Taino (Italia)

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Taino
comune
Taino – Stemma Taino – Bandiera
Taino – Veduta
Chiesa parrocchiale di Santo Stefano
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Varese-Stemma.png Varese
Amministrazione
SindacoStefano Ghiringhelli (lista civica "Taino 2014") dal 25/05/2014 (1º mandato)
Territorio
Coordinate45°46′N 8°37′E / 45.766667°N 8.616667°E45.766667; 8.616667 (Taino)Coordinate: 45°46′N 8°37′E / 45.766667°N 8.616667°E45.766667; 8.616667 (Taino)
Altitudine262 m s.l.m.
Superficie7,63 km²
Abitanti3 798[1] (31-12-2010)
Densità497,77 ab./km²
FrazioniCheglio
Comuni confinantiAngera, Sesto Calende
Altre informazioni
Cod. postale21020
Prefisso0331
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT012125
Cod. catastaleL032
TargaVA
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantitainesi (in dialetto locale dùmit)
Patronosanto Stefano
Giorno festivo26 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Taino
Taino
Taino – Mappa
Posizione del comune di Taino nella provincia di Varese
Sito istituzionale

Taino (Taìn in dialetto varesotto[2]) è un comune italiano di 3.721 abitanti della provincia di Varese in Lombardia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Taino insieme alla frazione di Cheglio si sviluppa lungo le prime alture o colline delle Prealpi Lombarde li dove termina la grande Pianura Padana e gradatamente il territorio si fa collinare e, a mano a mano che sale verso Nord, contribuisce a formare le Alpi.

Il paese si trova nel Basso Verbano, sulla sponda sud-orientale del Lago Maggiore, da cui dista pochi chilometri, in particolare dove il Lago, che inizia a mutare la sua morfologia, termina e sfocia nel Ticino.

Il suo territorio è circondato completamente solo da due comuni: Sesto Calende e Angera.

Taino e Cheglio possono essere definire due splendide terrazze naturali sul Lago Maggiore.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome Taino deriva forse dal celtico Ta (buono) e Vyn (vino), cioè terra del buon vino, o dal nome gentilizio romano Taginus. Gli insediamenti più antichi risalgono al neolitico, fu poi residenza di popolazioni galliche ed infine romane. Nel medioevo faceva parte della Pieve di Angera e proprietà della Mensa Arcivescovile di Milano. Nel XVI secolo, dopo una lunga diatriba con la curia milanese, divenne feudo della nobile famiglia Serbelloni, che mantenne i possedimenti tainesi fino all'inizio del Novecento.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Recentemente, lungo una parete della locale chiesa di Santo Stefano, nello stesso punto dove già ne esisteva una poi eliminata, è stata realizzata una nuova meridiana di dimensioni e fattura notevoli, recante sullo sfondo lo stemma della famiglia Serbelloni, grandi benefattori nell'erezione del suddetto luogo di culto.

Il Parco Comunale[modifica | modifica wikitesto]

Il Parco di Taino è stato realizzato nel 1991 su progetto dell’artista Giò Pomodoro, autore della scultura “Il Luogo dei quattro punti cardinali” situata al centro del parco.Il parco è un grande spazio verde al centro del paese proteso verso il lago Maggiore ed il Monte Rosa, che incanta il visitatore per il suo unico e suggestivo panorama. Il monumento “Il luogo dei quattro punti cardinali" di Giò Pomodoro è un'opera realizzata in granito bianco, grigio e rosa, acqua e ferro, che celebra solstizio d’estate. Essa ha al centro l’alto pilastro-gnomone (8,64 m dal piano di calpestio), che, proprio alla data del 21 giugno a mezzogiorno, cattura attraverso una fessura tagliata al suo interno e segnalata in marmo nero sulla superficie, i raggi del sole e li proietta sul pilastro caduto, nel punto indicato su di una tacca. In quel giorno il sole, che si trova sull’allineamento nord-sud dietro al pilastro, oscura con l’ombra di quest'ultimo il monolite orizzontale dal puntale piramidale in bronzo, tranne che per una porzione scavata nella tacca che resta illuminata per breve tempo, segnalando il solstizio d’estate.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Stemma: Partito;

  • nel 1° di rosso al liocorno d'argento, ritto, collarinato di una corona d'oro all'antica;
  • nel 2° d'argento al sorbo al naturale, fruttato d'oro e radicato nella pianura erbosa.

Ornamenti esteriori da Comune.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Leggenda della Valle dei Passeri[modifica | modifica wikitesto]

Un'antica leggenda tainese narra di un santo eremita che, rifugiatosi nei boschi di Cheglio, trascorreva il suo tempo tra la preghiera e la cura degli ammalati. Schernito e perseguitato dai pagani, venne soccorso da una folta schiera di passeri che con le loro zampette scavarono un fossato, il quale, riempitosi tosto di acqua, si trasformò in un torrente donde nacque la Valle dei Passeri, che ancora ora è chiamata in quel modo!

I pagani impressionati da tale prodigio, tornarono alle loro case e cessarono le persecuzione del povero eremita. Per riconoscenza il buon vecchio dipinse nella chiesetta di San Damiano, sopra all'altare, la Vergine con i SS. Cosma e Damiano contornati dai passeri.

Si narra altresì che un giorno gli abitanti di Cheglio udirono il suono delle campane provenienti dalla chiesina, ed accorsi lì, trovarono il vecchio che riposava il suo sonno eterno mentre le campane ancora suonavano.

In ricordo del bene ricevuto e del fatto prodigioso, gli abitanti di Cheglio, Lentate e Capronno, accorsero lì in processione ogni 25 gennaio, data di morte del vecchio saggio.

E così ebbe origine la devozione per la Madonna di San Damiano.

Persone legate a Taino[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

La frazione di Cheglio fu annessa al comune per la prima volta da Napoleone, e poi definitivamente confermata dagli austriaci nel 1822.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Taino che milita nel girone A varesino di 3ª Categoria.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 643.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Immagini satellitari[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN133313618 · GND: (DE4440792-0
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