Vizzola Ticino

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Vizzola Ticino
comune
Vizzola Ticino – Stemma
Vizzola Ticino – Veduta
Villa Caproni (oggi Villa Malpensa) all'ingresso del territorio comunale di Vizzola Ticino
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Varese-Stemma.png Varese
Amministrazione
SindacoRomano Miotti (lista civica Insieme per Vizzola) dal 25-5-2014 (2º mandato)
Territorio
Coordinate45°38′N 8°42′E / 45.633333°N 8.7°E45.633333; 8.7 (Vizzola Ticino)Coordinate: 45°38′N 8°42′E / 45.633333°N 8.7°E45.633333; 8.7 (Vizzola Ticino)
Superficie7,61 km²
Abitanti583[1] (28-02-2017)
Densità76,61 ab./km²
FrazioniCastelnovate
Comuni confinantiFerno, Lonate Pozzolo, Marano Ticino (NO), Oleggio (NO), Pombia (NO), Somma Lombardo
Altre informazioni
Cod. postale21010
Prefisso0331
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT012140
Cod. catastaleM101
TargaVA
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantivizzolesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Vizzola Ticino
Vizzola Ticino
Vizzola Ticino – Mappa
Posizione del comune di Vizzola Ticino nella provincia di Varese
Sito istituzionale

Vizzola Ticino (Vizzoeula in dialetto varesotto e semplicemente Vizzola fino al 1863[2]) è un comune italiano di 583 abitanti della provincia di Varese in Lombardia. Esso è noto in particolare per essere stato sede dell'industria aeronautica Caproni.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La grande spiaggia di Vizzola lungo il fiume Ticino.

Posto nel centro della pianura varesina, adagiato in una grande ansa naturale del fiume Ticino lungo il canale Villoresi, a 200 metri di altitudine, il comune di Vizzola Ticino si trova al confine con la provincia di Novara e nelle immediate vicinanze dell'aeroporto della Malpensa.

Formato dai due centri di Vizzola e Castelnovate, è il comune più piccolo del Parco del Ticino.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Vizzola Ticino.

A Vizzola Ticino, nella frazione di Castelnovate, è attiva una stazione meteorologica gestita in collaborazione con il Centro Meteorologico Lombardo.[3]

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Sotto il profilo toponomastico si ritiene che il nome Vizzola derivi dalla parola dialettale "Vegiola" o "Vezzola", appunto, misura di vino usata nel bergamasco e nel piacentino. Diversi storici attribuiscono a questo paese una lontana specializzazione viticola, oggi completamente perduta

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini dell'abitato di Vizzola Ticino appaiono molto antiche, soprattutto nella frazione di Castelnovate dove, in campagne di scavo nel corso dei secoli, sono emersi numerosi resti archeologici risalenti a svariate epoche. Alcuni reperti risalenti al X secolo a.C., fanno ipotizzare la presenza di un insediamento proto-golasecchiano, golasecchiano o addirittura etrusco sul territorio, mentre altri ancora attestano con sicurezza la presenza romana. Gran parte delle sepolture rinvenute sono databili al periodo tardo della Cultura di La Tène (II e I secolo a.C.). La maggior parte di questi scavi venne condotta da Federico Caproni, fratello del più celebre Giovanni Battista attorno agli anni '30 del Novecento, partendo da una serie di scoperte casuali rinvenute dai contadini durante la lavorazione dei terreni per le sue bonifiche agricole nell'area. In località "Foresta Fugazza" venne rinvenuta una cisterna in conglomerato, rivestita al proprio interno di cocciopesto, di notevoli dimensioni come non se ne erano mai viste in Lombardia e probabilmente risalente all'epoca tardoromana come del resto una cisterna analoga rinvenuta a Castelseprio.

Insegna di un'antica corte del centro storico di Vizzola Ticino utilizzata a suo tempo come sede locale del P.N.F.

Nei pressi del cimitero locale, Giovanni Battista Caproni compì degli scavi e trovò una necropoli di epoca altomedioevale. Nel periodo medievale, infatti, i due centri di Vizzola e Castelnovate fecero parte del feudo di Quinzano e furono governati da diverse famiglie, tra le quali quelle dei Visconti di Cislago, che ebbero nel loro rappresentante locale di maggior rilievo Cesare, marchese di Cislago. Vizzola rimase ai Visconti sino al 1716 quando passò per eredità al conte Carlo Francesco Ercole Castelbarco, erede universale del ramo dei Visconti di Cislago, il quale successivamente vendette gran parte dei propri possedimenti alla famiglia Della Croce.

Il paese di Vizzola ritrovò un nuovo slancio grazie all'insediamento in loco della famiglia Caproni nel 1909 che avvierà qui un'importante industri aeronautica e ad una radicale bonifica agricola delle terre locali. Il primo volo a bordo del primo aeroplano qui prodotto nel 1910 ebbe luogo proprio a Vizzola Ticino. Giovanni Battista Caproni, in seguito, fondò qui una scuola per piloti ed un grande stabilimento di produzione del biplano trimotore CA-3, il primo di una lunga serie di bombardieri a marca Caproni.

La frazione di Castelnovate fu a lungo comune autonomo e venne poi annessa a Vizzola una prima volta durante l'epoca napoleonica (1809), per poi essere brevemente unita a Somma Lombardo (1811) e tornare nuovamente autonoma durante il Regno Lombardo-Veneto (1816). Con l'Unità d'Italia, Castelnovate fu nuovamente aggregata al comune di Vizzola, che assunse da allora la denominazione attuale (R.D. 28 febbraio 1869, n. 4947).

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa parrocchiale di San Giulio[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale di San Giulio

Ricostruita nel 1579 su un preesistente edificio di origini più antiche (venne citato anche nel Liber Sanctorum Mediolanensis di Goffredo da Bussero nel XIII secolo), la chiesa parrocchiale di San Giulio venne poi ampliata una prima volta nel 1674 e nuovamente alla fine del XVIII secolo.

Esternamente la chiesa presenta una facciata semplice, con finestre e nicchie cieche un tempo decorate ad affresco e sovrastata da un timpano classicheggiante dipinto. L'entrata, evidenziata da un'architravatura in granito, è sormontata da una finestra a lunetta ed è affiancata dal campanile, eretto nel corso dell'ultima ristrutturazione subita dalla chiesa nel Settecento.

Sull'altare maggiore di stile barocco si trova una Deposizione settecentesca che alcuni attribuiscono al pittore Carlo Marino di Oleggio.

Chiesa di Santo Stefano[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Castelnovate.

Sita nella frazione di Castelnovate, fu edificata nel 1961.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Castello[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Castelnovate.

Sito a Castelnovate (oggi visibile solo in ruderi), è di probabile origine alto medievale, forse innalzato sui resti di un tardo-antico castrum romano. I pochi resti, tra il paese ed il Ticino, sono suggestivamente invasi dalla vegetazione. La struttura, a spina di pesce, è in ciottoli di fiume; la pianta è quadrangolare, con due robusti torrioni. Castelnovate, insieme a Pombia, fu uno dei più importanti punti di guado esistenti sulla strada Como-Novara, in posizione dominante sopra una stretta ansa del fiume Ticino.

Villa Della Croce Caproni[modifica | modifica wikitesto]

Edificio in stile neoclassico, venne fatto erigere dalla famiglia Della Croce e successivamente acquistato dalla famiglia dei conti Caproni negli anni '20 del Novecento. Si segnalano le tre arcate della facciata centrale coronata da timpano triangolare oltre al cancello in ferro battuto scolpito nel Settecento come un intreccio di rami e foglie.

Villa Caproni (oggi Villa Malpensa)[modifica | modifica wikitesto]

Villa Caproni (oggi Villa Malpensa)

La villa, posta in posizione dominante attorno ad una vasta area coltivata che era un tempo alle dipendenze della stessa, venne fatta realizzare nel 1920 dal conte Giovanni Battista Caproni come propria residenza nei pressi dei campi di volo dove era solito svolgere le proprie esercitazioni. La struttura, caratterizzata da un'imponente facciata con struttura a "E", si staglia su tre piani ed è decorata con stucchi e pitture a fascione nella parte superiore, mentre il primo piano è abbellito da decorazioni in bronzo e da uno splendido patio d'ingresso in stile liberty recuperata dalla vecchia Stazione Centrale di Milano, su cui venne montato lo stemma dei conti Caproni con inciso il motto Senza cozzar dirocco, inventato per loro da Gabriele D'Annunzio[4]. Rilevante all'interno è il "Salone degli Affreschi", la sala principale della villa che riproduce fedelmente la “Sala Reale”, l'ex sala d'aspetto dei Reali d'Italia della vecchia Stazione Centrale di Milano: essa si presenta impreziosita da stucchi, lesene e altorilievi con doratura in oro zecchino e con la volta mirabilmente affrescata nel 1933 dal pittore Giovanni Battista Jemoli che ripropose momenti di vita agreste e politica della comunità di Vizzola Ticino.

Posta lungo la strada principale che introduce in paese, la villa nella sua realizzazione inglobò nella sua proprietà anche un oratorio del Settecento che è visibile ancora oggi sul muro di cinta destro, immerso nello splendido parco che circonda l'abitazione. Di fronte alla villa si trova una cascina che venne voluta da Federico Caproni, fratello di Giovanni Battista, il quale si distinse nell'area come imprenditore agricolo e, facendosi forza della base d'appoggio costituita dalla villa del fratello, decise di bonificare interamente l'area (il cui terreno era caratterizzato da un acciottolato infruttifero) rendendola coltivabile ed ideale per l'allevamento della bufala lombarda, una specie oggi come allora poco utilizzata eppure autoctona dei luoghi.

La posizione strategica della villa, posta a poche centinaia di metri dall'aeroporto di Malpensa, l'hanno attualmente fatta divenire un hotel.

La centrale idroelettrica di Vizzola[modifica | modifica wikitesto]

La centrale idroelettrica di Vizzola in una foto di Paolo Monti del 1968
La centrale idroelettrica di Vizzola

Suggestiva per l'architettura e per gli scivoli d'acqua, la centrale idroelettrica di Vizzola venne inaugurata il 9 ottobre 1901 dopo quattro anni di lavori, alla presenza di re Vittorio Emanuele III e della regina Elena. La capacità della centrale era all'epoca di 19.000 cavalli ed era una delle più potenti in Italia: la centrale rappresentava inoltre un importante esempio di ingegneria idraulica, la prima del suo genere costruita in Italia. La struttura venne completamente ristrutturata e ammodernata nel 1937, lavori che le fecero assumere l'aspetto attuale.

La gestione della centrale, inizialmente affidata alla Società Lombarda sorta nel 1897, nel 1942 venne affidata alla Vizzola S.p.A. che nel 1962 venne assorbita definitivamente dall'ENEL.

Oggi, attorno alla centrale idroelettrica di Vizzola, si snodano numerosi percorsi ciclo-pedonali.

Ex Officine Aeronautiche Caproni[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni aerei d'epoca esposti al Museo Caproni di Vizzola Ticino

Ora sede del Parco e Museo del Volo di Volandia, le ex officine aeronautiche Caproni sono un complesso di edifici industriali risalenti al 1915 e fatte realizzare da Giovanni Battista Caproni, fondatore della famosa casa aeromobilistica e inventore del triplano. Il maestoso ingresso, caratterizzato da un portale con due alte colonne sovrastate dalle insegne dell'aeronautica militare italiana, porta nell'architrave il motto dannunziano Senza cozzar dirocco, motto della famiglia Caproni. Il museo, organizzato in hangar come era in origine quando la sua funzione era quella di produrre velivoli, ospita ancora oggi una serie di esposizioni dedicate al volo ed all'intuito geniale dei fratelli Caproni agli albori dell'esperienza di volo dell'aeronautica italiana ai primi del Novecento. Sono inoltre esposti alcuni velivoli e prototipi realizzati dalla ditta Caproni. Attualmente le ex officine sono di proprietà della società Agusta.

Pista prove Pirelli[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune di Vizzola Ticino si trova inoltre una pista prove su strada di proprietà della Pirelli, azienda italiana per la produzione di pneumatici che qui vengono testati su diverse tipologie di veicoli. La pista, inaugurata del 1969, dispone di un percorso di 2460 metri, si estende su una superficie totale di 260.000 m² ed ha la caratteristica di poter essere bagnata artificialmente così da testare il comportamento degli pneumatici anche in condizioni di manto stradale bagnato.[5]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]


Il dato del 1861 è una ricostruzione ISTAT e non riflette la realtà amministrativa dell'epoca.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sindaci durante la Repubblica Italiana Italia[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2009 in carica Romano Miotti Lista civica Insieme per Vizzola Sindaco 2 mandati

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2017.
  2. ^ Regio decreto 1425 del 26/07/1863, su elesh.it. URL consultato il 27 ottobre 2017.
  3. ^ Dati della Stazione Meteo
  4. ^ www.univa.va.it
  5. ^ Pista di Vizzola da www.automotriz.net (in spagnolo)
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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