione Bozzole di Garlasco e la Madonna della Ghianda di Somma Lombardo, entrambi costruiti su luoghi di apparizioni o per documentare eventi miracolosi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Coordinate prese da OpenStreetMap.
  2. ^ a b Fonte: Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Elenco ufficiale delle aree protette (EUAP) 5º Aggiornamento approvato con Delibera della Conferenza Stato Regioni del 24 luglio 2003 e pubblicato nel Supplemento ordinario n. 144 alla Gazzetta Ufficiale n. 205 del 4 settembre 2003.
  3. ^ Parco del Ticino
  4. ^ Mappatura delle specie arboree del Parco del Ticino

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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