Cunardo

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Cunardo
comune
Cunardo – Stemma
Cunardo – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Varese-Stemma.png Varese
Amministrazione
SindacoAngelo Morisi (lista civica "Riscoprire Cunardo") dal 25/05/2014 (3º mandato)
Territorio
Coordinate45°56′N 8°48′E / 45.933333°N 8.8°E45.933333; 8.8 (Cunardo)Coordinate: 45°56′N 8°48′E / 45.933333°N 8.8°E45.933333; 8.8 (Cunardo)
Altitudine450 m s.l.m.
Superficie6,06 km²
Abitanti2 967[1] (28-2-2017)
Densità489,6 ab./km²
FrazioniCamartino, Fornaci, Riano
Comuni confinantiBedero Valcuvia, Cugliate-Fabiasco, Ferrera di Varese, Grantola, Masciago Primo, Valganna
Altre informazioni
Cod. postale21035
Prefisso0332
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT012060
Cod. catastaleD204
TargaVA
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climaticazona E, 2 666 GG[2]
Nome abitanticunardesi
Patronosant'Abbondio
Giorno festivo31 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cunardo
Cunardo
Cunardo – Mappa
Posizione del comune di Cunardo nella provincia di Varese
Sito istituzionale

Cunardo (Cùnard in dialetto varesotto[3]) è un comune italiano di 2.967 abitanti della provincia di Varese, in Lombardia, collocato tra quattro valli prealpine: Valganna, Valmarchirolo, Valcuvia e Valtravaglia. Il comune è noto, fin dall'epoca antica, per la lavorazione della ceramica.[4]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Piazza di Cunardo, primi del '900

In epoca tardo medievale Cunardo era compreso nel feudo di Valtravaglia, concesso al conte Franchino Rusca dal duca di Milano Filippo Maria Visconti, nel 1438.

Nel 1583 il territorio passò alla famiglia Marliani.

Nel XVIII secolo, essendo comune di scarso interesse, l'amministrazione era curata esclusivamente dal sindaco, che procedeva nell'ordinaria amministrazione, mentre per gli eventi straordinari veniva coadiuvato da un gruppo di cittadini. Nel 1751 la popolazione ammontava a 443 abitanti.[5]

Nel 1757 il comune fa parte della Pieve di Val Travaglia. Nel 1786 Cunardo entra nella provincia di Gallarate, e successivamente di Varese, a seguito dell'editto austriaco che divide la regione Lombardia in otto province. Nel 1791 il comune passa alla provincia di Milano.[6] Il primo Consiglio comunale fu eletto nel 1821.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è posto ai piedi di due monti (Monte Castelvecchio e monte Penegra). Il monte Castelvecchio prende il suo nome dalla fortezza fatta costruire dai Longobardi nel 700 d.C. che dall'alto dominava la valcuvia e la val Marchirolo. Nel comune di Cunardo si ramifica nel sottosuolo una grotta chiamata "Orrido di cunardo" nella quale scorre anche il fiume Margorabbia. Alcune tra le zone importanti della grotta sono l'Antro dei Morti, Lago Ignoto e Grotta della Madonnina.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La religione diffusa è quella Cristiana. La parrocchia, dedicata al patrono del paese Sant'Abbondio, fa parte della Diocesi di Como nonostante la quasi totalità dei paesi confinanti appartenga all'Arcidiocesi di Milano. Per questo motivo, le celebrazioni liturgiche sono in rito romano. La parrocchia nacque nel XV secolo per volontà del vescovo Branda Castiglioni. Da quando si ha notizia si succedettero i parroci Antonio Santamaria (1883-1946), Leone Del Signore (1946-1971), Lodovico Giossi (1971-2010) parroco emerito e Paolo Busato (2010-2013). Il parroco attuale è Don Loris Flaccadori, in carica dall'ottobre 2013. Il patrono del paese è sant'Abbondio, mentre la compatrona è la Beata Vergine del Rosario che si festeggiano rispettivamernte l'ultima domenica di agosto e la prima domenica di ottobre.[8]

Curiosità e Origini del nome "Cunardo"[modifica | modifica wikitesto]

Cunardo è famoso per la sua pista di sci di fondo e per il suo sci club, che nonostante l'altitudine, riesce a sfornare atleti di livello nazionale, grazie anche all'innevamento artificiale e ai volontari.

Ogni anno, in estate, si tiene il palio dei rioni, dove si sfidano in diversi giochi i 6 rioni: Pozzo/Castelvecchio, Borgo (campione in carica), Ponte Nativo, Filanda, Sasso Morone, Raglio . Questa manifestazione coinvolge la maggior parte del paese durante le tre settimane di attività.

Fra le personalità più influenti annoveriamo in primis il fondatore dell'AVIS Vittorio Formentano, che acquistò qui una residenza estiva ottocentesca rimasta di proprietà della famiglia fino agli anni '90, e le famiglie Antonazzo, Colombetti e Semprini, vicini di casa e amici nella vita dei Formentano. (Lionello Semprini figlio del celeberrimo compositore Alberto Semprini). A Vittorio verrà intestata la piazza principale del paese. In nome della suddetta amicizia fecero costruire le proprie cappelle monumentali di famiglia una a fianco all'altra nel piccolo cimitero di Cunardo, riguardo appunto al termine "Cunardo" i possibili significati sono due: la prima va a richiamare il termine celtico “Kùn-ort”= “luogo regio con fortezza militare”. La seconda potrebbe sempre derivare dal celtico “Kùn-ard”= “luogo alto”,”luogo posto in alto”

(a dominio della Valcuvia per l'appunto)

Note[modifica | modifica wikitesto]

Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 242.
  4. ^ Halley Informatica, Comune di Cunardo, su www.comune.cunardo.va.it. URL consultato il 05 gennaio 2017.
  5. ^ lombardiabeniculturali.it "Comune di Cunardo, sec XV-1757 consultato il 14 maggio 2010
  6. ^ lombardiabeniculturali.it "Comune di Cunardo, 1757-1797 consultato il 14 maggio 2010
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Halley Informatica, Comune di Cunardo, su www.comune.cunardo.va.it. URL consultato il 05 gennaio 2017.

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