Barasso

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Barasso
comune
Barasso – Stemma Barasso – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaVarese
Amministrazione
SindacoLorenzo Di Renzo Scolari (lista civica La voce di Barasso) dal 4-10-2021
Territorio
Coordinate45°50′25.44″N 8°45′23.04″E / 45.8404°N 8.7564°E45.8404; 8.7564 (Barasso)Coordinate: 45°50′25.44″N 8°45′23.04″E / 45.8404°N 8.7564°E45.8404; 8.7564 (Barasso)
Altitudine401 m s.l.m.
Superficie3,92 km²
Abitanti1 649[1] (31-12-2020)
Densità420,66 ab./km²
FrazioniCassini, Molina
Comuni confinantiCasciago, Castello Cabiaglio, Comerio, Cuvio, Gavirate, Luvinate
Altre informazioni
Cod. postale21020
Prefisso0332
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT012008
Cod. catastaleA619
TargaVA
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)[2]
Cl. climaticazona E, 2 679 GG[3]
Nome abitantibarassesi
Patronosan Martino
Giorno festivo11 novembre
MottoAequitate et Iustitia
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Barasso
Barasso
Barasso – Mappa
Posizione del comune di Barasso nella provincia di Varese
Sito istituzionale

Barasso (Baràs in dialetto varesotto[4]) è un comune italiano di 1 649 abitanti della provincia di Varese in Lombardia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nei secoli II e III a.C. Barasso, che era compreso nella Gallia Cisalpina o Insubria, entra a far parte della Provincia Romana. Durante la dominazione Longobarda il nome di Barasso comincia ad entrare nei documenti storici e viene citato nel celebre “Diploma” con cui il Re Longobardo Liutprando donava, nel 725 d.C., molte terre, specialmente del Varesotto, ai monaci agostiniani in memoria del fatto che S. Agostino era stato in questi luoghi e precisamente a Casciago (Cassiciacum), ospite del suo amico Verecondo (357). In base ai documenti dell'archivio della Curia Arcivescovile di Milano, si può affermare che a Barasso e nelle frazioni di Molina e Cassini esistevano tre Chiese già prima dell'anno mille.

Nel 1786, con la suddivisione della Lombardia austriaca in province, Barasso fu assegnata alla provincia di Gallarate, ribattezzata l'anno successivo provincia di Varese; nel 1791, in seguito a una modifica territoriale, passò alla provincia di Milano.

In età napoleonica (1797) Barasso fu assegnata all'effimero dipartimento del Verbano, passando l'anno successivo al dipartimento d'Olona, e nel 1801 al dipartimento del Lario. Nel 1809 fu aggregato a Barasso il comune di Luvinate, ma nel 1812 fu Luvinate ad assumere lo status di comune, e Barasso ne divenne frazione.

Con l'istituzione del Regno Lombardo-Veneto (1816) Barasso recuperò l'autonomia, e venne inserita nella provincia di Como; con l'emanazione del Decreto Rattazzi (1859) il comune di Barasso entrò nel circondario di Varese della provincia di Como.

All'Unità d'Italia (1861) il comune contava 693 abitanti.

Nel 1927 il comune di Barasso venne aggregato al comune di Comerio,[5] recuperando l'autonomia nel 1957.[6]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Secondo lo statuto comunale, il territorio comunale comprende, oltre al capoluogo, le frazioni di Cassini e Molina, quest'ultima oggetto per secoli di una disputa territoriale col confinante Comune di Casciago.[8]

Secondo l'ISTAT, il territorio comunale comprende il solo centro abitato di Barasso.[9]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Barasso è attraversata dalla strada statale 394 del Verbano Orientale, che collega Varese a Luino e alla frontiera svizzera.

Il centro abitato è servito dalla stazione di Barasso-Comerio, posta sulla ferrovia Saronno-Varese-Laveno, gestita da Ferrovienord e servita da treni regionali svolti da Trenord nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Lombardia.

Fra il 1914 e il 1940 Barasso una fermata della tranvia Varese-Angera, gestita dalla Società Anonima Tramvie Orientali del Verbano (SATOV)[10].

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Semipartito troncato: nel primo, un albero significante la caratteristica del territorio comunale coperto da boschi di piante di alto fusto; nel secondo, una ruota di mulino che rappresenta antichi mulini esistenti nella frazione Molina; nell'ultimo semipartito, un compasso accompagnato da due stelle, queste ultime, a ricordo di due insigni personaggi storici: San Nicone da Barasso e lo storico Giacomo da Barasso. Il compasso rende onore a due cittadini contraddistintisi in opere di architettura civile e cioè l'architetto Emilio Alemagna e l'architetto Cornelio Bregonzio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2020 (dato provvisorio).
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 60.
  5. ^ Regio Decreto 16 giugno 1927, n. 1141
  6. ^ D.P.R. 23 maggio 1957, n. 597
  7. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Art. 3 comma 1 dello Statuto Comunale (PDF), su studiok.it. URL consultato il 9 luglio 2012 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  9. ^ ISTAT - Dettaglio località abitate
  10. ^ Maurizio Miozzi, Le tramvie del varesotto, Pietro Macchione, Varese, 2014. ISBN 978-88-6570-169-0

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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