Villa Borromeo d'Adda

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Coordinate: 45°37′43.1″N 9°19′12.34″E / 45.62864°N 9.320095°E45.62864; 9.320095

Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando l'omonima villa a Cassano d'Adda, vedi Villa d'Adda-Borromeo.
La Villa Borromeo sulla montagnola

La Villa Borromeo d'Adda è un complesso di edifici circondato da un parco, risalenti al XVII-XVIII secolo, situato ad Arcore.

Nella foresteria e nelle varie costruzioni all'entrata sono attualmente ubicati gli Uffici Municipali del paese; il parco è gratuitamente aperto al pubblico.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Villa Borromeo-d'Adda, olio su tela, datazione incerta ma compresa tra la fine del XVIII secolo e l'inizio del XIX
Villa Borromeo-d'Adda, vista dall'esterno (In primo piano il binario della tranvia Monza-Oggiono)

La Villa, fondata dalla famiglia milanese D'Adda[1], dopo le trasformazioni compiute nel corso del XIX secolo da Giovanni D'Adda ed Emanuele D'Adda, alla morte di quest'ultimo nel 1911 passò per via ereditaria[2] ai Borromeo d'Adda, da qui il nome di "Villa Borromeo" con cui divenne in seguito maggiormente nota.

Si tratta, in realtà, di un complesso formato da due ville, una risalente a metà seicento e l'altra (la Montagnola) fondata dall'Abate Ferdinando D'Adda tra il 1750 e il 1760. Esiste poi un edificio anch'esso pregevole, le scuderie, costruite a fine Ottocento e recentemente restaurate dal Comune di Arcore.

L'edificio più antico comprende la Cappella Vela, ambiente con sculture di Vincenzo Vela, costruita per custodire le spoglie di Maria dei marchesi Isimbardi, giovane sposa di Giovanni D'Adda. Ad oggi la Cappella Vela è mensilmente visitabile.

Lo stile dell'edificio che sorge sulla montagnola (da restaurare e che viene aperto al pubblico in Ville Aperte della Brianza in settembre) è eclettico con richiami a diverse ville più importanti. Un ruolo importante nell'estetica lo giocano le strutture in ferro battuto.

In seguito alla scomparsa nel 1979 del Conte Carlo Borromeo d'Adda, dal 1980 tutta la tenuta divenne proprietà del Comune di Arcore, il quale da allora utilizza il palazzo d'ingresso al parco quale sede del Comune.

Dal 2010 le scuderie sono sede distaccata del corso accademico di restauro dell'Accademia di Brera.

Il Parco[modifica | modifica wikitesto]

Il parco, riprogettato dal Balzaretto a metà ottocento (oggi comunale ed aperto al pubblico gratuitamente ogni giorno dell'anno) contiene numerose essenze esogene ed ha una estensione di circa 30 ettari su terreno ondulato, con piccoli specchi d'acqua artificiali, ed è attraversato da sentieri ciclopedonali, percorsi vita[3] e comprende spazi giochi per bambini realizzati dalla pubblica amministrazione.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2011, si è tenuta, in occasione del centocinquantesimo dell'Unità d'Italia, una ricostruzione in costume della battaglia tra l'esercito austriaco e quello sabaudo, con dispiego di divise, armi e vessilli storici attinenti al periodo risorgimentale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

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