Angera

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Angera
comune
Angera – Stemma
Panorama dalla torre della Rocca Borromea
Panorama dalla torre della Rocca Borromea
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Varese-Stemma.png Varese
Amministrazione
Sindaco Alessandro Paladini Molgora[1] (lista civica CambiAngera) dal 25-05-2014
Territorio
Coordinate 45°46′N 8°35′E / 45.766667°N 8.583333°E45.766667; 8.583333 (Angera)Coordinate: 45°46′N 8°35′E / 45.766667°N 8.583333°E45.766667; 8.583333 (Angera)
Altitudine 193 m s.l.m.
Superficie 17,72 km²
Abitanti 5 622[2] (31.12.2011)
Densità 317,27 ab./km²
Frazioni Barzola, Capronno
Comuni confinanti Arona (NO), Cadrezzate, Dormelletto (NO), Ispra, Meina (NO), Ranco, Sesto Calende, Taino
Altre informazioni
Cod. postale 21021
Prefisso 0331
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 012003
Cod. catastale A290
Targa VA
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 433 GG[3]
Nome abitanti angeresi
Patrono Beata Vergine Maria Addolorata
Giorno festivo 15 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Angera
Angera
Posizione del comune di Angera nella provincia di Varese
Posizione del comune di Angera nella provincia di Varese
Sito istituzionale

Angera ("Ingera" in dialetto varesotto) è un comune italiano di 5.622 abitanti in provincia di Varese in Lombardia. Il comune si trova sulla sponda sud-orientale del Lago Maggiore.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La presenza umana nel territorio è testimoniata fin dal Paleolitico Superiore grazie ai rinvenimenti risalenti all'Epigravettiano finale rintracciati nella Grotta di Angera, importanti reperti del neolitico provengono inoltre da località Baranzini e dall'area dell'attuale cimitero. Non sono stati ad oggi rinvenuti reperti significativi e sufficientemente abbondanti da testimoniare un insediamento nell'età del bronzo e del primo ferro, ossia all'epoca della famosa cultura di Golasecca, che pure fu tanto importante per tutto il Basso Verbano. Reperti ceramici insubri tardo celtici testimoniano invece una continuità di insediamento a partire almeno dal II secolo a.C. Tra II e I secolo a.C. iniziano a diffondersi nella zona sempre più numerosi reperti romani che testimoniano l'avvenuta romanizzazione dell'area. Nel 49 a.C. anche gli abitanti Angera, come tutte le popolazioni che abitavano il territorio a Nord del Po, divennero cittadini romani a pieno diritto. In seguito il borgo conobbe un forte sviluppo commerciale con lo sfruttamento dell'insenatura naturale di Angera come porto lacuale di scambio per le merci trasportate via acqua lungo Po, Ticino e Verbano, e i prodotti che vi giungevano via terra grazie alla strada Mediolanum-Verbanus. Dal villaggio iniziarono a partire dall'età romana i blocchi di pietra di Angera e il legname dei boschi dell'Alto Verbano, utilizzati sicuramente per la costruzione di importanti edifici milanesi e del territorio. Non vi è certezza sul nome del villaggio di età romana; l'identificazione con il villaggio Sebuinus citato su un basamento scultoreo ospitato nel lapidario della Rocca, è solo una ipotesi, anche perché non si conosce l'esatta provenienza di tale basamento nell'ambito delle estese proprietà borromaiche. Il nome più antico, testimoniato da fonti del X secolo, è quello di Statio, che sembra indicare il ruolo di porto e stazione commerciale svolto da Angera in epoca antica. Il nome muterà nel primo medio evo in Angleria, di non sicura etimologia, ma molto probabilmente derivante dalla contrazione di Ad Glaream ovvero "presso la ghiaia", presente abbondantemente nel terreno alluvionale dove sorgeva il nucleo principale.

Nel Medioevo Angera era a capo di una Pieve che comprendeva paesi delle due sponde del lago. Sul suo territorio, nel 1300, si contavano 20 edifici religiosi. La storia di Angera va però letta anche in chiave militare. Almeno dall'XI secolo al posto dell'attuale Rocca di Angera si trovava una struttura fortificata che poi divenne proprietà degli arcivescovi di Milano. Nel Duecento la struttura passò in mano alla famiglia Visconti, che la trasformò in una maestosa fortezza, in posizione dominante su tutto il paese. Nel 1449 fu acquistata dalla famiglia Borromeo, attuale proprietaria. Angera assunse titolo di Città nel 1497, per nomina di Ludovico il Moro. Il fascismo annesse al comune Barzola e Capronno. Nell'aprile del 1954, con decreto del Presidente della Repubblica, Angera venne ufficialmente denominata città. Nel settembre 2014 sono stati celebrati i 60 anni della città, con una festa che ha coinvolto la Protezione Civile nazionale, regionale, provinciale e locale.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La storia di Angera è narrata nel Civico Museo Archeologico, sito in via Marconi 2, nel centro del Borgo antico. Il museo è situato in una bella palazzina quattrocentesca con portico colonnato. Al pian terreno dell'edificio si trovano l'Ufficio Turistico, il Lapidario, con importanti stele ed epigrafi di età romana, e la sala conferenze. Il primo piano ospita la sezione preistorica e quella romana. Nella sezione preistorica sono conservate le testimonianze della più antica presenza dell'uomo nel territorio varesino, dal Paleolitico superiore all'età del Rame; oltre ai reperti provenienti dalla Grotta di Angera e da numerose località della zona, sono esposte anche riproduzioni di archi, frecce ed asce preistoriche. La sezione romana presenta al pubblico la storia del vicus in età romana, quando raggiunse grande prestigio come luogo di scambio commerciale e di incrocio tra la via fluvio-lacuale costituita da Po, Ticino e Verbano e la strada carrabile che da Milano conduceva al Verbanus, giungendo proprio ad Angera nella attuale Via Greppi. Le prime vetrine di questa sezione ospitano reperti rinvenuti in occasione di scavi e recuperi archeologici nel borgo. I reperti più antichi risalgono ad epoca tardo-celtica e repubblicana e contribuiscono a raccontare la fase della romanizzazione del territorio. Sono molto significative anche le testimonianze della prima età imperiale, che ci mostrano un villaggio al centro di commerci tra l'alto Adriatico e l'area transalpina. Una vetrina è dedicata ai nuovi scavi ed una ospita i reperti provenienti da un edificio residenziale e lavorativo scoperto negli anni ottanta e dove è venuto alla luce, tra gli altri reperti, anche un tesoretto di oltre 280 monete. La seconda parte della sezione romana è dedicata alla Necropoli romana che venne scavata negli anni settanta e che si trovava in corrispondenza dell'attuale cimitero. Una lettiga funebre carbonizzata illustra il rito funerario più diffuso ad Angera nella prima età imperiale e nelle vetrine sono esposti a rotazione alcuni dei più significativi corredi tombali tra le svariate centinaia rinvenute nella zona. Il Museo ha ingresso gratuito e offre visite guidate gratuite a singoli, gruppi e scolaresche.

La rocca di Angera
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Santuario della Madonna della Riva e Rocca Borromea di Angera.

La Rocca Borromea di Angera è uno dei principali punti di interesse di Angera. Si può visitare e ospita il Museo della Bambola, una collezione di oltre mille pezzi tra le più ricche d'Europa, completata di recente dall'acquisizione di preziosi automi francesi, tutti funzionanti. In un'altra ala del castello si trova il Museo dell'Abbigliamento infantile con capi raccolti tra l'Ottocento e la metà del Novecento.

La Rocca fu fortificata dapprima dagli arcivescovi di Milano e successivamente dai Visconti e dai Borromeo. Lungo la strada di accesso alla Rocca, si trova una spelonca, già abitata in tempi preistorici e attribuita forse arbitrariamente al culto di Mitra. Interessanti la chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta e la chiesa S. Alessandro.

A livello del lago, la passeggiata "Allea" offre fantastici tramonti e un ampio spazio sul lungolago. Altro luogo di interesse è senz'altro l'Oasi della Bruschera e l'isolino Partegora, zona protetta ove si possono scorgere fauna e flora caratteristici del lago Maggiore.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]


Persone legate ad Angera[modifica | modifica wikitesto]

  • Cristoforo Solari, detto il Gobbo. Scultore, architetto nato probabilmente ad Angera, fratello di Andrea pittore e scultore. Nel 1489 fu a Venezia, dove lavorò nella chiesa della Carità. Ritornato a Milano, nel 1493 lavorò per il Moro, nel 1501 lavorò per il Duomo di Milano, nel 1519 lavorò anche per il duomo di Como. Morì a Milano nel 1527.
  • Pietro Martire d'Anghiera. Nacque ad Arona dove i suoi genitori, originari di Angera, avevano dei possedimenti; egli, dopo vari viaggi, si stabilì alla Corte di Spagna, qui ebbe modo di accedere alle notizie che giungevano dalle nuove terre. Pietro il 13 novembre 1493 scrisse al card. Ascanio Sforza Visconti una prima lettera per descrivergli il primo viaggio di Cristoforo Colombo. Scriverà poi altre 11 lettere raccolte nel "De Orbe Novo" la sua più importante opera letteraria.
  • Antonio Greppi, partigiano, antifascista, scrittore e primo sindaco di Milano del dopoguerra.
  • Palmiro Togliatti vi si rifugiò durante le persecuzioni fasciste.
  • Teresa Ciceri Castiglioni Il personaggio di maggior spicco dei Castiglioni di Angera, fu certamente Teresa nata il 15 ottobre ad Angera e morta a Como il 29 marzo 1821.
  • Alessandro Volta vi scopre l'"aria infiammabile nativa delle paludi", ossia l'attuale metano.
  • Giuseppe Garibaldi libera Angera dagli Austriaci durante la Seconda guerra di indipendenza italiana. Oggi la piazza è a lui dedicata.
  • Enzo Emilio Galbiati ultimo Capo di Stato Maggiore della M.V.S.N. che qui sposa Gianna Brovelli il 5 maggio 1930.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Secondo l'ISTAT, il territorio comunale comprende i centri abitati di Angera, Barzola, Capronno e Fornetto-Vigane, e i nuclei abitati di Bruschera, Montecatini e Paludi[5].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Angera, via Roma

Storicamente collegata con il resto del territorio in virtù dell'affaccio sul Lago maggiore, Angera è servita dalla viabilità provinciale attraverso le strade numero 69, che l'attraversa in direzione nord-sud, e 48, che da essa si dirama verso est.

La stazione di Taino-Angera, posta lungo la ferrovia Novara-Pino, non è più servita da treni a partire dal 2013.

Fra il 1914 e il 1940 Angera rappresentò il capolinea orientale della tranvia Varese-Angera, gestita dalla Società Anonima Tramvie Orientali del Verbano (SATOV), la quale si attestava presso l'imbarcadero cittadino[6].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Angera è gemellata con:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ ANGERA, tuttitalia.it. URL consultato il 27 maggio 2014.
  2. ^ ISTAT data warehouse
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ ISTAT - Dettaglio località abitate
  6. ^ Maurizio Miozzi, Le tramvie del varesotto, Pietro Macchione, Varese, 2014. ISBN 978-88-6570-169-0

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN245040300
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