Colle del Moncenisio

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Colle del Moncenisio
Mont Cenis.jpg
Il cartello indicatore del passo
Stato Francia Francia
Regione Rodano-Alpi Rodano-Alpi
Provincia Stemma Savoia
Località collegate Susa (Italia)
Lanslebourg-Mont-Cenis (Francia)
Altitudine 2 083 m s.l.m.
Coordinate 45°15′33.12″N 6°54′08.64″E / 45.2592°N 6.9024°E45.2592; 6.9024Coordinate: 45°15′33.12″N 6°54′08.64″E / 45.2592°N 6.9024°E45.2592; 6.9024
Altri nomi e significati Col du Mont Cenis (francese)
Infrastruttura Strada Statale 25 Italia.svg del Moncenisio
Route départementale 1006
Costruzione del collegamento 1810
Pendenza massima 10,7%
Lunghezza 40,5 km
Chiusura invernale novembre-maggio 
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Francia
Colle del Moncenisio
Colle del Moncenisio

Il colle del Moncenisio, (in francese Col du Mont Cenis), è un valico alpino delle Alpi Cozie tra Francia e Italia che unisce la val di Susa, nella città metropolitana di Torino, con la regione dell'alta Maurienne, compresa nel dipartimento francese della Savoia. Questo territorio era storicamente savoiardo prima dell'annessione del ducato di Savoia alla Francia nel 1860[1], ma da sempre conteso dalla potente Abbazia di Novalesa prima e dalla diocesi di Torino e Susa poi, nonché dal villaggio di Ferrera Cenisio per il controllo del valico e lo sfruttamento dei boschi e pascoli.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Sembra che il termine Moncenisio derivi da Monte delle ceneri. Secondo la tradizione a seguito di un incendio boschivo si sarebbero accumulate delle ceneri in loco, da cui il nome. La traccia delle ceneri, peraltro, è stata trovata durante i lavori della costruzione della strada[2]. Dal colle prende anche il nome il vicino comune di Moncenisio, denominato Ferrera Cenisio sino agli anni 40 del 1900.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il Colle del Moncenisio, panoramica

Il colle è situato totalmente in territorio francese a seguito delle rettifiche al confine ottenute dalla Francia per i danni subiti a causa della II guerra mondiale. Il confine italo-francese si stacca dallo spartiacque principale in corrispondenza della Punta Marmottere (comune di Novalesa) e piega decisamente in direzione sud-ovest scendendo verso il Torrente Cenischia. Sono quindi ceduti alla Repubblica francese oltre al valico alcuni pascoli al di sopra del Comune di Novalesa e la parte sommitale del monte Giusalet. La linea di confine torna a coincidere con lo spartiacque sul lato opposto della valle in prossimità della Punta Tricuspide (comune di Giaglione).[3]

Il colle separa le Alpi Cozie dalle Alpi Graie. La prima vetta delle Alpi Graie che si incontra a nord-est del colle è la Punta di Ronce; la prima vetta delle Alpi Cozie che si incontra a sud-est del colle è la Punta Clairy.

Appena sotto il colle, nel versante che scende verso l'Italia ma ancora in territorio francese, è stata costruita una grande diga per la produzione di energia elettrica, divisa tra Italia e Francia. La diga forma il Lago del Moncenisio, specchio d'acqua peraltro già esistente in passato, anche se di dimensione minore; sulle sue rive sorgeva il grande Ospizio del Moncenisio (che ospitò numerosi eserciti nelle varie epoche), distrutto con la costruzione dell'attuale diga. Nei periodi di svuotamento del lago è possibile vedere i resti di due dighe di costruzione precedente che sono state sommerse dalle acque del grande lago creatosi con la costruzione dell'ultima diga.

La 2ª divisione del generale Joseph Vinoy, appartenente al IV Corpo dell'armata francese, raggiunge il Piemonte attraverso il valico del Moncenisio, il 5 maggio 1859

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il colle ha avuto una grande importanza storica. Quando Annibale attraversò le Alpi dalla Francia verso l'Italia si pensava che avesse attraversato il Colle del Piccolo Moncenisio e il Colle Clapier, situati ad ovest dell'attuale Colle del (Grande) Moncenisio. Una recente ricostruzione colloca il passaggio di Annibale per il colle dell'Autaret, che mette in comunicazione Avérole (in alta Maurienne) e Malciaussia (Valli di Lanzo).[4]

Via Francigena[modifica | modifica wikitesto]

Nel Medioevo il Colle diventa uno dei punti di passaggio alpini più frequentati tra Italia, Francia e Europa del Nord, diventando uno snodo fondamentale del fascio di itinerari denominato Via Francigena[5]. Spiega Renato Stopani che «sebbene usato anche anteriormente come alternativa al Gran San Bernardo, il passo del Moncenisio nel corso del XII secolo fu sempre più transitato da uomini e merci che procedevano in direzione delle grandi fiere della Champagne, dove la presenza dei mercanti italiani si faceva sempre più consistente. La sua scelta come punto di attraversamento dell'area alpina era perciò frequente all'epoca di Filippo Augusto, tanto che nell'area prealpina la vera strada di Francia era considerata quella che collegava al Moncenisio»[6].

L'itinerario venne favorito sin dal IX secolo con la fondazione dell'Ospizio del Moncenisio da parte dell'imperatore Ludovico il Pio. Casa Savoia, per più di otto secoli custode dei territori a cavallo del passo, basò per molto tempo il suo potere sul controllo dell'itinerario e sulla facoltà di concedervi il transito a eserciti e mercanti.

La strada settecentesca è ancora in gran parte conservata e percorribile oggi sino all'abitato di Novalesa, dove oltre alla celebre Abbazia, si conserva un borgo con una caratteristica fisionomia alpina e una antica locanda medioevale recentemente riscoperta, la Casa degli affreschi, probabilmente da identificare con la Locanda della Croce Bianca citata nei documenti a partire dal XIV secolo. Si conosce un solo altro caso nelle Alpi di ambiente di questo tipo conservatosi, in Val Pusteria, oltre ad uno cittadino a Moncalieri[7]. Significativamente, questo punto tappa della Via Francigena, presenta in facciata affreschi con gli stemmi delle regioni europee di provenienza e di destinazione degli avventori che frequentavano il valico del Moncenisio[8].

La strada carrozzabile voluta da Napoleone I[modifica | modifica wikitesto]

Napoleone vi fece costruire tra il 1803 ed il 1810, sotto la direzione degli ingegneri Derrien e Ducasse, la grande strada di collegamento internazionale ancora oggi esistente tra Susa e Saint Jean de Maurienne e una nuova struttura per l'Ospizio del Moncenisio, ormai scomparso sotto le acque del lago artificiale. Si trattava di infrastrutture importanti per lo spostamento veloce degli eserciti, come nel 1859 per le Guerre di Indipendenza.Sempre il grande Córso fu responsabile del "furto" del Pontefice Pio VII, suo prigioniero,trasportato nel maggio del 1812 in Francia tramite il Passo del Moncenisio,fatto questo che lo provó a tal punto (freddo,altezza,stanchezza..) che gli venne impartita l'estrema unzione.Papa Chiaramonti comunque non perí e poté ritornare quasi al termine dell'epopea Napoleonica sul trono di Pietro.

La Ferrovia del Moncenisio valicava il Colle a quasi 2000 metri grazie al sistema Fell, che superava fortissime pendenze

Nel 1868 venne costruita lungo la strada del colle la Ferrovia del Moncenisio con locomotive a sistema Fell. La ferrovia venne smantellata alcuni anni dopo (1871) in occasione dell'apertura del Traforo ferroviario del Frejus. Sono ancora visibili, sulla strada che sale da Susa, numerosi manufatti (gallerie, muretti, ponti) di quella ferrovia. Nel 1947 con il trattato di Parigi il territorio del Moncenisio passò dall'Italia alla Francia e amministrativamente l'italiano Comune di Moncenisio si ridusse a un lembo di territorio intorno alla frazione di Ferrera Cenisio, antico punto tappa per chi valicava il Colle.

Bunker del Moncenisio

Fortificazioni militari[modifica | modifica wikitesto]

Il Colle del Moncenisio nei secoli ha avuto una grande importanza militare. Con la cessione della Savoia alla Francia (1860) è diventato il valico di confine tra Francia e Italia. Ha quindi visto la realizzazione di grandi sistemi fortificati che dovevano difendere l'accesso al passo da un'eventuale azione nemica rivolta verso la Valle di Susa, porta di accesso alla Pianura Padana.

Nel 1874-80 il Regio Esercito italiano creò la Piazza militare del Moncenisio, costituita dai forti in pietra Cassa, Varisello e Roncia. A questi aggiunsero altre importanti batterie e fortificazioni, come la Batteria Pattacroce e la Caserma difensiva del Malamot, eretta sulla cima del monte omonimo. I Francesi a loro volta costruirono su un'altura presso il vecchio confine il Fort de la Turra.

Nei primi anni del XX secolo il colle vide la costruzione delle due batterie corazzate La Court e Paradiso. Negli anni trenta, sotto il regime fascista, furono realizzate le opere in caverna del Vallo Alpino. Tutte queste fortificazioni sono passate in territorio francese dopo le rettifiche di confine avvenute nel 1947 in forza del Trattato di Parigi. Rimangono numerosi resti delle opere militari, visitate ogni anno da centinaia di persone.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

La zona del colle è anche un luogo interessante dal punto di vista turistico nella stagione estiva, grazie alla possibilità di effettuare escursioni e trekking.

La strada che attraversa la zona dell'altipiano del Moncenisio si tiene a mezza costa leggermente più in alto del colle stesso e raggiunge così l'altezza di 2.100 metri.

Nel periodo di chiusura invernale, la strada (RN 6) che dal colle scende sul lato francese, una volta innevata, diventa una pista da sci con il nome di "Escargot".

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Il colle è presentato durante una bufera in un famoso acquerello del 1820 del pittore inglese William Turner, intitolato "Passaggio del Moncenisio: bufera di neve", esposto al "Museum and Art Gallery" di Birmingham.

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Archives départementales de la Savoie, Collection de cartes anciennes des Pays de Savoie, 1562-1789
  2. ^ Gianni Bisio, articolo sul quotidiano la Stampa del 18/04/2001, p.51 cronaca di Torino.
  3. ^ Carta corografica del territorio italiano in scala 1:25.000, Istituto Geografico Militare, on-line sul Portale Cartografico Nazionale (consultato nel dicembre 2009)
  4. ^ È possibile trovare la ricostruzione completa del passaggio dalla confluenza tra l'Arc e l'Isere fino a Usseglio su Valli di Lanzo Touring Volume I. La ricostruzione è stata basata sugli scritti di Polibio.
  5. ^ Patria Luca, All'insegna della Croce Bianca: il borgo medievale di Novalesa e il suo valico in Ruffino Michele (a cura di), Le Alpi ospitali. Viaggio nella cultura storica ed artistica di Novalesa medievale, Clut, Torino 2014
  6. ^ Stopani Renato, La Via Francigena. Una strada europea nell'Italia del Medioevo Le Lettere, Firenze 1988-1995, pagg. 68-69
  7. ^ Gentile Luisa Clotilde, La decorazione araldica della Casa degli affreschi di Novalesa, in Ruffino Michele (a cura di), Le Alpi ospitali. Viaggio nella cultura storica ed artistica di Novalesa medievale, Clut, Torino 2014, pag 115
  8. ^ Gentile Luisa Clotilde, La decorazione araldica della Casa degli affreschi di Novalesa, in Ruffino Michele (a cura di), Le Alpi ospitali. Viaggio nella cultura storica ed artistica di Novalesa medievale, Clut, Torino 2014

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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