Chiesa di Santa Maria di Canepanova

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Santa Maria di Canepanova
Stato Italia Italia
Regione Lombardia Lombardia
Località Pavia-Stemma.png Pavia
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Architetto Giovanni Antonio Amadeo
Stile architettonico barocco
Inizio costruzione XV secolo
Completamento XVII secolo

Coordinate: 45°11′08″N 9°09′32.5″E / 45.185556°N 9.159028°E45.185556; 9.159028

La chiesa di Santa Maria di Canepanova è il più rilevante monumento cinquecentesco nella città di Pavia, opera dell'architetto Giovanni Antonio Amadeo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I lavori di costruzione della chiesa furono eseguiti tra il 1492 e il 1507, forse su disegno di Bramante e sotto la direzione di Giovanni Antonio Amadeo all'apice della sua fama dopo aver eretto il tiburio del duomo di Milano e quindi essere stato invitato dal cardinale Ascanio Sforza, fratello di Ludovico il Moro, a dirigere la costruzione del duomo di Pavia. La chiesa sembra sia stata costruita per inglobare un affresco miracoloso della Madonna che era sulla facciata di una casa della famiglia nobile dei Canepanova, che probabilmente sovvenzionò in parte i lavori, da qui il nome della chiesa stessa[1].
I lavori della costruzione vengono ultimati dopo l'arrivo dei padri Barnabiti successiva al 1557, completandone poi l'interno con pitture e stucchi nel '600[2]. Nel 1810 i Barnabiti dovettero abbandonare il convento, che venne adibito a scuola, ancora oggi ospita il Liceo Classico che nel 1865 venne intitolato a Ugo Foscolo[3] e la chiesa divenne sussidiaria della parrocchia di San Francesco. Solo il 6 dicembre del 1915 la chiesa venne affidata ai Frati Minori che ne costruirono a fianco il nuovo convento, i cui lavori(affidati a Carlo Morandotti) durarono per il biennio dal 1935 al 1937.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

In questa opera pavese l'architetto Amadeo riprese il suo stile costruttivo ad quadratum derivante dal suo maestro Guiniforte Solari, già utilizzato tra il 1470 e 1476 per realizzare la famosa cappella Colleoni a Bergamo: si tratta di un volume cubico impostato sul quadrato, su cui poggiano un tiburio ottagonale e quattro piccoli campanili[4]. All'effetto di compattezza prodotto dall'apparato esterno quasi completamente privo di aperture e di decorazioni, fa da contrappunto la movimentata disposizione dell'interno[5].

Lo spazio a pianta centrale è generato dagli otto lati della cupola proiettati entro il perimetro quadrato della chiesa; la figura così inscritta crea una successione di nicchie sostenute da un arcone per ciascuna delle facce dell'ottagono.
Sopra il portale, la cantoria con il pregevole organo "Angelo Amati 1853", che viene suonato regolarmente nei giorni festivi e in occasione di prestigiosi concerti[6]. Gli affresci sono attribuiti a Giovanni Battista Longoni e a Moncalvo, di questo è presente una serie di dipinti e anche di Alessandro Tiarini, nel presbiterio sono presenti alcune tele del Procaccini raffigurantei le Donne della Bibbia[7].

A pochi passi, al n. 4 di via Mentana, il palazzo del Maino conserva il portale e ambienti rinascimentali molto vicini all'arte dell'Amadeo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Santa Maria di Canepanova, Carlo Danese. URL consultato il 26 maggio 2916.
  2. ^ Santa Maria di Canepanova, paviaedintorni.it, le chiese di Pavia. URL consultato il 26 maggio 2016.
  3. ^ lastoria del Liceo Classico Ugo Foscolo, liceofoscolopavia.weebly.com. URL consultato il 26 maggio 2016.
  4. ^ La chiesa di Santa Maria di Canepanova, LombardiaBeni culturali. URL consultato il 26 maggio 2016.
  5. ^ Simonetta di Zanutto, la più bella di epoca rinascimentale, minube.it. URL consultato il 26 maggio 2016.
  6. ^ Chiesa di Santa Maria di Canepanova, Weagoo. URL consultato il 26 maggio 2016.
  7. ^ Santuario di Santa Maria di Canepanova, Pavia Free.it. URL consultato il 26 maggio 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Richard V. Schofield, Janice Shell, Grazioso Sironi, Giovanni Antonio Amadeo-I documenti, Como, Edizioni New Press, 1989.
  • Flavio Fagnani, S. Maria di Canepanova, Pavia : guida storico-artistica, World Cat, OCLC 878735016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]