Morazzone

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il pittore detto "Il Morazzone", vedi Pier Francesco Mazzucchelli.
Morazzone
comune
Morazzone – Stemma Morazzone – Bandiera
Morazzone – Veduta
Chiesa parrocchiale
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaVarese
Amministrazione
SindacoMaurizio Mazzucchelli (Lega Nord - Il paese che vorrei) dal 27-5-2019[1]
Territorio
Coordinate45°46′N 8°50′E / 45.766667°N 8.833333°E45.766667; 8.833333 (Morazzone)
Altitudine432 m s.l.m.
Superficie5,6 km²
Abitanti4 246[2] (31-12-2020)
Densità758,21 ab./km²
FrazioniCentro storico, Roccolo, Roncaccio, Mezzanella, Pagliate, Cuffia
Comuni confinantiBrunello, Caronno Varesino, Castiglione Olona, Castronno, Gazzada Schianno, Gornate Olona, Lozza
Altre informazioni
Cod. postale21040
Prefisso0332
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT012105
Cod. catastaleF711
TargaVA
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)[3]
Cl. climaticazona E, 2 721 GG[4]
Nome abitantimorazzonesi
Patronosant'Ambrogio
Giorno festivo7 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Morazzone
Morazzone
Morazzone – Mappa
Posizione del comune di Morazzone nella provincia di Varese
Sito istituzionale

Morazzone (Murazùm in dialetto varesotto) è un comune italiano di 4 246 abitanti della provincia di Varese in Lombardia.

La casa comunale è collocata a 432 m s.l.m., il che ne fa il 18º comune (su 139) della Provincia per altitudine.[5]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Morazzone, sito a 10 km dal capoluogo provinciale, si estende per 5,48 km² su colline moreniche di origine glaciale, ed è compreso tra i 330 e i 442 metri sul livello del mare; l'escursione altimetrica complessiva risulta essere pari a 112 metri.

L'ambiente è prevalentemente boscoso ed è attraversato dal torrente Tenore che nasce presso la Cascina Caronaccio.

La flora è quella tipica lombarda, composta in prevalenza da pino silvestre, farnia, carpino, castagno, robinia, nocciolo, platano, frassino, quercia rossa, pioppo nero, olmo, acero e ontano nero.

La fauna è ricchissima: sono presenti numerosissime specie di mammiferi, uccelli, anfibi e invertebrati.

Parco Rile Tenore Olona (RTO)[modifica | modifica wikitesto]

Parte del territorio di Morazzone è incluso, assieme ad alcuni comuni limitrofi, nel Parco Rile Tenore Olona, parco sovracomunale che sviluppa intorno a tre corsi d'acqua: Rile, Tenore e Olona. Morazzone fa inoltre parte del Bacino val d'Arno e Ticino.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le radici[modifica | modifica wikitesto]

Presso la chiesa parrocchiale di sant'Ambrogio sono custoditi due blocchi di granito e una lapide funeraria di serizzo: i due blocchi rievocano la nascita, lo status sociale e la morte dei due fratelli Marco e Lucio Senzii, risalenti al I secolo d.C.

Entrambi i fratelli furono legionari della IV legione Scitica e appartennero alla tribù romana Ufentina.

La lapide funeraria fu fatta intagliare sempre nel I secolo d.C. a ricordo della moglie Donnia Pupa da Marco Campilio Daphnos, liberto di Marco Campilio Fusco (che ricopriva in quel periodo la carica di serviro senior presso Milano).

I tre reperti romani furono ritrovati tutti nella chiesetta di Santa Maria Maddalena all'inizio del XX secolo, e ciò lascia presupporre che presso la chiesetta si erigesse il centro della comunità romana o una necropoli.

Dal Medioevo alla fine del Seicento[modifica | modifica wikitesto]

Morazzone cadde poi nel buio dei secoli del Medioevo italiano. Dopo una lunga epoca di decadenza, nella quale il contado si vide smembrato e frazionato, esso riottenne importanza diventando un pubblico fortilizio del Comune di Milano alla fine del XII secolo.

Morazzone venne in seguito coinvolta nelle molteplici lotte tra le casate milanesi dei Visconti e Torriani, e seguì le vicende del castrum di Castelseprio, che fu distrutto nel 1287 dall'Arcivescovo di Milano Ottone Visconti.

Il borgo torna alla ribalta dalla seconda metà del Cinquecento fino al terzo decennio del Seicento grazie alla figura dell’artista Pier Francesco Mazzucchelli, detto Il Morazzone, nato nel paese nel Luglio del 1573 ed attivo su tutto il panorama artistico lombardo di quel periodo.

Nel giro di pochi decenni, la Lombardia venne occupata dalla corona spagnola e Morazzone venne infeudata il 19 agosto 1647 in seguito alla decisione del Regno di Spagna di infeudare le molte terre "libere" lombarde.

L'età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Morazzone tornò dopo le instabili situazioni politiche e sociali legate al contrastato periodo napoleonico, durante il quale fu annesso a Caronno Ghiringhello, sotto il dominio austriaco. Senza particolari avvenimenti fino al 26 agosto 1848, quando tornò alla ribalta della storia in occasione dello scontro armato ivi combattuto tra un piccolo contingente garibaldino e le truppe austriache.

A decorrere dalla data del 2 gennaio 1927, con la creazione per decreto legislativo della Provincia di Varese, Morazzone passa sotto quest'ultima lasciando così la Provincia di Como di cui faceva parte dal 1801, all'alba delle nuove disposizioni intercorse tra il governo imperiale napoleonico e quello austriaco.

Durante il secondo dopoguerra, Morazzone ha attraversato senza enormi sconvolgimenti il passaggio da un'economia basata sull'agricoltura ad una di carattere artigianale e, successivamente, di tipo industriale.

Tra le grandi aziende è presente sul territorio comunale una fabbrica della MV Agusta, rinomata casa motociclistica.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1963 il comune si dotò di un primo stemma, confezionato con elementi raccogliticci ritenuti correlati alla storia locale: lo scudo era interzato in fascia e raffigurava superiormente un'aquila nera in campo rosso, a metà due spade incrociate in campo argento, in basso un leone tendente a destra in campo azzurro. Il gonfalone era un drappo interzato in palo d'azzurro, bianco e rosso, ornato di ricami in argento e caricato di detta arma[6][7].

Questa simbologia (ratificata con Decreto del Presidente della Repubblica il 24 aprile 1965[8]) col passare del tempo venne giudicata non particolarmente rappresentativa dell'identità comunale: nel 1991 lo storico Diego Della Gasperina trovò presso lo Stemmario Archinto della Biblioteca Reale di Torino uno stemma indicato come "de Morazono", ossia l’emblema della famiglia Mazzucchelli (originaria del comune), dalla quale discendeva anche il pittore Pier Francesco Mazzucchelli (detto appunto "Il Morazzone"), che l'aveva incluso in un affresco originariamente sito presso la sua residenza (poi staccato nel 1880 e trasferito al Castello Sforzesco di Milano)[7]. Tale arma famigliare era (come da descrizione del summenzionato Archinto) superiormente d'oro all’aquila nera (cosiddetto Capo d'Impero) e per il resto d'argento alla testa di moro affiancata da due stelle; è però plausibile che vi fossero anche versioni recanti due o tre teste di moro e dunque una sola o nessuna stella. L'elemento qualificante è certamente la testa umana, laddove il cognome Mazzucchelli deriva dall'espressione insubre mazzùch (letteralmente "testone", ossia "ostinato", "caparbio")[7].

Il comune iniziò pertanto a sostituire in via informale lo stemma ufficiale con quello "mazzucchelliano", finché ai primi del terzo millennio si risolse a chiederne la sostituzione anche ai termini di legge: ottenuto il parere favorevole dell'ufficio araldico della Presidenza del Consiglio dei ministri, il Decreto del Presidente della Repubblica dell'11 maggio 2009 sancì l'adozione di stemma e gonfalone nei seguenti termini[7]:

«Di argento, alla testa di moro, al naturale, attortigliata di rosso, accompagnata nei cantoni del capo da due stelle di otto raggi, dello stesso; al capo cucito d’oro, caricato dall’aquila di nero, coronata dello stesso, linguata di rosso. Ornamenti esteriori da Comune.»

«Drappo partito di giallo e di nero, riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dello stemma comunale con l'iscrizione centrata in argento: "Comune di Morazzone". Le parti di metallo ed i cordoni saranno argentati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto nero e oro con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'argento.»

Il comune ha successivamente adottato una versione dello stemma priva dei coronamenti istituzionali, pur previsti nel decreto presidenziale di concessione. La bandiera comunale adatta la blasonatura dello stemma in forma di vessillo.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa parrocchiale di Sant'Ambrogio[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Sant'Ambrogio (Morazzone).
Chiesa di Sant'Ambrogio

La chiesa è stata costruita nel 1814-1817 dedicata a Sant'Ambrogio. Dalla documentazione risulta che, intorno al 1810 il parroco Don Francesco Pesenti, riteneva fosse necessaria la costruzione di una chiesa più capiente e ne affidava la progettazione all'architetto Simone Cantoni (Muggio - Canton Ticino, 1736-1818).

L'abbellimento e la decorazione interna della chiesa furono attuati fra il 1893 e il 1894 dal parroco Don Giuseppe Motta (compresa l'attuale facciata esterna).

Nel 1907 veniva edificato l'oratorio di San Giuseppe adiacente al lato sinistro della chiesa; all'interno si trovano vecchie murature della precedente chiesa cinquecentesca con l'affresco raffigurante Sant'Ambrogio, (XVI secolo) attribuito a Pier Francesco Mazzucchelli detto Il Morazzone, o della scuola.

Chiesa di Santa Maria Madre[modifica | modifica wikitesto]

Si erge in una stupenda posizione con vista del lago di Varese e della catena alpina del Monte Rosa ed è stata recentemente restaurata. È stata edificata probabilmente nel XV secolo su una cappella precedente che risaliva almeno al XIII secolo, come è comprovato dagli spezzoni di muro riportati alla luce dal recente restauro del 1987/88, pietre che si possono ancora ammirare. La chiesa è stata importante punto di riferimento, testimoniato dalle sepolture sotto il pavimento. È stata sede di una cappellania dal 1449: era cioè officiata quattro giorni alla settimana da un cappellano stabile, il quale abitava nelle vicinanze e nei restanti tre giorni celebrava nella chiesa di San Giorgio a Schianno. Questo servizio religioso godeva di cospicue rendite attraverso poderi lasciati in eredità da Giovanni Antonio Bizzozero, ricco proprietario di Varese.

Chiesa di Santa Maria Madre

Al suo interno si trovano dipinti votivi dei secc. XV e XVI: San Rocco accanto ad un lacerto di presepio (con pregevole San Giuseppe), una Madonna in trono con Bambino, Sant'Antonio Abate (patrono dei contadini) e ciò che resta di una figura di santo Vescovo (Ambrogio?). Un avanzo di una crocifissione è riportata sopra la porta laterale. Sopra gli altari dell'abside e della cappella di sinistra sono posti una Madonna con Bambino e un Sant'Antonio abate con gli specifici simboli del maiale e del fuoco (invocato contro il cosiddetto fuoco di Sant'Antonio). Sui muri laterali si trovano le litografie della Via Crucis donate da un emigrante morazzonese a fine Ottocento con scritte esplicative in lingua francese e spagnola.

La popolazione del luogo è molto legata a questa chiesa: è officiata settimanalmente e molto sentito è il culto verso Maria, testimoniato anche dagli ex voto posti sotto la statua mariana.

Resti della Chiesa di Santa Maria Maddalena[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa, di origine medioevale è stata demolita nel 1967, nonostante il Card. Ildefonso Schuster nella visita pastorale dell'anno 1962 ne avesse richiesto espressamente il restauro. Costruita su un antico tempietto romano dedicato a Giove, è stata custode fedele per lunghissimo tempo di importanti epigrafi di età romana (ora riportate in chiesa parrocchiale Morazzone - Interno Chiesa Parrocchiale). L'edificio sacro risultava dotato di un altare, una campana, tre finestre e due porte. Esternamente si trovava un portico (demolito su ordine del card. Giuseppe Pozzobonelli nel 1747) sotto il quale vi era un cimitero privo di recinzione, con il pavimento irregolare dalla descrizione tracciata da Federico Borromeo nel 1606. Resti di sepolture sono stati rinvenuti nelle campagne da scavi effettuati del 1996 e nel 2007.

Vi viene ufficiata la Santa Messa una volta l'anno, il sabato seguente la memoria della Santa (22 luglio) [attualmente sospesa a causa del pericolo di crollo dell'attigua Cascina Maddalena].

Torre Campanaria[modifica | modifica wikitesto]

Torre campanaria di Morazzone

Eretta tra il 1582 e il 1646 accanto alla Chiesa di Sant'Ambrogio. La sua costruzione è durata ben 64 anni, a causa della mancanza di fondi, essendo stata commissionata dai fedeli morazzonesi tramite le loro offerte.

Le campane sono 5, in Si bemolle (Sib), fuse nel 1859 dalla fonderia Felice Bizzozero di Varese.[9] Le campane sono suonate solo manualmente e sono molto apprezzate nella zona.

Per ben 65 anni, a partire dal 1892, campanaro di Morazzone fu Giuseppe Antonini detto "Zin", che suonò le campane dall'età di 15 anni fino alla sua morte avvenuta all'inizio di marzo del 1957; al tempo "si diceva in paese che se Zin andava alle campane la tempesta non cadeva a guastare i raccolti" perché "Zin spaccava le nubi e le fugava"[10].

E fu proprio nel 1957 che il campanile restò muto parecchio tempo, ma non per la morte dello storico campanaro, ma per importanti interventi di manutenzione: la sostituzione dell'isolamento e la revisione del castello con la sostituzione delle vecchie bronzine con nuovi cuscinetti a sfera; di questi lavori si occupò la ditta specializzata Bianchi, di Varese, erede della ditta Bizzozero.[11]

Il 25 dicembre 1909, ai primi rintocchi dell'Ave Maria la campana maggiore, spezzatosi il sostegno trasversale, si staccò e cadde fuori dal castello fermandosi fortunosamente sul parapetto della cella campanaria, con la bocca rivolta all'esterno[12].

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Monumento in ricordo del 26 agosto 1848[modifica | modifica wikitesto]

Si trova vicino alla piazza principale, di fronte alla Villa Bottelli ed è stato eretto in ricordo della battaglia combattuta il 26 agosto 1848 fra garibaldini e austriaci.

Casa natale di Pier Francesco Mazzucchelli[modifica | modifica wikitesto]

La casa natale di Pier Francesco Mazzucchelli detto Il Morazzone (1573-1626), celeberrimo artista del Seicento lombardo, si trova all'interno di una corte del XIII secolo, nella zona alta del paese, all’incrocio tra Via Santa Maria e la salita Goffredo Mameli.

Si presume che anche la sua sepoltura si trovi all'interno del territorio comunale.

Il Morazzone operò molto in tutto il territorio provinciale, come le opere che si trovano presso la Basilica di San Vittore a Varese, oltre a Roma, lavorando per committenza di grandi signorie della capitale oppure per conto di cariche religiose in altrettante chiese, cattedrali ed edifici sacri e storici.

Casa Macchi ed Emporio[modifica | modifica wikitesto]

Nel centro storico del comune sorge Casa Macchi, una dimora d’interesse culturale che conserva al proprio interno tutti gli arredi e il mobilio di una casa di famiglia dell’Ottocento, dimora che lascia ancora oggi le tracce indelebili e “congelate nel tempo” della vita vissuta dai membri della casata Macchi di Morazzone.

Di recente il Fondo Ambiente Italiano ha deciso di restituire alla struttura il suo valore conservativo a livello storico e culturale occupandosi del restauro della stessa, in seguito alla donazione al Fondo da parte di Maria Luisa Macchi, ultima discendente della famiglia.

Il 5 dicembre 2021, il FAI, in collaborazione con il Comune di Morazzone, l’Assessorato all’autonomia e alla cultura della Regione Lombardia e la Fondazione Cariplo, ha inaugurato l’Emporio di Casa Macchi, un piccolo negozio arredato con mobili ed ornamenti storici e all’interno del quale è possibile trovare generi alimentari e prodotti del territorio, il tutto pensato nell’ottica di riproporre l’atmosfera delle botteghe tipiche dei piccoli borghi di provincia qui attivi fino ai primi del Novecento.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[13]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Arte[modifica | modifica wikitesto]

Oltre ad aver dato i natali al pittore Pier Francesco Mazzucchelli (e forse anche una sepoltura), Morazzone ha ospitato nel 1976 la mostra temporanea dello scultore e pittore ligure Ferdinando Carotenuto.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Visita della Madonna Pellegrina di Fatima 2007[modifica | modifica wikitesto]

La Madonna Pellegrina di Fatima a Morazzone

Dal 24 giugno al 1º luglio 2007 Morazzone è stato invaso da migliaia di persone (circa 100.000) per la presenza presso la Chiesa Parrocchiale di Sant'Ambrogio di una copia della Statua della Madonna di Fátima. La manifestazione si è svolta nell'arco di una settimana, durante la quale i fedeli hanno potuto rendere omaggio all'effigie della Beata Vergine.

World Cup Tiro con l'Arco Varese 2007[modifica | modifica wikitesto]

Morazzone è stata sede di alcune fasi preliminari della World Cup di Tiro con l'Arco svoltasi a Varese nel 2007.

UCI World Championship 2008[modifica | modifica wikitesto]

Morazzone era sede del Centro Coordinamento dei Volontari durante i Campionati del mondo di ciclismo, svoltisi tra il 22 e il 28 settembre 2008 a Varese.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Morazzone è servita da autolinee di autobus verso Varese, Gallarate e Milano.

È servita anche dalla linea ferroviaria Porto Ceresio-Varese-Gallarate-Milano (Ferrovie dello Stato) presso la stazione di Gazzada-Schianno-Morazzone (sita a circa 1,6 km dal centro cittadino), ove opera la linea S5 (Varese-Milano-Treviglio) del Servizio ferroviario suburbano di Milano esercito dall'associazione temporanea d'imprese Trenord-ATM.

Morazzone è inoltre attraversato dalla strada provinciale 20 "per la Pianura Padana" (Gazzada - Busto Arsizio), e servito dall'A8 Autostrada dei Laghi, attraverso l'uscita di Gazzada/Varese est, dall'A60 Tangenziale di Varese, con l'uscita di Gazzada/Morazzone e dalla strada provinciale 57 de La Selvagna.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Al pari di molte altre realtà provinciali del nord Italia[di che tipo? In che contesto?], anche Morazzone ha assistito, dal secondo dopoguerra in poi, al sorgere (ed al declino) di molte piccole e medie realtà industriali in diversi settori. Fra queste, si ricorda la Elettro De Bernardi, produttrice di apparecchi elettrodomestici ed elettrici in via Caronnaccio 2, fondata e gestita da quello che fu anche sindaco della cittadina fra gli anni 80 e l'inizio degli anni 2000[14]; azienda definitivamente chiusa all'inizio degli anni 1990 con l'abbandono dello stabile produttivo.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il gonfalone comunale

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

A Morazzone hanno sede alcune squadre dilettantistiche: nella pallavolo vi è l'Insubria Volley (con sede a Mornago, la cui prima squadra maschile gioca a Morazzone, vincitrice della promozione in Serie D nella stagione sportiva 2017/2018), il tiro con l'arco è rappresentato dal G.S. Archery Team Morazzone, mentre il floorball esprime l'UHC Varese Wild Boars, capace di raggiungere i massimi livelli nazionali della disciplina.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Elezioni amministrative ed europee 2019 Live - VareseNews, 27 mag 2019
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2020 (dato provvisorio).
  3. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  4. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  5. ^ Altitudine comuni Provincia Varese, su tuttitalia.it.
  6. ^ Morazzone - araldicacivica.it
  7. ^ a b c d Una testa di moro per il nuovo gonfalone comunale - VareseNews, 1° ago 2008
  8. ^ Estremi dei decreti sono reperibili nella banca dati http://dati.acs.beniculturali.it/comuni/
  9. ^ Lo stralcio tratto dal giornale La Prealpina del 13 luglio 1957 riportato da Alice Ongaro in "Morazzone 1891-1969, cronaca, racconti, storia" - edizioni BPS, Varese 2009 - data l'installazione al 1850, con l'inaugurazione il 1º novembre dello stesso anno, aggiungendo che il peso complessivo del concerto è di 63 quintali.
  10. ^ notizie tratte dal giornale La Prealpina del 6 marzo 1957, riportata in "Morazzone 1891-1969, cronaca, racconti, storia" a cura di Alice Ongaro - edizioni BPS, Varese 2009
  11. ^ Notizie tratte dal giornale La Prealpina del 13 luglio 1957, riportata in "Morazzone 1891-1969, cronaca, racconti, storia" a cura di Alice Ongaro - edizioni BPS, Varese 2009.
  12. ^ notizia tratta dal giornale La Prealpina del 27 dicembre 1909, riportata in "Morazzone 1891-1969, cronaca, racconti, storia" a cura di Alice Ongaro - edizioni BPS, Varese 2009
  13. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  14. ^ Si è spento Emilio De Bernardi, per vent'anni sindaco del paese, su VareseNews, 30 agosto 2017. URL consultato il 13 novembre 2019.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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