Pieve di Seveso

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Pieve di Seveso
Informazioni generali
Capoluogo Seveso
973 abitanti (1771)
Dipendente da Provincia di Milano
Suddiviso in 14 comuni
Amministrazione
Forma amministrativa Pieve
Podestà lista sconosciuta
Organi deliberativi Consiglio generale
Evoluzione storica
Inizio XIV secolo
Causa Secolarizzazione delle pievi
Fine 1797
Causa Invasione napoleonica
Preceduto da Succeduto da
Nessuna Distretto di Seveso
Cartografia
Pievimil.jpg
Pieve dei Santi Gervaso e Protaso
Informazioni generali
Capoluogo Seveso
973 abitanti (1771)
Dipendente da Arcidiocesi di Milano
Suddiviso in 14 parrocchie
Amministrazione
Forma amministrativa Pieve
Prevosto Prevosto Baldi, Prevosto Rimoldi, Mons. Cav. Corradi, Mons. Cereda, mons. Castiglioni, Mons. Piatti, Prevosto Ferrario, Prevosto Pirotta
Organi deliberativi collegiata (Il Prevosto e 12 Canonici)
Evoluzione storica
Inizio X secolo
Causa Istituzione delle pievi
Fine 1971 con Mons. Castiglioni
Causa Sinodo Colombo
Preceduto da Succeduto da
istituzione delle Pievi Decanato di Seveso
Cartografia
Seveso (città)01.JPG

La pieve di Seveso o pieve dei Santi Gervaso e Protaso di Seveso (plebis seusensis o plebis sanctocum gervasii et protasii seusensis) era il nome di un'antica pieve dell'arcidiocesi di Milano e del ducato di Milano con capoluogo Seveso.

I patroni erano i santi Gervaso e Protaso, cui ancora oggi è dedicata la chiesa prepositurale di Seveso.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

È datato 10 dicembre 996 il primo atto privato che cita l'esistenza della pieve di Seveso, ove viene riportato anche il nome di un tale Giselberto "presbiter de ordine ecclesiae et plebe sanctorum protasii et gervasii sita Seuse".[1]

Da Goffredo da Bussero apprendiamo che sotto la pieve di Seveso ricadevano molte cappelle oltre alla canonica, site in diverse località come Lentate sul Seveso, Birago, Camnago o Barlassina. Sul finire del Trecento apprendiamo inoltre che la chiesa sevesina comprendeva dodici canonici oltre al prevosto, con una cura d'anime di quasi venti chiese parrocchiali, oltre ai monasteria monialia (monasteri di monache) di Meda, Cogliate e l'ospedale di Seveso che era utilizzato per l'accoglienza dei pellegrini e la cura dei più poveri.[2]

Dal XIV secolo le pievi assunsero anche una valenza amministrativa, dato che i Visconti le utilizzarono per il controllo del territorio attraverso podestà opportunamente nominati.

Da un rendiconto preparato per San Carlo Borromeo nel 1581, apprendiamo che la pieve di Seveso comprendeva le parrocchie di Camnago, Meda, Barlassina, Birago, Lentate, Copreno, Misinto, Lazzate, San Dalmazio, Ceriano Laghetto, Solaro, Cesano, Limbiate.[3]

Dall'epoca post-tridentina sappiamo che anche Seveso divenne sede di un vicariato che andò quasi completamente a sostituirsi nelle funzioni alla pieve. Se la pieve amministrativa fu travolta dall'invasione francese del 1796, quella ecclesiastica continuò nel tempo. Nel 1914 l'arcivescovo milanese Andrea Carlo Ferrari stabilì che le parrocchie di Lazzate, Misinto, San Dalmazio e Cogliate fossero assegnate al vicariato foraneo di Saronno, mentre nel 1915 spostò la parrocchia di Ceriano Laghetto e Solaro a quello di Saronno.[4]

La pieve, così numericamente ridotta nel numero di parrocchie, venne soppressa definitivamente con i decreti del cardinal Colombo nel 1972, assieme alle altre pievi dell'area lombarda che vennero sostituite dagli attuali decanati, non prima di aver dato vita alle parrocchie di Baruccana, della Beata Vergine Immacolata, di Sant'Eurosia, della Sacra Famiglia di Binzago, dei Santi Ambrogio e Carlo, di San Pio X di Cesano Maderno di San Francesco d'Assisi di Limbiate, di San Pietro Martire, di San Carlo e del Villaggio dei Giovi.[5]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Nella seconda metà del XVIII secolo, il territorio della pieve era così suddiviso:

Pieve civile Pieve ecclesiastica
Comune di Seveso Parrocchia Prepositurale dei Santi Gervaso e Protaso
Comune di Barlassina Parrocchia di San Giulio
Comune di Birago Parrocchia di Sant'Anna
Comune di Ceriano Parrocchia di San Vittore martire
Comune di Cesano Maderno
Comune di Binzago
Parrocchia di Santo Stefano protomartire
Comune di Cogliate Parrocchia di San Giuseppe
Comune di Copreno Parrocchia di Sant'Alessandro
Comune di Lazzate Parrocchia di San Lorenzo martire
Comune di Lentate Parrocchia di San Vito martire
Parrocchia dei Santi Quirico e Giulitta in Camnago
Comune di Limbiate Parrocchia di San Giorgio
Comune di Meda Parrocchia di Santa Maria Nascente
Comune di Misinto Parrocchia di San Siro
Comune di Solaro Parrocchia dei Santi Quirico e Giulitta

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Liber notitiae sanctorum Mediolani di Goffredo da Bussero. Manoscritto della Biblioteca Capitolare di Milano, a cura di M. Magistretti, U. Monneret de Villard, Milano, 1917.
  • Diocesi di Milano. Sinodo 46°, Milano, 1972, Pubblicazione curata dall'ufficio stampa della Curia arcivescovile di Milano.
  • G. Vigotti, La diocesi di Milano alla fine del secolo XIII. Chiese cittadine e forensi nel “Liber Sanctorum” di Goffredo da Bussero, Roma, 1974.
  • Istituzione dei nuovi vicariati urbani e foranei, 11 marzo 1971, Giovanni Colombo, arcivescovo di Milano, Rivista Diocesana Milanese, 1971.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]