Nonantola

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Nonantola
comune
Nonantola – Stemma Nonantola – Bandiera
Nonantola – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Modena-Stemma.png Modena
Amministrazione
Sindaco Federica Nannetti (PD) dal 25-5-2014
Territorio
Coordinate 44°40′39.62″N 11°02′34.83″E / 44.677671°N 11.043007°E44.677671; 11.043007 (Nonantola)Coordinate: 44°40′39.62″N 11°02′34.83″E / 44.677671°N 11.043007°E44.677671; 11.043007 (Nonantola)
Altitudine 20 m s.l.m.
Superficie 55,32 km²
Abitanti 15 839[1] (01-01-2016)
Densità 286,32 ab./km²
Frazioni Bagazzano, Campazzo, Casette, La Grande, Redù, Rubbiara, Via Larga
Comuni confinanti Bomporto, Castelfranco Emilia, Crevalcore (BO), Modena, Ravarino, Sant'Agata Bolognese (BO)
Altre informazioni
Cod. postale 41015
Prefisso 059
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 036027
Cod. catastale F930
Targa MO
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti nonantolani
Patrono san Silvestro
Giorno festivo 31 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Nonantola
Nonantola
Nonantola – Mappa
Posizione del comune di Nonantola all'interno della provincia di Modena
Sito istituzionale

Nonantola (Nunântla in dialetto modenese) è un comune italiano di 15 839 abitanti della provincia di Modena, in Emilia-Romagna, situato a circa 10 chilometri da Modena in direzione di Ferrara, lungo la via che è detta "Nonantolana", fa parte dell'Unione del Sorbara.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I ritrovamenti più antichi nella zona nonantolana risalgono all'età del bronzo, sec. XVI - XIII a.C., quando nella zona padana si sviluppò la civiltàterramaricola. Civiltà in seguito sostituita nell'area da quelle villanoviana, etrusca e gallo-celtica.
Infine i romani, nel 182 a.C., fondarono una colonia di novanta centurie (nonaginta, poi Nonatula, ed infine Nonantola).

Nel 751 d.C. il Duca del Friuli Anselmo ricevette dal re longobardo Astolfo le terre ai confini con l'esarcato bizantino, con il compito di rafforzarle, creando vie di comunicazione da nord verso sud. Anselmo consacrò nel 752 una chiesa ai Santi Apostoli, fondando un monastero benedettino, quale saldo avamposto per consolidare la penetrazione longobarda ad est Panaro, controllando le comunicazioni tra Bologna e le direttrici di Piacenza e Verona. Nel 756 giunsero presso l'abbazia di Nonantola le spoglie di San Silvestro, che contribuirono alla crescita ed alla potenza del monastero, attorno al quale sorse il paese direttamente assoggettato all'Abate[2].

Con l'arrivo dei Franchi l'Abbazia di Nonantola si accrebbe con donazioni rilasciate dallo stesso Carlo Magno in persona, che fecero dell'Abate un vero e proprio signore fondiario. Nonantola ebbe sempre una certa predilezione da parte degli imperatori, come Lotario I che vi soggiornò nell'837, o Carlo il Grosso che nell'883 la scelse per incontrarsi con Papa Martino. Nell'885 vi venne sepolto Papa Adriano III morto in zona mentre era in viaggio per recarsi a Worms. Tra il IX e il X secolo Nonantola reggiunse un'importanza culturale, una potenza ed una ricchezza che a livello europeo la mettevano al pari delle potenti abbazie benedettine di Cluny e Canterbury[3].

Il centro di Nonantola conserva numerose tracce del passato medievale, tra le quali le due torri dette "dei modenesi" e "dei bolognesi" e la Pieve di S. Michele Arcangelo, risalente al IX secolo.

Ma la principale gloria di Nonantola è senza dubbio l'abbazia di San Silvestro, la cui basilica è monumento romanico innalzato a partire dall'VIII secolo quale parte del monastero benedettino. Del monastero romanico si sono conservati anche frammenti di affreschi nella sala identificata come refettorio. Le decorazioni del portale, tra le quali i due leoni stilofori e una serie di formelle di marmo attribuite ad allievi di Wiligelmo, rivelano l'influenza esercitata dall'esempio del duomo di Modena. Particolarmente suggestiva è la cripta, sostenuta da 86 sottili colonne adornate con capitelli di stili diversi.

Tradizionalmente costituita quale abbatia nullius dal 1986 è unita a Modena, formando l'Arcidiocesi di Modena-Nonantola. L'abbazia, a partire dall'VIII secolo aveva una vasta proprietà terriera che concedeva in enfiteusi ai suoi contadini. Da questo nacque un singolare istituto di origine medioevale: la partecipanza agraria di Nonantola.

Adigerio[modifica | modifica wikitesto]

Adhegerius, la cui presenza nei documenti viene attestata dal 1071 al 1115, faceva parte di una famiglia di giudici ed esperti di legge in stretto rapporto con l'abbazia di Nonantola; il nonno, chiamato a sua volta Adigerio, era notaio e giudice di Palazzo prima del vescovo di Modena poi, dal 1012 al 1021, fu iudex de castro Nonantula.

Adigerio venne definito nei documenti causidicus, legisperitus, regie aule iudex e iurisprudens: egli prestò il suo servizio per i Canossa, per l'abbazia di Nonantola e anche per l'imperatore Enrico IV e i suoi rappresentanti.

Un ramo della famiglia Aldigeri nonantolana si trasferì a Ferrara intorno al 1135 e vennero denominati Aldigeri di Santa Croce; da questa famiglia sembra abbia avuto origine il cognome di Dante Alighieri. Girolamo Tiraboschi infatti, nella sua Storia dell'Augusta Badia di Nonantola scrive che “una donna, divenuta moglie di Cacciaguida, triavo del poeta Dante, diede alla famiglia il suo proprio cognome”.

Resistenza contro l'Olocausto[modifica | modifica wikitesto]

Degno di particolare nota è l'episodio di Villa Emma, villa del luogo nella quale venne ospitato e poi messo in salvo un gruppo di un centinaio di ragazzi orfani ebrei di origine tedesca. I ragazzi erano giunti dai Balcani nel luglio del 1942 su iniziativa della DELASEM (Delegazione Assistenza Emigranti Ebrei) e del suo delegato bolognese Mario Finzi. Ospitati per un anno legalmente "alla luce del sole", i ragazzi e i loro accompagnatori avevano fraternizzato con la popolazione locale, potendo godere in particolare dell'amicizia del medico Giuseppe Moreali e dei sacerdoti don Arrigo Beccari e don Ennio Tardini.

Con l'8 settembre 1943 e l'occupazione tedesca, la situazione divenne drammatica. Grazie al pronto intervento dei loro protettori locali, in meno di 36 ore i ragazzi furono dispersi in vari istituti religiosi o nascosti presso famiglie di Nonantola che li fecero passare per loro figli. Furono infine fatti fuggire a piccoli gruppi in Svizzera grazie a documenti falsi timbrati con lo stemma del comune di Larino, già liberato dagli Alleati e, quindi, non verificabile dai nazisti. Il timbro venne creato dal fabbro del paese Primo Apparuti[4].

Nonantola continuò ad essere al centro di attività di resistenza per tutto il periodo dell'occupazione tedesca. Don Arrigo Beccari e don Ennio Tardini furono anche arrestati e duramente interrogati in carcere. Per la loro azione, il 28 febbraio 1964, Giuseppe Moreali e Don Arrigo Beccari Sanzio sono stati insigniti dell'onorificenza di giusti tra le nazioni dall'Istituto Yad Vashem di Gerusalemme.

In qualche occasione particolare, alcuni "ragazzi di villa Emma" si ritrovano a Nonantola per ricordare quei lontani eventi e incontrare le persone che contribuirono a metterli in salvo. Villa Emma, per anni in stato di abbandono, è stata acquistata da privati e completamente restaurata. Da alcuni anni è attiva la Fondazione Villa Emma, dedicata alla pace tra i popoli.[5]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Nonantola è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione, essendo stata insignita della Croce di Guerra al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT[7] al 31 dicembre 2015 la popolazione straniera residente era di 1 553 persone (9,80%). Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Persone legate a Nonantola[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
12 maggio 1985 22 aprile 1995 Valter Reggiani PCI, PDS Sindaco [8]
23 aprile 1995 12 giugno 2004 Stefano Vaccari PDS, DS Sindaco [8]
13 giugno 2004 24 maggio 2014 Pier Paolo Borsari Partito Democratico Sindaco [8]
25 maggio 2014 in carica Federica Nannetti Partito Democratico Sindaco [9]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Lo sport di punta della città è la pallamano. La squadra locale, la Pallamano Rapid Nonantola, milita infatti in Serie A1, la più importante categoria dopo la Serie A d'Elite. Negli altri sport nessuna squadra cittadina milita in categorie rilevanti. Le due squadre calcistiche sono la Polisportiva Nonantola e La Pieve Nonantola, che competono, la prima citata in prima categoria e la seconda citata in promozione. Il paese vanta altresì una tradizione pallavolistica molto radicata con importanti riconoscimenti regionali e nazionali, soprattutto a livello giovanile gestiti dalla sezione pallavolo della Polisportiva Nonantola. Sono presenti anche società sportive che si dedicano all'atletica leggera, al pattinaggio artistico, all'arceria e allo judo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://demo.istat.it/pop2016/index.html
  2. ^ Le reliquie di San Silvestro reliquie furono trasferite dal cimitero di S. Priscilla in Roma a Nonantola in circostanze non ancora del tutto chiarite, infatti secondo una tradizione esse sarebbero state prelevate da Anselmo, in quel momento al seguito del cognato che assediava Roma; una seconda versione attribuisce al Papa stesso il dono delle sacre spoglie ad Anselmo. NONANTOLA e la sua antichissima storia, archeononantola.org. URL consultato il 17 gennaio 2017.
  3. ^ Una dotazione patrimoniale che, pur concentrata particolarmente nell'area centropadana, si dilata con beni e dipendenze ecclesiastiche dall'Umbria a tutte le regioni settentrionali, culminando per ricchezza e prestigio nel secolo X; un'intensa attività culturale che porta ben presto la produzione del suo scrtptortúm a livelli di eccellenza grazie all'elaborazione di un particolare ed apprezzato tipo di scrittura libraria; una comunità numerosa, animata da centinaia di monaci ivi presenti contemporaneamente ed in stretti rapporti con le maggiori fondazioni europee, come il monastero tedesco di Reichenau e quello svizzero di S. Gallo; legami diretti con la monarchia longobarda, prima, e con quella carolingia, poi, alle quali essa deve un'ampia serie di concessioni, privilegi e diritti; elementi, tutti, che danno la misura della grandezza cui assurge l'abbazia di Nonantola, neppure compromessa dalla devastazione causata dalle bande ungare all fine del secolo IX, diventando uno dei maggiori centri del monachesimo benedettino occidentale nell'alto medioevo Marcel Pacaut, Monaci e religiosi nel medioevo, Bologna, Il Mulino, 1989.
  4. ^ deportazione: i Giusti italiani, Giuseppe Moreali e don Arrigo Beccari
  5. ^ Israel Gutman, Bracha Rivlin e Liliana Picciotto, I giusti d'Italia: i non ebrei che salvarono gli ebrei, 1943-45 (Mondadori: Milano 2006), pp. 40-43,171-73
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Statistiche demografiche ISTAT
  8. ^ a b c http://amministratori.interno.it/
  9. ^ Portale della Provincia di Modena | Enti | Elezioni amministrative 25 maggio 2014

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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