Lungavilla

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Lungavilla
comune
Lungavilla – Stemma Lungavilla – Bandiera
Lungavilla – Veduta
Chiesa di Santa Maria Assunta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Pavia-Stemma.png Pavia
Amministrazione
SindacoAndrea Daprati (lista civica "Nuovo Comune - Insieme per Lungavilla") dal 25 maggio 2014[1]
Territorio
Coordinate45°02′N 9°05′E / 45.033333°N 9.083333°E45.033333; 9.083333 (Lungavilla)Coordinate: 45°02′N 9°05′E / 45.033333°N 9.083333°E45.033333; 9.083333 (Lungavilla)
Altitudine75 m s.l.m.
Superficie6,82 km²
Abitanti2 420[2] (30-9-2017)
Densità354,84 ab./km²
Comuni confinantiCastelletto di Branduzzo, Verretto, Casteggio, Montebello della Battaglia, Voghera, Pizzale
Altre informazioni
Cod. postale27053
Prefisso0383
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT018084
Cod. catastaleB387
TargaPV
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantiLungavillesi
PatronoSanta Maria Assunta in Cielo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Lungavilla
Lungavilla
Lungavilla – Mappa
Posizione del comune di Lungavilla nella provincia di Pavia
Sito istituzionale

Lungavilla (Lungavila in dialetto oltrepadano) è un comune italiano di 2.420 abitanti della provincia di Pavia in Lombardia. Si trova nella Pianura Padana dell'Oltrepò Pavese, tra i torrenti Coppa e Staffora ai piedi delle colline e del relativo Appennino.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Possiede un clima continentale, più estremizzato rispetto al resto della Pianura Padana: maggiori escursioni termiche sia giornaliere sia annue. Gli inverni sono spesso rigidi e nevosi, con una media temperatura a +4 °C e una media neve sui 50 cm. Le estati sono calde e secche, con una temperatura media sui +30 °C e una piovosità quasi inferiore della metà rispetto al resto della Pianura Padana: è terra, infatti, di pochi temporali.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome del comune, dall'evidente significato di "paese dalla forma allungata", risale al Regio Decreto n° 590 del 23 dicembre 1894.[3] Prima di allora il paese si chiamava Calcababbio, toponimo nato probabilmente da un soprannome, derivante dal verbo calcare e dal termine dialettale babi che significa "rospo", animale molto diffuso nella zona. Lo stemma comunale infatti riporta un piede che calpesta un rospo. Tale nome venne poi cambiato perché giudicato indecoroso.[4]

Secondo una leggenda, il nuovo nome fu ispirato da un'esclamazione del re Umberto I che, transitando per il paese, avrebbe esclamato: "Oh, che longa vila!".[senza fonte]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le antiche origini di Calcababbio sono provate da tombe romane, che, insieme a vasi e a una preziosa urna cineraria, attualmente custodita presso il Museo di Arte Antica di Pavia, furono rinvenute presso la vecchia fornace Palli.

Le prime notizie di Calcababbio sono contenute in un documento del 1250, contenente un elenco di terre appartenenti al Ducato di Pavia. Dal XIII secolo apparteneva ai domini pavesi nell'Oltrepò, probabilmente aggregato alla podesteria di Voghera. Nel XIV secolo vi sorgeva una rocchetta appartenente ai Buscaglia di Voghera. Nel XV secolo fu infeudato ai Fregoso di Genova (signori anche di Rivanazzano), ma nel 1493 fu acquistato dal ministro ducale Bergonzio Botta, pavese, la cui famiglia da tempo aveva la signoria del vicino Branduzzo. In breve Calcababbio divenne il centro principale e sede del feudo, rimasto sempre ai Botta (dal 1613 Botta Adorno), che fu elevato a Marchesato nel 1663. I Botta furono consiglieri e ministri dapprima di Filippo Maria Visconti e poi di Francesco Sforza. Con la famiglia Botta si snoda la storia di Calcababbio durante il feudalesimo, il dominio asburgico, il periodo del Regno di Sardegna sino alla costituzione del Regno d´Italia, quando anche Branduzzo e Calcababbio, insieme con il vogherese, vengono aggregati alla Lombardia.

Nell'agosto 1836 una violenta epidemia di colera decimò la popolazione. Dopo un triduo di preghiera, voluto dal parroco Don G. B. Bellingeri e culminato in una processione con formulazione di voto perpetuo alla Madonna, l'epidemia ebbe fine. Ancora oggi, si ricorda l'evento con la solenne processione del 22 agosto, "Giornata del voto".

Nel 1859 anche il territorio di Calcababbio fu teatro dei sanguinosi scontri tra austriaci e alleati franco-piemontesi nella storica battaglia di Montebello.Fino a quando passò alla diocesi di Tortona, Calcababbio fu della diocesi di Piacenza.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Lungavilla ospita una riserva gestita dal comune: il Parco Palustre di Lungavilla. È un'area di riserva naturale ad acque sorgive e con fauna e flora rigogliosa. Vi si praticano attività di pesca sportiva e amatoriale, birdwatching, percorso ciclabile e sentieri pedonali.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

  • Dal 25 maggio 2014 è sindaco Andrea Daprati (lista civica "Nuovo Comune - Insieme per Lungavilla").[1]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Elezioni on line, su asp.urbi.it. URL consultato il 19-05-2017.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2017.
  3. ^ R.D. 590 del 23/12/1894.
  4. ^ Dizionario di toponomastica, UTET, 2006, p. 429, ISBN 978-88-02-07228-9.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Polisportiva UPOL Lungavilla Archiviato il 27 agosto 2009 in Internet Archive.
  7. ^ G.S.G. Lungavilla Archiviato il 2 maggio 2014 in Internet Archive.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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