Valle Lomellina

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Valle Lomellina
comune
Valle Lomellina – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Pavia-Stemma.png Pavia
Amministrazione
Sindaco Pier Roberto Carabelli (lista civica) dal 28/05/2007
Territorio
Coordinate 45°09′00″N 8°40′00″E / 45.15°N 8.666667°E45.15; 8.666667 (Valle Lomellina)Coordinate: 45°09′00″N 8°40′00″E / 45.15°N 8.666667°E45.15; 8.666667 (Valle Lomellina)
Altitudine 101 m s.l.m.
Superficie 27,24 km²
Abitanti 2 241[1] (31-12-2010)
Densità 82,27 ab./km²
Frazioni Bordignana, Cascina d'Allona, Cascina dei Risi, Costarossa
Comuni confinanti Breme, Candia Lomellina, Cozzo, Sartirana Lomellina, Semiana, Velezzo Lomellina, Zeme
Altre informazioni
Cod. postale 27020
Prefisso 0384
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 018168
Cod. catastale L593
Targa PV
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti vallesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Valle Lomellina
Valle Lomellina
Posizione del comune di Valle Lomellina nella provincia di Pavia
Posizione del comune di Valle Lomellina nella provincia di Pavia
Sito istituzionale

Valle Lomellina (La Vàl in dialetto lomellino) è un comune italiano di 2.245 abitanti della provincia di Pavia in Lombardia. Si trova nella Lomellina centrale ed è ricco di attività agricole ed industriali.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il primo nucleo che dà origine al comune di Valle Lomellina risale al periodo pre-romano; l'area era infatti occupata da piccoli villaggi risalenti all'età del bronzo. Con l'invasione gallica del IV secolo a.C. gli insediamenti in Lomellina aumentano, favoriti dalla ricchezza d'acqua della zona. L'arrivo dei Romani portò alla costruzione di una strada che partendo da Ticinum (Pavia) raggiungeva le Gallie attraversando la Lomellina e il centro vallese. In quel periodo vennero altresì costruite molte ville che portarono alla bonifica di terre per uso agricolo e che costituirono il primo tassello della futura economia agricola del paese. La caduta dell'Impero Romano e l'arrivo dei barbari creò un periodò di instabilità economica e sociale che terminerà con l'insediamento dei Longobardi nel territorio vallese: a prova di ciò bisogna ricordarsi che il patrono di Valle, San Michele Arcangelo, era altresì il protettore dei Longobardi.

Il nome Valle potrebbe derivare dal latino vallum che significa fortezza, arroccamento; in effetti la Lomellina dell'epoca romana era caratterizzata da piccole colline e dossi comprese tra zone paludose[2]. Nell'elenco delle terre del contado di Pavia del XIII secolo, il centro è citato con il nome di "Valide". Nel '400 divenne signoria dei Beccaria di Pavia (ramo di Arena Po), sostituiti poi dal ministro ducale degli Sforza, Cicco Simonetta, nel 1470 (egli era qui infeudato anche di Sartirana e Castelnovetto). Dopo la sua morte il feudo fu incamerato, e fu venduto a un Tasino di Ferrara. Durante l'occupazione francese (1499) viene ceduto al cardinale d'Amboise, che lo vende al ministro Bergonzo Botta; i suoi figli lo cedono nel 1527, giunge poi a un ramo dei Visconti estinto nel 1564 con la morte di Luigi (fin qui il feudo condivise le sorti di Castelnovetto). Il feudo, incamerato, nel 1574 fu acquistato da Giovanni Agostino Litta, Marchese di Gambolò e primo Conte di Valle. Il feudo di Valle rimase ai marchesi Litta di Gambolò fino all'abolizione del feudalesimo (1797). Nel 1707 Valle, con tutta la Lomellina, fu inclusa nei domini di Casa Savoia, seguendone le sorti fino all'unità d'Italia, fatta salvo il periodo napoleonico tra il 1796 e il 1815. Nel 1859 entrò a far parte della provincia di Pavia e di conseguenza della Lombardia, dividendosi definitivamente dal Piemonte. Verso la fine dell'800 molti vallesi emigrano in Argentina a causa della crisi agricola. Nel '900 Valle è coinvolta nelle lotte contadine che scoppiano in tutta la Lomellina. La guerra intanto comportò la perdita di 50 vallesi. Nel ventennio fascista nascono le due riserie, la Curti e la Società Italiana. La Seconda guerra mondiale non tocca direttamente Valle, che diviene invece un rifugio per molti sfollati Milanesi. Il dopoguerra vede un abbandono delle campagne e un aumento dei pendolari verso le industrie orafe di Valenza e i calzaturifici di Vigevano.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di San Michele Arcangelo[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa Parrocchiale di San Michele Arcangelo, costruita nel '600, è caratterizzata da un'unica navata la cui volta è completamente affrescata. L'altare maggiore è abbellito con marmi e pietre di pregevole valore. La chiesa conserva al suo interno la statua del Cristo Morto racchiusa in una magnifica urna. Il coro in fondo alla navata è in legno di noce finemente intagliato e risale al XVI secolo.

Il santuario della Madonna di Casaletto[modifica | modifica wikitesto]

Fuori paese, nella strada che conduce a Semiana e Lomello, è situato il Santuario della Madonna di Casaletto, risalente al XVI secolo. Il Santuario è meta ogni anno, soprattutto nel periodo primaverile, di pellegrini che provengono da tutta la Lomellina. Il Santuario ha ospitato un convento fino al secolo scorso, oggi ormai abbandonato.

La chiesa di Santa Maria del Castello[modifica | modifica wikitesto]

Questa chiesa è posta nella vicinanze del castello ed è l'edificio più antico del paese. Recentemente sono stati ritrovati degli affreschi del '400 riferiti alla tradizione pittorica lombarda.

La chiesa di San Rocco e San Sebastiano[modifica | modifica wikitesto]

Nella piazza principale del paese, a pochi passi dalla chiesa parrocchiale, si erge la chiesa di San Rocco e San Sebastiano, a forma rettangolare, innalzata nel 1469.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Il castello[modifica | modifica wikitesto]

Il castello medievale fu una delle roccaforti più importanti della Lomellina e costituiva, insieme ai castelli di Sartirana Lomellina, Frascarolo e Lomello, la cintura difensiva della parte sud occidentale del Ducato di Milano. L'edificio, costruito nel XIV secolo, si erge al centro del paese ed è caratterizzato da un impianto a semicerchio con loggiati e finestre ad archi acuti.

Il Monumento ai caduti[modifica | modifica wikitesto]

Il monumento dedicato a tutti i caduti vallesi nelle due Guerre Mondiali è costituito da un altare in stile neoclassico con sei colonne doriche che sostengono una piccola cupola; sull'altare è posto un braciere in ricordo delle vittime. Il monumento trae ispirazione dal Mausoleo di Teodorico a Ravenna ed è molto simile al Monumento ai caduti di Ancona costruito, come il monumento vallese, in epoca fascista.

Il municipio[modifica | modifica wikitesto]

Il Municipio è uno dei più belli esempi di architettura littoria della Lombardia. L'edificio è stato costruito negli anni '20 e da allora ospita gli uffici comunali e la polizia locale. La parte centrale e le parti laterali della facciata sono in mattoni a vista. Al centro, sempre della facciata, è presente un balcone in travertino sormontato dalla scritta in caratteri latini "MVNICIPIO".

Sagre, Feste e Pagli[modifica | modifica wikitesto]

La Sagra del Riso[modifica | modifica wikitesto]

La Sagra del Riso si tiene l'ultimo fine settimana di giugno e offre il riso cucinato in ogni modo possibile. Le serate sono allietate da musica e balli.

La Sagra della Lumaca[modifica | modifica wikitesto]

La Sagra della Lumaca si svolge la prima domenica di settembre e offre ai propri ospiti lumache cotte in ogni modo.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Gruppo Scherma Valle - sede nella sala d'armi in Via Casserotto.

Gruppo sportivo Valle - sede in via breme, presso il campo sportivo.

Gruppo Anta Bocciofila - sede in Strada alla Cappelletta.

Gruppo S.P.S.

Gruppo Lenza Vallese - sede Via alla pista, 20.

Tennis Club Valle Lomellina - sede Via alla Pista, 20.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia del paese si basa sulla coltivazione e raffinazione del riso. Sono presenti due importanti riserie: la Curtiriso (gruppo Euricom) e la Gariboldi (gruppo Colussi) che producono riso non solo per il mercato italiano ma anche per il mercato straniero. É presente anche una viteria situata nella stessa zona.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade e autostrade[modifica | modifica wikitesto]

La strada statale 494 Vigevanese collega Valle Lomellina alle città principali delle vicinanze. Le autostrade più vicine sono l'A7 Milano-Genova, uscita Casei Gerola; l'A21 Torino-Brescia, uscita Alessandria Ovest o Voghera; l'A26 Gravellona Toce-Genova, uscita Casale Monferrato Nord.

Autolinee[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è servito di due autolinee: la linea Mede-Mortara (operata dalla STAV) e la linea Mede-Casale Monferrato (operata dalla STAC-Autoticino).

Linee ferroviarie[modifica | modifica wikitesto]

Valle Lomellina è attraversata dalla linea Alessandria–Novara–Arona e Alessandria-Mortara-Milano Porta Genova ed è munita di una stazione propria. Tramite la stazione di Mortara, Valle Lomellina è ben collegato a Milano tramite le stazioni ferroviarie di Milano San Cristoforo e Milano Porta Genova.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Questa etimologia peraltro sembra contrastare con la più antica forma nota del nome, Valide, che potrebbe comunque avere il significato di luogo forte (dal latino validum)
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN242308256