Linarolo

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Linarolo
comune
Linarolo – Stemma
Linarolo – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Pavia-Stemma.png Pavia
Amministrazione
SindacoPaolo Mario Fraschini (lista civica Insieme) dal 26-5-2019
Lingue ufficialiitaliano
Territorio
Coordinate45°10′N 9°16′E / 45.166667°N 9.266667°E45.166667; 9.266667 (Linarolo)Coordinate: 45°10′N 9°16′E / 45.166667°N 9.266667°E45.166667; 9.266667 (Linarolo)
Altitudine73 m s.l.m.
Superficie13,17 km²
Abitanti2 852[1] (31-8-2019)
Densità216,55 ab./km²
FrazioniCasa Lamino, Cascina Paltinera, Crocetta, La Becca, Ospedaletto, San Leonardo, Vaccarizza
Comuni confinantiAlbaredo Arnaboldi-Stemma.png Albaredo Arnaboldi
Albuzzano-Stemma.png Albuzzano
Belgioioso-Stemma.png Belgioioso
Mezzanino (Italia)-Stemma.png Mezzanino
Travacò Siccomario-Stemma.png Travacò Siccomario
Valle Salimbene-Stemma.png Valle Salimbene
Altre informazioni
Lingueitaliano e Dialetto pavese
Cod. postale27010
Prefisso0382
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT018081
Cod. catastaleE600
TargaPV
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Cl. climaticazona E, 2 628 GG[2]
Nome abitanti(IT) linarolesi
(Dialetto pavese) sücot
PatronoB. V. Maria del Rosario e Sant'Antonio Abate
Giorno festivolunedì dopo la seconda domenica di ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Linarolo
Linarolo
Linarolo – Mappa
Posizione del comune di Linarolo nella provincia di Pavia
Sito istituzionale

Linarolo (Linarö in dialetto pavese[3]) è un comune italiano di 2 852 abitanti[1] della provincia di Pavia in Lombardia. Si trova nel Pavese meridionale, a breve distanza dalla riva sinistra del Po, appena a valle delle confluenza del Ticino, che avviene presso il ponte della Becca, che si trova nel comune, presso la frazione Vaccarizza. Il centro si sviluppa attorno alla piazza, su cui si affaccia la chiesa parrocchiale di Sant'Antonio Abate.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

All'interno del comune di Linarolo il Ticino confluisce nel Po presso la frazione di Vaccarizza. Sono presenti aree naturali che fanno parte del Parco naturale lombardo della Valle del Ticino, di queste i più conosciuti sono i cosiddetti Boschi di Vaccarizza.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome di Linarolo deriva dall'antica presenza di coltivazioni di lino.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Linarolo[modifica | modifica wikitesto]

Noto fin dal 1181, apparteneva alla Campagna Sottana pavese; nel XIV ne erano feudatari i Cani di Pavia, passando poi ai Beccaria. Linarolo appartenne dal 1450 al feudo di Belgioioso, ma passò successivamente ai Mezzabarba e per eredità nel 1723 ai Calderara di Pavia. L'intero comprensorio fece poi parte di Belgioioso, dominato per secoli dagli Estensi e poi dai Barbiano. Nel 1872 fu aggregato a Linarolo il soppresso comune di Vaccarizza.

Vaccarizza[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Vaccarizza § Storia.

Vaccarizza (CC L523) faceva parte della Campagna Sottana di Pavia, ed era compreso nella squadra (podesteria) del Vicariato di Belgioioso. Nel XVIII secolo gli furono aggregati i piccoli comuni di Ospedaletto e San Leonardo. Nel 1872 il comune di Vaccarizza fu soppresso e unito a Linarolo.

La via Francigena[modifica | modifica wikitesto]

La via Francigena passa per il comune di Linarolo, il quale apparteneva all'Ordine dei Templari.
Il passaggio dei pellegrini è confermato dall'esistenza, in passato, di un ospedale per i Romei, ricordato dal duca di Milano Gian Galeazzo Visconti nel suo Itinerario per i pellegrini diretti a Roma, del 1400. I boschi e la vicinanza del fiume formarono la cornice ideale per intraprendere passeggiate nella natura e rievocare una storia suggestiva. L'abitato è in una zona assai frequentata nel Medioevo, dove transitava la Strada Regina, passando per San Leonardo e Ospedaletto. La strada congiungeva Piacenza a Pavia seguendo il Po e costituiva il proseguimento della Strada Emilia (Rimini-Piacenza).

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa parrocchiale di Sant'Antonio Abate[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale di Sant'Antonio Abate è situata in piazza Dante Alighieri, accanto al Municipio.

La prima menzione della chiesa risale al 3 settembre 1380, dagli atti del notaio Giovanni Campeggi, quando risultava di proprietà dei Canonici regolari di Sant'Antonio di Vienne che vi gestivano anche un ospedale per i pellegrini[4]. Conseguì, tuttavia, i diritti parrocchiali solo nel XVI secolo, come si desume dagli atti della visita apostolica di Angelo Peruzzi del 1576[5].

Aveva due altari, uno dedicato a Sant'Antonio Abate e l'altro alla Beata Vergine del Rosario di patronato della famiglia Beccaria. Sulla facciata erano state dipinte le immagini della Madonna Annunziata, di Sant'Antonio Abate e di San Prospero.

Fu ricostruita tra il 1784 e il 1785[4] e venne consacrata il 12 luglio 1885, in occasione del primo centenario della sua costruzione, dal vescovo di Pavia Agostino Gaetano Riboldi: non vi era infatti documentazione certa di una precedente consacrazione. Per la costruzione della chiesa furono impiegati i caratteristici mattoni rossi (molto usati nella costruzione di chiese in Lombardia).

Sulla facciata è presente un medaglione raffigurante la visita di Sant'Antonio abate a San Paolo di Tebe nel deserto, al quale un corvo porta due pezzi di pane. Sopra il portale è presente l'iscrizione latina "DOMUS DOMINI DICATA S. ANTONIO ABBATI" (Casa del Signore dedicata a Sant'Antonio Abate). La pianta presenta tre navate separate da due colonne per lato, sia l'altare maggiore che quelli laterali sono a muro, nella parte superiore dell'abside è raffigurato Gesù come buon pastore in un affresco di A. Vitto del 1924, sulla cupola sono, invece, raffigurati degli angeli in adorazione davanti al Santissimo Sacramento, agli angoli i quattro evangelisti e sulla volta è presente l'iscrizione latina "LAUDATE DOMINUM OMNES GENTES" (tutte le genti lodino il Signore). Lungo la navata laterale di destra è presente l'altare della Natività della Beata Vergine Maria e quello di Sant'Antonio Abate, la navata termina in una cappella ove sono conservate le reliquie dei santi martiri Fausto e Sebastiano; mentre in quella sinistra sono presenti il battistero con la statua di Maria Immacolata e il quadro del Battesimo di Gesù nel fiume Giordano e gli altari di San Luigi Gonzaga (donato dalla famiglia E. Penna, M. Rampini nel giugno 2014) e quello della Madonna del Rosario, patrona del paese. L'organo è situato in fondo alla chiesa e nella parte superiore compare l'iscrizione latina "LAUDATE DEUM IN CHORDIS ET ORGANO" e la statua di un angelo che suona la tromba. Il campanile si trova sul lato sinistro della chiesa e vi si può accedere tramite la porta retrostante la sede del celebrante.

Reliquie conservate nella chiesa[6]:

  • Santa Croce, autenticata il 14 maggio 1736, viene esposta alla venerazione dei fedeli tutti i venerdì di quaresima e il 14 settembre (festa dell'Esaltazione della Santa Croce).
  • Sant'Antonio Abate, autenticata il 22 giugno 1767, viene esposta alla venerazione dei fedeli il 17 gennaio (festa del santo), quando viene anche portata in processione.
  • Santi Fausto e Sebastiano, martiri. Le ossa dei due santi sono state autenticate dalla Curia Vescovile di Pavia il 12 maggio 1722 e poste nella cappella a loro dedicata situata a destra dell'altare maggiore.
  • San Barnaba, apostolo e vescovo. La reliquia è stata autenticata dall'arcivescovo di Milano Luigi Nazari di Calabiana il 15 settembre 1869 ed è contenuta in un busto raffigurante il santo esposto sull'altare maggiore durante le principali festività.
  • Sant'Agostino, vescovo e dottore della Chiesa. La reliquia è stata autenticata dall'arcivescovo di Milano Luigi Nazari di Calabiana il 15 settembre 1869 ed è contenuta in un busto raffigurante il santo esposto sull'altare maggiore durante le principali festività.
  • San Carlo Borromeo, cardinale. La reliquia è stata autenticata dall'arcivescovo di Milano Luigi Nazari di Calabiana il 15 settembre 1869 ed è contenuta in un busto raffigurante il santo esposto sull'altare maggiore durante le principali festività.
  • Sant'Ambrogio, vescovo e dottore della Chiesa. La reliquia è stata autenticata dall'arcivescovo di Milano Luigi Nazari di Calabiana il 15 settembre 1869 ed è contenuta in un busto raffigurante il santo esposto sull'altare maggiore durante le principali festività.
  • San Tranquillo, martire. La reliquia consiste in un osso del santo ed è stata autenticata dalla Curia Vescovile di Pavia il 2 marzo 1880, viene esposta sull'altare maggiore durante le principali festività.
  • San Pacifico, martire. La reliquia consiste in un osso del santo ed è stata autenticata dalla Curia Vescovile di Pavia il 2 marzo 1880, viene esposta sull'altare maggiore durante le principali festività.
  • Santa Sinforosa, martire. La reliquia consiste in un osso della santa ed è stata autenticata dalla Curia Vescovile di Pavia il 2 marzo 1880, viene esposta sull'altare maggiore durante le principali festività.
  • San Massimo, vescovo di Pavia. La reliquia consiste in un osso del santo ed è stata autenticata dalla Curia Vescovile di Pavia il 2 marzo 1880, viene esposta sull'altare maggiore durante le principali festività.

Cappella della Madonna Addolorata[modifica | modifica wikitesto]

Nei pressi della Cascina Paltinera, in una zona rurale del comune, è presente una piccola cappella dedicata a Maria Addolorata, comunemente nota come la Madonnina. Fu costruita per volere di Martina Fietta nel maggio 1933 e fu poi donata alla parrocchia insieme a un appezzamento di terra nelle vicinanze. Ogni anno, la terza domenica di settembre viene celebrata una messa alla cappella. All'interno è presente un dipinto raffigurante la pietà realizzato da Cavallini nel 1986.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[7][modifica | modifica wikitesto]

  • 200 ab. nel 1576[8]
  • 530 ab. nel 1750[9]
  • 675 ab. nel 1780[10]
  • 624 ab. nel 1805
  • 687 ab. nel 1807[11]
  • 700 ab. nel 1822[12]
  • 836 ab. nel 1853[13]
  • 1 015 ab. nel 1859
  • 1 083 ab. nel 1861[14]
  • 1 214 ab. nel 1871[15]
  • 1 452 ab. nel 1877[16]
  • 2 342 ab. nel 1881[17]
  • 2 315 ab. nel 1901[18]
  • 2 369 ab. nel 1911[19]
  • 2 421 ab. nel 1921[20]
  • 2 480 ab. nel 1931[21]
  • 2 580 ab. nel 1936[22]
  • 2 636 ab. nel 1951[23]
  • 2 476 ab. nel 1961[24]
  • 2 169 ab. nel 1971[25]
  • 2 850 ab. nel 2017[26]

Abitanti censiti[27]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Lista delle frazioni del comune

Ospedaletto[modifica | modifica wikitesto]

Vista della frazione di Ospedaletto

Ospedaletto è attraversato dalla Strada Regina (una parte di via Francigena); l'area appartenne in passato all'Ordine dei Templari, che vi gestivano un ospitale per i pellegrini, da cui deriva appunto il nome. Nel 1751 la popolazione era di 138 abitanti[28]. Nel 1757 il piccolo comune di Ospedaletto fu aggregato a quello di Vaccarizza e nel 1872 al comune di Linarolo.

San Leonardo[modifica | modifica wikitesto]

Facciata della chiesa parrocchiale di San Leonardo

San Leonardo è una frazione divisa fra i comuni di Linarolo e Valle Salimbene. Anche essa è attraversata dalla Strada Regina e si estende in un territorio chiamato, in epoca medievale, Toxicaria. Nel 1757 il piccolo comune di San Leonardo fu aggregato a quello di Vaccarizza e nel 1872 ai comuni di Linarolo e Valle Salimbene. Cuore del caseggiato è la chiesa parrocchiale dedicata a San Leonardo di Limoges.

Evoluzione demografica[29]:

  • 600 ab. nel 1576
  • 741 ab. nel 1780
  • 1 141 ab. nel 1807
  • 1 452 ab. nel 1877

Vaccarizza[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Vaccarizza.

Presso questa località il Ticino confluisce nel Po. Vaccarizza costituì un comune autonomo fino al 1872 quando fu aggregato a quello di Linarolo. In una cappella privata del paese si trova un bassorilievo in marmo bianco di Carrara e risalente al XIII secolo, raffigurante Cristo in croce. Secondo una tradizione locale le acque del Po, in un'esondazione, cominciarono a ritrarsi dopo aver lambito l'opera.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il Ponte della Becca[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Ponte della Becca.
Ponte della Becca.jpg

La Strada statale 617 Bronese, che passa per il comune di Linarolo, scavalca il Po tramite il Ponte della Becca, interamente costruito in ferro battuto; il ponte sovrasta il Po nel punto esatto della confluenza con il Ticino. Esso, per la sua importanza strategica, fu oggetto di numerosi bombardamenti sia tedeschi che alleati durante la Seconda guerra mondiale, che lo distrussero parzialmente; nel 1950 fu ricostruito.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
23 aprile 1995 13 giugno 1999 Marco Giorgio Pinotti Lista civica di Centro-sinistra Sindaco Primo mandato
13 giugno 1999 13 giugno 2004 Marco Giorgio Pinotti Lista civica di Centro-sinistra Sindaco Secondo mandato
13 giugno 2004 8 giugno 2009 Faustino Luigi Precerutti Lista civica Sindaco -
8 giugno 2009 25 maggio 2014 Pietro Scudellari Lista civica Il ponte Sindaco Primo mandato
25 maggio 2014 26 maggio 2019 Pietro Scudellari Lista civica Il ponte Sindaco Secondo mandato
26 maggio 2019 in carica Paolo Mario Fraschini Lista civica Insieme Sindaco -

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2019.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, UTET, 2006, p. 418.
  4. ^ a b Domenico Palazzi, Chiesa di Sant'Antonio Abate, su www.paviaedintorni.it. URL consultato il 5 dicembre 2019.
  5. ^ V.L. Bernorio, La chiesa di Pavia nel secolo XVI e l'azione pastorale del cardinale Ippolito de' Rossi (1560-1591), Pavia, 1971, In appendice: Atti della visita apostolica di Angelo Peruzzi, Quaderni del Seminario Vescovile di Pavia.
  6. ^ Catalogo delle Sacre Reliquie che si conservano e si onorano in questa chiesa, Parrocchia di Sant'Antonio Abate, Archivio parrocchiale.
  7. ^ Linarolo, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 24 marzo 2019.
  8. ^ V.L. Bernorio, La chiesa di Pavia nel secolo XVI e l'azione pastorale del cardinale Ippolito de' Rossi (1560-1591), Pavia, 1971, In appendice: Atti della visita apostolica di Angelo Peruzzi, Quaderni del Seminario Vescovile di Pavia.
  9. ^ Risposte ai 45 quesiti, 1751; cart. 3021
  10. ^ Nota specifica delle esenzioni prediali a favore delle parrocchie dello stato di Milano”, 1781, ASMi, Culto p.a., cart. 566.
  11. ^ Repertorio alfabetico e stato delle chiese della diocesi di Pavia”, 1807, ASDPv.
  12. ^ Prospetto delle parrocchie della diocesi di Pavia mancanti dei necessari cooperatori ai parroci credute meritevoli di ottenere un sussidio sullo Stato per essere le stesse mancanti di mezzi per procurarseli”, 1822, ASMi.
  13. ^ notificazione 23 giugno 1853
  14. ^ Censimento 1861
  15. ^ Censimento 1871
  16. ^ Almanacco Sacro Pavese per l'anno 1877 (anno XXXIII°). Aggiuntovi lo stato del clero ed appendice, Pavia, 1876.
  17. ^ Censimento 1881
  18. ^ Censimento 1901
  19. ^ Censimento 1911
  20. ^ Censimento 1921
  21. ^ Censimento 1931
  22. ^ Censimento 1936
  23. ^ Censimento 1951
  24. ^ Censimento 1961
  25. ^ Censimento 1971
  26. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2017.
  27. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  28. ^ Ospedaletto, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 27 agosto 2018.
  29. ^ San Leonardo, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 27 agosto 2018.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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