Morazzone

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Morazzone
comune
Morazzone – Stemma
Morazzone – Veduta
Chiesa parrocchiale
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Varese-Stemma.png Varese
Amministrazione
Sindaco Matteo Luigi Bianchi (Lega Nord - Il paese che vorrei) dal 25/05/2014 (2º mandato)
Territorio
Coordinate 45°46′N 8°50′E / 45.766667°N 8.833333°E45.766667; 8.833333 (Morazzone)Coordinate: 45°46′N 8°50′E / 45.766667°N 8.833333°E45.766667; 8.833333 (Morazzone)
Altitudine 432 m s.l.m.
Superficie 5,6 km²
Abitanti 4 284[1] (28-02-2017)
Densità 765 ab./km²
Comuni confinanti Brunello, Caronno Varesino, Castiglione Olona, Castronno, Gazzada Schianno, Gornate-Olona, Lozza
Altre informazioni
Cod. postale 21040
Prefisso 0332
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 012105
Cod. catastale F711
Targa VA
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 721 GG[2]
Nome abitanti morazzonesi
Patrono sant'Ambrogio
Giorno festivo 7 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Morazzone
Morazzone
Morazzone – Mappa
Posizione del comune di Morazzone nella provincia di Varese
Sito istituzionale

Morazzone (Murazum in dialetto varesotto) è un comune italiano di 4.284 abitanti della provincia di Varese in Lombardia.

La casa comunale è collocata a 432 m s.l.m., il che ne fa il 18º comune (su 139) della Provincia per altitudine.[3]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Morazzone, sita a 6 km dal capoluogo provinciale, si estende per 5,48 km² su colline moreniche di origine glaciale, ed è compreso tra i 330 e i 442 metri sul livello del mare; l'escursione altimetrica complessiva risulta essere pari a 112 metri.

L'ambiente è prevalentemente boscoso ed è attraversato dal torrente Tenore che nasce presso la Cascina Caronaccio.

La flora è quella tipica lombarda, composta in prevalenza da pino silvestre, farnia, carpino, castagno, robinia, nocciolo, platano, frassino, quercia rossa, pioppo nero, olmo, acero e ontano nero.

La fauna è ricchissima: sono presenti numerosissime specie di mammiferi, uccelli, anfibi e invertebrati.

Parco Rile Tenore Olona (RTO)[modifica | modifica wikitesto]

Parte del territorio di Morazzone è incluso, assieme ad alcuni comuni limitrofi, nel Parco Rile Tenore Olona, parco sovracomunale che sviluppa intorno a tre corsi d'acqua (Rile, Tenore & Olona). Morazzone fa inoltre parte del Bacino val d'Arno e Ticino.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le radici[modifica | modifica wikitesto]

Presso la chiesa parrocchiale di sant'Ambrogio sono custoditi due blocchi di granito e una lapide funeraria di serizzo: i due blocchi rievocano la nascita, lo status sociale e la morte dei due fratelli Marco e Lucio Sentii, risalenti al I secolo d.C.

Entrambi i fratelli furono legionari della IV legione Scitica e appartennero alla tribù romana Oufentina.

La lapide funeraria fu fatta intagliare sempre nel I secolo d.C. a ricordo della moglie Donnia Pupa da Marco Campilio Daphnos, liberto di Marco Campilio Fusco (che ricopriva in quel periodo la carica di serviro senior presso Milano).

I tre reperti romani furono ritrovati tutti nella chiesetta di S. Maria Maddalena all'inizio del XX secolo, e ciò lascia presupporre che presso la chiesetta si erigesse il centro della comunità romana o una necropoli.

Dal Medioevo alla fine del Seicento[modifica | modifica wikitesto]

Morazzone cadde poi nel buio dei secoli del Medioevo italiano.

Dopo una lunga epoca di decadenza, nella quale il contado si vide smembrato e frazionato, Morazzone riottenne importanza diventando un pubblico fortilizio del Comune di Milano alla fine del XII secolo.

Morazzone venne in seguito coinvolta nelle infinite lotte tra Visconti e Torriani, e seguì le vicende del castrum di Castelseprio, che fu distrutto nel 1287 dall'Arcivescovo di Milano Ottone Visconti.

Morazzone torna alla ribalta dalla seconda metà del Cinquecento fino al terzo decennio del Seicento grazie allo straordinario artista Pier Francesco Mazzucchelli, detto Il Morazzone, nato nel paese nel Luglio del 1573 ed attivo su tutto il panorama artistico lombardo di quel periodo.

Nel giro di pochi decenni, la Lombardia venne occupata dalla corona spagnola e Morazzone venne infeudata il 19 agosto 1647 in seguito alla decisione del Regno di Spagna di infeudare le molte terre "libere" lombarde.

L'età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Morazzone tornò dopo le instabili situazioni politiche e sociali legate al contrastato periodo napoleonico, durante il quale fu annesso a Caronno Ghiringhello, sotto il dominio austriaco. Senza particolari avvenimenti fino al 26 agosto 1848, quando tornò alla ribalta della storia in occasione dello scontro armato combattuto il tra un piccolo contingente garibaldino e le truppe austriache.

Nel 1927, con la creazione della Provincia di Varese, Morazzone passa sotto quest'ultima lasciando così la Provincia di Como di cui faceva parte dal 1801.

Durante il secondo dopoguerra, Morazzone ha attraversato senza enormi sconvolgimenti il passaggio da un'economia basata sull'agricoltura ad una di carattere artigianale e, successivamente, di tipo industriale.

Tra le grandi aziende è presente sul territorio comunale una fabbrica della MV Agusta, rinomata casa motociclistica.

Storia della Parrocchia di Morazzone[modifica | modifica wikitesto]

Presente nel Liber Notitiae Sanctorum Mediolani (un codice della Biblioteca Capitolare del Duomo di Milano della fine sec. XIII, testo che riporta le memorie dei santi venerati in Milano e nella diocesi con la enumerazione delle chiese e degli altari ad essi dedicati, mancando però dei santi più popolari – come Ambrogio di Milano – perché ad essi sarebbe stata dedicata un'altra pubblicazione a noi non pervenuta), attribuito a Goffredo da Bussero, cappellano di Rovello (1220-1289 circa), compilato da un ignoto trascrittore agli inizi del trecento raccogliendo gli appunti lasciati da Goffredo, che cita in Morazzone le chiese di Santa Maria Maddalena (“in plebe castro seprio. loco morenzono. ecclesia sancte marie magdalene”), di Santa Maria Madre (“morenzono. ecclesia sancte dei genitricis marie”) e di San Pietro (“morenzono. ecclesia sancti petri apostoli”) – oggi scomparsa -.

La chiesa di Morazzone è attestata come “capella” alla fine del XIV secolo nella pieve di Castelseprio (Notitia cleri 1398, un codice sulla rendita economica delle parrocchie ad uso forse della Curia Arcivescovile, custodito sempre nella Biblioteca Capitolare del Duomo di Milano).

Dalla fine della metà del quattrocento Morazzone poteva vantare un rettore residente, che può considerarsi il primo parroco di cui si abbia conoscenza. Il primo documento attestante ciò è l'atto di investitura dei beni a livello compiuto lunedì 21 ottobre 1454 dal sacerdote Cristoforo Castiglioni, rettore e beneficiale della chiesa di Sant'Ambrogio in Morazzone a favore di un massaro, certo Ambrogio detto Tachino (Archivio Parrocchiale Morazzone). Il 13 agosto 1487 si ha ulteriore conferma in un altro documento di investitura di beni del nuovo rettore di Sant'Ambrogio, Bernardo da Morazzone, a favore di un Giovanni da Besnate detto di Morazzone (Archivio Parrocchiale Morazzone).

Ulteriore attestazione ancora come “capella” o “rettoria” di Sant'Ambrogio si ha nel 1564 (Liber seminarii 1564, un documento redatto in occasione dell'erezione dei seminari diocesani ordinata dal Concilio di Trento, in quale imponeva una tassa su tutte le rendite dei benefici parrocchiali, testo pure conservato nella Biblioteca Capitolare del Duomo di Milano), sempre nella pieve di Castelseprio ("Capella de Sant'Ambrosio de Morazono sive rettoria de d.no Barthalomeo Castiono L. 6 S. – D. 9).

Tra XVI e XVIII secolo, la parrocchia di Sant'Ambrogio è costantemente ricordata negli atti delle visite pastorali compiute dagli arcivescovi di Milano e dai delegati arcivescovili nella pieve di Carnago.

Nel 1747, durante la visita pastorale dell'arcivescovo Giuseppe Pozzobonelli, il clero nella parrocchia di Sant'Ambrogio di Morazzone era costituito dal parroco e da nove sacerdoti residenti, oltre a un chierico; il popolo assommava a 772 anime complessive, di cui 537 comunicati; nella parrocchiale era costituita la confraternita del Santissimo Sacramento, eretta dall'arcivescovo Carlo Borromeo il 1º aprile 1583; esisteva inoltre la confraternita del Santissimo Rosario all'altare della Beata Maria Vergine, eretta in ragione di privilegio concesso dal padre generale dei predicatori il 3 aprile 1578, con facoltà di indossare l'abito di colore rosso. Nel territorio della parrocchia, oltre alla chiesa di Sant'Ambrogio, esistevano gli oratori di Santa Maria Madre e di Santa Maria Maddalena (Visita Pozzobonelli, Pieve di Carnago).

Verso la fine del XVIII secolo, secondo la nota specifica delle esenzioni prediali a favore delle parrocchie dello stato di Milano, la parrocchia di Sant'Ambrogio di Morazzone possedeva fondi per 433.19 pertiche; il numero delle anime, conteggiato tra la Pasqua del 1779 e quella del 1780, era di 846 (Nota parrocchie Stato di Milano, 1781). Nella coeva tabella delle parrocchie della città e diocesi di Milano, la rendita netta della parrocchia di Morazzone assommava a lire 895.16; la nomina del titolare del beneficio parrocchiale spettava all'ordinario (Tabella parrocchie diocesi di Milano, 1781).

All'epoca della prima visita pastorale dell'arcivescovo Andrea Carlo Ferrari nella pieve e vicariato di Carnago, il reddito netto del beneficio parrocchiale assommava a lire 2022,45; il clero era costituito dal parroco e da un coadiutore. I parrocchiani erano 1800, compresi gli abitanti delle frazioni Roncaccio, Buglia, Pagliate, Bozzatto; nel territorio parrocchiale esistevano le chiese e oratori Santa Maria Madre e di Santa Maria Maddalena; nella chiesa parrocchiale era eretta la confraternita femminile del Santissimo Sacramento, fondata nel 1818, la pia unione delle Figlie di Maria, fondata nel 1873 e aggregata alla primaria di Roma, e la compagnia di San Luigi Gonzaga, fondata nel 1895, l'Apostolato della preghiera. La parrocchia era di nomina arcivescovile (Visita Ferrari, I, Pieve di Carnago).

Nel XIX e XX secolo, la parrocchia di Sant'Ambrogio di Morazzone è sempre stata inserita nella pieve di Castelseprio in Carnago e vicariato foraneo di Carnago, nella regione III, fino alla revisione della struttura territoriale della diocesi, attuata tra il 1971 e il 1972 (decreto 11 marzo 1971) (Rivista Diocesana Milanese 1971) (Sinodo Colombo 1972, cost. 326), quando fu attribuita al nuovo vicariato foraneo e poi decanato di Varese, nella zona pastorale II di Varese; con decreto 2 maggio 1974 dell'arcivescovo Giovanni Colombo fu aggregata al decanato di Azzate (decreto 2 maggio 1974) (Rivista Diocesana Milanese 1974).

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa parrocchiale di Sant'Ambrogio[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Sant'Ambrogio (Morazzone).
Chiesa di Sant'Ambrogio

La chiesa è stata costruita nel 1814-1817 dedicata a Sant'Ambrogio. Dalla documentazione risulta che, intorno al 1810 il parroco Don Francesco Pesenti, riteneva fosse necessaria la costruzione di una chiesa più capiente e ne affidava la progettazione all'architetto Simone Cantoni (Muggio - Canton Ticino, 1736-1818).

L'abbellimento e la decorazione interna della chiesa furono attuati fra il 1893 e il 1894 dal parroco Don Giuseppe Motta (compresa l'attuale facciata esterna).

Nel 1907 veniva edificato l'oratorio di San Giuseppe adiacente al lato sinistro della chiesa; all'interno si trovano vecchie murature della precedente chiesa cinquecentesca con l'affresco raffigurante Sant'Ambrogio, (XVI secolo) attribuito a Pier Francesco Mazzucchelli detto Il Morazzone, o della scuola.

Chiesa di Santa Maria Madre[modifica | modifica wikitesto]

Si erge in una stupenda posizione con vista del lago di Varese e della catena alpina del Monte Rosa ed è stata recentemente restaurata. È stata edificata probabilmente nel XV secolo su una cappella precedente che risaliva almeno al XIII secolo, come è comprovato dagli spezzoni di muro riportati alla luce dal recente restauro del 1987/88, pietre che si possono ancora ammirare. La chiesa è stata importante punto di riferimento, testimoniato dalle sepolture sotto il pavimento. È stata sede di una cappellania dal 1449: era cioè officiata quattro giorni alla settimana da un cappellano stabile, il quale abitava nelle vicinanze e nei restanti tre giorni celebrava nella chiesa di San Giorgio a Schianno. Questo servizio religioso godeva di cospicue rendite attraverso poderi lasciati in eredità da Giovanni Antonio Bizzozero, ricco proprietario di Varese.

Chiesa di Santa Maria Madre

Al suo interno si trovano dipinti votivi dei secc. XV e XVI: San Rocco accanto ad un lacerto di presepio (con pregevole San Giuseppe), una Madonna in trono con Bambino, Sant'Antonio Abate (patrono dei contadini) e ciò che resta di una figura di santo Vescovo (Ambrogio?). Un avanzo di una crocifissione è riportata sopra la porta laterale. Sopra gli altari dell'abside e della cappella di sinistra sono posti una Madonna con Bambino e un Sant'Antonio abate con gli specifici simboli del maiale e del fuoco (invocato contro il cosiddetto fuoco di Sant'Antonio). Sui muri laterali si trovano le litografie della Via Crucis donate da un emigrante morazzonese a fine Ottocento con scritte esplicative in lingua francese e spagnola.

La popolazione del luogo è molto legata a questa chiesa: è officiata settimanalmente e molto sentito è il culto verso Maria, testimoniato anche dagli ex voto posti sotto la statua mariana.

Resti della Chiesa di Santa Maria Maddalena[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa, di origine medioevale è stata demolita nel 1967, nonostante il Card. Ildefonso Schuster nella visita pastorale dell'anno 1962 ne avesse richiesto espressamente il restauro. Costruita su un antico tempietto romano dedicato a Giove, è stata custode fedele per lunghissimo tempo di importanti epigrafi di età romana (ora riportate in chiesa parrocchiale Morazzone - Interno Chiesa Parrocchiale ). L'edificio sacro risultava dotato di un altare, una campana, tre finestre e due porte. Esternamente si trovava un portico (demolito su ordine del card. Giuseppe Pozzobonelli nel 1747) sotto il quale vi era un cimitero privo di recinzione, con il pavimento irregolare dalla descrizione tracciata da Federico Borromeo nel 1606. Resti di sepolture sono stati rinvenuti nelle campagne da scavi effettuati del 1996 e nel 2007.

Vi viene ufficiata la Santa Messa una volta l'anno, il sabato seguente la memoria della Santa (22 luglio) [attualmente sospesa a causa del pericolo di crollo dell'attigua Cascina Maddalena].

Torre Campanaria[modifica | modifica wikitesto]

Torre campanaria di Morazzone

Eretta tra il 1582 e il 1646 accanto alla Chiesa di Sant'Ambrogio. La sua costruzione è durata ben 64 anni, a causa della mancanza di fondi, essendo stata commissionata dai fedeli morazzonesi tramite le loro offerte.

Le campane sono 5, in Sib, fuse nel 1859 dalla fonderia Felice Bizzozero di Varese.[4] Le campane sono suonate solo manualmente e sono molto apprezzate nella zona.

Per ben 65 anni, a partire dal 1892, campanaro di Morazzone fu Giuseppe Antonini detto "Zin", che suonò le campane dall'età di 15 anni fino alla sua morte avvenuta all'inizio di marzo del 1957; al tempo "si diceva in paese che se Zin andava alle campane la tempesta non cadeva a guastare i raccolti" perché "Zin spaccava le nubi e le fugava"[5].

E fu proprio nel 1957 che il campanile restò muto parecchio tempo, ma non per la morte dello storico campanaro, ma per importanti interventi di manutenzione: la sostituzione dell'isolamento e la revisione del castello con la sostituzione delle vecchie bronzine con nuovi cuscinetti a sfera; di questi lavori si occupò la ditta specializzata Bianchi, di Varese, erede della ditta Bizzozero.[6]

Il 25 dicembre 1909, ai primi rintocchi dell'Ave Maria la campana maggiore, spezzatosi il sostegno trasversale, si staccò e cadde fuori dal castello fermandosi fortunosamente sul parapetto della cella campanaria, con la bocca rivolta all'esterno[7].

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Monumento in ricordo del 26 agosto 1848[modifica | modifica wikitesto]

Si trova vicino alla piazza principale, di fronte alla Villa Bottelli ed è stato eretto in ricordo della battaglia combattuta il 26 agosto 1848 fra garibaldini e austriaci.

Casa natale di Pier Francesco Mazzucchelli[modifica | modifica wikitesto]

La casa natale di Pier Francesco Mazzucchelli detto Il Morazzone, celeberrimo artista del Seicento lombardo, si trova all'interno di una corte del XIII secolo, nella parte alta del paese.

Si presume che anche la sua sepoltura si trovi all'interno del territorio comunale.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Arte[modifica | modifica wikitesto]

Oltre ad aver dato i natali al pittore Pier Francesco Mazzucchelli (e forse anche una sepoltura), Morazzone ha ospitato nel 1976 la mostra temporanea dello scultore e pittore ligure Ferdinando Carotenuto.

Persone legate a Morazzone[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Visita della Madonna Pellegrina di Fatima 2007[modifica | modifica wikitesto]

La Madonna Pellegrina di Fatima a Morazzone

Nel giugno del 2007 (dal 24 giugno al 1º luglio) Morazzone è stato invaso da migliaia di persone (circa 100 mila) per la presenza presso la Chiesa Parrocchiale di Sant'Ambrogio di una copia della Statua della Madonna di Fatima. La manifestazione si è svolta nell'arco di una settimana, durante la quale i fedeli hanno potuto rendere omaggio all'effigie della Beata Vergine.

World Cup Tiro con l'Arco Varese 2007[modifica | modifica wikitesto]

Morazzone è stata sede di alcune fasi preliminari della World Cup di Tiro con l'Arco svoltasi a Varese nel 2007.

UCI World Championship 2008[modifica | modifica wikitesto]

Morazzone era sede del Centro Coordinamento dei Volontari durante i Campionati del mondo di ciclismo, svoltisi tra il 22 e il 28 settembre 2008 a Varese.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Morazzone è servita da autolinee di autobus verso Varese, Gallarate e Milano.

È servita anche dalla linea ferroviaria Porto Ceresio-Varese-Gallarate-Milano (Ferrovie dello Stato) presso la stazione di Gazzada-Schianno-Morazzone (collocata a circa 1,5 km dal centro cittadino), attraverso la linea S5 (Varese-Milano-Treviglio) del Servizio ferroviario suburbano di Milano offerto da Trenord. Nella stazione fermano anche alcuni treni regionali che effettuano tutte le fermate fino a Gallarate, per poi proseguire verso Milano Porta Garibaldi Superficie, arrestandosi solo nelle principali stazioni.

Morazzone è inoltre attraversata dalla strada provinciale SP 20 "per la Pianura Padana" (Gazzada - Busto Arsizio), e servita dall'A8 Autostrada dei Laghi, attraverso l'uscita di Gazzada, e dall'A60 Tangenziale di Varese, con l'uscita di Gazzada/Morazzone.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Altitudine comuni Provincia Varese, tuttitalia.it.
  4. ^ Lo stralcio tratto dal giornale La Prealpina del 13 luglio 1957 riportato da Alice Ongaro in "Morazzone 1891-1969, cronaca, racconti, storia" - edizioni BPS, Varese 2009 - data l'installazione al 1850, con l'inaugurazione il 1º novembre dello stesso anno, aggiungendo che il peso complessivo del concerto è di 63 quintali.
  5. ^ notizie tratte dal giornale La Prealpina del 6 marzo 1957, riportata in "Morazzone 1891-1969, cronaca, racconti, storia" a cura di Alice Ongaro - edizioni BPS, Varese 2009
  6. ^ Notizie tratte dal giornale La Prealpina del 13 luglio 1957, riportata in "Morazzone 1891-1969, cronaca, racconti, storia" a cura di Alice Ongaro - edizioni BPS, Varese 2009.
  7. ^ notizia tratta dal giornale La Prealpina del 27 dicembre 1909, riportata in "Morazzone 1891-1969, cronaca, racconti, storia" a cura di Alice Ongaro - edizioni BPS, Varese 2009
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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