Barasso

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Barasso
comune
Barasso – Stemma Barasso – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Varese-Stemma.png Varese
Amministrazione
Sindaco Antonio Andrea Braida (lista civica Vivere Barasso) dal 05/06/2016 - 3º mandato
Territorio
Coordinate 45°50′N 8°46′E / 45.833333°N 8.766667°E45.833333; 8.766667 (Barasso)Coordinate: 45°50′N 8°46′E / 45.833333°N 8.766667°E45.833333; 8.766667 (Barasso)
Altitudine 401 m s.l.m.
Superficie 3,92 km²
Abitanti 1 669[1] (28-2-2017)
Densità 425,77 ab./km²
Frazioni Cassini, Molina
Comuni confinanti Casciago, Castello Cabiaglio, Comerio, Cuvio, Gavirate, Luvinate
Altre informazioni
Cod. postale 21020
Prefisso 0332
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 012008
Cod. catastale A619
Targa VA
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti barassesi
Patrono san Martino
Giorno festivo 11 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Barasso
Barasso
Barasso – Mappa
Posizione del comune di Barasso nella provincia di Varese
Sito istituzionale

Barasso (Baràs in dialetto varesotto[2]) è un comune italiano di 1669 abitanti della provincia di Varese in Lombardia. I suoi cittadini si chiamano barassesi.

Il suo nome, di origini gallo-celtiche, significa "pascolo sul monte". Il paese è bagnato dal fiume Tinella ed è a un'altezza di 401 metri sul l.m. La superficie è di 4 km quadrati. È suddivisa nelle frazioni di Molina e Cassini. Il santo patrono è San Martino che si festeggia l'11 novembre. Confina con i comuni di Luvinate, Comerio, Gavirate, Casciago e Castello Cabiaglio. Nel suo territorio è situata la stazione ferroviaria della Linea delle Nord Varese-Laveno. Hanno sede il CFM (Centro Formazione Musicale); Villa San Martino, una residenza che accoglie numerose mostre d'arte; e il centro sportivo Magister, specializzato nel gioco del calcio e durante l'estate nel funzionamento della piscina comunale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nei secoli II e III a.C. Barasso, che era compreso nella Gallia Cisalpina o Insubria, entra a far parte della Provincia Romana. Durante la dominazione Longobarda il nome di Barasso comincia ad entrare nei documenti storici e viene citato nel celebre “Diploma” con cui il Re Longobardo Liutprando donava, nel 725 d.C., molte terre, specialmente del Varesotto, ai monaci agostiniani in memoria del fatto che S. Agostino era stato in questi luoghi e precisamente a Casciago (Cassiciacum), ospite del suo amico Verecondo (357). In base ai documenti dell'archivio della Curia Arcivescovile di Milano, si può affermare che a Barasso e nelle frazioni di Molina e Cassini esistevano tre Chiese già prima dell'anno mille.

Nel 1786, con la suddivisione della Lombardia austriaca in province, Barasso fu assegnata alla provincia di Gallarate, ribattezzata l'anno successivo provincia di Varese; nel 1791, in seguito a una modifica territoriale, passò alla provincia di Milano.

In età napoleonica (1797) Barasso fu assegnata all'effimero dipartimento del Verbano, passando l'anno successivo al dipartimento d'Olona, e nel 1801 al dipartimento del Lario. Nel 1809 fu aggregato a Barasso il comune di Luvinate, ma nel 1812 fu Luvinate ad assumere lo status di comune, e Barasso ne divenne frazione.

Con l'istituzione del Regno Lombardo-Veneto (1816) Barasso recuperò l'autonomia, e venne inserita nella provincia di Como; con l'emanazione del Decreto Rattazzi (1859) il comune di Barasso entrò nel circondario di Varese della provincia di Como.

All'Unità d'Italia (1861) il comune contava 693 abitanti.

Nel 1927 il comune di Barasso venne aggregato al comune di Comerio,[3] recuperando l'autonomia nel 1957.[4]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]


Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2001 le elezioni comunali furono vinte da Paolo Zanzi con il 56,03% battendo la concorrente, Cristina Scolari che raccolse il 43,64% dei consensi.

Nel 2006 le elezioni vennero vinte da Antonio Braida (che era già candidato vice sindaco nel 2001 con la lista Scolari) con il 58,5% dei consensi battendo il suo concorrente, Enrico Ottolini che raccolse il 41,5% dei voti.

Nel 2011 le elezioni vennero nuovamente vinte dal Sindaco in carica Antonio Braida con il 51,26% dei consensi, superando di poco il contendente Luigi Roi che ottenne il 48,73% dei voti.

Alle elezioni amministrative del 2016 si è ripresentata per la terza volta consecutiva la Lista Civica Vivere Barasso con, come candidato sindaco, l'uscente Braida. Il contendente è stato Paolo Pozzi per la lista Rinnoviamo Barasso. L'esito ha visto, per la terza volta consecutiva, la vittoria di Antonio Braida con il 52% dei voti contro il 48% di Paolo Pozzi.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Secondo lo statuto comunale, il territorio comunale comprende, oltre al capoluogo, le frazioni di Cassini e Molina, quest'ultima oggetto per secoli di una disputa territoriale col confinante Comune di Casciago.[6]

Secondo l'ISTAT, il territorio comunale comprende il solo centro abitato di Barasso.[7]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Barasso è attraversata dalla strada statale 394 del Verbano Orientale, che collega Varese a Luino e alla frontiera svizzera.

Il centro abitato è servito dalla stazione di Barasso-Comerio, posta sulla ferrovia Saronno-Varese-Laveno, gestita da Ferrovienord e servita da treni regionali svolti da Trenord nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Lombardia.

Fra il 1914 e il 1940 Barasso una fermata della tranvia Varese-Angera, gestita dalla Società Anonima Tramvie Orientali del Verbano (SATOV)[8].

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Semipartito troncato: nel primo, un albero significante la caratteristica del territorio comunale coperto da boschi di piante di alto fusto; nel secondo, una ruota di mulino che rappresenta antichi mulini esistenti nella frazione Molina; nell'ultimo semipartito, un compasso accompagnato da due stelle, queste ultime, a ricordo di due insigni personaggi storici: San Nicone da Barasso e lo storico Giacomo da Barasso. Il compasso rende onore a due cittadini contraddistintisi in opere di architettura civile e cioè l'architetto Emilio Alemagna e l'architetto Cornelio Bregonzio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2017.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 60.
  3. ^ Regio Decreto 16 giugno 1927, n. 1141
  4. ^ D.P.R. 23 maggio 1957, n. 597
  5. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Art. 3 comma 1 dello Statuto Comunale
  7. ^ ISTAT - Dettaglio località abitate
  8. ^ Maurizio Miozzi, Le tramvie del varesotto, Pietro Macchione, Varese, 2014. ISBN 978-88-6570-169-0

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN249436686