Ranco

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Ranco
comune
Ranco – Stemma Ranco – Bandiera
Scorcio con la chiesa parrocchiale
Scorcio con la chiesa parrocchiale
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Varese-Stemma.png Varese
Amministrazione
Sindaco Monica Brovelli (lista civica "Obiettivo Ranco") dal 25/05/2014 (1º mandato)
Territorio
Coordinate 45°48′N 8°34′E / 45.8°N 8.566667°E45.8; 8.566667 (Ranco)Coordinate: 45°48′N 8°34′E / 45.8°N 8.566667°E45.8; 8.566667 (Ranco)
Altitudine 214 m s.l.m.
Superficie 6,76 km²
Abitanti 1 371[1] (31-12-2010)
Densità 202,81 ab./km²
Frazioni Uponne
Comuni confinanti Angera, Ispra, Lesa (NO), Meina (NO)
Altre informazioni
Cod. postale 21020
Prefisso 0331
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 012116
Cod. catastale H174
Targa VA
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 446 GG[2]
Nome abitanti ranchesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ranco
Ranco
Posizione del comune di Ranco nella provincia di Varese
Posizione del comune di Ranco nella provincia di Varese
Sito istituzionale

Ranco (Rànsh in dialetto varesotto) è un comune italiano di 1.371 abitanti della provincia di Varese in Lombardia che si affaccia direttamente sul Lago Maggiore.

Geografia e geologia[modifica | modifica wikitesto]

Ranco è un paese situato a 214 metri sopra il livello del mare, che sorge sulle sponde lombarde del Lago Maggiore tra i Comuni di Ispra e di Angera. Il comune si sviluppa tra il colle di San Quirico e il promontorio meridionale del Parco del Golfo della Quassa [3] [4] [5].

I massi erratici[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Monumento naturale regionale del Sasso Cavallaccio.

In generale, tutta la sponda lombarda del Lago Maggiore è ricca di massi erratici. Per la sua particolare orografia, però, Ranco ne ha accumulati il maggior numero. Il materiale detritico, originato dalle frane avvenute sulle Alpi, per mezzo delle glaciazioni si è infatti incagliato più frequentemente sul  versante settentrionale del colle di San Quirico, nei pressi di Ranco [6] [5]. Di questi massi, il più famoso è il "Sass Cavalasc", Monumento Naturale ai sensi della Legge Regionale n. 86 del 1983, adagiato sulla riva del Lago Maggiore [5]. Esistono degli itinerari per ricercare queste antichissime testimonianze geologiche [7].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Il nome "Ranco" deriva dal verbo "rancàr" o "roncàr" che significa abbattere, disboscare e bruciare boschi [7].

Principali avvenimenti storici[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Battaglia della Guazzera.

Le sorti e le vicende di Ranco hanno sempre seguito quelle del limitrofo feudo di Angera e della sua Rocca. Nell'anno 1276, infatti, proprio a Ranco venne combattuta tra i Visconti e i Torriani la Battaglia della Guazzera. Nel trecento le aree di Ranco erano in parte di proprietà del monastero degli Umiliati di S. Lorenzo di Cannobbio e in parte era feudo di Gian Galeazzo Visconti, duca di Milano. Nei secoli successivi tutto il territorio di Ranco passò sotto il dominio dei Borromeo, feudatari di Angera [8].

Il Comune di Ranco e la sua frazione di Uponne (nome derivante da "Aupone", guerriero del X secolo) vennero annesse ad Angera sia da Napoleone (1809) sia da Mussolini (1928). In entrambi i casi, tuttavia, venne ripristinato come comune autonomo al cambio di regime politico, rispettivamente nel 1816 e nel 1956 [5].

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

All'interno dello stemma del comune di Ranco, concesso con DPR del 10 luglio 1962, vi sono due simboli che rappresentano le due storiche e tradizionali attività dei ranchesi: una vite che, con un grappolo d'uva, cresce su un terrazzo verde e che simboleggia l'agricoltura; mentre il pesce color argento, indica la pesca.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1850 Ranco contava poche case e una chiesa. Il paese, già allora, era una delle mete preferite dall'aristocrazia milanese, attratta dalla bellezza dei luoghi e dalle battute di caccia e pesca. A partire dagli anni Sessanta, Ranco ha via via assunto la fisionomia di un tranquillo centro residenziale e di villeggiatura. In questi anni Ranco è diventato il luogo prediletto dai musicisti Dino Ciani e Weilli Burger per preparare, nella quiete del lago, i loro successi e per trascorrere momenti spensierati con amici illustri come Claudio Abbado, Maurizio Pollini, Ottavia Piccolo e Nikita Magalof [9].

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Nell’anno scolastico 1940-1941 Giovanni Rodari fu maestro alle Scuole Elementari di Ranco (allora frazione di Angera). Insegnò agli alunni della terza e della quarta elementare e ne diresse gli scrutini in prima e in seconda sessione [10] [11].

Persone legate a Ranco[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[12]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Fra il 1914 e il 1940 Ranco ospitò una fermata della tranvia Varese-Angera, gestita dalla Società Anonima Tramvie Orientali del Verbano (SATOV)[13].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Ranco fu in provincia di Como dal 1801 al 1927.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Redazione Varese News, Il “Golfo della Quassa” diventa un parco protetto, in varesenews.it, 10 novembre 2005.
  4. ^ Il Golfo della Quassa, comune.ranco.va.it. URL consultato il 17 maggio 2016.
  5. ^ a b c d Ranco, itinerariesapori.it. URL consultato il 17 maggio 2016.
  6. ^ Il paese dei massi erratici, comune.ranco.va.it. URL consultato il 17 maggio 2016.
  7. ^ a b Ranco, lagomaggiore.net. URL consultato il 17 maggio 2016.
  8. ^ Un pò di storia, comune.ranco.va.it. URL consultato il 17 maggio 2016.
  9. ^ Una gloria ranchese: Dino Ciani, comune.ranco.va.it. URL consultato il 17 maggio 2016.
  10. ^ Vittorio Vezzetti, Il giovane Rodari: da Omegna a Ranco, comune.ranco.va.it. URL consultato il 17 maggio 2016.
  11. ^ Redazione Varese News, Il pescatore di Rodari era uno di noi, varesenews.it, 17 maggio 2010. URL consultato il 17 maggio 2016.
  12. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  13. ^ Maurizio Miozzi, Le tramvie del varesotto, Pietro Macchione, Varese, 2014. ISBN 978-88-6570-169-0

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]