Borromeo

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Corona real abierta.svg
Borromeo
Coat of arms of the House of Borromeo.svg
Humilitas nomini
Blasonatura: cfr nota [1]
Stato Flag of Milan.svg Ducato di Milano
Titoli
  • Conte di Arona
  • Marchese di Romagnano[2][3][4]
  • Conte di Peschiera
  • Signore di Cannobio e del Vergante
  • Signore di Vogogna e di Val Vigezzo
  • Principe di Angera
Fondatore Vitaliano I
Attuale capo Vitaliano XI
Data di fondazione 26 maggio 1445[5]
Data di deposizione 1797[6]
Etnia Italiana
Rami cadetti Borromeo Arese[7]
Stemma originario della famiglia Borromeo
Borromeo originario.gif
Blasonatura
Fasciato di sei pezzi di rosso e di verde, alla banda attraversante d'argento"
Lo stemma dei Borromeo, dalla tomba del cardinale Federico, con la scritta HUMILITAS
San Carlo Borromeo, tela del Cerano, in San Gottardo

I Borromeo sono un'importante famiglia della nobiltà milanese, ancora oggi fiorente e numerosa, che per secoli ebbe forte influenza sulla città e sulle zone del lago Maggiore (il cosiddetto "Stato Borromeo"); tra i membri più noti della casata si possono ricordare san Carlo Borromeo e il cardinale Federico Borromeo, immortalato dal Manzoni ne I Promessi Sposi.

Origini e storia[modifica | modifica wikitesto]

Le notizie relative alla famiglia risalgono alla fine del XIII secolo. Originari dei dintorni di Roma, si trasferirono a San Miniato al Tedesco (nell'attuale provincia di Pisa), dove presero il nome di 'Buon Romei', come erano chiamati tutti coloro che provenivano dalla Città, nonostante non fossero pellegrini. La fortuna economica arride subito alla famiglia e, grazie a un'accorta politica matrimoniale (Filippo Buonromei sposò infatti Talda, sorella di Beatrice di Tenda, moglie di Facino Cane e, in seguito, di Filippo Maria Visconti) si conquistarono l'appoggio della potente famiglia viscontea. A causa delle lotte tra Firenze e i presidi ghibellini in Toscana, intorno agli anni '60-'70 del Trecento, i Borromeo si trasferirono a Milano e a Padova, per gestire l'attività economica prevalente, quella di banchieri. A Padova si celebrano le nozze tra Margherita Borromeo e Giacomo Vitaliani, ricco esponente della famiglia Vitaliani che vantava, benché senza prove storicamente accettabili, la discendenza da Santa Giustina di Padova, la santa martirizzata sotto Diocleziano nel 303. Alla morte di Giacomo, che aveva sperperato il patrimonio di famiglia, il figlio Vitaliano Vitaliani sarà adottato dallo zio materno, Giovanni Borromeo, privo di figli, con l'obbligo di assumerne il cognome. Vitaliano divenne così il capostipite della famosa famiglia milanese, con il nome di Vitaliano I.[8]

Lo "Stato Borromeo" [9][modifica | modifica wikitesto]

L'insieme delle terre appartenute al re dei Longobardi Desiderio, indi all'imperatore Federico Barbarossa,[3][10] situate intorno al lago Maggiore, costituirono, tra il XIV e XV secolo, lo "Stato Borromeo", vasto più di mille chilometri quadrati, con Arona ed Angera sedi del conte e marchese. Era ripartito in dieci podesterie: Mergozzo, Omegna, Vogogna, Val Vigezzo, Cannobio, Intra, Laveno, Lesa, Angera e Arona. Il podestà di Arona era il delegato comitale anche per le funzioni giurisdizionali, dato che le proprietà borromaiche non dipendevano dalla giustizia ordinaria di Novara e di Milano. Il territorio, che era stato affidato in comodato dal Barbarossa e poi da Federico II a feudatari locali,[11][12] era scarsamente popolato, ma permetteva da parte del signore il controllo della navigazione lacustre e l'introito daziario che veniva incamerato ad Arona. Collocato al limite nord-occidentale del ducato di Milano e confinante con la Svizzera, conquistò un determinante ruolo strategico per il gran numero di siti fortificati, la disponibilità di un esercito locale, il sostegno dell'aristocrazia del posto. Il vasto feudo ebbe una lunga vita e solo l'occupazione napoleonica nel 1797 riuscì a smantellarlo. I Borromeo, però, conservarono il patrimonio immobiliare.[13]

La fortuna dei Borromeo[modifica | modifica wikitesto]

Vitaliano continuò i commerci dello zio aprendo due nuove filiali della banca a Burgos e a Barcellona e nel 1416 acquistò la cittadinanza milanese venendo creato nel 1418 tesoriere del ducato di Milano.

Vitaliano I Borromeo inoltre nel 1432, fortificò il suo palazzo fuori città (l'attuale castello di Peschiera Borromeo) e tra il 1439 e il 1440, gli furono concessi dal duca di Milano, Filippo Maria Visconti vari feudi, tra cui quello di Arona sul lago Maggiore, sul quale, nel 1445, gli venne concesso il titolo di conte. Si guadagnò poi anche il favore di Francesco Sforza, che gli donò altri feudi tra cui quello di Angera nel 1449.

Da Vitaliano I discesero altri grandi personaggi della famiglia.

Giovanni I "Il Giusto" (1439-1495), fu vincitore a Crevoladossola di Svizzeri e Vallesani nella battaglia presso il ponte di Crevola il 28 aprile 1487.

Si ricordano poi i tre figli di Giovanni I: Lancillotto Borromeo (m. 1513), senatore di Luigi XII di Francia, e Ludovico I (m. 1527), che nel castello della Vitaliana, da lui realizzato, resistette all'assalto degli Sforza, e Giberto I, anche lui altro dignitario del re francese.

Dei figli di Ludovico, Camillo I Borromeo (m. 1549), fu governatore di Como e poi di Pavia.

Dei figli di Camillo I Borromeo, Giovanni Battista I Borromeo fu signore di Cannobio e sposò Giulia Sanseverino.

Figli di Federico I furono: Giberto II Borromeo (m. 1558), governatore del Lago Maggiore, e Giulio Cesare I (1517-1572).

Di Giberto II furono figli san Carlo Borromeo e Federico II Borromeo (m. 1562).

Dei figli di Giulio Cesare I, vi furono Renato I Borromeo (m. 1608), e il cardinale Federigo Borromeo (Federigo III), uomo di chiesa di manzoniana memoria che resse le sorti di Milano e ne improntò la vita politica e culturale, ribadendo l'opera del cugino Carlo.

Tra i figli di Renato I ed Ersilia Farnese vi furono Giulio Cesare II Borromeo (m. 1638), valido uomo di guerra, e Carlo III Borromeo (1586-1652), che fu il primo ideatore dei lavori di trasformazione dell'Isola Bella sul Lago Maggiore.

Tra i figli di Giulio Cesare II, da ricordare il cardinale Federico IV Borromeo (1617-1673).

Gli eredi di Carlo III furono il cardinale Giberto Borromeo (Giberto III Borromeo, 1615-1672), Renato II Borromeo (m. 1685), marito di Giulia Arese (da cui il duplice cognome Borromeo-Arese), e Vitaliano VI Borromeo (m. 1690), quest'ultimo artefice delle maggiori trasformazioni dell'Isola Bella.

Tra i figli di Renato II e Giulia Arese vi furono Carlo IV Borromeo (o Borromeo-Arese) (m. 1734), che divenne viceré di Napoli, e sposò due parenti di pontefici; poi Giberto IV Borromeo (1671-1740), cardinale e vescovo-conte di Novara.

Tra i figli di Carlo IV vi furono Giovanni Benedetto Borromeo (m. 1744),marito di Clelia Grillo, Federico VI (m. 1779).

Tra i figli di Giovanni Benedetto si ricordano Renato III (m. 1788), Francesco IV (m. 1775) ed il cardinale Vitaliano Borromeo (1720-1793.

Tra i figli di Renato III vi furono Giberto V (m. 1837), ultimo feudatario con la moglie Contessa Cusani, dopo l'occupazione francese.

Tra i figli di Giberto V, vi furono il cardinale Renato V, Vitaliano VIII (m. 1874), letterato e uomo di cultura, e noto anche per le sue attività patriottiche. A quest'ultimo Borromeo si devono altre innovazioni nel palazzo dell'Isola Bella.

Tra i figli di Vitaliano VIII vi furono il cardinale Edoardo Borromeo, Giberto VI Borromeo (m. 1844), Guido Borromeo (1818-1890), senatore del Regno d'Italia, Emilio Borromeo.

Giberto VII (1859-1941), la cui consorte era Rosanna Leonardi, ricevette la nomina di primo principe di Angera dal re Vittorio Emanuele III con Regio Decreto motu proprio del 21-12-1916 e Regie Patenti (1-03-1917).

Nei tempi odierni la famiglia era rappresentata da Giberto Borromeo Arese, deceduto il 16 febbraio 2015. A succedergli è il primogenito Vitaliano Borromeo Arese.[14][15].

Conti di Arona, conti e marchesi di Angera (1445-1797)[16][modifica | modifica wikitesto]

Titolo Nome Dal Al Consorte e note
1 Conte Vitaliano I Borromeo 26 maggio 1445 1449 Ambrosina Fagnani;
primo conte di Arona
2 Conte Filippo I 1449 1464 Franceschina Visconti;
fu anche conte di Peschiera
3 Conte Vitaliano II 1464 1493 Bianca di Saluzzo
4 Conte Giovanni I 1493 1494 Maria Cleofe Pio di Carpi;
fu pure conte di Angera
5 Conte Giberto I 1494 1508 Maddalena Fritz di Brandeburgo
6 Conte Federico I 1508 1529 Veronica Visconti
7 Conte Giberto II 1529 1558 Margherita Medici-Marignano,
Taddea dal Verme, Aurelia Vistarini
8 Conte Federico II 1558 1562 Virginia Montefeltro della Rovere
9 Conte Giulio Cesare I 1562 1572 Margherita Trivulzio
10 Conte Renato I 1572 1608 Ersilia Farnese
11 Conte Giovanni II 1608 1613 non sposato
12 Marchese Federico il cardinale 1623 1631 marchese di Angera,
ex Filippo IV di Spagna
13 Conte
Marchese
Giulio Cesare II 1613
1631
1638
1638
Giovanna Cesi
14 Conte
Marchese
Carlo 1638 1652 Isabella d'Adda
15 Conte
Marchese
Renato II 1652 1685 Giulia Arese
16 Conte
Marchese
Vitaliano III 1685 1690
17 Conte
Marchese
Carlo Borromeo Arese 1690 1734 Giovanna Odescalchi, Camilla Barberini
18 Conte
Marchese
Giovanni Benedetto 1734 1744 Clelia del Grillo
19 Conte
Marchese
Francesco 1744 1775 Ignazia Ortis
20 Conte
Marchese
Renato III 1775 1788 Marianna Odescalchi
21 Conte
Marchese
Giberto (V) 1788 1797 Maria Elisabetta Cusani;
da non confondere con altri omonimi della famiglia, titolati non feudatari; fu l'ultimo conte e marchese sovrano, morì nel 1837

Conti titolari di Arona, principi e marchesi titolari di Angera (1797-oggi)[senza fonte][modifica | modifica wikitesto]

Titolo Nome Dal Al Consorte e note
21 Conte
Marchese
Giberto (V) 1797 1837 Maria Elisabetta Cusani
22 Conte
Marchese
Vitaliano (VIII) 1837 1874 Maria d'Adda
23 Conte
Marchese
Giberto (VI) 1874 1885 Livia Litta Arese Visconti, in seconde nozze si risposò con Laura Durazzo Grimaldi
24 Conte
Marchese
Guido Borromeo 1885 1891 -
25 Conte
Marchese
Emanuele Borromeo 1891 1906 -
26 Conte
Marchese
Emilio Borromeo 1906 1909 Elisabetta Borromeo Arese
27 Conte
Marchese
Principe
Giberto (VII) Borromeo 1909 1941 Rosanna Leonardi. Venne creato principe di Angera da Vittorio Emanuele III con R.D. motu proprio del 21 dicembre 1916 e RR. PP. del 1º marzo 1917.
28 Conte
Marchese
Principe
Vitaliano (IX) Borromeo 1941 1982 Ida Taverna
29 Conte
Marchese
Principe
Giberto (VIII) Borromeo 1982 2015 Bona Enrica Orlando
30 Conte
Marchese
Principe
Vitaliano (X) Borromeo 2015 oggi Marina Munafò

Ville e palazzi dei Borromeo[modifica | modifica wikitesto]

Le tombe dei Borromeo si trovano a Milano, a Oreno e nell'Isola Bella.

Altri monumenti relativi alla famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Albero genealogico[modifica | modifica wikitesto]

Qui sono riprodotte le linee maschili dell'albero genealogico della famiglia Borromeo.

Giovanni[17]
*? †?
Valerio
*? †?
Sigifredo
*? †post 1084
Antonio[18]
*? †?
Palamede[19]
*? †?
Valerio[20]
*? †?
Nicolò[21]
*? †1123/24?
Vitaliano[19]
*? †post 1175
Gaboardo
*? †?
Gherardo[19]
*? †post 1142
Vitaliano[22]
*? †post 1190
Pietro[19]
*? †post 1161
Matteo
*? †post 1180
altri 7 figli
Vitaliano[23]
*? †?
Giacobino
*? †?
Matteo[24]
*? †?
Bartolomeo[25]
*? †?
Giovanni
*? †1239
Giulio[26]
*? †post 1239
Giovanni[19]
*? †post 1256
Giacobino
*? †post 1275
Vitaliano
*? †post 1253
Pietro
post 1258
Gaboardo
post 1270
Gherardo[27]
*12391280
Palamede
*? †?
Vitaliano[28]
*? †post 1275
Gherardo
*? †post 1278
Gherardo
*? †post 1280
Pietro[19]
*? †post 1312
Giacobino[29]
*? †?
Nicolò
post 1297
Francesco
*? †?
Giovanni[30]
*? †?
Geronimo[19]
*? †post 1360
Ruggero
*? †?
Francesco[31]
*? †post 1398
Giacomo[32]
*? †1409
Vitaliano I
*13901449
Giacomo
*? †1453
Filippo
*14191469
Vitaliano
*14511493
Giovanni
*? †1495
Francesco[33]
*1462 †?
Giberto
*14631527
Ludovico
*14681527
Filippo
*? †1508
Lancillotto
*14731513
Galeazzo
*14761511
Federico
*14921529
Carlo
*? †1537
Luigi
*ante 15021518
Camillo
*? †1599
Vitaliano
*? †?
Guido
*1502 †?
Giulio Cesare
*? †1523
Giovanni
*? †1536
Giberto
*15111558
Francesco[34]
*? †1582
Giulio Cesare
*15171572
Gian Battista
*? †1577
Luigi
*? †?
Luigi
*? †?
Filippo Dionogi
*1519post 1562
Federico[35]
*15351562
Carlo
*15381584
Renato
*15551608
Federico
*15641631
Vitaliano
*? †?
Prospero
*? †ante 1591
Giovanni
*? †1613
Carlo
*15861652
Giulio Cesare
*15901638
Giberto
*16151672
Vitaliano VI
*16201690
Renato
*16361704
Giovanni
*? †1660
Federico
*16171673
4 Monaci
teatini
[36]
Antonio Renato
*16321686
Paolo Emilio
*16331690
Giustino
*1638ante1640
Carlo
*16571734
Giberto[37]
*16711740
Giovanni Benedetto
*16841777
Federico
*17031779
Antonio
*? †1715
Renato
*17101778
Francesco
*17131775
Giuseppe
*17141715
Vitaliano
*17201793
Giberto[38]
*17511837
Giovanni
*17431820
Antonio
*17471789
Vitaliano VIII
*17911874
Renato
*17981875
Federico
*18051882
Cesare
*18071832
Carlo
*17871866
Giberto
*18151885
Guido
*18181890
Emanuele
*18211906
Edoardo
*18221891
Emilio
*18291909
Antonio
*18261842
Carlo
*18281889
Enrico
*18291890
Vitaliano
*18341886
Federico
*? †1896
Giberto
*18591941
Guido
*18621942
Febo[39]
*18711945
Giancarlo
*18801965
Giorgio
*18891949
Carlo
*18611889
Gerolamo
*18661937
Costanzo[40]
*18681917
Vitaliano[41]
*18921982
Renato[42]
*19001970
Carlo
*19021965
Carlo
*19071979
Emanuele
*19141938
Pietro
*19071970
Giovanni
*19112002
Adalberto
*1921
P. Vitaliano
*19061993
Giulio
*19171961
Giberto
*19322015
Carlo
*19352015
Febo
*1936
Federico[43]
*1939
due figli[44]
Agostino[45]
*1944
Alessandro
*1948
Benedetto
*1950
Federico[46]
*1953
Vitaliano
*1964
Vitaliano
*1979
Federico
*1987
Car. Federico
*1976
Federico
*1987
Guido Carlo
*1969
Prando
*1972
Francesco
*1997
Giacomo
*1978
Giovanni
*1988
Vitaliano
*1979
Ludovico
*1983

Cardinali Borromeo[modifica | modifica wikitesto]

Simboli araldici dei Borromeo[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma dei Borromeo è assai complesso, per la riunione in esso di molti simboli.

Il più noto è il motto Humilitas, che stava a sottolineare la pietà e la religiosità della famiglia di san Carlo e di Federigo Borromeo, clan molto legato alla Controriforma e spesso imparentato con vari pontefici. Questa scritta, in caratteri gotici rigidamente verticali, sottintende l'umiltà dinanzi a Dio e alle virtù.

Altro simbolo ricorrente è il dromedario prostrato, sul cui dorso si erge un cimiero piumato. Questo fu uno dei primi emblemi di famiglia, introdotto da Vitaliano I in ricordo ed in omaggio dello zio materno Giovanni Borromeo: rappresenta infatti la pazienza e la devozione.

Il Liocorno era legato alla forza politica della famiglia: esso era il segno del grande valore di Vitaliano I, quale gli era stato riconosciuto da Filippo Maria Visconti: infatti esso spesso si rivolge verso il Biscione visconteo.

Il morso rappresenta una forza data dalla fermezza, in grado di bloccare la violenza brutale: esso venne introdotto in memoria della forza militare mostrata da Giovanni I Borromeo che, nel 1487, fermò Svizzeri e i Vallesani al ponte di Crevola presso Domodossola (battaglia di Crevola).

Il cedro rappresenta, infine, la bellezza e la particolarità della flora che cresce rigogliosa nei possedimenti dei Borromeo.

Il simbolo formato da tre cerchi, interconnessi in maniera tale che, spezzando uno dei tre, anche gli altri due si separano, è utilizzato dai fisici nucleari nel contesto dei nuclei esotici per indicare quei sistemi legati, come l'elio-6 o il litio-11, formati da tre sottosistemi i quali, presi a due a due, non formerebbero un legame stabile. Questo tipo di nuclei vengono detti Borromeani.[47]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Inquartato, fiancheggiato in arco di cerchio, col capo e la campagna: nel 1º di rosso alla corona antica d'oro, posta in sbarra; nel 2º d'argento a due trecce d'oro, poste in sbarra, annodate di rosso in decusse; nel 3º d'azzurro a tre anelli intrecciati d'oro gemmati di rosso male ordinati; nel 4º di rosso al freno d'argento posto in banda.
    Il fiancheggiato di rosso: sul fianco destro seminato di fiammelle d'oro al liocorno d'argento, accollato di una corona antica d'oro annodata con una sciarpa d'argento svolazzante, spaventato da un medaglione ovale d'argento, raggiante d'oro, orizzontale a destra, caricato da un biscione d'azzurro ingollante un putto di carnagione; il fianco sinistro caricato di un dromedario giacente in un canestro sostenente sulla gobba una corona antica il tutto d'oro, sormontata da sette penne di struzzo alternate d'azzurro e d'argento.
    Il tutto sinistrato e spaccato: superiormente d'oro all'aquila di nero coronata d'oro, inferiormente d'argento al volo abbassato di nero.
    Il capo e la campagna d'argento, caricato il primo del motto humylitas in carattere gotico minuscolo di nero, sormontato da una corona fioronata d'oro; e la seconda da un cedro d'oro, gambuto e fogliato di verde, posto in fascia.
    Sul tutto partito: nel 1º bandato d'azzurro innestato d'argento e di verde; nel 2º fasciato di rosso e di verde, alla cotissa in banda d'argento attraversante.
    Vedi: Centro Studi Araldici, Stemmario Italiano: Borromeo, su stemmario.it.
  2. ^ (1561-1566). Donazione del territorio da parte del duca di Savoia a Federico Borromeo; più tardi san Carlo cedette il feudo al parente Federico Ferrero.
  3. ^ a b Canetta, p. 36
  4. ^ http://centrocasalis.it/scheda/romagnano-sesi
  5. ^ contea di Arona, ex Filippo Maria Visconti
  6. ^ I feudi furono occupati dalle truppe napoleoniche
  7. ^ Ferri Edgarda, La dinastia dei Borromeo Potere e generosit…, su corriere.it. (archiviato dall'url originale il ).
  8. ^ Galli-Monferrini, pp. 18-19
  9. ^ Annoni, pp. 27-101
  10. ^ Grassi-Manni, p. 58
  11. ^ Le Isole Borromee, p. 152
  12. ^ Pisoni, p. 35
  13. ^ Canetta, pp. 35-37
  14. ^ L’addio al principe Giberto con le camelie delle sue isole, su LaStampa.it, 19 febbraio 2015.
  15. ^ Muore Giberto Borromeo Arese, proprietario della Rocca di Angera, su VareseNews.
  16. ^ Canetta, p. 10 (scheda indipendente inserita)
  17. ^ Detto "il Prodigo", ricco nobiluomo della famiglia dei Vitaliani, visse a Padova
  18. ^ Signore di Gambara
  19. ^ a b c d e f g Signore di Bosco, Bojone e Sant'Angelo
  20. ^ Vendette il feudo di Gambara alla Repubblica di Venezia e divenne Patrizio Veneto. Probabilmente fu l'antenato del ramo veneziano dei Vitaliani, estinto nel XIII secolo
  21. ^ Oppure Gaboardo
  22. ^ Parentela incerta
  23. ^ Signore di Bosco, Bojone e Sant'Angelo. Console di Genova (1218)
  24. ^ Signore di Bosco, Bojone e Sant'Angelo. Provveditore di Padova (1236)
  25. ^ Fuggito a Napoli dopo il 1239. Da lui ha inizio il ramo di Napoli. Estinto.
  26. ^ Fuggito in Polonia
  27. ^ Signore di Bosco, Bojone e Sant'Angelo. Consigliere Maggiore di Padova
  28. ^ Giudice Collegiato di Padova
  29. ^ Il suo ramo visse a Padova. Estinto nel 1819
  30. ^ Giudice e podestà di Bassano (1302)
  31. ^ Presumibile che la sua discendenza diede vita al ramo dei Vitaliani di Bologna. Estinto nel XV secolo
  32. ^ Oppure Giacobino. Creato cavaliere dal signore di Ferrara (1352), ambasciatore di Padova presso Venezia (1360). Sposa Margherita Borromeo di San Miniato, figlia di Filippo Borromeo di San Miniato
  33. ^ Un altro fratello morto infante, Giovanni Giacomo, nato nel 1461
  34. ^ Un figlio: Giovanni (*? †1602)
  35. ^ Un altro fratello: Vitaliano (*15371542)
  36. ^ Andrea (†1693), Carlo Maria (†1650), Federico (†post 1674/78), Massimo (*16301705)
  37. ^ Altri due fratelli, morti in fasce: Renato (†1673), Giulio Federico (†1675)
  38. ^ Un altro fratello morto infante: Carlo (*17481749)
  39. ^ Un altro fratello morto infante: Febo (*18621863). Acquisisce il cognome "Borromeo d'Adda" il 17 aprile 1913
  40. ^ Un altro fratello morto infante: Giulio (*18741880)
  41. ^ Altri due fratelli: Federico (*19021973), Vittorio Emanuele (*19051978)
  42. ^ Un altro fratello morto infante: Giovanni Benedetto (*18961896)
  43. ^ Un altro fratello: Giovanni Andrea (*19411978)
  44. ^ Gian Carlo (*1958), Marcello (*1959)
  45. ^ Altri 3 fratelli: Francesco (*1938), Filippo (*1940), Gian Alfonso (*1946)
  46. ^ Un altro fratello: Gianfranco (*1954)
  47. ^ Pisoni, pp. 20-23

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA. VV., La Milano dei Borromei, pp. 8–12, Selecta, Pavia 2002.
  • AA. VV., Le Isole Borromee e la Rocca di Angera, pp. 152–157, Silvana, Milano 2011.
  • Ada Annoni, Lo Stato Borromeo, in L'Alto Milanese all'epoca di Carlo e Federico Borromeo. Società e territorio, pp. 27–101, La Tecnografica, Varese 1988.
  • Giuseppe Benaglio, La verità smascherata. Dignità e venture di 398 famiglie nobili lombarde, piemontesi, ticinesi e d'altre terre e città d'Italia nei ranghi del patriziato milanese tra XIV e XVIII secolo secondo il manoscritto del 1716-19, Germignaga, Magazzeno Storico Verbanese, 2009, pp. 61–62.
  • Pietro Canetta, La famiglia Borromeo, Tamburini, Milano 1937.
  • Giorgio Chittolini, Giovanni Borromeo, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 13, Treccani, Roma 1971.
  • Anna Elena Galli-Sergio Monferrini, I Borromeo d'Angera, Scalpendi, Milano 2012.
  • Vittorio Grassi-Carlo Manni, Il Vergante, Alberti, Verbania 1990.
  • Pier Giacomo Pisoni, Liber tabuli Vitaliani Bonromei (1426-1430), Alberti, Verbania 1995.

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