Villa Taranto

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Villa Taranto
Verbania VillaTaranto.jpg
Il corpo della villa, adibito a prefettura della provincia del Verbano-Cusio-Ossola
Ubicazione
Stato Italia Italia
Divisione 1 Piemonte
Località Verbania
Indirizzo Via V. Veneto 111
loc. Pallanza
28922 Verbania
Coordinate 45°56′N 8°32′E / 45.933333°N 8.533333°E45.933333; 8.533333Coordinate: 45°56′N 8°32′E / 45.933333°N 8.533333°E45.933333; 8.533333
Informazioni
Condizioni In uso
Costruzione 1875-80
Inaugurazione 1880
Stile Normanno
Uso Prefettura
Giardino botanico
Realizzazione
Architetto Augusto Guidini
Proprietario Stato italiano
Proprietario storico Rosamund M. Wood
Neil McEacharn

Villa Taranto è una villa che ha sede a Verbania, il cui corpo principale è sede della prefettura della provincia del Verbano-Cusio-Ossola e i cui giardini sono adibiti a orto botanico.

Si trova nella parte nordorientale del promontorio della Castagnola, sul Lago Maggiore, tra le frazioni cittadine di Pallanza e Intra.

I giardini, che ospitano oltre ventimila essenze botaniche e che coprono un'area di circa 160 000 , sono percorsi da 7 km di viali.

Sono visitati nei 245 giorni d'apertura da oltre 150 000 persone [1] e sono considerati dagli utenti di Theneeds il giardino più bello del mondo[2][3].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Monumento a Neil McEacharn nella villa

Fondatore dei giardini botanici di Villa Taranto, e figura chiave per la sua storia, è il capitano scozzese Neil Boyd Watson McEacharn, militare britannico, grande appassionato e conoscitore della botanica e innamorato dell'Italia, paese che aveva visitato per la prima volta in gioventù.

Nel 1928 McEacharn ritornò in Italia con il preciso intento di mettersi alla ricerca di terreni adatti alla realizzazione e preparazione di un vasto giardino, non riuscendo a trovare subito delle offerte soddisfacenti.

Nel 1930, dopo aver fatto pubblicare sul Times un'inserzione al fine di trovare un'idonea locazione, trovò disponibile per l'acquisto una proprietà sul promontorio della Castagnola, chiamata La Crocetta, residenza estiva di Rosamund Marke Wood[4], dama di palazzo della regina Elena e moglie del conte di Sant'Elia, cerimoniere di Vittorio Emanuele III.

I lavori di trasformazione durarono 9 anni dal 1931 al 1940, e McEacharn ribattezzò la proprietà Villa Taranto, in onore del suo antenato Étienne Macdonald, nominato duca di Taranto da Napoleone.[4]

La Crocetta, costruita nel 1880 dal conte d'Orsetti, aveva caratteristiche stilistiche, architettonici completamente differenti dall'attuale villa; la proprietà infatti aveva spiccate caratteristiche da architettura nordica e le piante presenti si limitavano a specie comuni come castagni (da cui prende il nome la località, promontorio della Castagnola), robinie canfore palmizi e bambù.

Il territorio era molto meno vasto e necessitava di profonde ristrutturazioni in generale.

La villa[modifica | modifica wikitesto]

La villa fu realizzata nel 1870 dall'architetto svizzero Augusto Guidini già autore di Villa Scagliola, degli interventi su Palazzo Bolongaro (già villa Rosmini a Stresa) e di Villa Della Casa a Baveno (realizzata per l'Imprenditore svizzero Nicola Della Casa).

Fu donata allo Stato italiano nel 1939 quando McEacharn, cittadino britannico, dovette partire per l'Australia a causa dell'ingresso dell'Italia nella seconda guerra mondiale contro il Regno Unito e i Paesi suoi alleati.

La villa non è visitabile in quanto sede della Prefettura della provincia del VCO dal 1995.

I giardini botanici[modifica | modifica wikitesto]

I giardini sono suddivisi in varie zone quali serre, giardini terrazzati, aiuole floreali, erbari.

Le specie floreali provengono da varie parti del mondo. Tra le specie rare: le grandi ninfee Victoria cruziana (coltivate in serre tropicali), le conifere Metasequoia glyptostroboides, le felci Dicksonia antarctica, le Emmenopterys henryi della famiglia delle Rubiaceae e l'Acer palmatum cap. Mc Eacharn.

I giardini sono visitabili, a pagamento. Le visite sono libere e ogni pianta è corredata da un cartello che ne indica il nome. È possibile raggiungere i giardini non solo via terra (automobile, pullman, ecc. ecc.) ma anche dal lago, c'è un'apposita fermata dove fa servizio la Navigazione Lago Maggiore ed un attracco per i diportisti privati.

Il 25 agosto 2012 una tromba d'aria ha distrutto la maggior parte degli alberi e delle piante, provocando la chiusura anticipata della struttura; la chiusura stagionale terminava ogni anno al primo novembre.[1][5] Nonostante i danni rilevanti, i giardini sono stati ripristinati a tempo di record e riaperti per l'apertura stagionale del 2013.[6][7]

Mausoleo a Neil Mc Eacharn[modifica | modifica wikitesto]

All'interno dei giardini si trova anche un mausoleo a Neil Mc Eacharn, costruito nel 1965 (su progetto del prof. Renato Bonazzi).

Per quanto riguarda le opere d'arte presenti nei giardini, si possono ammirare in particolare due sculture bronzee: una riproduce il notissimo "Pescatorello" (1876) del napoletano Vincenzo Gemito, posto a coronamento dei Giardini Terrazzati, l'altra il busto di McEacharn, realizzato dal noto scultore milanese Gualberto Rocchi, ritrattista prediletto di molte personalità internazionali soprattutto negli anni Sessanta-Ottanta del Novecento.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Maltempo devasta giardini Villa Taranto, su ANSA.IT Piemonte, 26 agosto 2012. URL consultato il 9 marzo 2015.
  2. ^ (EN) 18 Of The World's Most Beautiful Gardens, in BuzzFeed. URL consultato il 1° agosto 2017.
  3. ^ Villa Taranto a Verbania è il giardino più bello del mondo
  4. ^ a b La storia di Villa Taranto e i suoi maestosi giardini, villataranto.it. URL consultato l'8 marzo 2015.
  5. ^ Redazione InInsubria, Il parco di Villa Taranto devastato da "Beatrice", su In Insubria, 28 agosto 2012. URL consultato il 9 marzo 2015.
  6. ^ Villa Taranto riapre!, su Verbania Notizie, 27 febbraio 2013. URL consultato il 9 marzo 2015.
  7. ^ ALESSANDRA VINDROLA, Dopo la tromba d'aria riapre Villa Taranto, su La Repubblica Torino .it, 15 marzo 2013. URL consultato il 9 marzo 2015.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN205840304