Bagno di Romagna

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Bagno di Romagna
comune
Bagno di Romagna – Stemma
Bagno di Romagna – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Forlì-Cesena-Stemma.png Forlì-Cesena
Amministrazione
Sindaco Marco Baccini (Visione Comune - Lista Civica) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 43°50′N 11°58′E / 43.833333°N 11.966667°E43.833333; 11.966667 (Bagno di Romagna)Coordinate: 43°50′N 11°58′E / 43.833333°N 11.966667°E43.833333; 11.966667 (Bagno di Romagna)
Altitudine 462 m s.l.m.
Superficie 233,52 km²
Abitanti 6 085 (31-12-2014)
Densità 26,06 ab./km²
Frazioni Acquapartita, Careste, Casanova dell'Alpe, Crocedevoli, Crocesanta, Larciano, Montegranelli, Monteguidi, Paganico, Pietrapazza, Poggio alla Lastra, Ridracoli, Rio Petroso, Rio Salso, Saiaccio, San Piero in Bagno (sede municipale), San Silvestro, Selvapiana, Strabatenza, Valgianna, Vessa
Comuni confinanti Bibbiena (AR), Chiusi della Verna (AR), Mercato Saraceno, Poppi (AR), Pratovecchio Stia (AR), Santa Sofia, Sarsina, Verghereto
Altre informazioni
Cod. postale 47021
Prefisso 0543
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 040001
Cod. catastale A565
Targa FC
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti bagnesi
Patrono santa Maria Assunta
Giorno festivo 15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bagno di Romagna
Bagno di Romagna
Posizione del comune di Bagno di Romagna nella provincia di Forlì-Cesena
Posizione del comune di Bagno di Romagna nella provincia di Forlì-Cesena
Sito istituzionale

Bagno di Romagna (Bagne ed Romàgna in dialetto bagnese o Bagn d'Rumàgna in romagnolo) è un comune italiano di 6.085 abitanti, della provincia di Forlì-Cesena in Emilia-Romagna. È situato nell'Appennino, circa 50 km a sud del capoluogo, Forlì. Parte del suo territorio è ricompreso nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, all'interno del quale è presente la Riserva Naturale Integrale di Sasso Fratino, la prima istituita in Italia e una delle più pregiate d'Europa[1]. Storicamente fa parte della Romagna toscana.

Con i suoi 233,52 km² di superficie è il comune sparso più grande dell'Emilia Romagna.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Bagno di Romagna si trova nella valle del Savio, ad un'altitudine compresa tra i 339 e 1500 m s.l.m., a 49 km da Cesena. Il territorio si sviluppa prevalentemente lungo la vallata del fiume Savio (e in parte lungo la vallata del fiume Bidente) fino a raggiungere la dorsale appenninica confinante con la regione Toscana.
Un dato interessante è che Bagno di Romagna dista appena 66 km da Arezzo: ciò spiega perché il paese sia stato, per molto tempo, luogo di sosta dei viaggiatori che, oltrepassando il valico appenninico, passavano dalla Romagna alla Toscana e viceversa.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le prime tracce di insediamenti umani documentabili risalgono all'Età del bronzo, come mostrano i ritrovamenti di monili e reperti nelle frazioni limitrofe di Rio Salso, San Silvestro e Selvapiana.

Periodo Romano[modifica | modifica wikitesto]

Il primo periodo di prosperità si ebbe durante l'Impero Romano, con l'aumento della popolazione residente nel vicino e ricco centro di Sarsina, la costruzione di un sistema efficiente di vie di comunicazione che collegavano il centro con la città di Cesena e con le attigue valli umbre e bidentine e con la realizzazione del primo balneum, attorno al quale si sviluppò poi l'abitato di Bagno di Romagna. In questo periodo, le terme sono frequentate verisimilmente da personaggi illustri, dacché esaltate in un epigramma (IX 58) dal poeta della corte imperiale Marziale. Il paese era un luogo di sosta privilegiato nei transiti tra Roma e Ravenna, ove era presente la seconda flotta militare imperiale, un importante porto commerciale e dove le legioni impiegate nelle procince alloggiavano durante l'inverno, al di fuori del Pomerium, rappresentato dal fiume Rubicone.

Periodo Medievale[modifica | modifica wikitesto]

Alla caduta dell'Impero corrispose anche la prima crisi di Bagno, che culminò nella sua distruzione ad opera dei Goti nel 540.

Gli anni dell'alto Medioevo vedono la mancanza di documentazione storica, forse causata dal progressivo spopolamento ed impoverimento della Valle del Savio. Si ritorna ad avere notizie solo nei primi decenni del IX secolo, con la presenza di una pieve dedicata a Santa Maria e l'annessa autorizzazione per fondazione di un monastero benedettino nelle vicinanze.

Il paese riprende così a fiorire attorno al complesso sacro. Una certa tranquillità viene vissuta sotto il dominio della potente famiglia dei Guidi, che alla fine del XIV secolo vanta il possesso di numerosi borghi e castelli siti nell'Appennino tosco-romagnolo. È proprio in questo periodo che Bagno di Romagna viene fortificata con una cinta muraria e viene istituito un piccolo, ma fervido, mercato di merci che col tempo, da piazza e mercatale, si evolverà nell'abitato stabile di San Piero in Bagno (ad oggi la frazione con il maggior numero di abitanti – circa 3000, contro gli 800 di Bagno – e sede del Municipio).

Terminata la dominazione dei Guidi, nel 1404 Bagno entra nell'orbita fiorentina e dal 1406 al 1453 fu concesso come signoria ai Gambacorti di Pisa. Territorio della Repubblica di Firenze, rimarrà dominio dei Medici, e del successivo Granducato di Toscana fino al 1860. Sotto i Medici, Bagno diviene "Capitanato", le sue terme sono frequentate anche da ospiti illustri, tra cui uno dei figli di Lorenzo il Magnifico e lo scultore Benvenuto Cellini. Parallelamente, il commercio si anima e l'attività di agricoltura e pastorizia, un tempo fiorente,[2] lascia il posto all'artigianato, in grado di produrre rosari e bottoni in legno esportati in tutta Italia.

Rinascimento ed età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1520 tutto il territorio di Bagno di Romagna è annesso dal papa Leone X alla Diocesi di Sansepolcro.

Bagno di Romagna diviene un importante centro di passaggio, una vera e propria "porta di Romagna" per chi viene dalla vicina Toscana o dall'Umbria o per chi effettua il percorso in senso contrario, dalla pianura padana alla Valle del Tevere. Ma è esposta anche a numerose incursioni: nel 1527 le truppe lanzichenecche di Carlo V, guidate da Georg von Frundsberg, nella loro calata che porterà al Sacco di Roma, distruggono il castello di Corzano, saccheggiano la zona e si abbandonano ad atti vandalici contro i monumenti, tra cui l'Abbazia e la Basilica.

Con l'Unità d'Italia (1861), Bagno di Romagna si trova compresa nei territori della provincia di Firenze. Nel 1923, in seguito agli spostamenti dei confini provinciali voluti da Benito Mussolini (che, da romagnolo, volle riuniti i comuni dell'ex circondario di Rocca San Casciano e soprattutto le sorgenti del Tevere alla sua provincia d'origine), entra a far parte della Provincia di Forlì. Quando, nel dopoguerra, vengono istituite le Regioni, il comune si trova in Emilia-Romagna, mentre nel 1975 le sue varie parrocchie sono passate dalla diocesi di Sansepolcro alla diocesi di Cesena.

Seconda Guerra Mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Durante il secondo conflitto mondiale il paese vede i propri uomini richiamati alla leva obbligatoria e dispersi variamente tra Albania, Grecia e Africa. Dopo l'8 settebre 1943 e soprattutto dopo il primo arretramento del fronte d'occupazione tedesco, l'abitato si ritrova sulla Linea Gotica, occupato dalla Wehrmacht e con gli Alleati a pochi chilometri in Toscana. Questo periodo è particolarmente drammatico, poiché vede il contrapporsi feroce dei partigiani della 8a brigata Garibaldi contro i nazisti ed i fascisti, molto aspro in quanto zona di confine strategica per i Tedeschi. Questo porterà all'eccidio del Carnaio, nel luglio 1943, da parte dei nazifascisti e poi alla liberazione, nel settembre successivo, quando i nazisti si ritirarono e l'esercito britannico occupò il paese.

Dal dopoguerra ad oggi[modifica | modifica wikitesto]

La pace, l'industrializzazione ed il boom economico hanno gradualmente portato al comune benessere ed un elevato tenore di vita. Tuttavia gli isolati abitati montani sono stati abbandonati principalmente in favore dei due paesi della valle (Bagno e San Piero) e le campagne si sono nettamente depopolate. Oggi tutto il comune Bagno di Romagna è un fiorente centro turistico, in virtù delle sue stazioni termali, rinomate in tutta Italia e della presenza di una natura lussureggiante ed incontaminata, cui massima espressione è il parco nazionale delle Foreste Casentinesi.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'argento al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al merito civile
«Centro strategicamente importante, posto sulla "Linea Gotica", durante l'ultimo conflitto mondiale, si adoperò con la popolazione tutta a dare ospitalità e rifugio alle famiglie sfollate delle grandi città ed ai soldati italiani e stranieri sbandati o fuggiti dai campi di concentramento. Contribuì generosamente alla guerra di liberazione con la costituzione di varie formazioni partigiane, subendo feroci rappresaglie che provocarono la morte di numerosi ed eroici cittadini. Nobile esempio di spirito di sacrificio ed amor patrio.»
— Bagno di Romagna (Forlì-Cesena), 1943-1944

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Ricasoli e la romanica chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta.
  • Terme naturali - Stabilimento termale di Santa Agnese, del Hotel Roseo ed Euroterme
  • La Basilica di Santa Maria Assunta, che si affaccia sulla piazza principale, è il fiore all'occhiello della cittadina. L'impianto attuale della chiesa risale al Rinascimento. Lo storico camaldolese Fortunio ne fa risalire la fondazione all'anno 860. Si possono ammirare:
    • il campanile alto 39 metri;
    • il portale di Santa Maria, inserito su un precedente portale con arco a tutto sesto, che mostra alla sua destra lo stemma dei Camaldolesi che furono ininterrottamente presenti dal 1299 al 1808;
    • all'interno: il fonte battesimale risalente al Mille; nelle sette cappelle sono conservate: il corporale del miracolo eucaristico avvenuto nel 1412; un trittico di Neri di Bicci (1467); una Madonna della Rosa del Maestro di Sant'Ivo (1410); una Vergine eseguita nella bottega di Donatello verso il 1410.
    • il tabernacolo quattrocentesco situato nella prima cappella a destra a partire dal presbiterio, attribuito alla scuola di Giuliano da Maiano.
  • Il «Palazzo del Capitano», sede dei governanti che Firenze inviava a reggere le sorti del governo locale. All'interno del Palazzo è stata posta la sede del Centro Visite del Parco. Non bisogna dimenticare, infatti, che Bagno di Romagna è circondata da splendidi boschi dove poter passeggiare.
  • Emergenza geologica degli Scalacci
  • Fonte solfurea del Chiardovo
  • Laghi - di Acquapartita, dei Pontini e Lago Lungo (pesca sportiva). Il bellissimo e maestoso Invaso artificiale di Ridracoli.
  • Passo del Carnaio - Ristoranti di campagna, bellissimi campi e pascoli e Monumento ai Caduti della rappresaglia nazifascista
  • Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna - Oltre 5400 ha di area protetta compresi nel territorio comunale
  • Riserva Naturale Integrale Sasso Fratino - Pluripremiata con Diploma Europeo.
  • Santuario e Castello di Corzano - Madonna col Bambino (1430 circa)
  • San Piero in Bagno - Chiesa di San Pietro in Vinculis, Chiesa e Ponte dei Frati, Centro Storico di Piazza Allende
  • Selvapiana - Castagneti e sagre autunnali
  • Valle di Rio Salso - Mulino delle Corbaie, riserva di caccia, splendidi abitati montani abbandonati
  • Valle di Pietrapazza - Chiese, casolari sparsi, Resistenza durante la guerra '43-'45
  • Wilderness Area di Fosso del Capanno - Natura incontaminata e panorami mozzafiato

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 447 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Romania 169 2,72%

Ucraina 70 1,13%

Marocco 70 1,13%

Persone legate a Bagno di Romagna[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Oltre al tessuto industriale ed artigianale (e.g. metalmeccanica, carpenteria), l'economia si fonda ampiamente sul turismo termale, paesaggistico ed enogastronimico. Le terme ed il grandissimo patrimonio boschivo offrono infatti l'occasione ideale per rilassarsi, passeggiare e curarsi in una cornice di verde e di pace.

La peculiare gastronomia fonde ottimamente la tradizione romagnola con quella toscana, aggiungendovi i sapori tipici del sottobosco e della montagna. Da apprezzare la ampia scelta di prodotti esclusivamente locali, da animali allevati in loco e primizie da agricoltura biologica (e.g. ricotte, formaggio raviggiolo), di carne di selvaggina (e.g. cinghiale, cervo, daino, lepre, capriolo) e soprattutto di tartufi, funghi e porcini.

Sono presenti altresì numerosi servizi per le aziende e per la comunità.

Principali aziende[modifica | modifica wikitesto]

Terme Santa Agnese

Euroterme

Sampierana Group

Ricci Industries

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
3 ottobre 1985 30 luglio 1990 Ezio Boattini Partito Socialista Italiano Sindaco [4]
30 luglio 1990 24 aprile 1995 Lorenzo Spignoli Partito Socialista Italiano Sindaco [4]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Ferruccio Boghi lista civica Sindaco [4]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Ferruccio Boghi centro-sinistra Sindaco [4]
15 giugno 2004 8 giugno 2009 Lorenzo Spignoli centro-sinistra Sindaco [4]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Lorenzo Spignoli centro-sinistra Sindaco [4]
26 maggio 2014 in carica Marco Baccini Sindaco [4]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Bagno di Romagna è gemellata con:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [1] Parks.it
  2. ^ Antonio Saltini, Fiere e mercati nel pendolo della transumanza, in Romagna arte e storia, n. 60/2000
  3. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ a b c d e f g http://amministratori.interno.it/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • G. Conti, P. Tamburini, R. Tani, Dentro il territorio. Atlante delle vallate forlivesi, CCIAA, Forlì 1988
  • G. Viroli, Pittura dal Duecento al Quattrocento a Forlì, Nuova Alfa Editoriale 1998
  • G. Viroli, Chiese ville e palazzi nel forlivese, Cassa dei Risparmi di Forlì, Forlì 1999

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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