Borromeo

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Borromeo
Coat of arms of the House of Borromeo.svg
Humilitas Nomini
Stato Flag of Milan.svg Ducato di Milano
Titoli Cross pattee.png Principe di Angera
Cross pattee.png Marchese di Romagnano[1][2][3]
Cross pattee.png Conte di Arona
Cross pattee.png Conte di Peschiera
Cross pattee.png Signore di Cannobio e del Vergante
Cross pattee.png Signore di Vogogna e di Val Vigezzo
Fondatore Vitaliano I Borromeo
Attuale capo Vitaliano X Borromeo
Data di fondazione 26 maggio 1445[4]
Data di deposizione 1797[5]
Etnia italiana
Rami cadetti Borromeo Arese[6]

I Borromeo, originari di San Miniato in Toscana, sono un'importante famiglia della nobiltà milanese, ancora oggi fiorente e numerosa, che per secoli ebbe forte influenza sulla città di Milano e sulle zone del Lago Maggiore (il cosiddetto "Stato Borromeo").

Tra i membri più noti della casata si possono ricordare il cardinale Carlo Borromeo, venerato come santo dalla Chiesa cattolica, e il cardinale Federico Borromeo, immortalato da Alessandro Manzoni nel romanzo I Promessi Sposi.

Origini e storia[modifica | modifica wikitesto]

Le notizie relative alla famiglia risalgono alla fine del XIII secolo. Originari dei dintorni di Roma, si trasferirono a San Miniato al Tedesco (nell'attuale provincia di Pisa), dove presero il nome di 'Buon Romei', come erano chiamati tutti coloro che provenivano dalla Città, nonostante non fossero pellegrini. La fortuna economica arride subito alla famiglia e, grazie a un'accorta politica matrimoniale (Filippo Buonromei sposò infatti Talda, sorella di Beatrice di Tenda, moglie di Facino Cane e, in seguito, di Filippo Maria Visconti) si conquistarono l'appoggio della potente famiglia viscontea. A causa delle lotte tra Firenze e i presidi ghibellini in Toscana, intorno agli anni '60-'70 del Trecento, i Borromeo si trasferirono a Milano e a Padova, per gestire l'attività economica prevalente, quella di banchieri. A Padova si celebrano le nozze tra Margherita Borromeo e Giacomo Vitaliani, ricco esponente della famiglia Vitaliani che vantava, benché senza prove storicamente accettabili, la discendenza da santa Giustina di Padova, la santa martirizzata sotto Diocleziano nel 303. Alla morte di Giacomo, che aveva sperperato il patrimonio di famiglia, il figlio Vitaliano Vitaliani sarà adottato dallo zio materno, Giovanni Borromeo, privo di figli, con l'obbligo di assumerne il cognome. Vitaliano divenne così il capostipite della famosa famiglia milanese, con il nome di Vitaliano I.[7]

Lo "Stato Borromeo" [8][modifica | modifica wikitesto]

L'insieme delle terre appartenute al re dei Longobardi Desiderio, indi all'imperatore Federico Barbarossa,[2][9] situate intorno al lago Maggiore, costituirono, tra il XIV e XV secolo, lo "Stato Borromeo", vasto più di mille chilometri quadrati, con Arona ed Angera sedi del conte e marchese. Era ripartito in dieci podesterie: Mergozzo, Omegna, Vogogna, Val Vigezzo, Cannobio, Intra, Laveno, Lesa, Angera e Arona. Il podestà di Arona era il delegato comitale anche per le funzioni giurisdizionali, dato che le proprietà borromaiche non dipendevano dalla giustizia ordinaria di Novara e di Milano. Il territorio, che era stato affidato in comodato dal Barbarossa e poi da Federico II a feudatari locali,[10][11] era scarsamente popolato, ma permetteva da parte del signore il controllo della navigazione lacustre e l'introito daziario che veniva incamerato ad Arona. Collocato al limite nord-occidentale del ducato di Milano e confinante con la Svizzera, conquistò un determinante ruolo strategico per il gran numero di siti fortificati, la disponibilità di un esercito locale, il sostegno dell'aristocrazia del posto. Il vasto feudo ebbe una lunga vita e solo l'occupazione napoleonica nel 1797 riuscì a smantellarlo. I Borromeo, però, conservarono il patrimonio immobiliare.[12]

La fortuna dei Borromeo[modifica | modifica wikitesto]

Vitaliano continuò i commerci dello zio aprendo due nuove filiali della banca a Burgos e a Barcellona e nel 1416 acquistò la cittadinanza milanese venendo creato nel 1418 tesoriere del ducato di Milano.

Vitaliano I Borromeo inoltre nel 1432, fortificò il suo palazzo fuori città (l'attuale castello di Peschiera Borromeo) e tra il 1439 e il 1440, gli furono concessi dal duca di Milano, Filippo Maria Visconti vari feudi, tra cui quello di Arona sul lago Maggiore, sul quale, nel 1445, gli venne concesso il titolo di conte. Si guadagnò poi anche il favore di Francesco Sforza, che gli donò altri feudi tra cui quello di Angera nel 1449.

Da Vitaliano I discesero altri grandi personaggi della famiglia.

Giovanni I "Il Giusto" (1439-1495), fu vincitore a Crevoladossola di Svizzeri e Vallesani nella battaglia presso il ponte di Crevola il 28 aprile 1487.

Si ricordano poi i tre figli di Giovanni I: Lancillotto Borromeo (m. 1513), senatore di Luigi XII di Francia, e Ludovico I (m. 1527), che nel castello della Vitaliana, da lui realizzato, resistette all'assalto degli Sforza, e Giberto I, anche lui altro dignitario del re francese.

Dei figli di Ludovico, Camillo I Borromeo (m. 1549), fu governatore di Como e poi di Pavia.

Dei figli di Camillo I Borromeo, Giovanni Battista I Borromeo fu signore di Cannobio e sposò Giulia Sanseverino.

Figli di Federico I furono: Giberto II Borromeo (m. 1558), governatore del Lago Maggiore, e Giulio Cesare I (1517-1572).

Di Giberto II furono figli san Carlo Borromeo e Federico II Borromeo (m. 1562).

Dei figli di Giulio Cesare I, vi furono Renato I Borromeo (m. 1608), e il cardinale Federigo Borromeo (Federigo III), uomo di chiesa di manzoniana memoria che resse le sorti di Milano e ne improntò la vita politica e culturale, ribadendo l'opera del cugino Carlo.

Tra i figli di Renato I ed Ersilia Farnese vi furono Giulio Cesare II Borromeo (m. 1638), valido uomo di guerra, e Carlo III Borromeo (1586-1652), che fu il primo ideatore dei lavori di trasformazione dell'Isola Bella sul Lago Maggiore.

Tra i figli di Giulio Cesare II, da ricordare il cardinale Federico IV Borromeo (1617-1673).

Gli eredi di Carlo III furono il cardinale Giberto Borromeo (Giberto III Borromeo, 1615-1672), Renato II Borromeo (m. 1685), marito di Giulia Arese (da cui il duplice cognome Borromeo-Arese), e Vitaliano VI Borromeo (m. 1690), quest'ultimo artefice delle maggiori trasformazioni dell'Isola Bella.

Tra i figli di Renato II e Giulia Arese vi furono Carlo IV Borromeo (o Borromeo-Arese) (m. 1734), che divenne viceré di Napoli, e sposò due parenti di pontefici; poi Giberto IV Borromeo (1671-1740), cardinale e vescovo-conte di Novara.

Tra i figli di Carlo IV vi furono Giovanni Benedetto Borromeo (m. 1744), marito di Clelia Grillo, Federico VI (m. 1779).

Tra i figli di Giovanni Benedetto si ricordano Renato III (m. 1788), Francesco IV (m. 1775) ed il cardinale Vitaliano Borromeo (1720-1793.

Tra i figli di Renato III vi furono Giberto V (m. 1837), ultimo feudatario con la moglie Contessa Cusani, dopo l'occupazione francese.

Tra i figli di Giberto V, vi furono il cardinale Renato V, Vitaliano VIII (m. 1874), letterato e uomo di cultura, e noto anche per le sue attività patriottiche. A quest'ultimo Borromeo si devono altre innovazioni nel palazzo dell'Isola Bella.

Tra i figli di Vitaliano VIII vi furono il cardinale Edoardo Borromeo, Giberto VI Borromeo (m. 1844), Guido Borromeo (1818-1890), senatore del Regno d'Italia, Emilio Borromeo.

Giberto VII (1859-1941), la cui consorte era Rosanna Leonardi, ricevette la nomina di primo principe di Angera dal re Vittorio Emanuele III con Regio Decreto motu proprio del 21-12-1916 e Regie Patenti (1-03-1917).

Nei tempi odierni la famiglia era rappresentata da Giberto Borromeo Arese, deceduto il 16 febbraio 2015. A succedergli è il primogenito Vitaliano Borromeo Arese.[13][14].

Conti di Arona, conti e marchesi di Angera (1445-1797)[15][modifica | modifica wikitesto]

Titolo Nome Dal Al Consorte e note
1 Conte Vitaliano I Borromeo 26 maggio 1445 1449 Ambrosina Fagnani;
primo conte di Arona
2 Conte Filippo I 1449 1464 Franceschina Visconti;
fu anche conte di Peschiera
3 Conte Vitaliano II 1464 1493 Bianca di Saluzzo
4 Conte Giovanni I 1493 1494 Maria Cleofe Pio di Carpi;
fu pure conte di Angera
5 Conte Giberto I 1494 1508 Maddalena, figlia di Fritz di Brandeburgo
6 Conte Federico I 1508 1529 Veronica Visconti
7 Conte Giberto II 1529 1558 Margherita Medici-Marignano,
Taddea dal Verme, Aurelia Vistarini
8 Conte Federico II 1558 1562 Virginia Montefeltro della Rovere
9 Conte Giulio Cesare I 1562 1572 Margherita Trivulzio
10 Conte Renato I 1572 1608 Ersilia Farnese
11 Conte Giovanni II 1608 1613 non sposato
12 Marchese Federico il cardinale 1623 1631 marchese di Angera,
ex Filippo IV di Spagna
13 Conte
Marchese
Giulio Cesare II 1613
1631
1638
1638
Giovanna Cesi
14 Conte
Marchese
Carlo 1638 1652 Isabella d'Adda
15 Conte
Marchese
Renato II 1652 1685 Giulia Arese
16 Conte
Marchese
Vitaliano III 1685 1690 fratello del precedente
17 Conte
Marchese
Carlo Borromeo Arese 1690 1734 Giovanna Odescalchi, Camilla Barberini; figlio di Renato II, assunse per primo il cognome di Borromeo Arese
18 Conte
Marchese
Giovanni Benedetto 1734 1744 Clelia del Grillo
19 Conte
Marchese
Renato III 1744 1778 Marianna Odescalchi
20 Conte
Marchese
Giberto (V) 1778 1797 Maria Elisabetta Cusani;
da non confondere con altri omonimi della famiglia, titolati non feudatari; fu l'ultimo conte e marchese sovrano, morì nel 1837

Conti titolari di Arona, principi e marchesi titolari di Angera (1797-oggi)[senza fonte][modifica | modifica wikitesto]

Titolo Nome Dal Al Consorte e note
20 Conte
Marchese
Giberto (V) 1797 1837 Maria Elisabetta Cusani
21 Conte
Marchese
Vitaliano (VIII) 1837 1874 Maria d'Adda
22 Conte
Marchese
Giberto (VI) 1874 1885 Livia Litta Arese Visconti, in seconde nozze si risposò con Laura Durazzo Grimaldi
23 Conte
Marchese
Guido Borromeo 1885 1891 -
fratello del precedente
24 Conte
Marchese
Emanuele Borromeo 1891 1906 -
fratello del precedente
25 Conte
Marchese
Emilio Borromeo 1906 1909 Elisabetta Borromeo Arese
fratello del precedente
26 Conte
Marchese
Principe
Giberto (VII) Borromeo 1909 1941 Rosanna Leonardi. Venne creato principe di Angera da Vittorio Emanuele III con R.D. motu proprio del 21 dicembre 1916 e RR. PP. del 1º marzo 1917.
27 Conte
Marchese
Principe
Vitaliano (IX) Borromeo 1941 1982 Ida Taverna
28 Conte
Marchese
Principe
Giberto (VIII) Borromeo 1982 2015 Bona Enrica Orlando. Figlio del precedente, assunse per primo il cognome di Borromeo Arese Taverna
29 Conte
Marchese
Principe
Vitaliano (X) Borromeo 2015 oggi Marina Munafò.

Nato nel 1960, il fratello minore nel 1963

Cardinali[modifica | modifica wikitesto]

Ritratto Nome Nascita Creato cardinale Morte Note
Carlo Borromeo.jpg Carlo Borromeo 2 ottobre 1538 31 gennaio 1560 da papa Pio IV 3 novembre 1584 Il 1º novembre 1610 Carlo è stato canonizzato ed è venerato come santo (San Carlo) dalla Chiesa cattolica.
FedericoBorromeo.Cardinal.jpg Federico Borromeo
il Vecchio
18 agosto 1564 18 dicembre 1587 da papa Sisto V 21 settembre 1631
Giovanni Giacomo De Rossi, Il card. Giberto Borromeo.jpg Giberto III Borromeo 28 settembre 1615 19 febbraio 1652 da papa Innocenzo X 6 gennaio 1672
Federico Borromeo il Giovane.jpg Federico Borromeo
il Giovane
29 maggio 1617 22 dicembre 1670 da papa Clemente X 18 febbraio 1673
Giberto Bartolomeo Borromeo.jpg Giberto Borromeo 12 settembre 1671 15 marzo 1717 da papa Clemente XI 22 gennaio 1740
Vitaliano Borromeo.jpg Vitaliano Borromeo 3 marzo 1720 26 settembre 1766 da papa Clemente XIII 7 giugno 1793
Edoardo Borromeo.jpg Edoardo Borromeo 3 agosto 1822 13 marzo 1868 da papa Pio IX (poi beato) 30 novembre 1881

Castelli, Palazzi e Ville[modifica | modifica wikitesto]

Immagine Struttura Località Costruzione Appaltatore Note
Castello Borromeo Flag of Italy.svg
Camairago, Lombardia
Castello Borromeo Flag of Italy.svg
Cassano d'Adda, Lombardia
Castello Borromeo Flag of Italy.svg
Corneliano Bertario, Lombardia
Castello Borromeo Flag of Italy.svg
Origgio, Lombardia
Castello Borromeo Flag of Italy.svg
Peschiera Borromeo, Lombardia
Palazzo borromeo Arese dal cortile interno.jpg Palazzo Arese Borromeo Flag of Italy.svg
Cesano Maderno, Lombardia
1626 - 1670 ca. Bartolomeo III Arese Il palazzo è sede dell'Università San Raffaele - Facoltà di Filosofia.
Isola Bella Palazzo Borromeo da Baveno.JPG Palazzo Borromeo Flag of Italy.svg
Isola Bella, Lago Maggiore, Piemonte
1632 - 1652 Carlo III Borromeo Oggi il palazzo è adibito a museo.
3676MilanoPalazzoBorromeoDAdda.JPG Palazzo Borromeo d'Adda Flag of Italy.svg
Milano, Lombardia
XVIII secolo Febo d'Adda
Palazzo Gabrielli Borromeo facciata.jpg Palazzo Gabrielli-Borromeo Flag of Italy.svg
Roma, Lazio
XVI secolo Girolamo Gabrielli dei conti di Gubbio Dal 1930 è sede dell'attuale Collegio San Roberto Bellarmino della Provincia Romana della Compagnia di Gesù.
Angera Rocca vistadaArona.jpg Rocca di Angera Flag of Italy.svg
Angera, Lombardia
XI - XVII secolo Famiglia Visconti e famiglia Borromeo La rocca appartiene ancora alla famiglia Borromeo ed è anche sede del Museo della Bambola, fondato nel 1988 dalla principessa Bona Borromeo Arese.
Villa borromeo.jpg Villa Borromeo a San Casciano Flag of Italy.svg
San Casciano in Val di Pesa, Toscana
XIV secolo Famiglia Borromeo Dal 1957 la villa ospita un ristorante ed è attualmente proprietà di Adele e Livia Zannoni.
Arcore.jpg Villa Borromeo d'Adda Flag of Italy.svg
Arcore, Lombardia
XVII - XVIII secolo Famiglia D'Adda Dal 1980, nella villa, sono ubicati gli Uffici Municipali del paese di Arcore, mentre il parco è gratuitamente aperto al pubblico. Dal 2010 le scuderie sono sede distaccata del corso accademico di restauro dell'Accademia di Brera.
Villa Borromeo4.jpg Villa d'Adda-Borromeo Flag of Italy.svg
Cassano d'Adda, Lombardia
XVIII secolo Famiglia D'Adda Dall'Ottocento ad oggi la villa è proprietà privata della famiglia Borromeo.
Facciata Villa San Carlo Borromeo.jpg Villa San Carlo Borromeo Flag of Italy.svg
Senago, Lombardia
XIV secolo Famiglia Visconti Dal 1629 al 1983 la villa fu proprietà dei Borromeo, da allora fu acquistata dall'Università internazionale del Secondo Rinascimento. È inoltre sede di congressi, corsi, seminari, riunioni di enti pubblici e privati, italiani e stranieri, ed infine di un museo permanente e di un museo per grandi mostre.
Villa Silver Flag of Italy.svg
Lesa, Lago Maggiore, Piemonte
694Lainate.JPG Villa Visconti Borromeo Arese Litta Flag of Italy.svg
Lainate, Lombardia
XVI secolo Pirro I Visconti Borromeo Dopo la morte di Giulio Visconti Borromeo Arese nella seconda metà del XVIII secolo, la villa passò prima alla famiglia Litta, poi nel 1872 al barone Ignazio Weill Weiss, ancora, nel 1916 al suo contabile Erminio Riboni e nel 1932 alla famiglia Toselli, infine nel 1970 venne acquistata dal Comune di Lainate che l'ha adibita a museo.

Altri monumenti relativi alla famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Albero genealogico[modifica | modifica wikitesto]

Albero genealogico nelle linee maschili della famiglia Borromeo, dalle origini con la genealogia dei Vitaliani, dal quale discende il capostipite della famiglia Borromeo, Vitaliano I, fino ai tempi odierni.

Giovanni[16]
*? †?
Valerio
*? †?
Sigifredo
*? †post 1084
Antonio[17]
*? †?
Palamede[18]
*? †?
Valerio[19]
*? †?
Nicolò[20]
*? †1123/24?
Vitaliano[18]
*? †post 1175
Gaboardo
*? †?
Gherardo[18]
*? †post 1142
Vitaliano[21]
*? †post 1190
Pietro[18]
*? †post 1161
Matteo
*? †post 1180
altri 7 figli
Vitaliano[22]
*? †?
Giacobino
*? †?
Matteo[23]
*? †?
Bartolomeo[24]
*? †?
Giovanni
*? †1239
Giulio[25]
*? †post 1239
Giovanni[18]
*? †post 1256
Giacobino
*? †post 1275
Vitaliano
*? †post 1253
Pietro
post 1258
Gaboardo
post 1270
Gherardo[26]
*12391280
Palamede
*? †?
Vitaliano[27]
*? †post 1275
Gherardo
*? †post 1278
Gherardo
*? †post 1280
Pietro[18]
*? †post 1312
Giacobino[28]
*? †?
Nicolò
post 1297
Francesco
*? †?
Giovanni[29]
*? †?
Geronimo[18]
*? †post 1360
Ruggero
*? †?
Francesco[30]
*? †post 1398
Giacomo[31]
*? †1409
Vitaliano I
*13901449
Giacomo
*? †1453
Filippo
*14191469
Vitaliano
*14511493
Giovanni
*? †1495
Francesco[32]
*1462 †?
Giberto
*14631527
Ludovico
*14681527
Filippo
*? †1508
Lancillotto
*14731513
Galeazzo
*14761511
Federico
*14921529
Carlo
*? †1537
Luigi
*ante 15021518
Camillo
*? †1599
Vitaliano
*? †?
Guido
*1502 †?
Giulio Cesare
*? †1523
Giovanni
*? †1536
Giberto
*15111558
Francesco[33]
*? †1582
Giulio Cesare
*15171572
Gian Battista
*? †1577
Luigi
*? †?
Luigi
*? †?
Filippo Dionogi
*1519post 1562
Federico[34]
*15351562
Carlo
*15381584
Renato I
*15551608
Federico
*15641631
Vitaliano
*? †?
Prospero
*? †ante 1591
Giovanni
*? †1613
Carlo III
*15861652
Giulio Cesare
*15901638
Giberto III
*16151672
Vitaliano VI
*16201690
Renato II
*16361704
Giovanni
*? †1660
Federico
*16171673
4 Monaci
teatini
[35]
Antonio Renato
*16321686
Paolo Emilio
*16331690
Giustino
*1638ante1640
Carlo
*16571734
Giberto[36]
*16711740
Giovanni Benedetto
*16841777
Federico
*17031779
Antonio
*? †1715
Renato III
*17101778
Francesco
*17131775
Giuseppe
*17141715
Vitaliano
*17201793
Giberto V[37]
*17511837
Giovanni
*17431820
Antonio
*17471789
Vitaliano VIII
*17911874
Renato
*17981875
Federico
*18051882
Cesare
*18071832
Carlo
*17871866
Giberto
*18151885
Guido
*18181890
Emanuele
*18211906
Edoardo
*18221891
Emilio
*18291909
Antonio
*18261842
Carlo
*18281889
Enrico
*18291890
Vitaliano
*18341886
Federico
*? †1896
Giberto
*18591941
Guido
*18621942
Febo[38]
*18711945
Giancarlo
*18801965
Giorgio
*18891949
Carlo
*18611889
Gerolamo
*18661937
Costanzo[39]
*18681917
Vitaliano[40]
*18921982
Renato[41]
*19001970
Carlo
*19021965
Carlo
*19071979
Emanuele
*19141938
Pietro
*19071970
Giovanni
*19112002
Adalberto
*1921
P. Vitaliano
*19061993
Giulio
*19171961
Giberto
*19322015
Carlo Ferdinando
*1935
Febo
*1936
Federico[42]
*1939
due figli[43]
Agostino[44]
*1944
Alessandro
*1948
Benedetto
*1950
Federico[45]
*1953
Vitaliano
*1964
Vitaliano XI
*1960
Federico
*1963
Carlo Federico
*1976
Federico
*1987
Guido Carlo
*1969
Prando
*1972
Francesco
*1997
Giacomo
*1978
Giovanni
*1988
Vitaliano
*1979
Ludovico
*1984

Simbologia e araldica[modifica | modifica wikitesto]

Armoriale[modifica | modifica wikitesto]

Stemma Data e Blasonatura
Borromeo originario.gif Stemma antico della Famiglia Borromeo

Fasciato di sei pezzi di rosso e di verde, alla banda attraversante d'argento.

Coat of arms of the House of Borromeo.svg Famiglia Borromeo

Inquartato, fiancheggiato in arco di cerchio, col capo e la campagna: nel I di rosso alla corona antica d'oro, posta in sbarra; nel II d'argento a due trecce d'oro, poste in sbarra, annodate di rosso in decusse; nel III d'azzurro a tre anelli intrecciati d'oro gemmati di rosso male ordinati; nel IV di rosso al freno d'argento posto in banda.
Il fiancheggiato di rosso: sul fianco destro seminato di fiammelle d'oro al liocorno d'argento, accollato di una corona antica d'oro annodata con una sciarpa d'argento svolazzante, spaventato da un medaglione ovale d'argento, raggiante d'oro, orizzontale a destra, caricato da un biscione d'azzurro ingollante un putto di carnagione; il fianco sinistro caricato di un dromedario giacente in un canestro sostenente sulla gobba una corona antica il tutto d'oro, sormontata da sette penne di struzzo alternate d'azzurro e d'argento.
Il tutto sinistrato e spaccato: superiormente d'oro all'aquila di nero coronata d'oro, inferiormente d'argento al volo abbassato di nero.
Il capo e la campagna d'argento, caricato il primo del motto
humylitas in carattere gotico minuscolo di nero, sormontato da una corona fioronata d'oro; e la seconda da un cedro d'oro, gambuto e fogliato di verde, posto in fascia.
Sul tutto partito: nel I bandato d'azzurro innestato d'argento e di verde; nel II fasciato di rosso e di verde, alla cotissa in banda d'argento attraversante.
[46]

Simbologia dello stemma[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma dei Borromeo è assai complesso, per la riunione in esso di molti simboli:

Il più noto è il motto Humilitas, che sovrasta lo stemma e che stava a sottolineare la pietà e la religiosità della famiglia di Carlo Borromeo e di Federico Borromeo, clan molto legato alla Controriforma e spesso imparentato con vari pontefici. Questa scritta, in caratteri gotici rigidamente verticali, sottintende l'umiltà dinanzi a Dio e alle virtù;

Il dromedario prostrato è un altro simbolo ricorrente, sul cui dorso si erge un cimiero piumato. Questo fu uno dei primi emblemi di famiglia, introdotto da Vitaliano I Borromeo in ricordo ed in omaggio dello zio materno Giovanni Borromeo: rappresenta infatti la pazienza e la devozione;

L'Unicorno (o Liocorno), invece, era legato alla forza politica della famiglia: esso era il segno del grande valore di Vitaliano I, quale gli era stato riconosciuto da Filippo Maria Visconti, duca di Milano: infatti esso spesso si rivolge verso il Biscione visconteo;

Il morso rappresenta una forza data dalla fermezza, in grado di bloccare la violenza brutale: esso venne introdotto in memoria della forza militare mostrata da Giovanni I Borromeo che, nel 1487, fermò Svizzeri e i Vallesani al ponte di Crevola presso Domodossola (battaglia di Crevola).

Il cedro, in basso allo stemma, rappresenta la bellezza e la particolarità della flora che cresce rigogliosa nei possedimenti dei Borromeo. Inoltre, in araldica, esso è simbolo di pietà e misericordia, ed era ritenuto simbolo di immortalità per la stirpe di chi lo portava nel proprio blasone;

Infine, il simbolo formato da tre cerchi, interconnessi in maniera tale che, spezzando uno dei tre, anche gli altri due si separano, è utilizzato dai fisici nucleari nel contesto dei nuclei esotici per indicare quei sistemi legati, come l'elio-6 o il litio-11, formati da tre sottosistemi i quali, presi a due a due, non formerebbero un legame stabile. Questo tipo di nuclei vengono detti Borromeani[47].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nel 1561 il duca Emanuele Filiberto di Savoia donò il territorio del Marchesato di Romagnano a Federico Borromeo.
  2. ^ a b Canetta, p. 36
  3. ^ http://centrocasalis.it/scheda/romagnano-sesi
  4. ^ Nel 1439 il duca di Milano Filippo Maria Visconti assegnò a Vitaliano I Borromeo la città di Arona. Nel 1445 il duca lo nominò conte di Arona.
  5. ^ Tutti i feudi appartenenti alla famiglia Borromeo furono occupati dalle truppe francesi di Napoleone Bonaparte.
  6. ^ Ferri Edgarda, La dinastia dei Borromeo Potere e generosit…, su corriere.it. (archiviato dall'url originale il ).
  7. ^ Galli-Monferrini, pp. 18-19
  8. ^ Annoni, pp. 27-101
  9. ^ Grassi-Manni, p. 58
  10. ^ Le Isole Borromee, p. 152
  11. ^ Pisoni, p. 35
  12. ^ Canetta, pp. 35-37
  13. ^ L’addio al principe Giberto con le camelie delle sue isole, su LaStampa.it, 19 febbraio 2015.
  14. ^ Muore Giberto Borromeo Arese, proprietario della Rocca di Angera, su VareseNews.
  15. ^ Canetta, p. 10 (scheda indipendente inserita)
  16. ^ Detto "il Prodigo", ricco nobiluomo della famiglia dei Vitaliani, visse a Padova
  17. ^ Signore di Gambara
  18. ^ a b c d e f g Signore di Bosco, Bojone e Sant'Angelo
  19. ^ Vendette il feudo di Gambara alla Repubblica di Venezia e divenne Patrizio Veneto. Probabilmente fu l'antenato del ramo veneziano dei Vitaliani, estinto nel XIII secolo
  20. ^ Oppure Gaboardo
  21. ^ Parentela incerta
  22. ^ Signore di Bosco, Bojone e Sant'Angelo. Console di Genova (1218)
  23. ^ Signore di Bosco, Bojone e Sant'Angelo. Provveditore di Padova (1236)
  24. ^ Fuggito a Napoli dopo il 1239. Da lui ha inizio il ramo di Napoli. Estinto.
  25. ^ Fuggito in Polonia
  26. ^ Signore di Bosco, Bojone e Sant'Angelo. Consigliere Maggiore di Padova
  27. ^ Giudice Collegiato di Padova
  28. ^ Il suo ramo visse a Padova. Estinto nel 1819
  29. ^ Giudice e podestà di Bassano (1302)
  30. ^ Presumibile che la sua discendenza diede vita al ramo dei Vitaliani di Bologna. Estinto nel XV secolo
  31. ^ Oppure Giacobino. Creato cavaliere dal signore di Ferrara (1352), ambasciatore di Padova presso Venezia (1360). Sposa Margherita Borromeo di San Miniato, figlia di Filippo Borromeo di San Miniato
  32. ^ Un altro fratello morto infante, Giovanni Giacomo, nato nel 1461
  33. ^ Un figlio: Giovanni (*? †1602)
  34. ^ Un altro fratello: Vitaliano (*15371542)
  35. ^ Andrea (†1693), Carlo Maria (†1650), Federico (†post 1674/78), Massimo (*16301705)
  36. ^ Altri due fratelli, morti in fasce: Renato (†1673), Giulio Federico (†1675)
  37. ^ Un altro fratello morto infante: Carlo (*17481749)
  38. ^ Un altro fratello morto infante: Febo (*18621863). Acquisisce il cognome "Borromeo d'Adda" il 17 aprile 1913
  39. ^ Un altro fratello morto infante: Giulio (*18741880)
  40. ^ Altri due fratelli: Federico (*19021973), Vittorio Emanuele (*19051978)
  41. ^ Un altro fratello morto infante: Giovanni Benedetto (*18961896)
  42. ^ Un altro fratello: Giovanni Andrea (*19411978)
  43. ^ Gian Carlo (*1958), Marcello (*1959)
  44. ^ Altri 3 fratelli: Francesco (*1938), Filippo (*1940), Gian Alfonso (*1946)
  45. ^ Un altro fratello: Gianfranco (*1954)
  46. ^ Vedi: Centro Studi Araldici, Stemmario Italiano: Borromeo, su stemmario.it.
  47. ^ Pisoni, pp. 20-23

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA. VV., La Milano dei Borromei, pp. 8–12, Selecta, Pavia 2002.
  • AA. VV., Le Isole Borromee e la Rocca di Angera, pp. 152–157, Silvana, Milano 2011.
  • Ada Annoni, Lo Stato Borromeo, in L'Alto Milanese all'epoca di Carlo e Federico Borromeo. Società e territorio, pp. 27–101, La Tecnografica, Varese 1988.
  • Giuseppe Benaglio, La verità smascherata. Dignità e venture di 398 famiglie nobili lombarde, piemontesi, ticinesi e d'altre terre e città d'Italia nei ranghi del patriziato milanese tra XIV e XVIII secolo secondo il manoscritto del 1716-19, Germignaga, Magazzeno Storico Verbanese, 2009, pp. 61–62.
  • Pietro Canetta, La famiglia Borromeo, Tamburini, Milano 1937.
  • Giorgio Chittolini, Giovanni Borromeo, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 13, Treccani, Roma 1971.
  • Anna Elena Galli-Sergio Monferrini, I Borromeo d'Angera, Scalpendi, Milano 2012.
  • Vittorio Grassi-Carlo Manni, Il Vergante, Alberti, Verbania 1990.
  • Pier Giacomo Pisoni, Liber tabuli Vitaliani Bonromei (1426-1430), Alberti, Verbania 1995.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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