Via Severiana Augusta

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Via Severiana Augusta
Via Mediolanum-Verbanus
Via Romana
Via Mediolanum-Verbannus.png
Percorso della via Severiana Augusta
Localizzazione
StatoVexilloid of the Roman Empire.svg Impero romano
Stato attualeItalia Italia
RegioneLombardia Lombardia
Piemonte Piemonte
Informazioni generali
Tipostrada romana
Inizio costruzionetra la fine dell'era repubblicana e i primi decenni dell'età imperiale
CostruttoreSettimio Severo
Condizione attualepochi resti antichi rinvenuti
Lunghezzacirca 100 miglia romane
InizioMediolanum (Milano)
FineSummo Plano (passo del Sempione)
Sebuinus (Angera)
Informazioni militari
UtilizzatoreShe-wolf suckles Romulus and Remus.jpg Repubblica romana
Vexilloid of the Roman Empire.svg Impero romano
Vexilloid of the Roman Empire.svg Impero romano d'Occidente
Funzione strategicamettere in comunicazione l'antica Mediolanum con il Lago Maggiore e con il passo del Sempione
[1]
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La via Severiana Augusta, originariamente chiamata via Mediolanum-Verbanus (it. via Milano-Verbano) e nota a partire dal Medioevo come via Romana, era un'antica strada romana consolare situata nella regio XI Transpadana e risalente a un periodo compreso tra la fine dell'era repubblicana e i primi decenni dell'età imperiale che congiungeva Mediolanum (la moderna Milano) con il Verbanus Lacus (il Lago Verbano, ovvero il Lago Maggiore[2]), e da qui al passo del Sempione (lat. Summo Plano). Cambiò nome in via Severiana Augusta dopo il 196, quando fu ampliata dall'imperatore Settimio Severo[3][4][5].

Questa strada, che era finalizzata al trasporto terrestre, era integrata da vie d'acqua, il cui asse principale era il fiume Olona. Lungo questa direttrice i trasporti erano quindi sia terrestri che acquatici. Larga parte del tracciato della via Severiana Augusta, che venne utilizzato anche nel Medioevo e nei secoli seguenti, fu ripreso da Napoleone Bonaparte per realizzare la strada statale del Sempione[6][7].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le principali strade romane in Italia

La via Severiana Augusta, che riprendeva itinerari utilizzati dall'uomo fin dal Paleolitico[8], fu costruita dopo la conquista romana della Gallia Cisalpina, quando i territori alpini di questa zona vennero pacificati[8]. La prima via di comunicazione utilizzata dagli antichi romani fu però quella acquatica lungo il fiume Olona, che iniziò a essere frequentata assiduamente tra la tarda età repubblicana e la prima età imperiale[8]: al fiume Olona erano infatti affiancati i suoi numerosi affluenti, e i laghi lombardi, che creavano una fitta rete di via d'acqua navigabili[8].

La via Mediolanum-Verbanus cambiò nome in via Severiana Augusta dopo il 196, quando fu ampliata dall'imperatore Settimio Severo[3][4][5]. La via Severiana Augusta non va confusa con le quasi omonime via Settimia Severa, altra arteria stradale romana ampliata sempre dall'imperatore Settimio Severo, ma che congiungeva il passo del Sempione (lat. Summo Plano) con Genova (lat. Genua) passando da Novara (lat. Novaria), Mortara (lat. Mortaria) e Tortona (lat. Derthona)[9][10], oppure la via Severiana, realizzata sempre dal medesimo imperatore, che congiungeva Fiumicino (Portus) con Terracina (lat. Tarracina).

Grazie a questi commerci, lungo questa direttrice, vennero fondati città e villaggi[8]. Anche gli insediamenti già presenti ottennero beneficio da questa situazione con la loro economia, prettamente agricola, che conobbe una fase di crescita[8]. A fronte di questo sviluppo fu necessario affiancare alle vie d'acqua un'infrastruttura viaria terrestre che completasse in modo capillare anche la comunicazione tra i villaggi e le piccole città[2]. Analogamente, a Milano, furono realizzati importanti lavori di implementazione delle vie d'acqua[2].

Pertanto, lungo la direttrice Milano-Verbano-Passo del Sempione, venne realizzata una strada che era completata da diverse ramificazioni laterali, le quali mettevano in collegamento i vari insediamenti rurali[2]. Della costruzione di questa opera, però, non se n'è trovata traccia sui documenti, e così per decenni si è creduto che il governo romano non avesse finanziato nessuna opera viaria terrestre nel territorio insubre[2]. In questa zona, infatti, non sono presenti neppure strade consolari[2]. Per decenni non sono poi stati trovati neppure reperti archeologici che segnalassero l'esistenza di questa strada[2].

L'antico ospizio Sant'Erasmo a Legnano, una delle stazioni sosta della via Romana medievale

Lo studio su questo argomento iniziò nella prima parte degli anni sessanta[2], quando si capì che la via di comunicazione tra Milano, il Verbano e il passo del Sempione, sicuramente attiva nel Medioevo[11], avesse radici ben più antiche[2]. La svolta si ebbe nel 1985 quando a Somma Lombardo fu scoperto dagli archeologi, proprio lungo l'itinerario della Milano-Verbano-Passo del Sempione medievale, un troncone di strada romana[2]. Questa porzione di strada romana, come confermato da studi successivi, faceva parte di una più ampia infrastruttura viaria che metteva in comunicazione Milano con il Verbano, ovvero con il Lago Maggiore, e il passo del Sempione[2]. A questo primo ritrovamento ne seguirono altri che confermarono, insieme allo studio più approfondito dei reperti già conosciuti, come pietre miliari e materiali epigrafici, la presenza di questa via di comunicazione già in epoca romana[6].

L'uso della via Severiana Augusta, dopo l'abbandono dovuto alle invasioni barbariche, venne ripreso nel Medioevo[11]. Durante il Medioevo lungo la via Severiana Augusta, diventata nel frattempo una delle vie romee, passavano i pellegrini che erano diretti a Milano[12]. Larga parte del tracciato della via Severiana Augusta, dal Medioevo chiamata via Romana, fu poi ripreso da Napoleone Bonaparte per realizzare la strada statale del Sempione[6][7]. L'antica strada medievale, e il moderno corso Sempione, a Legnano, sono popolarmente conosciuti come "strada magna"[13].

Caratteristiche del selciato[modifica | modifica wikitesto]

Dalle indagini archeologiche effettuate a Somma Lombardo si è scoperto che gli strati più profondi del selciato della via Severiana Augusta erano costituiti da ghiaia e ciottoli di fiume pressati in uno substrato di argilla[14]. Il manto stradale, che era glareato, aveva, ai fianchi, delle canaline di scolo per l'acqua piovana[14]. Altre analisi sul sito archeologico hanno dimostrato che la strada fu oggetto di costanti manutenzioni[14].

Il percorso della via terrestre[modifica | modifica wikitesto]

Da Milano a Sesto Calende[modifica | modifica wikitesto]

Gli dei Cibele e Adone sulla Patera di Parabiago, piatto in argento sbalzato conservato al Museo archeologico di Milano

La via Severiana Augusta aveva una direttrice principale sud-est/nord-ovest[6]. Da questo percorso stradale principale si staccavano percorsi carrabili minori che mettevano in comunicazione i villaggi e gli insediamenti agricoli[6]. La via Severiana Augusta aveva origine a Mediolanum nei pressi della Porta Giovia romana (lat. Porta Jovia), che era situata nei pressi del moderno Castello Sforzesco[14], dove un tempo era presente, poco fuori le mura cittadine, uno dei quattro castelli difensivi della Milano romana, il Castrum Portae Jovis, che iniziò a rivestire, a partire dal 286, quando Mediolanum diventò capitale dell'Impero romano d'Occidente, anche la funzione di Castra Praetoria, ovvero di caserma dei pretoriani, reparto militare che svolgeva compiti di guardia del corpo dell'imperatore.

La strada poi proseguiva verso nord-ovest costeggiando la sponda orientale dell'alveo artificiale dell'Olona e passando dalle moderne Pero (lat. Pirus), Rho (lat. Rhaudum[15]), Nerviano (lat. Nervianum), Parabiago (lat. Parablacum[16]; era una località importante anche in epoca romana, come testimoniato dal ritrovamento della patera di Parabiago[14]) e Legnano (lat. Legnianum[17])[14].

La strada giungeva poi alla moderna Castegnate, frazione di Castellanza (lat. Castellantia), dove attraversava l'Olona grazie a un ponte spostandosi dalla sua sponda orientale a quella occidentale[14]. Da qui si originava anche una strada che andava in direzione di Saronno (lat. Solomnum)[14]. Superata Castegnate la via Severiana Augusta, dopo aver attraversato il ponte sopramenzionato, passava per la moderna Castellanza[14].

La via Severiana Augusta lambiva poi Busto Arsizio (lat. Bustum Arsitium) e proseguiva per Gallarate (lat. Glaeratum[18]), dove incrociava la via Gallaratese, per continuare verso Cardano al Campo (lat. Cardanum) sfiorando Arsago Seprio (lat. Arciacum), attraversando Casorate Sempione (lat. Casoratum) per poi giungere a Somma Lombardo (lat. Summa[19])[14].

L'accesso al castrum romano di Castelseprio

Fu proprio in quest'ultima località che vennero trovati i reperti archeologici relativi alla via Severiana Augusta durante alcune campagne di scavi effettuate nel 1985 e nel 2002[14]. A sud di Somma Lombardo la via Severiana Augusta intersecava trasversalmente un'importante strada romana che collegava Novara (lat. Novaria) Como (lat. Comum) passando da Castelseprio (lat. Sibrium), la Via Gallaratese[14]. Da Somma Lombardo la via Severiana Augusta continuava poi il suo percorso passando da Golasecca (lat. Gula Sicca ) e Sesto Calende (lat. Ad Sextum Lapidem[20])[14].

Le due diramazioni principali[modifica | modifica wikitesto]

A Sesto Calende la via Severiana Augusta si divideva nelle sue due direttrici terminali[14]. La prima raggiungeva Angera (lat. Sebuinus[21]), mentre l'altra Domodossola (lat. Oscella[22]) e quindi il passo del Sempione (lat. Summo Plano)[14]. Il ramo che raggiungeva Angera, cioè quello che proseguiva in direzione nord, era percorso dai commerci che erano indirizzati verso Bellinzona (lat. Bilitio), da cui si potevano raggiungere alcuni passi alpini: il passo della Novena (lat. Novena), il passo del Lucomagno (lat. Lucumonis mons), il passo del San Gottardo, il passo dello Spluga (lat. Cunus Aureus) e il passo del San Bernardino (lat. Avicula mons)[14]. Angera era infatti, in epoca romana, un importante porto fluviale che metteva in collegamento la Gallia Cisalpina con la Rezia[14].

Poco prima di arrivare a Bellinzona era presente una strada romana passante per la moderna Muralto che collegava il ramo Sesto Calende-Angera della via Severiana Augusta con l'altra diramazione di questa via di comunicazione, quella che giungeva a Domodossola e al passo del Sempione[14]. Quest'ultima, che aveva origine, come accennato, a Somma Lombardo, si dirigeva verso nord-ovest attraversando il Ticino (lat. Ticinus) grazie al ponte romano di Sesto Calende e costeggiando poi la riva occidentale del Lago Maggiore passando per Dormelletto (lat. Dromeletum), Arona (lat. Aruna), Meina (lat. Medina), Lesa (lat. Lesia), Belgirate (lat. Belgiratum), Stresa (lat. Strixia), Baveno (lat. Bavenum) e Gravellona Toce (lat. Gravallonum[23]); poi saliva verso la val d'Ossola (lat. Vallis Oscelae) passando da Mergozzo (lat. Marogotium), Anzola d'Ossola (lat. Antiola), Villadossola (lat. Villa Oscelensium), Domodossola (lat. Oscella), Crevoladossola (lat. Crebula Oscelentium), Varzo (lat. Vartium), dopo di cui raggiungeva il passo del Sempione[24]. In alternativa percorreva delle diramazioni secondarie della strada principale giungendo al passo d'Arbola o al passo di San Giacomo, da cui si poteva valicare le Alpi[24]. Questo ramo della via Severiana Augusta metteva pertanto in comunicazione la Gallia Cisalpina con la Valle del Rodano, da cui si poteva raggiungere Marsiglia (lat. Massilia)[25].

La viabilità fluviale[modifica | modifica wikitesto]

Come già accennato, il trasporto terrestre della via Severiana Augusta era integrato con un'intensa viabilità acquatica che sfruttava i laghi lombardi, il fiume Olona e i suoi affluenti. Le vie d'acqua, in epoca romana, grazie alle chiatte, erano in grado di trasportare fino a 500 quintali di merce per ogni barcone che viaggiava su un canale artificiale e 300 su una chiatta fluviale, contro gli 8-20 di un carro che percorreva le strade terrestri[25]. Plinio il Vecchio definì "immensi" i laghi del Nord Italia, tanto era la loro capacità anche di trasportare merci[25]:

«[...] trenta sono i fiumi che il Po mena seco nell'Adriatico, oltre gli immensi laghi che in esso si sgravano [...]»

(Plinio il Vecchio, Naturalis historia[26])

Infatti i laghi, a differenza del mare, sono contraddistinti da venti moderati e costanti e sono caratterizzati da una scarsa agitazione delle loro acque: tutto questo facilitò, anche in tempi antichi, il trasporto fluviale e lacustre[25]. In particolare nel territorio insubre gli specchi lacustri utilizzati per il trasporto furono il Lago Maggiore (lat. Verbanus lacus), il Lago di Monate (lat. Monati lacus), il Lago di Lugano (lat. Ceresius lacus), il Lago di Varese (lat. Gavirati lacus), il Lago d'Orta (lat. Cusius lacus) e il Lago di Comabbio (lat. Comavii lacus)[25]. A questi specchi d'acqua si aggiungevano parecchi corsi d'acqua, il più importante dei quali era l'Olona, che infatti venne preso come riferimento per la via Severiana Augusta[27]. Altro fiume importante per i trasporti era il Ticino (lat. Ticinus)[27]. A sud la presenza del Po mise poi in comunicazione le popolazioni del territorio insubre con il mare Adriatico e quindi con il mar Mediterraneo[27].

Per quanto riguarda il trasporto fluviale lungo l'Olona, questo fiume era navigabile, in epoca romana, perlomeno da Legnano in poi[27]. Altri corsi d'acqua navigabili erano il Lura, il Bozzente e il Nirone, tutti affluenti, diretti o indiretti, dell'Olona[27]. Fu proprio per aumentare la sua capacità di trasportare merci, che gli antichi romani deviarono il corso dell'Olona verso Milano e la Vettabbia: in origine il fiume, giunto a Lucernate, frazione di Rho (lat. Rhaudum), percorreva il suo alveo naturale verso sud attraversando la moderna Settimo Milanese (lat. Septimus ab Urbe Lapis) e passando a diversi chilometri da Milano per poi percorrere l'alveo del moderno Olona inferiore o meridionale (lat. Olonna) e sfociare nel Po (lat. Padus) a San Zenone[27].

Gli antichi romani deviarono quindi l'Olona a Lucernate, scavando un alveo artificiale che si dirigeva verso Milano costeggiando la via Severiana Augusta[27]. Il sistema integrato terrestre-fluviale era infatti basato sull'utilizzo di bestie da soma che trainavano le chiatte quando queste ultime navigavano i fiumi controcorrente[28]. Un corso d'acqua che costeggiasse interamente la via Severiana Augusta fu quindi reputato fondamentale dagli antichi romani per dare un cospicuo incremento ai commerci lungo questa strada, soprattutto considerando il maggiore carico trasportabile sui barconi fluviali rispetto al semplice trasporto terrestre[28]. Questa opera di ingegneria idraulica venne realizzata in concomitanza alla costruzione della via Severiana Augusta, ovvero nei primi anni dell'Era volgare, cioè tra la fine dell'era repubblicana e i primi decenni dell'età imperiale[29].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Autori vari, Di città in città – Insediamenti, strade e vie d'acqua da Milano alla Svizzera lungo la Mediolanum-Verbannus, Soprintendenza Archeologia della Lombardia, 2014. URL consultato il 16 gennaio 2017.
  2. ^ a b c d e f g h i j k Autori vari, p. 14.
  3. ^ a b La strada del Sempione, su illagomaggiore.it. URL consultato il 20 maggio 2018.
  4. ^ a b La strada del Sempione, su viestoriche.net. URL consultato il 20 maggio 2018.
  5. ^ a b La strada del Sempione e la sua storia, su taino-va.it. URL consultato il 20 maggio 2018.
  6. ^ a b c d e Autori vari, p. 15.
  7. ^ a b D'Ilario, p. 83.
  8. ^ a b c d e f Autori vari, p. 13.
  9. ^ Fonti archeologiche e iconografiche per la storia e la cultura degli insediamenti nell'Altomedievo: atti delle Giornate di studio, Milano-Vercelli, 21-22 marzo 2002, di Silvia Lusuardi Siena, su books.google.it. URL consultato il 20 maggio 2018.
  10. ^ Dando eis locum idoneum, di Roberto Leggero, su books.google.it. URL consultato il 20 maggio 2018.
  11. ^ a b Ferrarini, p. 48.
  12. ^ D'Ilario, p. 232.
  13. ^ Ferrarini, p. 21.
  14. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r Autori vari, p. 16.
  15. ^ Rho, radiocorriere.tv. URL consultato l'11 marzo 2017.
  16. ^ Parabiago, diazilla.com. URL consultato l'11 marzo 2017.
  17. ^ Ferrarini, p. 50.
  18. ^ Dizionario storico-geográfico, books.google.it. URL consultato l'11 marzo 2017.
  19. ^ Spazio Aperto (PDF), comune.sommalombardo.va.it. URL consultato l'11 marzo 2017.
  20. ^ Località e strade delle Regio IX-X-XI, roma-victrix.com. URL consultato il 16 aprile 2017.
  21. ^ ANGERA, treccani.it. URL consultato l'11 marzo 2017.
  22. ^ Vocabolario Italiano-Latino, books.google.it. URL consultato l'11 marzo 2017.
  23. ^ Thesaurus antiquitatum et historiarum Italiae, books.google.it. URL consultato l'11 marzo 2017.
  24. ^ a b Autori vari, p. 17.
  25. ^ a b c d e Autori vari, p. 18.
  26. ^ Le storie di Polibio da Megalopoli volgarizzate sul testo greco dello Schweighauser e corredate di note da I. Kohen (1855), su books.google.it. URL consultato il 16 febbraio 2017.
  27. ^ a b c d e f g Autori vari, p. 20.
  28. ^ a b Autori vari, p. 21.
  29. ^ Autori vari, p. 22.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]