Cuvio

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Cuvio
comune
Cuvio – Stemma Cuvio – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Varese-Stemma.png Varese
Amministrazione
SindacoLuciano Maggi (lista civica "tre pini") dal 25/05/2014 (2º mandato)
Territorio
Coordinate45°54′N 8°44′E / 45.9°N 8.733333°E45.9; 8.733333 (Cuvio)Coordinate: 45°54′N 8°44′E / 45.9°N 8.733333°E45.9; 8.733333 (Cuvio)
Altitudine309 m s.l.m.
Superficie5,96 km²
Abitanti1 644[1] (30-6-2017)
Densità275,84 ab./km²
FrazioniComacchio
Comuni confinantiAzzio, Barasso, Casalzuigno, Castello Cabiaglio, Cocquio-Trevisago, Comerio, Cuveglio, Gavirate, Orino
Altre informazioni
Cod. postale21030
Prefisso0332
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT012063
Cod. catastaleD239
TargaVA
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climaticazona E, 2 577 GG[2]
Nome abitanticuviesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cuvio
Cuvio
Cuvio – Mappa
Posizione del comune di Cuvio nella provincia di Varese
Sito istituzionale

Cuvio (Cüvi in dialetto varesotto) è un comune italiano di 1.644 abitanti della provincia di Varese in Lombardia. Cuvio ha dato il nome alla Valcuvia,[3] sul cui versante meridionale si trova il comune. Esso è inoltre parte della comunità montana della valle e dell'Unione dei comuni del Medio Verbano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Cuvio, capo di pieve, compare citata negli Statuti delle strade e delle acque del contado di Milano, compartecipe delle spese per la manutenzione della strada di Bollate (1346).

Con l'intera Valcuvia fu infeudata nel 1450 ai Cotta che la tennero finché non passò nel 1727 al conte Giulio Visconti Borromeo.

Denominato comune di Cuvio con Comaccio dal 1757, in età napoleonica, con decreto 4 novembre 1809 b, a Cuvio furono aggregati i soppressi comuni di Cabiaglio, Bedero, Brinzio, Cavona, Ferrera, Masciago e Rancio, e fu inserito nel cantone I di Varese del distretto II di Varese. Successivamente, a seguito di rettificazione e concentrazione dei comuni del dipartimento del Lario, per "convenienze topografiche”, Bedero, Brinzio, Cavona e Ferrera furono sottratte a Cuvio a riunite con Rancio a formare l'omonimo comune nel cantone di Luvino. Con decreto 30 luglio 1812 fu creato un nuovo comune denominato

Cuvio con i comuni aggregati di Cuvio, Cabiaglio, Vergobbio, Arcumeggia, Cuveglio, Duno, Azzio e Orino, nel cantone II di Gavirate del distretto II di Varese. La situazione tornò alla situazione precedente con il ripristinato ordinamento del Regno Lombardo-Veneto.

Cuvio fu ancora interessata alle aggregazioni comunali durante l'epoca fascista, quando con R.D. 12 gennaio 1928, n. 63, dal 16 febbraio, furono soppressi e aggregati ad esso gli ex comuni di Cavona, Cuveglio in Valle (già Cuveglio fino al 27 settembre 1863), Duno e Vergobbio [4]. Nel 1954 Duno riottene la propria autonomia amministrativa [5] mentre due anni dopo le frazioni di Cavona, Cuveglio in Valle e Vergobbio furono staccate da Cuvio ed erette in comune con la denominazione di Cuveglio (D.P.R. 5 ottobre 1956, n. 1256 [6]). Nel 1961 da Cuvio fu staccata la frazione di Canonica, aggregata a quello di Cuveglio (D.P.R. 9 maggio 1961, n. 468 [7]) e da ultimo nel 1970 a Cuvio furono aggregate alcune zone di territorio disabitato, in precedenza di Cuveglio [8].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Stazione tranviaria a Canonica

Posta lungo la strada statale 394 del Verbano Orientale, fra il 1914 e il 1949 Cuvio era servita da alcune fermate e una stazione della tranvia della Valcuvia, che transitava lungo tale arteria stradale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Note alla relazione sulla visita del vescovo Niguarda, 1593.
  4. ^ Comuni d'Italia - Provvedimento di Variazione R.D. N. 63 del 12/01/1928, su www.elesh.it. URL consultato il 6 marzo 2019.
  5. ^ Comuni d'Italia - Provvedimento di Variazione D.P.R. N. 199 del 22/03/1954, su www.elesh.it. URL consultato il 6 marzo 2019.
  6. ^ Comuni d'Italia - Provvedimento di Variazione D.P.R. N. 1256 del 05/12/1956, su www.elesh.it. URL consultato il 7 marzo 2019.
  7. ^ Comuni d'Italia - Provvedimento di Variazione D.P.R. N. 468 del 09/05/1961, su www.elesh.it. URL consultato il 7 marzo 2019.
  8. ^ Comuni d'Italia - Provvedimento di Variazione D.P.R. N. 955 del 23/10/1969, su www.elesh.it. URL consultato il 7 marzo 2019.
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi, Fabrizio Panzera, Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Editrice La Scuola, Brescia 2003.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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