Brebbia

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Brebbia
comune
Brebbia – Stemma
Brebbia – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Varese-Stemma.png Varese
Amministrazione
SindacoAlessandro Magni (centrodestra) dal 5-6-2016
Territorio
Coordinate45°50′N 8°39′E / 45.833333°N 8.65°E45.833333; 8.65 (Brebbia)Coordinate: 45°50′N 8°39′E / 45.833333°N 8.65°E45.833333; 8.65 (Brebbia)
Altitudine225[1] m s.l.m.
Superficie6,87 km²
Abitanti3 257[2] (28-2-2017)
Densità474,09 ab./km²
FrazioniBozza di Lago, Brebbia Superiore, Ronchèe
Comuni confinantiBelgirate (VB), Besozzo, Ispra, Malgesso, Travedona Monate
Altre informazioni
Cod. postale21020
Prefisso0332
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT012017
Cod. catastaleB126
TargaVA
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantibrebbiesi
Patronosanti Pietro e Paolo
Giorno festivo29 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Brebbia
Brebbia
Brebbia – Mappa
Posizione del comune di Brebbia nella provincia di Varese
Sito istituzionale

Brebbia (Brébia in dialetto varesotto) è un comune italiano di 3 257 abitanti della provincia di Varese in Lombardia. Fa parte della zona collinare della provincia di Varese (zona ovest) e il suo territorio è bagnato dal Lago Maggiore. Fa parte del Medio Verbano Orientale.

Ha una forte zona industriale e anche molti campi ad uso agricolo, in alcuni dei quali si sta recuperando l'antica coltivazione del Fagiolo di Brebbia (Fasòeu de Brebièe) diventato anche Comunità del Cibo di Slow Food[3]. Brebbia inoltre fa parte della zona agraria numero 3 della Provincia di Varese (Valli del medio Verbano).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo Bombogni e Redaelli, Brebbia era un forte castello in età romana, con porte e contrade, tra le quali, la contrada De Curte. I Romani fabbricarono un tempio a Minerva, e Gneo Terenzio per primo vi pose i bagni, e vi si celebravano i giochi quinquatrj celebri ai romani. Già nel secolo X si fa menzione dell'antichissima chiesa di San Pietro, che era goduta in commenda dall'arcivescovo di Milano, i quali avevano altresì il titolo di signori di Brebbia fino al secolo XIV, e che perciò diede asilo e rifugio a molti famosi alti prelati di Milano che si rifugiarono presso il castello, come gli arcivescovi Gotifredo da Castiglione, Anselmo V Pusterla, Enrico Settala, che qui morì.

Il castello di Brebbia fu successivamente distrutto nel 1263 dai Torriani. Nel trattato di pace tra l'arcivescovo Cassone Tornano e Matteo Visconti, signore du Milano, stipulato in Asti, riferisce che "né il detto Matteo né il comune di Milano con suo consenso si sarebbe intromesso nei luoghi sottoposti all'arcivescovato, e fra questi viene nominata la Castellanza di Brebbia". Ancora oggi, nei pressi di Brebbia vi è un luogo detto il Castellazzo, dove abitavano gli arcivescovi, il quale fu successivamente posseduto dall'antica famiglia Besozzi Rabagliona, ed poi dai Bernacca [4].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa dei Santi Pietro e Paolo, edificio romanico del XII secolo, è costruito sulle fondamenta di una più piccola chiesa del VII secolo e probabilmente sui resti di un antico tempio pagano. L'aspetto più notevole della chiesa è dato dall'accuratezza del paramento murario, realizzato con blocchi di serizzo, granito e pietra d'Angera, dalla ricchezza di lavorazioni del portale meridionale e dalla presenza, all'interno, di un affresco con il ciclo della Passione che non ha precedenti in territorio varesino.

Nel seicento la navata e le sue capriate furono sostituite con volte, e la facciata, originariamente a capanna, fu trasformata secondo uno schema a salienti. Un restauro novecentesco (1939), volto a consolidare la struttura per problemi di stabilità proprio dovuti alle trasformazioni secentesche, è ampiamente visibile sia nella parte superiore della facciata che nella presenza di piastre e di tiranti lungo tutte le pareti dell'edificio[5].

Riportano Bombogni e Redaelli:

E degna d'osservazione la suddetta chiesa di SS. Pietro e Paolo, di architettura romanica, che ora serve da parrocchiale, e dicesi fondata da San Giulio: anticamente eravi una collegiata delle più numerose, ed era la principal chiesa di tutta la pieve di Besozzo. Le adunanze plebane si facevano nella contrada De Curte, che abbiamo accennata, ed in cui si trova esistere nel 1170 una casa detta Pieve. I canonici erano divisi in ordine gerarchico fino nel principio del secolo XI. Celebre fu poi la lite sostenuta dal proposto di Brebbia contro l'abate di s. Celso di Milano nel 1152 intorno alle due chiese di s. Salvatore d'Ispra e di s. Ippolito di Comerio; la curia arcivescovile decise a favore del proposto. Caduta dal suo antico splendore la collegiata di Brebbia, numerosa di diciotto canonici, S. Carlo la soppresse e trasferì sei canonici, cioè Gentile Besozzo, Giorgio Besozzi, Gerolamo Picoranigra, Giammaria Milano, Bartolommeo Oriolo e Donato Carcano, a s. Tommaso in Terra amara di Milano: del rimanente formò la collegiata di Besozzo, dove trasferì anche la prevostura e la plebania, come è di presente" [4].

Facciata della chiesa romanica dei Santi Pietro e Paolo a Brebbia
Parete sud della chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Brebbia

Il Museo della Pipa - Pipe Brebbia S.r.l., nato nel 1979[6], ha reso pubblica una collezione privata di pipe (inclusa una collezione di pipe di Gianni Brera) e di oggetti e scritti correlati realizzata dal fondatore della Pipe Brebbia, Enea Buzzi.

Il laghetàsc è una piccola torbiera paludosa situata sul Motto Pivione a Brebbia, in mezzo ad un castagneto. Nello stagno crescono diverse piante di cipresso calvo delle paludi. Il sentiero che circonda il Laghetàsc fa parte delle Vie Verdi del Verbano.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Le frazioni del comune di Brebbia sono: Brebbia Superiore, Ronchèe, Bozza. Sono inoltre presenti nel territorio le seguenti località:

  • Brebbia Centro: Vaticano (Cantûn Pisûn) caratterizzato dalla grotta di Lourdes, Preölegie, Borghetto (Bûrghet), Frecc, Gesioeu;
  • Brebbia Superiore: Castellaccio (ur Castelasc), Roncaccio, Cascina Bara, Marzée, Mirabella (Mirébéle), Torbiera;
  • Ronchée: Piona (Piûne), Sué, Campagna, Bosco grosso;
  • Bozza: Bozza lago (Böze), Bozza mulino, Mulino nuovo (Mûrin noeuv), Ghigerima inferiore (Ghigérimé), Ghigerima superiore, Motta Pivione;
  • altri: Mirasole (Miresö), Vignetta (Vignéte), Ronco, Paû, San Martin, Laghetasch, Piner spésé, Mott, Roncaglia (divisa con il comune di Malgesso), Vittorio Veneto, Cascina Cucù, Case Piano, Ghiggerima, Giardinetto, La Chiesuola, Uccelliera, Villaggio Europa.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Brebbia, via maggiore con il tram

Brebbia è attraversata dalla ex strada statale 629 e dalle provinciali 50 Varese-Ispra e 69 Vergiate-Laveno Mombello. Il servizio di trasporto pubblico è costituito dagli autoservizi pubblici Varese-Vergiate e Angera-Laveno Mombello.

Fra il 1914 e il 1940 Brebbia ospitò una stazione della tranvia Varese-Angera, gestita dalla Società Anonima Tramvie Orientali del Verbano (SATOV)[8].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Elenco dei sindaci di Brebbia[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito una lista dei sindaci di Brebbia dalla Liberazione (25 aprile 1945) ad oggi.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1945 1951 Mario Bricarello Sindaco
1951 1956 Oreste Paolo Caglio Sindaco
1956 1960 Luigi Colombo Sindaco
1960 1975 Francesco Antonelli Sindaco
1975 1980 Peppino Pinorini Sindaco
1980 1995 Edoardo Franzetti Sindaco
1995 1996 Aldo Baranzini Sindaco
1997 2006 Adolfo D'agata Forza Italia Sindaco, commissario prefettizio
2006 2011 Rosella Barboni Lista Civica Sindaco
16 maggio 2011 5 giugno 2016 Domenico Gioia Lista Civica Sindaco
5 giugno 2016 in carica Alessandro Magni Lega Nord Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ - Tabellagradigiorno - consultato il 4 febbraio 2012
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2017.
  3. ^ Super User, I Fagioli di Brebbia, su www.comune.brebbia.va.it. URL consultato il 14 aprile 2015.
  4. ^ a b Francesco Bombognini e Carlo Redaelli, Antiquario della Diocesi di Milano, Milano, Coi tipi di Giovanni Pirotta, 1828, pp. 65-67.
  5. ^ Varese e provincia: natura, cultura e tempo libero, su Guida turistica informale di Varese e dintorni. URL consultato il 14 aprile 2015.
  6. ^ Copia archiviata, su brebbiapipe.it. URL consultato il 19 gennaio 2012 (archiviato dall'url originale l'11 gennaio 2012). www.brebbiapipe.it
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Maurizio Miozzi, Le tramvie del varesotto, Pietro Macchione, Varese, 2014. ISBN 978-88-6570-169-0
  9. ^ Canguri Brebbia

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Bombognini e Carlo Redaelli, Antiquario della Diocesi di Milano, Milano, Coi tipi di Giovanni Pirotta, 1828, pp. 65-67.
  • Giuseppe Armocida e Marco Tamborini, Brebbia. Momenti di storia, Varese, Ask, 1990.
  • Dizionario della Chiesa ambrosiana, volume primo: A-Cam, Milano, Ned, 1999, pp. 496-498.
  • Italia Nostra, sezione di Varese, Percorsi medievali dalla regione del Lago Maggiore alla Valle del Reno, Varese, La Tipografica, 1998, pp. 56-57.
  • Marco Invernizzi e Andrea Morigi, I comuni della provincia di Varese, Milano, Del Drago, 1992, pp. 74-77.
  • Sara Cestarollo e Anna Paola Fedeli, Valori territoriali. Beni architettonici e storici. Medio Verbano: Brebbia, Laveno Mombello, Leggiuno, Monvalle, Busto Arsizio, Alfa, 2008, pp. 10-19, 76-79, 120-121.
  • Stefano Bianchi, La provincia di Varese. Arte, turismo, natura, Varese, Macchione, 2008, p. 61.
  • Paola Viotto, Chiese romaniche del lago Maggiore, Varese, Macchione, 1997, pp. 49-53.

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