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Leggiuno

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Leggiuno
comune
Leggiuno – Stemma
Leggiuno – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Varese-Stemma.png Varese
Amministrazione
Sindaco Giovanni Parmigiani (lista civica Libertà è partecipazione) dal 5-6-2016, 1º mandato
Territorio
Coordinate 45°52′30″N 8°37′18.12″E / 45.875°N 8.6217°E45.875; 8.6217 (Leggiuno)Coordinate: 45°52′30″N 8°37′18.12″E / 45.875°N 8.6217°E45.875; 8.6217 (Leggiuno)
Altitudine 240 m s.l.m.
Superficie 13,19 km²
Abitanti 3 651[1] (31-5-2013)
Densità 276,8 ab./km²
Frazioni Arolo, Ballarate, Baraggia, Bosco, Casa Motta, Campagna, Cellina, Cobbione, Ghirate, La Gesiola, Marzaro, Mirasole, Quicchio, Reno, Roncaccio, Rozzoni, Santa Caterina del Sasso, Santa Maria, Sasso Moro
Comuni confinanti Belgirate (VB), Besozzo, Caravate, Laveno Mombello, Monvalle, Sangiano, Stresa (VB)
Altre informazioni
Cod. postale 21038
Prefisso 0332
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 012088
Cod. catastale E510
Targa VA
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 482 GG[2]
Nome abitanti leggiunesi
Patrono santo Stefano
Giorno festivo 26 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Leggiuno
Leggiuno
Leggiuno – Mappa
Posizione del comune di Leggiuno nella provincia di Varese
Sito istituzionale

Leggiuno (IPA: /ledʤùno/, Leggiün in dialetto varesotto) è un comune italiano di 3 651 abitanti della provincia di Varese in Lombardia.

Località turistica posta sulle rive del Lago Maggiore, confina a nord con Laveno-Mombello, a est con Sangiano e Caravate, a sud-est con Besozzo, a sud con Monvalle, ad ovest e a sud-ovest col Lago Maggiore e quindi con il Piemonte e la Provincia del Verbano-Cusio-Ossola. Sulla sponda del Lago Maggiore si trova l'Eremo di Santa Caterina del Sasso, simbolo della città e dello stemma comunale leggiunese.

Il comune fa parte della Regione Agraria n° 3, sulle Colline del Verbano orientale. Inoltre fa parte dei Comuni della costa fiorita.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Leggiuno occupa una zona collinare. Il territorio del comune risulta compreso tra i 193 e i 326 metri sul livello del mare. L'escursione altimetrica complessiva risulta essere pari a 133 metri. Dista circa 21 km da Varese, capoluogo dell'omonima provincia a cui appartiene il comune. Leggiuno ha un grado di sismicità molto bassa, infatti appartiene alla Zona 4 classificata dalla Protezione Civile come irrilevante. Essendo situato sul Lago Maggiore, gode del suo benefico clima. In particolar modo le frazioni Arolo e Reno sono considerate centri climatici.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la classificazione climatica il centro abitato è situato in "zona E", 2482 GR/G.

MILANO MALPENSA Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 6,1 8,6 13,1 17,0 21,3 25,5 28,6 27,6 24,0 18,2 11,2 6,9 7,2 17,1 27,2 17,8 17,3
T. min. mediaC) −4,4 −2,5 0,4 4,3 9,0 12,6 15,3 14,8 11,5 6,4 0,7 −3,6 −3,5 4,6 14,2 6,2 5,4
Precipitazioni (mm) 67,5 77,1 99,7 106,3 132,0 93,3 66,8 97,5 73,2 107,4 106,3 54,6 199,2 338,0 257,6 286,9 1 081,7
Giorni di pioggia 6 6 8 9 10 9 6 8 6 7 8 6 18 27 23 21 89
Umidità relativa media (%) 78 76 69 73 74 74 74 73 74 77 80 80 78 72 73,7 77 75,2
Vento (direzione-m/s) N
3,3
N
3,3
N
3,4
N
3,5
N
3,3
N
3,2
N
3,1
N
3,0
N
3,1
N
3,1
N
3,4
N
3,3
3,3 3,4 3,1 3,2 3,3

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

L'origine del nome Leggiuno è molto antica, e sono parecchie le supposizioni al riguardo. Un'ipotesi poco affidabile dice che derivi da Legio-una (da cui Legiunum), ovvero una legione di Giulio Cesare che si era fermata in questa zona. Secondo un'altra ipotesi deriverebbe invece da Dunum (colle) e un nome proprio di persona, pare una divinità panceltica. L'ipotesi più sicura sostiene che derivi dal celtico, dalle parole Leze (ai piedi) dunum (colle), ovvero ai piedi del colle, probabilmente il colle presente nella località Mirasole, dato che nel Medioevo la località è attestata per iscritto come Lezeduno.[3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'esistenza di molti ghiacciai in territorio leggiunese rese pressoché problematica e talvolta impossibile la presenza di vita umana nel periodo preistorico a Leggiuno. Solo nel XIX secolo, precisamente nel 1864, furono rinvenute tra Leggiuno e Mombello alcuni resti di palafitte, frammenti di vasi, armi, utensili e residui di pasti, tutti riconducibili al periodo del Neolitico. Alla fine del XIX secolo nelle frazione Marzaro di Leggiuno fu ritrovata una tomba rettangolare, e dopo di queste sbucarono altre tombe, contenenti antichi vasi in terracotta. Nella metà del XX secolo, anni '50, a qualche centinaio di metri a sud dell'Eremo di Santa Caterina del Sasso, nella zona soprannominata “Bus di Curnaà”, comparirono cocci ceramici dell'Età Romana: nella stessa zona furono recuperati delle ossa di piccoli animali. Nella frazione di Arolo, invece, nel 1964, gli archeologi portarono alla luce alcuni reperti dell'età del Bronzo. Tra questi, in particolare, furono ritrovati uno spillone, una lancia, un bracciale, un torques di bronzo e persino uno spuntone di un'asta, grazie alla quale si è potuto ipotizzare che nel periodo ascrivibile al 2200-2000 a.C. presso la suddetta frazione fu realizzato un sepolcreto. Alcuni resti di una plausibile lotta punica svoltasi nella zona sono individuabili sul sagrato della odierna chiesa romanica dei SS. Primo e Feliciano. Per quanto riguarda gli anni delle dominazioni barbariche, l'unico segno plausibile di quel periodo è stata una tomba rettangolare in roccia dolomitica, reperita sul Monte Piaggio nella frazione di Arolo. Un documento rinvenuto attesterebbe che Eremberto, al tempo vassallo dell'imperatore Lotario, traslò nell'allora Chiesa di S. Siro (l'attuale Chiesa dei SS. Primo e Feliciano) i resti, per l'appunto, dei SS. Primo e Feliciano. Questi gli erano stati donati da Papa Sergio II. Leggiuno divenne un comune indipendente e sede di una pretura del feudalesimo e di una corte nel periodo relativo all'impero di Berengario I. La peste a quei tempi inflisse duri colpi in Italia e non risparmiò il popolo leggiunese: il piccolo borgo di Leggiuno perse, nel 1554 e nel 1630, una considerevole parte del popolo. Per tornare ad essere nuovamente un centro importante, Leggiuno dovette aspettare la fine del ‘800 quando il numero di abitanti si attestò tra i 700 e gli 800. Fino al 1927 Leggiuno era parte del circondario di Varese, allora sito in Provincia di Como. Il circondario di Varese fu abolito, come tutti i circondari italiani, nel 1927, nell'ambito della riorganizzazione della struttura statale voluta dal regime fascista, e Leggiuno venne così inserita nella neocostituita provincia di Varese. Contemporaneamente allo scorporamento, Leggiuno si unisce agli ex comuni di Arolo, Ballarate, Cellina e all'attuale comune di Sangiano, replicando un analogo provvedimento di Napoleone di più di un secolo prima e poi annullato dalla Restaurazione austriaca. Nel 1963, infine, Sangiano diventa un comune autonomo ma Leggiuno conserva Arolo, Ballarate e Cellina come sue frazioni.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Un tempo Leggiuno era a capo dell'omonima pieve, parte della grande diocesi di Milano. Attualmente è parte della zona pastorale di Varese, decanato di Besozzo e nel suo territorio comprende due parrocchie, Santo Stefano protomartire in Leggiuno e Santi Carlo e Pietro martire in Arolo, la prima delle quali conta ben sei luoghi di culto. Insieme alle vicine parrocchie di Sant'Andrea apostolo in Sangiano e di Santo Stefano protomartire in Monvalle, Leggiuno è parte di una Comunità pastorale.

La Chiesa parrocchiale di Santo Stefano, santo patrono di Leggiuno.

La parrocchiale di Santo Stefano è stata oggetto di una radicale ristrutturazione e ampliamento nel corso del XIX secolo, lavori al termine dei quali, nell'estate 1894, la chiesa è stata consacrata dall'allora vescovo di Pavia mons. Agostino Gaetano Riboldi. L'intervento ha coinvolto anche la torre campanaria, eretta sulla precedente romanica.

Diversamente, la chiesa di Arolo fu edificata lungo il XVI secolo e dedicata a San Carlo e San Pietro da Verona; custodisce un organo risalente alla metà dell'Ottocento, opera di Fortunato Ossola, artigiano proveniente da Groppello.

Tra gli altri edifici sacri spicca l'Eremo di Santa Caterina del Sasso, costruito su una roccia che si affaccia direttamente sul lago. Particolarmente suggestive sono la Sala dell'antico Refettorio dei frati, le cappelle medievali del Beato Alberto Besozzi, di Santa Maria Nova, di Santa Caterina e di San Nicolao, anticamenti luoghi distinti tra loro e poi unificati a fine Cinquecento in un'unica bella chiesa.

Chiesa dei Santi Primo e Feliciano (sec. IX)

Risalente al X secolo è invece la chiesa dei Santi Primo e Feliciano. Costruita su un preesistente edificio di culto pagano lungo il secolo VIII per iniziativa del franco Eremberto e inizialmente dedicata al santo vescovo Siro, nell'846 vide la traslazione delle reliquie dei martiri Primo e Feliciano avute in dono dal papa durante un pellegrinaggio a Roma. La chiesa assunse allora il nome dei due martiri, nei secoli successivi ricostruita secondo le attuali forme romaniche. Preceduto da un piccolo sagrato che contiene are romane e epigrafi d'età alto-medievale, l'edificio ha una facciata a capanna con portale e colonne di recupero, con capitelli provenienti dalla chiesa antica; l'oculo centrale profilato in laterizio è quattorcentesco come il portale dall'arco gotico. Il campanile, la cui accurata muratura è ben conservata, è stato invece edificato nell'XI secolo. L'interno della chiesa è rettangolare, con aula gotica coperta da doppia volta a crociera con costoloni. Il perimetro sembra essere quello della prima chiesa alto-medievale.

Le altre tre chiese presenti nel territorio di Leggiuno sono Maria Stella Maris, edificata negli anni Cinquanta del secolo scorso in località di Cellina; Santa Maria Assunta, costruita alla fine degli anni trenta; Cuore Immacolato di Maria, risalente agli anni Cinquanta.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è ricco di boschi e sentieri boschivi. Questi sono tutti pedalabili per l'80% circa. Infatti vengono organizzate dalla Pro Loco del Comune gare ciclistiche di mountain bike anche in ambito regionale. Leggiuno è anche uno dei pochi comuni in Lombardia ad aver aderito al progetto di Greenpeace Città amiche delle foreste.

Leggiuno è attraversato dal "Sentiero del Verbano" (Sesto Calende - Laveno-Mombello) che costituisce la prima realizzazione del progetto Vie Verdi dei Laghi. Questo sentiero è identificato con la sigla VB su tutta la segnaletica verticale. Inoltre, è attraversato dall'Anello di Santa Caterina, nella fascia costiera compresa tra Laveno-Mombello e Monvalle, interessando quello che si può considerare il gioiello storico-architettonico della provincia di Varese: l'Eremo di Santa Caterina del Sasso.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gli stranieri residenti nel comune sono 298, ovvero l'8,3% della popolazione (la terza percentuale più alta tra i comuni della provincia). Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[5]:

  1. Marocco, 75
  2. Germania, 53

Dati demografici[modifica | modifica wikitesto]

I dati sono aggiornati al 1º gennaio 2011. Fonte:[6]

Dato Valore (ab.)  %
Popolazione maschile 1.745 48,7%
Popolazione femminile 1.837 51,3%
Celibi/Nubili 1.475 41%
Coniugati/e 1.776 50%
Vedovi/e 231 6%
Divorziati/e 100 3%

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

A Leggiuno si parla ovviamente l'italiano. Il dialetto parlato è il dialetto lombardo occidentale o insubre, in particolare si parla il dialetto varesino.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La stragrande maggioranza della popolazione è cristiana cattolica. L'immigrazione di cittadini comunitari ed extra-comunitari ha portato all'insediamento di minoranze di musulmani e ortodossi.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

A Leggiuno sono presenti:

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

  • Informatore comunale

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

  • Teatro San Carlo

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate a Leggiuno[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Il piano del governo di territorio del comune è valido nel periodo 2009-2013.

Frazioni costiere[modifica | modifica wikitesto]

Lago Maggiore a Leggiuno.

Arolo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Arolo.
Arolo da Sasso Moro.

Arolo è una delle frazioni costiere di Leggiuno, situata sul Lago Maggiore. Al suo interno vi si trova la Chiesa dedicata ai Santi Pietro e Carlo.

Vista del Lago Maggiore da Arolo

Reno[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Reno (Leggiuno) ed Eremo di Santa Caterina del Sasso.

Reno è una frazione costiera di Leggiuno che ospita l'Eremo di Santa Caterina del Sasso. Reno è considerata la st.Tropez del Lago Maggiore, grazie alla sua magnifica spiaggia in riva al lago .

Sasso Moro[modifica | modifica wikitesto]

Sasso Moro è una frazione nella quale sorge un porticciolo dove possono attraccare diversi battelli e barche.

Altre frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Ballarate[modifica | modifica wikitesto]

Ballarate (Ballaraa in lombardo) si trova tra la frazione di Baraggia e Arolo.

Baraggia[modifica | modifica wikitesto]

Baraggia (Baràgia in lombardo occidentale) si trova tra la frazione di Marzaro e nei pressi della frazione Bosco, al confine col comune di Sangiano e quello di Monvalle. Al suo interno vi si trova un'industria tessile molto importante. Nelle vicinanze è presente la Stazione ferroviaria di Leggiuno-Monvalle.

Bosco[modifica | modifica wikitesto]

Bosco (Bùsch in lombardo occidentale), così chiamata in ragione della sua natura rigogliosa, sorge tra Monvalle e la frazione di Arolo. Da qui è possibile ammirare una splendida vista sul Lago Maggiore.

Campagna[modifica | modifica wikitesto]

Campagna si trova al confine con la frazione di Arolo, quella di Reno, la frazione di Quicchio e quella di Cellina.

Cellina[modifica | modifica wikitesto]

Cellina, (Scilena in lombardo occidentale) si trova tra Arolo e Reno. Il territorio è dominato da due colline: Motta Cipollina e monte di Ballarate. La prima la divide ad occidente dal lago Maggiore, mentre l'altra la separa dall'abitato di Ballarate. Sul culmine di quest'ultima si trovano le rovine di una torre di guardia di un castello Longobardo. Al suo interno vi si trova la chiesa dedicata a san Rocco(patrono del paese) del secolo XX oggi sconsacrata e la chiesa dedicata a santa Maria Stella Maris, edificata negli anni '50 del XXI secolo.

Prati leggiunesi tra Mirasole e Reno.

Cobbione[modifica | modifica wikitesto]

Cobbione (Cubiùn in lombardo occidentale) si trova al confine tra Sangiano e Cardana di Besozzo.

Ghirate[modifica | modifica wikitesto]

La frazione Ghirate (Ghiràa in lombardo occidentale) si trova tra la frazione Bosco, Marzaro e Baraggia.

La Gesiola[modifica | modifica wikitesto]

La zona La Gesiola (La Gésola in lombardo occidentale) si trova tra Mirasole e Reno. È in aperta campagna e vi sorgono perlopiù boschi e campi.

Marzaro[modifica | modifica wikitesto]

Marzaro (Marsàr in lombardo occidentale) si trova tra la località Bosco e la località Baraggia.

Mirasole[modifica | modifica wikitesto]

Mirasole (Mirasô in lombardo occidentale) si trova tra la frazione di Reno e il comune di Laveno-Mombello. Il colle presente in questa località potrebbe aver dato origine al nome del comune di Leggiuno. Anche qua è possibile ammirare una vista sul Lago Maggiore.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Sul territorio sono presenti attività economiche industriali, metalmeccaniche e tessili. Molto presente l'artigianato locale, la ristorazione e il turismo grazie alle spiagge di Arolo e Reno.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è attraversato dalle seguenti strade provinciali:

  • Strada Provinciale 32 delle Due pievi, (Laveno Mombello - Travedona Monate)
  • strada Provinciale 32dir d'Eremberto, (Sangiano - Reno di Leggiuno)
  • strada Provinciale 69 di Santa Caterina, (Sesto Calende - Luino)

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Leggiuno-Monvalle e [[]].

A Leggiuno è presente la stazione ferroviaria di Leggiuno-Monvalle, posta sulla linea Luino-Oleggio gestita da Rete Ferroviaria Italiana.

Attualmente la linea Luino-Oleggio è utilizzata quasi esclusivamente per il trasporto merci e pertanto i treni passeggeri in servizio (che fermano quindi anche a Leggiuno-Monvalle) sono attualmente limitati a due sole coppie al giorno.

Trasporto lacustre[modifica | modifica wikitesto]

È presente una delle fermate dei battelli della Società Navigazione Lago Maggiore (Gestione Navigazione Laghi), nei pressi del santuario di Santa Caterina del Sasso, sulla linea Arona-Stresa-Locarno, che collega Leggiuno via lago a Stresa (VB), Baveno (VB), Pallanza (VB), l'Isola Madre, Villa Taranto e Verbania-Intra (VB), consentendo quindi un collegamento diretto tra Lombardia e Piemonte, e tra la provincia di Varese e quella del Verbano-Cusio-Ossola.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

I servizi di autobus di linea interurbani sono gestiti dalle società Sila s.p.a. e Nicora e Baratelli e collegano Leggiuno a molteplice località, tra cui Laveno-Mombello, Varese, Gavirate, Caravate, Ispra. Inoltre, assicurano il collegamento tra le varie frazioni.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Fino al 1927, Leggiuno era un comune autonomo sito in Provincia di Como. Nel 1927 Leggiuno (come gran parte dei comuni della provincia di Varese) viene scorporato dalla Provincia di Como e inserito nella appena istituita Provincia di Varese. Contemporaneamente allo scorporamento, sempre nel 1927, si è unito al Comune di Sangiano e alle frazioni di Arolo, Ballarate e Cellina nel comune di Leggiuno-Sangiano, un tempo anch'esse comuni autonomi. Successivamente, nel 1963, Leggiuno si è nuovamente separato da Sangiano, conservando Arolo, Ballarate e Cellina come frazioni.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 maggio 2013.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statuto delle strade e delle acque del Contado di Milano.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 3 gennaio 2014.
  6. ^ Popolazione per età, sesso e stato civile 2011 - Leggiuno (VA), tuttitalia.it. URL consultato il 7 marzo 2013.
  7. ^ a b c Scuole Leggiuno (VA) - pubbliche e private, tuttitalia.it. URL consultato il 7 marzo 2013.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN247369108
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