Romagnese

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Romagnese
comune
Romagnese – Stemma Romagnese – Bandiera
Romagnese – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Pavia-Stemma.png Pavia
Amministrazione
SindacoManuel Achille (lista civica Tutti per Romagnese) dal 27-5-2019
Territorio
Coordinate44°50′N 9°20′E / 44.833333°N 9.333333°E44.833333; 9.333333 (Romagnese)
Altitudine630 m s.l.m.
Superficie29,72 km²
Abitanti614[1] (31-7-2021)
Densità20,66 ab./km²
FrazioniAriore Villa, Canedo, Canevizza, Casa, Casa Ariore, Casa Colombini, Casale,Casa Lazzati, Casa Matti, Casa Piazza, Casa Picchi, Casa Pilla, Casa Rocchi-Crotta, Costa, Costaiola, Gabbione, Grazzi, Ozio, Penicina, Pozzallo, Predacosta, Totenenzo
Comuni confinantiAlta Val Tidone (PC), Bobbio (PC), Menconico, Varzi, Zavattarello
Altre informazioni
Cod. postale27050
Prefisso0383
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT018128
Cod. catastaleH505
TargaPV
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[2]
Cl. climaticazona F, 3 265 GG[3]
Nome abitantiromagnoli
PatronoSan Lorenzo
Giorno festivo10 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Romagnese
Romagnese
Romagnese – Mappa
Posizione del comune di Romagnese nella provincia di Pavia
Sito istituzionale

Romagnese (Rumagnes in dialetto oltrepadano) è un comune italiano di 614 abitanti della provincia di Pavia in Lombardia. Si trova nella zona di montagna dell'Oltrepò Pavese, alla testata della val Tidone, non lontano dal passo del Penice. Nel 2012 viene nominato gioiello d'Italia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio già abitato nella preistoria, l'antico borgo di Romagnese Castrum Romaniense[4], in base alla tradizione che affonda le radici nella leggenda, avrebbe avuto origine da un accampamento di legionari romani, in fuga dopo la sconfitta nella battaglia del fiume Trebbia ad opera delle truppe di Annibale nella seconda guerra punica (218 a.C.); comunque il paese viene nominato per la prima volta da fonti scritte nel VII secolo.

In epoca altomedievale il territorio di Romagnese fa parte, fin dal periodo longobardo, degli antichi possedimenti dell'abbazia di San Colombano di Bobbio[5][6][7], fondata nel 614 dall'abate San Colombano, con il possedimento della corte monastica di Casella (curtis de Caxelle o Caselle o Casellas, frazione oggi del comune di Alta Val Tidone)[8][9][10][11] che si estendeva in Val Tidone, confinando con i possedimenti monastici bobbiesi delle corti di Tovazza (Zavattarello) e di Pecorara, abbracciando tutto il territorio di Romagnese, territorio inserito nel grande feudo reale ed imperiale monastico bobbiese. La corte di Casella era suddivisa in quattro celle monastiche organizzate in domusculte: Montana, Romagnese (burgum de Romanixio o Romanisio o Romanise), Totenenzo (Tatonenci) e Valle. In seguito si formò il feudo di Romagnese che passo poi al Vescovo di Bobbio, che ne mantenne sempre l'alta signoria.

Dopo la caduta dei Longobardi a opera di Carlo Magno, si formò il Sacro Romano Impero, che alla fine del periodo Carolingio nel X secolo costituì i feudi Imperiali all'interno della Marca Obertenga, con lo scopo di mantenere un passaggio sicuro verso il mare ed in seguito Federico Barbarossa nel 1164 assegnò Romagnese, con molti dei territori limitrofi, alla nobile famiglia obertenga dei Malaspina, successivamente nel 1263 il Vescovo di Bobbio investe del feudo di Romagnese il capo dei ghibellini piacentini, Ubertino Landi assieme ai feudi di Ruino, Trebecco, Valverde, Zavattarello e di altri in Val Tidone. Con l'arrivo dei Visconti passò assieme agli altri feudi della Val Tidone alla famiglia Dal Verme assieme alla Contea di Bobbio e Voghera, e le signorie di Pianello Val Tidone, Borgonovo Val Tidone, Castel San Giovanni ed altre.

Il feudo effettivo, tuttavia, nel 1383 fu acquistato dal condottiero Jacopo Dal Verme, capitano generale del duca di Milano. Il feudo rimase sempre a questa famiglia, costituendo una dipendenza immediata della Contea di Bobbio dei Dal Verme dal 1436 con Luigi Dal Verme, conte di Bobbio, Voghera, Castel San Giovanni, di tutta la val Tidone ed altri feudi. Nella divisione della famiglia del 12 luglio 1530 nella Rocca d'Olgisio i due fratelli Federico e Marc'Antonio Dal Verme si accordano per la divisione delle due contee, dei feudi e dei beni familiari, nelle due linee di Bobbio e Voghera, Romagnese restò alla prima e al conte Federico con le saline, le signorie ed i feudi di Romagnese, Pianello Val Tidone e la Rocca d'Olgisio, Pecorara e la sua valle, Corte Brugnatella e altri feudi, mentre a Marc'Antonio fu assegnata la Contea di Voghera e le vicine signorie ed i feudi di Zavattarello, Ruino, Trebecco, Lazzarello, Torre degli Alberi, il marchesato di Pietragavina e altri feudi nell'Oltrepò pavese.

Nel 1546 il duca di Parma e Piacenza, Pier Luigi Farnese, occupò Romagnese, cercando di vantare antichi diritti piacentini non esistenti; non avendo e non potendo la linea vermesca comitale di Bobbio giurare fedeltà al duca come le altre linee vermesche piacentine e della val Tidone, egli la mise a ferro e fuoco cercando di sottometterla alla giurisdizione piacentina. Il re di Spagna e duca di Milano Filippo II dà mandato affinché i beni sottratti dal Farnese siano restituiti al conte Giano dal Verme, dal momento che il feudo di Romagnese dipendeva dalla Contea di Bobbio, che era già un antico feudo imperiale ed era dei conti Dal Verme dal 1436 sotto la giurisdizione dello Stato di Milano. Dopo questo tragico episodio il paese quindi tornò sotto il controllo dei Dal Verme.

Il feudo di Romagnese, che fu sempre un unico comune fin da quando (invero piuttosto tardi) anche qui venne introdotto l'istituto comunale, cessò nel 1797 con l'abolizione generale del feudalesimo.

Unito con il Bobbiese al Regno di Sardegna nel 1743, in base al Trattato di Worms, entrò a far parte poi della Provincia di Bobbio. Nel 1801 il territorio è annesso alla Francia napoleonica fino al 1814. Nel 1848 come parte della provincia di Bobbio passò dalla Liguria al Piemonte, nel 1859 entrò a far parte nel circondario di Bobbio della provincia di Pavia e quindi della Lombardia, nel 1923, smembrato il circondario di Bobbio, passò alla provincia di Piacenza e quindi all'Emilia-Romagna[12].

Questa divisione comportò numerose proteste degli abitanti dei centri dell'alta valle, desiderosi di rimanere sotto la giurisdizione pavese. Le proteste culminarono nella cosiddetta marcia su Bobbio e nell'indizione di alcuni referendum che, tenutisi il 27 febbraio 1925, videro la vittoria della fazione che chiedeva il ritorno in provincia di Pavia[13]. Nel 1926 i comuni di Romagnese, Ruino e Zavattarello vennero annessi alla provincia di Pavia e alla Lombardia[14].

Ancora presente e visibile dopo una passeggiata il cippo indicante il confine tra il Regno di Sardegna e il Ducato di Parma e Piacenza.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Le parrocchie dipendono dal vicariato di Bobbio, Alta Val Trebbia, Aveto e Oltre Penice della diocesi di Piacenza-Bobbio.[15]

Chiesa parrocchiale di San Lorenzo di Romagnese[modifica | modifica wikitesto]

La parrocchia, con il titolo di arcipretura, venne eretta nel 1700.[16] La chiesa in stile barocco, risale alla prima metà del XVII secolo. Dalla parrocchia di Romagnese dipendono i seguenti oratori:

  • Oratorio di San Sebastiano a Costa
  • Oratorio di San Rocco a Casa Ariore
  • Oratorio della Beata Vergine di Loreto a Totenenzo risalente al XI secolo
  • Oratorio di San Barnaba a Casale
  • Oratorio della Beata Vergine della Misericordia a Casa Picchi
  • Oratorio della Beata Vergine delle Grazie o di Nostra Signora della Neve a Ozio

Chiesa parrocchiale di Nostro Signore Gesù Cristo Lavoratore di Casa Matti[modifica | modifica wikitesto]

Parrocchia eretta nel 1957 dopo lo smembramento dalla parrocchia di Romagnese.[17] Dalla parrocchia di Casa Matti dipendono i seguenti oratori:

  • Oratorio di Nostra Signora della Neve a Casa Piazza
  • Oratorio di Nostra Signora dell'Aiuto a Casa Matti
  • Oratorio di Nostra Signora della Bozzola a Penicina

Chiesa parrocchiale di Nostra Signora Assunta di Gabbione[modifica | modifica wikitesto]

Parrocchia eretta nel 1955 dopo lo smembramento dalla parrocchia di Romagnese.[18] Dalla parrocchia di Gabbione dipende:

  • Oratorio di Cristo Re a Casa Pilla

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Castello Dal Verme: sorto nell'alto medioevo, nel 1383 il feudo fu acquistato dal condottiero Jacopo Dal Verme, la cui famiglia, tra il XIV e il XV secolo, eresse il castello che da loro prende il nome sopra il precedente. Oggi sede del municipio, nella torre ospita anche il Museo dell'arte rurale e degli strumenti agricoli.
  • Romagnese ospita il Giardino botanico alpino di Pietra Corva sulle pendici del Monte Pietra di Corvo. Il giardino è aperto da aprile a settembre ed ospita numerose specie vegetali, anche acquatiche.
  • Per gli appassionati di bici da Romagnese inizia il tratto più impegnativo della salita verso il Passo del Penice.

Natura[modifica | modifica wikitesto]

Giardino botanico di Pietra Corva[modifica | modifica wikitesto]

È ubicato nel cuore del Sito di importanza comunitaria Sassi Neri-Pietra Corva, sul versante orografico destro della Val Tidone, a 950 m di altitudine, sulle pendici del Monte Pietra di Corvo, suggestivo e dirupato affioramento di una scura emersione di roccia ofiolitica che sovrasta il giardino stesso e che si erge sino a 1070 m.

Ideato e realizzato dal Dott. Antonio Ridella, valente veterinario e cinofilo, ma anche naturalista e grande appassionato ed esperto di botanica, il Giardino alpino di Pietra Corva fu aperto ufficialmente al pubblico nel 1967.

Le specie attualmente presenti nel giardino sono circa 1200, suddivise nei vari settori principalmente secondo la provenienza geografica, le caratteristiche ecologiche e ambientali di crescita (faggeta appenninica, stagno e ambienti umidi, ambienti ofiolitici), le collezione di generi importanti quali Saxifraga, Gentiana, Iris, Primula; Campanula). Sono circa 50 le specie presenti all’interno del giardino e rinvenibili anche negli ambienti ofiolitici presenti nella zona sovrastante il giardino e denominata “sassi neri”.

Escursioni naturalistiche e Volontari di Romagnese[modifica | modifica wikitesto]

A partire dalla primavera 2020 sono stati riaperti e resi accessibili circa 70 km di sentieri all'interno del territorio comunale e fruibili da camminatori, appassionati di mountain-bike o escursioni a cavallo. Tra questi si menziona il "sentiero delle cascate del Rivarolo", riaperto nel 2020 dopo decenni di impraticabilità. Tutto questo è stato reso possibile grazie all'opera dei "Volontari di Romagnese", un gruppo di persone che ha deciso di impegnare il proprio tempo libero per rendere Romagnese un comune sempre più bello ed attrattivo. Si tratta di un progetto nato grazie alla collaborazione dell'amministrazione comunale e della Pro Loco locale. Oltre ai sentieri, i volontari aiutano gli operai comunali nella manutenzione del patrimonio pubblico

Cascate del Rivarolo

Comunicazione[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2020 il Comune di Romagnese è molto attivo nella comunicazione delle principali notizie ed eventi legati al comune montano; sono stati attivati, infatti, sia il canale istituzionale Facebook, che il canale broadcast WhatsApp del Comune di Romagnese, oltre alla pagina instagram "Visitromagnese" legata principalmente a tematiche turistiche e di eventi

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[19]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

La galina grisa o galëina grisa è il nome che si dà alla questua legata ai riti del calendimaggio in alta val Tidone, a cavallo delle province di Pavia e Piacenza. Nel paese e nelle frazioni di Romagnese, che è l'unico che ha conservato un ciclo pasquale nel territorio delle Quattro province, si svolge la sera del Sabato Santo, fondendo significati sacri e profani e prende il curioso nome di galina grisa dalla strofa di apertura del canto rituale.

Il ciclo pasquale di Romagnese[modifica | modifica wikitesto]

  • Inizia il Giovedì Santo con una processione che segue un anonimo penitente incappucciato che porta una croce di legno; partendo dalla parrocchia si snoda fino all'oratorio di Casa Picchi.
  • Il Venerdì Santo si accendono falò nelle varie frazioni che si affacciano sul capoluogo in concomitanza con la processione che porta il Cristo morto per le vie del capoluogo.
  • La sera di sabato vi è la questua, che si svolge con le modalità del cantamaggio itinerante, per il canto augurale e la raccolta delle uova.

Gastronomia[modifica | modifica wikitesto]

Uno dei piatti tipici di Romagnese è la brüsadèla ("bruciatella"), focaccia fatta con lo stesso impasto del pane e cotta nel forno a legna. Originariamente la brüsadèla, infornata prima del pane, consentiva alle massaie di capire la temperatura del forno per ottimizzare la cottura del pane, inoltre potendo essere consumata appena sfornata consentiva di sfamare la famiglia che rientrava dai lavori in campagna per il pranzo del mezzogiorno.

Il piatto viene preparato e consumato soprattutto nel corso di una sagra locale celebrata l'ultima o la penultima domenica del mese di agosto, è ottima per accompagnare salumi e formaggi.

Altri prodotti tipici sono il salame prodotto secondo il disciplinare D.O.P. per il "Salame di Varzi" e la Torta Sabiosa la cui ricetta è segretamente conservata dal produttore locale.

Comunità montane[modifica | modifica wikitesto]

Fa parte della fascia montana della Comunità Montana Oltrepò Pavese.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 luglio 2021 (dato provvisorio).
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Storia di Romagnese
  5. ^ Giulio Buzzi, Carlo Cipolla, Codice diplomatico del monastero di S. Colombano di Bobbio fino all'anno MCCVIII, Volume I, II, III, Roma, Tip. del Senato, 1918.
  6. ^ Valeria Polonio Felloni Il monastero di San Colombano di Bobbio dalla fondazione all'epoca carolingia - Tabella I dei possedimenti in Italia - Pag 16a
  7. ^ Eleonora Destefanis Il Monastero Di Bobbio in Eta Altomedievale - Carte di distribuzione Fig. 44-44a-44b - Pag 67-70
  8. ^ Codice Diplomatico di San Colombano di Bobbio, pp. 175, 180, 191, 232, 234, 244, 245, 246, 250, 252, 275, 323, 342, 374, 375, 376.
  9. ^ Codice Diplomatico di San Colombano di Bobbio, pp. 46, 153, 154, 155, 293.
  10. ^ Codice Diplomatico di San Colombano di Bobbio, pp. 58, 95, 116, 123, 203.
  11. ^ Destefanis (2008).
  12. ^ Regio Decreto 8 luglio 1923, n. 1726
  13. ^ Cenni storici, su cmop.it. URL consultato il 15 marzo 2020.
  14. ^ Legge 23 dicembre 1926, n. 2246, articolo 2, in materia di "Modificazione della circoscrizione territoriale delle provincie di Parma, Pavia e Piacenza."
  15. ^ ParrocchieMap.it
  16. ^ S. LORENZO M. - Diocesi di Piacenza - Bobbio
  17. ^ CASAMATTI CRISTO LAVORATORE - Diocesi di Piacenza - Bobbio
  18. ^ N. S. ASSUNTA - Diocesi di Piacenza - Bobbio
  19. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Codice Diplomatico di San Colombano di Bobbio, I.
  • Codice Diplomatico di San Colombano di Bobbio, II.
  • Codice Diplomatico di San Colombano di Bobbio, III.
  • Eleonora Destefanis, Dal Penice al Po: il “territorio” del monastero di Bobbio nell’Oltrepò pavese-piacentino in età altomedievale (PDF), in Dalla curtis alla pieve fra archeologia e storia. Territori a confronto: l’Oltrepò Pavese e la Pianura Veronese, Mantova, 2008, pp. 71-100.
  • Enrico Crevani, Milla Crevani, Romagnese e la sua storia dalle origini al 1900, Tip. editrice La nazionale, 147 pag. 1970
  • Daniele Bertacchi - Monografia di Bobbio (La provincia di Bobbio nel 1858), Comune di Romagnese, Ristampa Bobbio 1991
  • Cesare Bobbi, Storia Ecclesiastica Diocesana di Bobbio - Pievi e Parrocchie della Diocesi - Archivi Storici Bobiensi, Bobbio
  • Vittorio Pasquali - La Provincia di Bobbio Post napoleonica - Descrizione del territorio e dell'economia nell'anno 1814 - (Archivi di Stato di Torino: "Quadro del circondario di Bobbio", mazzo 44), Ed. Amici di San Colombano, Bobbio 2004

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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