Saronno

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Saronno
comune
Saronno – Stemma Saronno – Bandiera
Corso Italia
Corso Italia
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Varese-Stemma.png Varese
Amministrazione
Sindaco Alessandro Fagioli (LN) dal 15/6/2015 - 1º mandato
Territorio
Coordinate 45°37′31.8″N 9°02′13.2″E / 45.6255°N 9.037°E45.6255; 9.037 (Saronno)Coordinate: 45°37′31.8″N 9°02′13.2″E / 45.6255°N 9.037°E45.6255; 9.037 (Saronno)
Altitudine 212 m s.l.m.
Superficie 11,06 km²
Abitanti 39 419[1] (30-04-2015)
Densità 3 564,1 ab./km²
Frazioni Cassina Ferrara, Cascina Colombara
Comuni confinanti Caronno Pertusella, Gerenzano, Origgio, Uboldo, Ceriano Laghetto (MB), Cogliate (MB ), Rovello Porro (CO), Solaro (MI)
Altre informazioni
Cod. postale 21047
Prefisso 02
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 012119
Cod. catastale I441
Targa VA
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti saronnesi
Patrono San Pietro e san Paolo
Giorno festivo 29 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Saronno
Saronno
Posizione del comune di Saronno nella provincia di Varese
Posizione del comune di Saronno nella provincia di Varese
Sito istituzionale

Saronno (Sarònn in dialetto saronnese) è un comune italiano di 39.419 abitanti della provincia di Varese in Lombardia. Tra i grandi comuni della provincia, è quello più densamente popolato.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il torrente Lura

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La città è situata nel territorio dell'Altomilanese, all'intersezione tra le province di Milano, Como, Varese e Monza e Brianza, senza essere strettamente legata a nessuno dei capoluoghi in particolare. Una parte considerevole della popolazione gravita, per motivi di lavoro o di studio, su Milano, ma la città gode anche di una vita propria, cui partecipano anche gli abitanti dei comuni limitrofi (Gerenzano, Turate, Uboldo, Rovello Porro, Origgio, Caronno Pertusella, Solaro, Cogliate, Lazzate, Misinto, Rovellasca, Ceriano Laghetto), che frequentano le locali scuole o lavorano in città.

Saronno è attraversata dal torrente Lura, che nasce nel territorio del Comune di Bizzarone e sfocia nell'Olona alle porte di Milano. Il tratto di torrente compreso nel territorio cittadino è in gran parte interrato. Parte del territorio comunale è ricompreso nei confini del Parco del Lura.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Situata nell'alta pianura padana, Saronno ha un clima di tipo continentale con inverni freddi e con molti giorni di gelo; più rari invece i giorni di ghiaccio. Le estati sono generalmente calde e moderatamente piovose (soprattutto a causa dei temporali). Le temperature massime, in tale periodo, possono superare anche i 30 °C e l'umidità notturna può risultare elevata; quando ciò accade la sensazione di afa risulta notevole. Le perturbazioni giungono prevalentemente da Ovest (stampo atlantico) e da Sud (stampo mediterraneo); più rare quelle di origine artico-russa. Saronno, come del resto gran parte della Pianura Padana, soffre di scarsa ventilazione. L'umidità è invece abbastanza elevata per buona parte dell'anno, ma comunque parecchio inferiore rispetto alle zone della bassa pianura padana (pavese, lodigiano, cremonese).

Secondo la classificazione climatica il centro abitato è situato in "zona E", 2451 GR/G.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La più antica testimonianza documentale dell'esistenza di Saronno è una carta notarile del 796, inerente un prestito a pegno contratto da tale Johannes de Vico Salomno filius quondam Aretheo qui fuit notarius, il quale ottiene da un certo Erminaldo la somma di novanta denari d'argento, dandogli in pegno tutti i suoi beni esistenti in Vico Solomno[2].

Prima di giungere alla definitiva denominazione di Saronno, nel corso dei secoli la città ha assunto varie denominazioni riscontrabili attraverso documentazioni storiografiche. In ordine di tempo, Saronno viene menzionata come Solomno (anno 903), Serogno (anno 1150), Sorogno (XII secolo), Serono (XIII secolo) e subito dopo Sarono.

Questi cambiamenti di nome derivano da un fenomeno che si riscontra con grande frequenza nei dialetti lombardi a occidente dell'Adda, fra cui si annovera il dialetto saronnese: il rotacismo, ossia il cambiamento della /l/, soprattutto se intervocalica, in /r/, indicato dal linguista Clemente Merlo[3] come uno degli effetti più caratteristici del profondo e antico sostrato ligure.

In epoca medievale, Saronno fece parte del Contado del Seprio e quindi del Ducato di Milano. Tra le notizie di questo tempo, si sa che Cecilia Gallerani (celebre in quanto soggetto del dipinto Dama con l'ermellino di Leonardo da Vinci) ottenne in dono dal duca Ludovico il Moro le rendite del territorio saronnese.

Il fascismo fece di Saronno un centro aggregativo del suo circondario, annettendo al suo territorio comunale i centri di Origgio, Uboldo e Gerenzano; tali accorpamenti furono poi revocati a seguito della Caduta della Repubblica Sociale Italiana.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte
— 2 giugno 1965[4]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Veduta laterale del Santuario
La chiesa Prepositurale dei Santi Pietro e Paolo

La chiesa e la cultura cattolica hanno un peso rilevante nel definire le vicende socio-politiche del saronnese, tanto che l'asse principale dell'urbanistica saronnese[che cosa sarebbe?] è denominato "percorso delle tre chiese". Di queste, il Santuario della Beata Vergine dei Miracoli e la Chiesa di S. Francesco rivestono un notevole interesse artistico.

Santuario della Beata Vergine dei Miracoli[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Santuario della Beata Vergine dei Miracoli.

I deputati del Santuario il 10 marzo 1505 incaricano il grande architetto Giovanni Antonio Amadeo di progettarne il tiburio: il contratto prevede che il lapicida Beltramo fu Giovanni Bregno da Osteno, abitante a Saltrio fornisca le pietre della locale cava, da consegnare a Castelseprio; il campanile è eretto fra il 1511 e il 1516 da Paolo della Porta da Osteno. All'interno si può ammirare un ciclo di affreschi di Gaudenzio Ferrari, oltre alle opere pittoriche di Bernardino Luini, che lavorò nella chiesa in due periodi nel 1525 e nel 1531, dall'abside fino alla cancellata.

Chiesa di San Francesco[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Francesco (Saronno).

La creazione di questa chiesa si deve probabilmente a Sant'Antonio di Padova, in occasione della sua visita alla città mentre era in procinto di recarsi a Varese. È monumento nazionale dal 1931.

Chiesa Prepositurale dei Santi Pietro e Paolo[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa Prepositurale dedicata ai Santi Pietro e Paolo, sita in Piazza Libertà, fu costruita nell'anno 1783 a sostituzione della preesistente chiesa di Santa Maria, che venne demolita. La chiesa ospita, dal 1783, un Crocefisso che viene ogni anno portato in processione in occasione della festa del Trasporto.

Chiesa di Sant'Antonio Abate[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Sant'Antonio Abate (Saronno).

Si hanno notizie di questa chiesetta a partire dal 1385. Durante i periodi della peste (1576 e 1630) svolse un ruolo importante l'annesso lazzaretto. L'edificio è stato restaurato negli anni 1960. Al suo interno sono presenti tre nicchie contenenti una teca con alcune ossa di appestati, una scultura di S. Antonio, una statua dedicata a San Rocco e da ultimo una statua in marmo raffigurante San Giovanni. L'abside ospita due sculture raffiguranti la Madonna e Sant'Ambrogio. Sulla facciata al di sopra dell'ingresso è posto un mosaico raffigurante Sant'Antonio.

Chiesa di San Giacomo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Giacomo (Saronno).

La chiesa di San Giacomo progettata nel 1578 su ordine nel nobile saronnese Ambrogio Legnani. Ultimata nel 1612, ospita al suo interno alcuni affreschi di Stefano Maria Legnani e del milanese Santagostino. Sull'altare spicca una pala seicentesca raffigurante la Madonna col Bambino, i santi Giacomo e Ambrogio, san Carlo Borromeo e alcuni angeli.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Visconti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Palazzo Visconti (Saronno).

Costruito nel XVI secolo dall'omonima famiglia, durante il XVIII secolo fu ceduto alla famiglia Rubini, che cambiò parzialmente l'assetto del complesso, trasformandolo in una tipica villa nobiliare a cortile lombardo. Nel 1882 divenne sede del Municipio e poi, dal 1926 al 1985, sede della Pretura. È stato successivamente sede di varie associazioni fino a quando, nel 2007, un incendio danneggiò gran parte dell'edificio. A tutto il 2015 non è stato ancora disposto un piano di restauro definitivo.

Ville storiche[modifica | modifica wikitesto]

Villa Gianetti

Villa Gianetti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Villa Gianetti.

La villa è situata in via Roma, a poca distanza dal centro storico della città. Fu costruita, con lo stile tipico del Rinascimento lombardo, negli anni 1919-1920 dalla famiglia Gianetti. È inserita, con un colonnato ed un patio, in un parco (aperto alla cittadinanza) di discrete dimensioni, sulle sponde del torrente Lura. Al suo interno vi sono diversi graffiti, decori e qualche tela di un certo valore artistico. Nel 1926 la villa è stata ceduta al Comune di Saronno per adibirla a Municipio.

Villa Koelliker[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio, di costruzione seicentesca, prende il nome dalla famiglia proprietaria dell'immobile fino al 1952. Oltre alla villa vera e propria la proprietà comprende numerosi edifici una volta destinati ai contadini che coltivavano i terreni limitrofi. Nel 1952 la villa venne acquistata dalla famiglia Gianetti e dedicata a casa di riposo per anziani.

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Libero Andreotti: Monumento dei Caduti

Monumento alla riconoscenza[modifica | modifica wikitesto]

Il monumento alla "Riconoscenza" è stato eretto in Saronno in Piazza Grande (l'attuale Piazza della Libertà) nel 1830, a seguito dell'incendio divampato nel Borgo il 18 marzo del 1827, nel rione di S. Cristoforo. Una donna, comunemente soprannominata la "Ciocchina", causò quel disastroso incendio mentre trasportava delle braci. Il vento, di quella domenica di marzo, trasportò alcune faville che appiccarono il fuoco alle case e alle cascine del vecchio rione saronnese, molte delle quali andarono distrutte, con gravi danni alla popolazione che lì vi abitava.

Ci fu una grandiosa gara di solidarietà, soprattutto da parte dei milanesi ai quali Saronno espresse, con la realizzazione di un monumento, la sua gratitudine. Nell'anno 1924 il monumento venne trasportato da Piazza Grande a Piazza della Riconoscenza, nel vecchio rione di S. Cristoforo, luogo ove avvenne il disastro.

Due sono le epigrafi scolpite alla base del monumento marmoreo, già richiamate nella parte storica. Il monumento e rappresentato dalla figura di una donna con accanto il pellicano, simbolo della riconoscenza. Curiosa la storia che accompagna l'attribuzione dell'opera che si pensava, grazie ai riscontri delle cronache dell'epoca, fosse dello scultore milanese Pompeo Marchesi. Da una rilevazione effettuata sul monumento, il 16 maggio 1984, da due saronnesi, il pittore Giovanni Rossi e il maestro Vittorio Pini, si stabilì che l'opera fu eseguita dallo scultore milanese Gaetano Motelli. Un lapis sfregato su una velina mise in luce il gran segreto del nome dell'autore.

Monumento dei Caduti[modifica | modifica wikitesto]

Il monumento dei Caduti fu realizzato dallo scultore Libero Andreotti nel 1925, in seguito a un concorso indetto dall'amministrazione comunale. L'opera era collocata in Piazza Cadorna, davanti alla stazione cittadina. Nel 1932 venne spostata lungo il viale che collega la città al Santuario, in seguito alla realizzazione del sottopasso ferroviario. Il monumento è costituito da un basamento cementizio su cui poggia un imponente gruppo bronzeo. La statua raffigura una donna, la Madre Patria che, con un arco, difende dal nemico; ai suoi piedi vi è un soldato caduto in combattimento. Ai lati del basamento sono collocati due pannelli, anch'essi in bronzo, che raccontano le scene della partenza e della morte dei soldati. La frase che venne incisa sul monumento è la seguente: "A rimembranza dei Prodi Saronnesi che per una madre, l'Italia, lasciarono le Madri".

Monumento ai caduti della resistenza[modifica | modifica wikitesto]

Il monumento è il frutto della collaborazione di due artisti contemporanei, l'architetto Giorgio Grando e lo scultore Virgilio Cimnaghi. Il monumento vuole raffigurare lo spargimento di sangue per la Patria, l'immolazione della vita per gli ideali e l'incontro alla morte in circostanze eroiche. Lo stile è moderno, lineare, senza la presenza di figure tristi o struggenti come avviene in analoghi casi. La sua realizzazione è stata frutto di un concorso ed è stato inaugurato nel 1968, dando il nome alla piazza in cui si trova (Piazzale Caduti Saronnesi).

Monumento a Garibaldi[modifica | modifica wikitesto]

Il monumento a Giuseppe Garibaldi è costituito da un bassorilievo bronzeo realizzato dallo scultore milanese Metello Motelli. È situato sulla facciata di una casa di proprietà Zerbi, attualmente in via Mazzini (ex via del Littorio). L'inaugurazione dell'opera risale al 14 ottobre 1883, mentre la targa commemorativa, posta sotto la figura bronzea, venne collocata in occasione del Centenario della nascita di Garibaldi, il 7 luglio 1907.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Parco del Lura[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Parco del Lura.

Una parte del territorio della città, nella zona settentrionale, è inserito all'interno del Parco del Lura, parco locale di interesse sovraccomunale che si estende lungo la valle del torrente Lura, da Bulgarograsso fino a Lainate.

Un vialetto del Parco del Lura

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gli stranieri residenti nel comune sono 3.687, ovvero il 9,4% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[6]:

  1. Romania, 572
  2. Marocco, 390
  3. Ucraina, 367
  4. Ecuador, 332
  5. Egitto, 260
  6. Pakistan, 211
  7. Albania, 198
  8. Tunisia, 171
  9. Filippine, 132
  10. Sri Lanka, 103

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

La città di Saronno offre un sistema scolastico statale e non statale completo, dalle scuole dell'infanzia sino ad un corso universitario (Scienze Motorie dell'Università dell'Insubria). Per questo motivo Saronno è il polo scolastico di riferimento per i paesi dell'area del Saronnese.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

MILS - Museo delle Industrie e del Lavoro del Saronnese[modifica | modifica wikitesto]

Il museo è composto da uno spazio espositivo aperto di 1400 m² e di uno spazio interno di 800 m². Sorge nelle aree adiacenti la stazione ferroviaria ed occupa alcuni vecchi capannoni delle Ferrovienord, in cui venivano, ai tempi, revisionate le locomotive a vapore. Gli spazi all'aperto sono dedicati all'esposizione di veicoli ferroviari storici, tutti appartenenti al parco treni delle Ferrovie Nord Milano.

Museo Giuseppe Gianetti[modifica | modifica wikitesto]

Spazio espositivo e didattico e centro di documentazione e ricerca nel campo delle arti visive e plastiche, il museo espone la collezione di ceramiche del XVIII secolo raccolta da Giuseppe Gianetti a partire dal 1933, inserite nel contesto dell'abitazione di famiglia. Il nucleo più cospicuo delle ceramiche è costituito da porcellane di Meissen, a cui si affiancano porcellane orientali cinesi e giapponesi, produzioni di manifatture europee ed italiane.

Media[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1976 nacque una delle prime emittenti della provincia: Radio Saronno Continental che si sviluppò nei primi anni ottanta, rilevando altre stazioni, quali Radio Studio 4 di Caronno Pertusella e Radio AC 11 di Seregno, dando il via nel dicembre 1982 al mininetwork interprovinciale Nuova Rete. L'emittente chiuse nel 1987. In seguito sorse l'attuale Radio Orizzonti di matrice cattolica. Proveniente da Cermenate, si radicò a Saronno negli anni ottanta anche Happy Radio, un'emittente commerciale. Anche in questo caso, l'emittente chiuse e cedette la frequenza all'emittente nazionale RDS.

Persone legate a Saronno[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

La chiesetta di Sant'Antonio, fulcro della Sagra di Sant'Antonio abate (gennaio)

Ci sono diverse manifestazioni che caratterizzano la città; le più antiche, di origine religiosa, sono: la festa del Trasporto del S. Crocifisso, dal 1734, la quarta domenica di ottobre, con la solenne processione; la festa del Voto alla Beata Vergine Maria del Santuario della Madonna dei Miracoli, dal 1577, a fine marzo, con l'offerta della cera da parte del Sindaco, come adempimento dell'antico voto mariano; la sagra di Sant'Antonio abate, il 17 gennaio, con la benedizione degli animali e dei veicoli.

Vi è poi la festa di primavera dell'inizio di maggio; dal 2008, la festa ha assunto il nome di "Saronno una volta", in occasione dell'esibizione di costumi, veicoli e strumenti del primo Novecento. In estate, è organizzata anche la "notte bianca".

Altrettanto importante, la Civica Benemerenza della Ciocchina, che viene conferita ogni anno alla vigilia della festa del Trasporto ai cittadini benemeriti. Dopo la fine dell'anno scolastico, il secondo fine settimana di giugno, si organizza una manifestazione denominata "Musica e sport".

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Del passato industriale, ormai quasi completamente estinto ed in buona parte documentato dalla collezione del Museo delle Industrie e del Lavoro del Saronnese, sono degni di nota gli stabilimenti della Isotta Fraschini (multinazionale dei motori per aerei, treni, barche e macchinari vari) e della Lazzaroni (biscotti). Delle ultime due attività, i marchi sono ancora utilizzati, ma la produzione è stata spostata in altre sedi; va comunque citata la Parma Antonio e figli spa. Un'azienda storica che rimane nel saronnese è la ILLVA Saronno S.P.A. che produce il noto "Amaretto di Saronno" (ora commercializzato con la marca "DiSaronno"), e altri marchi italiani come "Artic vodka", "Rabarbaro Zucca". Produce anche diversi vini siciliani come il "Marsala Florio" e i vini "Corvo" oltre ad altre attività anche al di fuori del settore vini e superalcolici. L'economia attuale è basata su una rete del commercio e piccole imprese artigiane.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La stazione di Saronno

Strade e autostrade[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale è attraversato, nella zona occidentale, dall'Autostrada A9 (Lainate-Como Chiasso), direttamente collegata alla città tramite gli svincoli "Saronno" e "Origgio-Uboldo", e da diverse arterie a grande traffico, tra cui la SP 233 "Varesina" (da Milano a Varese) e la SP 527 "Bustese" verso Busto Arsizio e Monza.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Saronno e Stazione di Saronno Sud.

La stazione di Saronno (Ferrovienord) è un nodo fondamentale di interscambio della rete regionale (linee Saronno-Milano, Saronno-Laveno, Novara-Seregno, Saronno-Como), del Servizio ferroviario suburbano di Milano (Linea S1, Linea S3 e a partire dal 9 dicembre 2012, anche della prolungata Linea S9) e del Malpensa Express, gestiti da Trenord. La stazione ha un flusso di passeggeri in transito stimato tra le 18000 e le 20000 unità, per un totale annuo di circa 7.200.000 passeggeri all'anno.[7] La città è inoltre dotata di una seconda stazione, la Saronno Sud, dedicata esclusivamente alle linee suburbane (S1, S3, S9).

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

La città di Saronno dispone di un'autostazione, a poca distanza dalla stazione ferroviaria, a servizio dei pullman di linea extraurbani e di una stazione dei taxi posta di fronte alla stazione. Il comune è inoltre servito da 5 linee di autobus urbani.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gonfalone civico

1946-2009: dominio dei partiti storici[modifica | modifica wikitesto]

La politica saronnese è stata segnata dalla forte influenza degli ambienti legati alla Chiesa. Storico feudo democristiano, dopo la sparizione dei partiti tradizionali, la città è stata amministrata da una Giunta DC-PCI-PSI-PRI-PLI dal 1992 al 1995 e di centro-sinistra (PPI-DS-CIS) dal 1995. Dal 1999; per due legislature la città è stata governata da una giunta di centro-destra, Forza Italia, Alleanza Nazionale, Partito Federalista di Gianfranco Miglio e Unione Saronnese di Centro (successivamente U.D.C.), senza l'apporto della Lega Nord rimasta all'opposizione. Il sindaco Pierluigi Gilli fu rieletto nel 2004 al primo turno.

2009-2015: l'epoca del centro-sinistra[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2009 è stato eletto sindaco - dopo il turno di ballottaggio - Luciano Porro, rappresentante del PD in coalizione con il Partito Socialista Italiano e i Verdi. La sua giunta è però decaduta dopo undici giorni dall'elezione per le dimissioni della maggioranza dei consiglieri, appartenenti al centro-destra, che al primo turno avevano ricevuto la maggioranza con sedici consiglieri su trenta. Questa circostanza ha reso necessario il commissariamento del Comune retto temporaneamente dal viceprefetto vicario Giuliana Longhi come Commissario prefettizio.

Le elezioni tenute nella primavera del 2010 hanno portato alla rielezione a sindaco di Luciano Porro la cui coalizione - a differenza di quanto accaduto nel 2009 - ha ottenuto la maggioranza dei consiglieri in Consiglio comunale; nel centrodestra, dal PdL si è staccata Unione Italiana, che ha ottenuto due Consiglieri Comunali, tra cui l'ex Sindaco Pierluigi Gilli. Ridimensionato il PdL, la Lega Nord non è riuscita a raggiungere l'obiettivo di entrare per la prima volta in maggioranza. Alle contestuali elezioni regionali, comunque, le forze di centrodestra si sono confermate largamente maggioritarie, ottenendo oltre il 60% dei voti.

2015, svolta a destra[modifica | modifica wikitesto]

Le elezioni del 2015 hanno visto la vittoria, con il 59% dei voti al ballottaggio, di una coalizione di destra a guida Lega, ma senza Forza Italia. L'alleanza ha visto inoltre l'inedita partecipazione elettorale del movimento Domà Nunch, che ha espresso un assessore[8].

Sindaci di Saronno dall'Unità d'Italia ad oggi[modifica | modifica wikitesto]

Nome Partiti Data di elezione Termine della carica
Antonio Bonalumi Sindaco 1860 1860
Rag. Carlo Morandi Sindaco 1861 1868
C.te Ludovico Taverna Sindaco 1869 1870
Cav. Domenico Beghè Sindaco 1870 1878
Dott. Gerolamo Emilio Uboldi Sindaco 1879 1882
Avv. Livio Bonalumi Sindaco 1882 1882
Cav. Domenico Beghè Sindaco 1883 1887
Cav. Pietro Gianetti Sindaco 1887 1894
Prof. Alessandro De Giorgi Sindaco 1895 1895
Cav. Pietro Gianetti Sindaco 1896 1896
Filippo Reina Sindaco 1897 1898
Filippo Reina Sindaco 28 gennaio 1898 15 maggio 1906
Isaia Zerbi Assessore Facente Funzione di Sindaco 16 maggio 1906 10 luglio 1907
C.te ? Taverna Sindaco 11 luglio 1907 20 gennaio 1907
Paolo Morandi Sindaco 21 gennaio 1907 26 luglio 1914
Filippo Reina Sindaco 27 luglio 1914 9 ottobre 1920
Cav. Davide Canti Sindaco 10 ottobre 1920 4 aprile 1924
Avv. Vittorio Ruffini Commissario Prefettizio 5 aprile 1924 10 aprile 1926
Prof. Pasquale Tettamanzi Podestà 11 aprile 1926 22 ottobre 1929
Prof. Luciano Enrico Zari Commissario Prefettizio 23 ottobre 1929 23 gennaio 1931
Rag. Piero Corbella Podestà 24 febbraio 1931 26 aprile 1934
Dott. Edoardo Pallante Commissario Prefettizio 27 aprile 1934 9 dicembre 1934
Rag. Luigi Farina Podestà 10 dicembre 1934 23 aprile 1939
Dott. Augusto Guglielmo Commissario Prefettizio 24 aprile 1939 15 settembre 1939
Cav. Giulio Riva Commissario Prefettizio e Podestà 16 settembre 1939 24 ottobre 1943
Dott. Augusto Guglielmo nominato dal C.L.N.A.I. 25 ottobre 1943 1º dicembre 1943
Cav. Arturo Mascietti Commissario Prefettizio 2 dicembre 1943 13 aprile 1944
Ing. Piero Zerbi Commissario prefettizio 14 aprile 1944 13 luglio 1944
Ing. Piero Zerbi Podestà 14 luglio 1944 24 aprile 1945
Dott. Agostino Vanelli nominato dal C.L.N.A.I. 25 aprile 1945 25 marzo 1946
Rag. Piero Alliata DC 26 marzo 1946 8 giugno 1956
Prof. Enrico De Peverelli DC 9 giugno 1956 11 aprile 1957
Cav. Geom. Francesco Ceriani DC 16 aprile 1957 1964
Dott. Filippo Alliata DC 1964 1966
Prof. Dott. Augusto Rezzonico DC-PSI-PSDI-PRI 1966 1980
p.i. Enrico Mazzini DC-PSI-PSDI-PRI 1980 1985
Rag. Gianluigi Stucchi DC-PSI-PRI 1985 1992
Dott. Angelo Tettamanzi DC-PCI-PSI-PRI-PLI, poi Centro-sinistra (PPI, DS, CIS) 12 luglio 1992 26 giugno 1999
Prof. Avv. Cav. Pierluigi Gilli Centro-destra (FI, AN, UDC) 27 giugno 1999 22 giugno 2009
Dott. Luciano Porro Centro-sinistra (PD, PSI, Verdi, Idv, Sinistra Saronnese, Lista Civica) 23 giugno 2009 6 luglio 2009[9]
Dott.ssa Giuliana Antonella Longhi Commissario Prefettizio[9] 6 luglio 2009 12 aprile 2010
Dott. Luciano Porro Centro-sinistra (PD, PSI, IDV, Lista Civica) 12 aprile 2010 14 giugno 2015
Alessandro Fagioli Centro-destra (LN, FdI-AN, Domà Nunch, Liste Civiche) 15 giugno 2015 In carica

Fino al 1869 l'attuale quartiere di Cassina Ferrara era comune a sé stante. Dal 1860 al 1866 fu sindaco Giuseppe Galli e dal 1867 al 1869 Eugenio Banfi: il 1º maggio 1869 il comune di Cassina Ferrara fu aggregato a quello di Saronno.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra cittadina è il FBC Saronno, fondata nel 1910 e avente al suo attivo varie stagioni in terza serie nazionale. Dopo aver cessato le attività nel 2010, allorché cedette il proprio titolo sportivo (valido per partecipare alla Serie D) alla Gallaratese, il club è stato rifondato nel 2015 su iniziativa di un'altra squadra cittadina, l'A.S.D. Matteotti, che ha rilevato il titolo sportivo della SolbiaSommese Calcio e si è iscritta al campionato di Eccellenza Lombardia 2015-2016 con la denominazione A.S.D. F.B.C. 1910 Saronno.

Sempre in ambito calcistico, a Saronno sono presenti altri due club, militanti nelle leghe regionali lombarde: la Robur Saronno, fondata nel 1919, e l'AMOR Sportiva, fondata nel 1948.

Il principale impianto cittadino per la pratica del calcio e dell'atletica leggera è lo stadio Emilio Colombo-Gaetano Gianetti, costruito nel 1931 in via Biffi, i cui spalti dispongono di circa 4000 posti. Tale impianto tuttavia versa in condizioni di fatiscenza, che gli consentono attualmente (al 2015) di accogliere solo 99 spettatori: per questa ragione il F.B.C. Saronno - che pure ha storicamente adottato tale impianto come terreno casalingo - l'ha abbandonato, optando per disputare le gare interne nel vicino comune di Cesate. Dal 2010 esso ospita pertanto le partite casalinghe della sola Robur Saronno.

Nel territorio comunale esistono altri tre campi di calcio: il Campo Comunale "Cassina Ferrara", sito in via Trento, il Centro Giovanile di via Larga e il Centro Sportivo Matteotti di via Sampietro.

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

Annualmente, nei mesi di luglio o settembre, la città ospita il Gran Premio Città di Saronno, gara ciclistica in notturna organizzata su di un circuito cittadino dalla società Pedale Saronnese con il patrocinio dell'Amministrazione Comunale. La gara è riservata ai corridori ciclisti dilettanti, categorie allievi e ed esordienti.

Pallacanestro[modifica | modifica wikitesto]

Molto seguito è anche la pallacanestro: l'A.S.D. Robur Basket Saronno milita in Divisione Nazionale C, dopo lunga militanza in serie B. L'impianto di gioco è sito nel Centro Giovanile Mons. Ugo Ronchi.

Tchoukball[modifica | modifica wikitesto]

A Saronno è praticato il tchoukball, di cui la città è la culla italiana. Il Saronno Castor è infatti il primo club di tchoukball creato in Italia. Il primo campionato nazionale di questo sport ha avuto inizio il 14 gennaio 2007 a Saronno, dove ha anche sede la Federazione Italiana Tchoukball (F.T.B.I.).

Atletica[modifica | modifica wikitesto]

L'Atletica Leggera ha fatto la sua apparizione a Saronno qualche anno prima della Seconda guerra mondiale. Veniva praticata dalla Viribus Unitis e dalla Unione e Forza, ma solo come estensione della loro attività principale che era la ginnastica artistica. Essa si manifestava con modeste gare locali ed era conosciuta soprattutto in virtù delle prestazioni di alcuni marciatori saronnesi tra i quali primeggiava Carlo Volonteri, protagonista di alcune 100 km di marcia. Solo nel 1954, per merito di Francesco Ceriani, che sarebbe poi divenuto Sindaco di Saronno, si è dato vita ad una Società di Atletica Leggera che faceva parte di una Polisportiva comprendente tennis, nuoto ed altre attività minori. Francesco Ceriani fu quindi il promotore ed assieme primo presidente ed atleta della nascente Libertas Atletica Saronno. Agli atleti locali si affiancarono altri provenienti dalle vicine province e quindi si diede vita ad una squadra competitiva che ottenne il titolo di Campione d'Italia Libertas conseguito nel 1959 allo Stadio delle Terme a Roma, titolo poi confermato nel 1960 e nel 1961. Dal 2007, inoltre, si è affermata l'ASD Running Saronno.

Tennis tavolo[modifica | modifica wikitesto]

È poi presente l'A.D. T.T. Saronno, società di tennis tavolo fondata nel 1975 ed esordiente proprio in quell'anno in serie D1 regionale. Dal 1975, dopo fasi alterne, tra le quali un secondo posto nel ranking delle società italiane, e con l'avvicendarsi di diversi pongisti, il traguardo massimo raggiunto è stata la serie B1 Nazionale.

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

Importante anche la partecipazione alla pallavolo che con la società sportiva Pallavolo Saronno, che gioca al PalaDozio, ha visto la scalata di questo comune fino alla serie B1.

Softball[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2015 la squadra di softball ha raggiunto la ISL, la massima categoria del Softball (A1).

Impianti sportivi indoor[modifica | modifica wikitesto]

Dal gennaio del 2006 la città è dotata di uno spazio polisportivo chiuso, il PalaDozio, comprendente campi da basket e polivalenti dotati di tribune, oltre a una pista coperta di atletica leggera. Saronno ospita altresì varie palestre.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [1]
  2. ^ Civiltà del lavoro, Saronno, Comune di Saronno, 1960
  3. ^ Storia di Milano, Treccani, XIII, pp. 467 segg.
  4. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 2 settembre 2013.
  7. ^ Il Progetto
  8. ^ Domà Nunch: “Guaglianone, primo del movimento nelle istituzioni”..
  9. ^ a b A causa delle dimissioni in blocco di tutti i consiglieri comunali di centrodestra, maggioritari nell'assemblea. Fonti:
    Acli ai consiglieri comunali: "Evitare il commissariamento", in Varese News.
    La Prefettura ha deciso: Porro cade prima di iniziare, in Varese News.

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