San Marcello Pistoiese

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San Marcello Pistoiese
frazione
San Marcello Pistoiese – Stemma San Marcello Pistoiese – Bandiera
San Marcello Pistoiese – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Tuscany.svg Toscana
Provincia Provincia di Pistoia-Stemma.png Pistoia
Comune San Marcello Piteglio
Territorio
Coordinate 44°03′20″N 10°47′27″E / 44.055556°N 10.790833°E44.055556; 10.790833 (San Marcello Pistoiese)Coordinate: 44°03′20″N 10°47′27″E / 44.055556°N 10.790833°E44.055556; 10.790833 (San Marcello Pistoiese)
Altitudine 623 m s.l.m.
Abitanti
Altre informazioni
Cod. postale 51028
Prefisso 0573
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 047019
Cod. catastale H980
Targa PT
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 813 GG[1]
Nome abitanti sanmarcellini
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Marcello Pistoiese
San Marcello Pistoiese
Sito istituzionale

San Marcello Pistoiese è la località capoluogo del comune italiano di San Marcello Piteglio, nella provincia di Pistoia sulla montagna pistoiese in Toscana. Già comune autonomo, dal 1º gennaio 2017 è stato fuso con il comune di Piteglio a formare il comune di San Marcello Piteglio.[2][3]

Il Patrono del paese è San Marcello, festeggiato il 16 gennaio, mentre la Patrona della montagna Santa Celestina è festeggiata l'8 settembre.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Clima della Toscana, Stazione meteorologica di San Marcello Pistoiese e Stazione meteorologica di Maresca.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

In epoca preromana la zona fu probabilmente abitata da sparute popolazioni italiche (particolarmente i Liguri), mentre gli Etruschi non vi ebbero mai dei veri e propri insediamenti, anche se certamente vi passarono più volte nei loro spostamenti.

Fra il III e il II secolo a.C., i Romani sconfissero definitivamente queste popolazioni locali. Forse, proprio per questa situazione di guerriglia, fu costruito un loro insediamento nei pressi dell'attuale San Marcello, dove sembra che vasti territori fossero posseduti dalla nobile famiglia dei Marcelli, da cui si ipotizza derivi il toponimo del paese, solo in epoca successiva trasformato nell'attuale San Marcello, in onore dell'omonimo Papa martirizzato nel 309.

Nel gennaio del 62 a.C. Catilina ed un centinaio di suoi fedelissimi furono intercettati dall'esercito romano nei pressi di Pistoria (ora Pistoia); Catilina morì nella battaglia, e i suoi furono gettati in un fiume. Tale battaglia si svolse sull'Appennino pistoiese nei pressi dell'attuale abitato di Campo Tizzoro, alla confluenza del torrente Maresca nel fiume Reno (parecchi storici individuano lo scontro come Battaglia di Campo Tizzoro).

Durante il Medio Evo, la Montagna Pistoiese si caratterizzò per la presenza di un articolato sistema di insediamenti fortificati, dove la vita era dura e difficoltosa, finché, dopo l'Anno Mille, le condizioni economiche degli abitanti della zona migliorano notevolmente, grazie alla rivoluzione agricola che si ebbe all'inizio del secondo millennio. San Marcello, per la sua posizione lungo gli itinerari appenninici, divenne in breve il più importante fra i centri della Montagna pistoiese. Inizialmente feudo del Conte Guido Guerra di Modigliana, nel XIII secolo San Marcello fu costituito libero comune, entrando a far parte dei territori sottoposti a Pistoia che, non senza fieri contrasti, impose il nuovo ordinamento amministrativo che portò all'istituzione della Comunità della Montagna ed alla nomina dei primi Capitani i quali, dal 1361, risiedettero alternativamente a Lizzano e a San Marcello.

I decenni successivi videro continue lotte fra i vari paesi della zona, in quanto appartenenti a fazioni nemiche. Risale a questo periodo la costruzione di torri e strutture difensive di cui ancora permangono resti. Nel 1530, il paese fu teatro di guerra per il passaggio di Francesco Ferrucci che cercava di raggiungere Firenze per liberarla dall'assedio degli imperiali. L'abitato, essendo schierato con il partito avverso, subì una durissima rappresaglia di cui ancora oggi la toponomastica porta traccia (Port'Arsa, Piazzetta Bruciata). Ma non solo per questo i tempi erano duri. La popolazione, sia per le vicende politiche che per la povertà dell'economia, non riusciva a migliorare il tenore di vita, così il governo mediceo, fu indotto a creare sulla Montagna pistoiese una serie di ferriere, tra cui quelle di Mammiano e di Malconsiglio, che si approvvigionavano nei boschi di San Marcello, ricchi di faggete. Insieme alla riorganizzazione dello sfruttamento del patrimonio boschivo, queste ferriere apportarono finalmente un miglioramento dell'economia delle popolazioni montane.

Ma l'avvenimento che determinò una svolta essenziale per la vita delle popolazioni locali fu durante il governo lorenese: l'apertura nel 1781 della famosa strada Ximenes-Giardini, che collegava Pistoia a Modena. L'urbanistica di San Marcello subì una notevole modificazione: il primitivo nucleo urbano fu tagliato a metà e si ebbe un notevole processo di espansione fuori dalla cerchia antica. Tutto ciò portò ad un rinnovamento economico e amministrativo che aumentò l'importanza del capoluogo, anche per la presenza del Gonfaloniere e del Vicario Regio. Durante il periodo napoleonico il territorio montano fu diviso in quattro comuni: Cutigliano, Popiglio, Sambuca e San Marcello, dove nel 1811 furono creati una Biblioteca comunale ed un Ufficio di Stato civile, da cui si può notare, all'epoca, un certo aumento di popolazione, dovuto anche a numerosi impianti produttivi sorti in prossimità della Via Modenese. Si ricordano tra questi le cartiere di Limestre e de La Lima, fondate dai Fratelli Cini.

Al plebiscito del 1860 per l'annessione della Toscana alla Sardegna i "si" non ottennero la maggioranza degli aventi diritto (547 su totale di 1231), con un astensionismo da record, sintomo dell'opposizione all'annessione[4].Fino alla prima metà del XX secolo gli abitanti di San Marcello e della montagna pistoiese erano conosciuti anche per la purezza con la quale usavano la lingua italiana. Nell'anno 1840 il grande scrittore, patriota e politico Massimo d'Azeglio, dopo essere stato a Gavinana, si recò a San Marcello. Lo stesso rimase affascinato nel sentir parlare una contadina analfabeta del podere Partitoio, certa Rosa. Secondo lo scrittore questa si esprimeva con la lingua più pura e raffinata d'Italia. (v. "I miei Ricordi" di M.D'Azeglio 1863)

Un fattore importante per l'economia sammarcellina fu l'inaugurazione, nel 1864, della Ferrovia Porrettana che collegava Pistoia con Bologna e che si concluse, nel 1926, con la tramvia elettrica, detta "il trenino" che univa Pracchia con San Marcello-Mammiano e le sue frazioni, denominata Ferrovia Alto Pistoiese. La grande stazione, dismessa nel 1965 con la chiusura della FAP, è stata convertita nell'autostazione delle linee Copit.

Lo sviluppo del paese progredì anche all'inizio del Novecento grazie all'apertura degli stabilimenti della S.M.I. a Campo Tizzoro e Limestre. In precedenza le industrie per la fusione e la lavorazione del rame a Limestre e Mammiano, fondate e gestite dalla famiglia Turri (prima la Felice Ponsard & C. a Limestre e poi la Ferdinando Turri & C. a Limestre e Mammiano), avevano portato la Montagna pistoiese ai vertici nazionali per la lavorazione del rame. Tali industrie arrivano alla fine dell'Ottocento ad occupare quasi quattrocento addetti. Nel 1899 furono entrambe vendute alla S.M.I.. Non soltanto l'attività industriale si è dimostrata importante per l'economia di San Marcello. Fino dal secolo scorso il paese è stato, infatti, una nota località di soggiorno che accoglieva ospiti famosi e internazionali, grazie al clima, ai suoi boschi ed alla vicinanza di importanti città d'arte toscane.

Durante la II Guerra Mondiale il territorio del comune di San Marcello faceva parte del sistema difensivo della Linea Gotica. L'abitato del capoluogo - anche per la presenza dell'Ospedale Civile "L.Pacini" - non fu coinvolto dai bombardamenti aerei degli alleati, così come la frazione di Campo Tizzoro, nonostante che negli stabilimenti della SMI si producessero armamenti per l'esercito tedesco. La frazione di Maresca, dove aveva sede un comando tedesco, fu invece colpita pesantemente ed in più riprese: il 6, il 9 ed il 10 settembre del 1944 gli aerei alleati provocarono morte e distruzione nel vano tentativo di eliminare il Feldmaresciallo Albert Kesselring ed il suo quartier generale. Il paese fu quasi interamente distrutto con 22 morti fra gli abitanti. La ricostruzione prese avvio nel 1946, coordinata dal geometra sanmarcellino Fenzo Baldassarri, capo dell'ufficio tecnico comunale, e si concluse nel 1953.[5][6][7]. Infine un episodio accaduto nel secolo XIX. Durante il viaggio che Papa Pio VII (il Nobile Gregorio Chiaramonti, che fu Papa dal 1800 al 1823, anno della morte) fece per andare da Roma a Parigi ad incoronare Napoleone, la sera del 5 novembre 1804 fu ospite a San Marcello della famiglia Cini. Il mattino seguente con tutto il seguito si rimise in viaggio per Modena, ma dopo poco la partenza, ed esattamente a Mammiano, la carrozza papale ebbe un piccolo guasto e fu costretta a fermarsi lungo la strada. Prontamente fu rimessa in condizioni, dai servitori al seguito, di riprendere il viaggio, ed alcuni abitanti del luogo che attendevano trepidanti il transito del corteo papale ebbero modo di vedere "de visu" il Pontefice, seppure in carrozza, e, ben contenti, ne ricevettero l'apostolica benedizione.(vedi "I paesi della montagna", parte seconda, di Roberto Prioreschi, Agricom anno 2015, articolo su Mammiano di Paolo Baldassarri).

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di Santa Caterina. La chiesa fu costruita nel secolo XVII e inaugurata nel 1709 dal Vescovo Carlo Visdomini Cortigiani.
  • Propositura di San Marcello. La Chiesa subì notevoli modifiche strutturali nel 1788 da parte del Vescovo di Pistoia e Prato, Scipione de' Ricci. Lo stesso Vescovo aveva elevato la Chiesa da Pieve a Propositura nell'anno 1784.
  • Chiesa di San Rocco. Costruita in omaggio al Santo che salvò il paese dalla peste nel 1629-1630. L'edificio è proprietà di privati.
  • Cappella, costruita negli anni sessanta, attigua all'ex Ospedale "Lorenzo Pacini", via Massimo D'Azeglio. Sostituisce la vecchia cappellina, posta all'interno del Nosocomio, trasformata successivamente in camera.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Ponte sospeso di San Marcello Pistoiese (costruito nel 1922 è lungo 227 metri, si trova a Mammiano Basso - Le Ferriere).
  • Edificio dell'ex Conservatorio femminile leopoldino di Santa Caterina, prossimo alla Piazza centrale (il tetto è parzialmente crollato). Fino agli anni cinquanta il Conservatorio ospitava le scuole elementari, medie e di avviamento professionale.
  • Ospedale intitolato al mecenate di Mammiano Lorenzo Pacini che fu costruito con i suoi lasciti ereditari. L'edificio conserva ancora la facciata ottocentesca.
  • Palazzo del Comune, ristrutturato in stile neo-rinascimentale alla fine del 1800.
  • La Loggia, situata nella Piazza centrale Giacomo Matteotti, eretta nel 1784 dal Granduca Pietro Leopoldo I per viandanti e mercanti.
  • Piccolo palazzo, anticamente detto "di mezzalancia" in via Roma, ove Francesco Ferrucci tenne l'ultimo consiglio di guerra il 3 agosto 1530.
  • Fontana in pietra serena risalente al XVI secolo con proporzioni monumentali. È ubicata in piazzetta Port'Arsa, inizio via Roma.
  • Palazzo del museo ferrucciano a Gavinana. Fu inaugurato nel 1931 in un edificio settecentesco ubicato nella piazza centrale.
  • Palazzo cinquecentesco di proprietà della famiglia Dazzi ricostruito da Cosimo Cini nel secolo XIX.
  • Ponte di Castruccio Castracani (1281 - 1328), condottiero ghibellino e Duca di Lucca. Il ponte fu costruito in località "Lolle" prossima al Comune di San Marcello Pistoiese sul fiume Lima con una volta a tutto sesto.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

  • Parco Farina Cini Grande parco, in parte giardino all'inglese e in parte all'italiana. Fu utilizzato per tanti anni dalla popolazione, grazie alla famiglia proprietaria Farina Cini. Adesso è in stato di degrado.
  • Parco Lodolo. Parco comprendente la Chiesa di San Rocco, confinante in parte con la strada regionale n.66 e in parte con la zona di "S.Chiesuri" (attualmente chiuso).
  • Giardino pubblico Severmino, intitolato nel 2015 al grande direttore di orchestra Francesco Molinari Pradelli, un tempo frequentatore estivo del paese di San Marcello. Il giardino confina con la suddetta strada regionale n. 66 e con il campo sportivo.
  • Grotta di Macereti posta sulla strada provinciale Lizzanese nel tratto San Marcello-Spignana. Nel romanzo del 1841 di Massimo d'Azeglio "Niccolò dè Lapi", ambientato all'epoca dei Medici del XVI secolo, si narra che la figlia di Niccolò, Lisa dè Lapi, trovò rifugio nella grotta di Macereti, ove poi morì e fu sepolta dalla pietà popolare nel camposanto di San Marcello. Prima dell'ultima guerra una targa, messa dal fascismo e posta sopra l'ingresso della grotta, ricordava il fatto.
  • Foresta del Teso a Maresca, frazione di San Marcello Pistoiese. È costituita da faggi, castagni ed abeti. Vi è pure una felce rarissima citata alcuni anni fa dal quotidiano americano New York Times.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 325 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Persone legate a San Marcello Pistoiese[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Persone legate a San Marcello Pistoiese

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Posizione del comune di San Marcello P.se nella provincia di Pistoia fino al 2016

Il comune di San Marcello Pistoiese, autonomo fino al 31 dicembre 2016, aveva una superficie di 85.62 chilometri quadrati e 6818 al 31 dicembre 2010[9]. Le sue frazioni erano Bardalone, Campo Tizzoro, Gavinana, Lancisa, Limestre, Lizzano Pistoiese, Mammiano, Mammiano Basso, Maresca, Pontepetri, Spignana, Tafoni, Vizzaneta, La Colonna, Pratale e San Vito. Il suo codice ISTAT era 047019, mentre il codice catastale H980.

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute nel comune dal 1985 al 2016.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
19 luglio 1985 16 luglio 1990 Virgilio Vogesi Partito Comunista Italiano Sindaco [10]
16 luglio 1990 10 ottobre 1991 Virgilio Vogesi Partito Comunista Italiano Sindaco [10]
21 novembre 1991 27 maggio 1992 Sauro Romagnani Partito Democratico della Sinistra Sindaco [10]
28 luglio 1992 14 gennaio 1993 Antonio Cicchetti Comm. straordinario [10]
8 febbraio 1993 5 agosto 1996 Gabriele Strufaldi Partito Democratico della Sinistra Sindaco [10]
14 agosto 1996 17 novembre 1997 Alessandro Bini Partito Democratico della Sinistra Sindaco [10]
17 novembre 1997 28 maggio 2002 Moreno Seghi Partito Democratico della Sinistra Sindaco [10]
28 maggio 2002 29 maggio 2007 Moreno Seghi Democratici di Sinistra Sindaco [10]
29 maggio 2007 8 maggio 2012 Carla Strufaldi L'Unione Sindaco [10]
8 maggio 2012 31 dicembre 2016 Silvia Maria Cormio PD Sindaco [10]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Patti di amicizia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  2. ^ http://www.regione.toscana.it/documents/10180/489768/piteglio_testo1921.pdf/8d311492-cf61-4f55-8b14-99f08effe618
  3. ^ Il Comune di San Marcello Piteglio (PT)
  4. ^ Nidia Danelon Vasoli, Il plebiscito in Toscana nel 1860, Firenze, Olschki, 1968, in cui si fa riferimento anche al casi di Castiglion Fibocchi e Radda in Chianti
  5. ^ http://www.regione.toscana.it/-/da-pistoia-all-abetone
  6. ^ Giacomo Bezzi, "Guida rapida della valli della Montagna Pistoiese
  7. ^ www.toscananovecento.it
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  10. ^ a b c d e f g h i j http://amministratori.interno.it/

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN235202160
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