Montefiascone

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Montefiascone
comune
Montefiascone – Stemma Montefiascone – Bandiera
(dettagli)
Montefiascone – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Viterbo-Stemma.png Viterbo
Amministrazione
Sindaco Massimo Paolini (lista civica) dal 5-6-2016
Territorio
Coordinate 42°32′25″N 12°02′13″E / 42.540278°N 12.036944°E42.540278; 12.036944 (Montefiascone)Coordinate: 42°32′25″N 12°02′13″E / 42.540278°N 12.036944°E42.540278; 12.036944 (Montefiascone)
Altitudine 592 m s.l.m.
Superficie 104,93 km²
Abitanti 13 432[1] (31-12-2015)
Densità 128,01 ab./km²
Frazioni Le Coste, Le Grazie, Le Mosse, Zepponami, Fiordini
Comuni confinanti Marta, Bagnoregio, Bolsena, Viterbo
Altre informazioni
Cod. postale 01027
Prefisso 0761
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 056036
Cod. catastale F499
Targa VT
Cl. sismica zona 2B (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 467 GG[2]
Nome abitanti falisci o montefiasconesi
Patrono santa Margherita d'Antiochia, san Flaviano
Giorno festivo 20 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Montefiascone
Montefiascone
Montefiascone – Mappa
Posizione del comune di Montefiascone nella provincia di Viterbo
Sito istituzionale

Montefiascone è un comune italiano di 13 432 abitanti della provincia di Viterbo; dista dal capoluogo circa 15 km ed è terra di produzione di vini DOC.

Scorcio di Montefiascone da Castel Cellesi.
San Flaviano.
Rocca dei Papi.
Santa Margherita.
Istituto secondario Carlo Alberto Dalla Chiesa.
La via Cassia a Zepponami.
La frazione Le Coste.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Collocato sul versante sud-orientale della catena dei Monti Volsini, Montefiascone è, in tutta la provincia di Viterbo, il Comune con maggiore altitudine, superando i 600 m s.l.m. nella zona del "Belvedere", e della dominante Rocca dei Papi, da dove si può godere di una splendida vista sul lago di Bolsena.

Difatti, il colle su cui sorge la cittadina si affaccia direttamente sul lago, antica caldera poi riempitasi d'acqua, che ha avuto origine dall'esplosione di un possente vulcano in tempi preistorici. Il territorio, ricco di materiali di origine lavica come il tufo, ha favorito lo sviluppo della coltivazione della vite. Grazie a questo, Montefiascone è oggi conosciuto per la sua produzione enologica anche aldilà dei confini locali.

A livello geografico, Montefiascone si trova a nord rispetto a Viterbo, molto vicino all'Umbria (Orvieto dista solamente 40 minuti in macchina) e alla Toscana. A livello amministrativo, il comune è diviso in sei frazioni principali: Coste, Grazie, Mosse, Zepponami, Fiordini. La via Francigena attraversa parte del suo territorio.

La cittadina è da sempre un centro di produzione agricola e vinicola, circondato da notevoli risorse paesaggistiche e naturali.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

  • Classificazione climatica: zona E, 2467 GR/G; la cittadina presenta un clima temperato, con una temperatura media annuale di 13,1 C°. Le estati sono generalmente fresche e gli inverni miti, con qualche nevicata soprattutto nei mesi più freddi dell'anno (gennaio e febbraio).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nascita del borgo: il nome[modifica | modifica wikitesto]

Le radici del toponimo Monte Fiascone (dove "monte" è probabilmente dovuto alla natura collinare dell'abitato) sono forse da far risalire al latino mons faliscorum, con riferimento ai falisci, i quali sarebbero approdati nell'area dopo la distruzione dei vari centri dell'ager faliscus ad opera dei romani. Molto meno probabile l'ipotesi per la quale il nome della cittadina deriverebbe da mons phisconis, dal nome di una popolazione di origine greca.

Gli Etruschi[modifica | modifica wikitesto]

Al periodo etrusco risalgono due aree templari sacre, rispettivamente nella località di Cornos (in riva al lago e chiamata dai locali anche Cornosse) e alla Rocca. Tracce di civiltà più antiche sono state rinvenute tra Montefiascone e Viterbo, più precisamente nella zona del Rinaldone, sede della civiltà eneolitica.

I Romani[modifica | modifica wikitesto]

Montefiascone conobbe migliori fortune nel periodo romano, grazie ad un efficiente sistema viario (un esempio è la via Cassia, costruita tra il 170 e il 150 a.C.), facilitato proprio dalla carenza di fenomeni urbani rilevanti da parte degli etruschi. Alcuni ritrovamenti nella zona della basilica di San Flaviano farebbero pensare che il nucleo iniziale romano si trovasse proprio in questa area. Sono stati ritrovate tracce di mausolei, necropoli e numerose lapidi.

Prime testimonianze[modifica | modifica wikitesto]

Sembra che Montefiascone (col nome di Mons flaconis) inizi a comparire nei documenti ufficiali a partire dall'anno 853, quando Leone IV conferma al vescovo di Tuscania, Virobono, i possedimenti della diocesi, alla quale il territorio della cittadina apparteneva. Abbiamo così notizie del convento di San Pietro "in Vico pergulata", delle scomparse chiese di Santa Maria e Sant'Agnese, di cui rimangono le tracce di fondazioni, della chiesa di San Pancrazio in Nocerina e di Sant'Andrea, inizialmente posta all'interno delle mura cittadine.

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Nel medioevo il centro, insieme con la sua piccola fortezza, inizia ad avere importanza strategica. Nel 1058 vi si reca il papa Stefano IX (per maggiori informazioni consultare l'apposita pagina sui papi a Montefiascone), e nel 1065 l'esercito della contessa Matilde. Il 15 giugno 1074 Papa Gregorio VII incontra la stessa contessa Matilde e la madre Beatrice, sue preziose alleate, a San Flaviano (vedi notizie sulle due chiese più importanti a Montefiascone). La fortezza viene messa sotto assedio nel 1093 da Enrico IV, ma i conti Farnese, Ildibrandini e di Bisenzio la difendono energicamente.

Nel 1111, Enrico V e la sua corte passano per Montefiascone, diretti a Roma per la consacrazione papale del sovrano: secondo la leggenda, Johannes Defuk sarebbe proprio al suo seguito quando viene "conquistato" dalla bontà del vino locale.

Successivamente, anche l'imperatore Federico Barbarossa si reca a Montefiascone (1185), consapevole dell'importanza strategica della fortezza.

Il periodo di splendore[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni seguenti Montefiascone divenne uno dei più importanti centri della chiesa. Papa Innocenzo III, nel XIII secolo, costituì il patrimonio di San Pietro, facendosi forte delle promesse incompiute di Pipino e Carlo Magno. Innocenzo visitò Montefiascone per la prima volta nel 1207. Egli ne rinforzò la Rocca, munendola di un muro di cinta. Tre anni dopo la venuta del papa, Ottone IV occupò Montefiascone e vi instaurò il suo quartier generale. Nel 1222 passò di qui San Francesco, e vi lasciò uno dei suoi seguaci, frate Morico da Viterbo, affinché iniziasse i cittadini al suo modo di intendere e vivere il Vangelo.

Nel 1267, il paese fu invaso per un breve periodo dai ghibellini. Papa Martino IV soggiornò ininterrottamente alla Rocca, e la abbellì tanto da farla diventare una reggia. Sembra che il pontefice fosse estremamente goloso delle anguille pescate nel lago di Bolsena, e per questo motivo Dante lo pose in Purgatorio, nella cornice dei golosi. Nel 1315 la fortezza fu messa sotto assedio a causa di una disputa con un vicario rettore di San Pietro. I ghibellini (sostenitori dell'imperatore) vinsero, e derisero gli sconfitti. La vigilia di Natale fu tenuto un processo a carico dei prigionieri, e ci furono condanne pesanti.

Nel 1321 papa Giovanni XXII, da Avignone, ordinò che si coniasse nella Rocca una nuova moneta, la "papalina" o "paparina". Nel periodo della cattività avignonese non abbiamo pontefici a Montefiascone, ma vi soggiornano per anni i loro legati, che li sostituivano alla guida del governo. Uno di essi fu il cardinale spagnolo Egidio Albornoz. Nelle sue missioni in Italia nel 1353-57 e nel 1358-67 risedette in prevalenza a Montefiascone. Trascorse tutto il suo primo inverno in Italia all'interno della Rocca, predisponendo piani di battaglia ed accattivandosi più alleati possibili. Si dice che in questo periodo la fortezza fosse inespugnabile.

Quando Urbano V salì al soglio pontificio, l'Albornoz aveva quasi del tutto restaurato lo stato pontificio. Il 30 aprile 1367 la sede papale fu riportata da Avignone a Roma. In seguito, furono intrapresi dei lavori per abbellire ulteriormente la Rocca, ed Urbano V vi risedette nelle estati del 1368, 69, 70. Il 9 ottobre 1368 ritornò a Roma per incoronare Carlo IV.

Nel 1463 la Rocca aveva ormai perso il suo prestigio, poiché la sede del regno pontificio era stata spostata prima a Viterbo, e poi definitivamente a Roma. Il papa Pio II, visitandola, la descrive: "...il palazzo fu costruito come una fortezza, con saloni, sale da pranzo, stanze da letto convenienti alla dignità di un papa, ma ora è in parte cadente, sia per vecchiaia che per incuria...".

Il Rinascimento e il declino[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1534 Alessandro Farnese, conosciuto poi come Paolo III, venne eletto papa. Egli fu un abile diplomatico, che cercò di perseguire una politica di pacificazione tra le varie autorità ecclesiastiche.

Nel 1590 la rocca cadeva a pezzi, ma non venne mai restaurata. I papi avevano iniziato a recarsi sempre meno in quella che era stata la loro residenza estiva, e per decenni Montefiascone rimase nell'anonimato. Nel 1657 la città fu colta dalla peste, ma ogni precauzione risultò vana, tanto che la città perse 1200 abitanti, ovvero circa 1/3 della popolazione di allora.

Nel 1695 la zona fu colpita da un sisma di notevole entità, che distrusse quasi completamente la vicina Civita. Anche a Montefiascone i danni furono notevoli, ma non si contarono vittime.

Nel 1687, la venuta del cardinale Marco Antonio Barbarigo fu provvidenziale. Egli riadattò il seminario di Montefiascone fino a farlo diventare uno dei più importanti del centro Italia. Lentamente però anche il seminario perse importanza, e il 26 maggio 1706 il cardinale morì.

Stendardo di Montefiascone

Il 1º settembre 1719 il vescovo cardinal Pompilio Bonaventura celebrò a Montefiascone le nozze tra la principessa polacca Maria Clementina Sobieski e Giacomo Stuart, pretendente al trono d'Inghilterra. Non diverranno, tuttavia, sovrani. Nel 1731 la principessa donò un parato con ricami d'oro.

Nel 1797 Pio VI passò a Montefiascone in veste d'esiliato.

Nel 1798 i repubblicani francesi invasero lo stato pontificio, e, entrando a Montefiascone, razziarono il giardino del vescovato, distruggendo le cento statue di marmo che l'adornavano.

Nel 1860 Montefiascone fu assalita dai "Cacciatori del Tevere", ma le truppe papaline ripresero immediatamente il controllo della città. Gioachino Rossini vi ambientò la sua cenerentola.

Nel 1870 Nino Bixio occupò la città senza trovare resistenza. La votazione per l'annessione al Regno d'Italia fu unanime: su 1473, 1469 furono per l'annessione, 4 votarono contro e 491 si astennero. Dopo otto secoli cessava di esistere il patrimonio di San Pietro in Tuscia. Con i nuovi amministratori venne ricostruita gran parte degli edifici e palazzi, costruite fogne, strade e l'acquedotto del Cimino. Montefiascone venne definita da molti la "perla dell'Alto Lazio", e fu un'ambita meta di villeggiatura per i primi decenni del '900.

Come molte altre città, anche Montefiascone pagò il suo contributo alla prima guerra mondiale: 20 caduti, tra cui il sindaco Oreste Borghesi.

Nel 1930 Lucia Filippini, fondatrice dell'ordine omonimo e grande benefattrice delle scuole locali, viene santificata. Le sue spoglie sono ancora oggi custodite nella cripta soggiacente la principale basilica di Montefiascone, Santa Margherita.

Negli anni trenta, la città fu anche oggetto di visita da parte di Mussolini, accompagnato da Italo Balbo.

Nel corso della seconda guerra mondiale, Montefiascone subì due bombardamenti aerei da parte delle truppe alleate, avvenuti nel maggio del 1944. Vi furono numerose vittime ed ingenti danni.

Nel 1958 venne istituita la Fiera del Vino. La Fiera, ancora oggi uno degli eventi principali dell'estate montefiasconese (si tiene ogni anno ad agosto), celebra la storica vocazione agro-vinicola della città e il suo rinomato vino d.o.c. Est! Est!! Est!!!.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma cittadino venne riconosciuto con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 24 luglio 1953. La sua blasonatura ufficiale è: d'azzurro al monte all'italiana (6) d'oro, al fascio romano dello stesso con la scure d'argento, poggiante in sbarra sul colle più alto;[3] con decreto del Presidente della Repubblica del 19 maggio 1954 veniva invece concesso il gonfalone civico consistente in un drappo di azzurro.[4]

La presenza del monte all'italiana è un tipico elemento "parlante", mentre il fascio, elemento di probabile origine etrusca, indica che Montefiascone è uno dei luoghi in cui potrebbe essere sorto anticamente il Fanum Voltumnae, santuario della Lega che raccoglieva le dodici città etrusche; questo stemma sarebbe stato «in uso da età imprecisata».[3]

Il Comune non fa uso dello stemma "ufficiale" ma bensì di un'arma "d'oro al monte all'italiana di sei cime di verde, sostenente un barilotto di rosso"; in questo caso entrambi gli elementi hanno una funzione parlante, la botte richiama in maniera più elegante il fiascone presente nella seconda parte del nome e la produzione di vino d.o.c. Est! Est!! Est!!! tipica della zona; anche con questo stemma si usa quale gonfalone un drappo di azzurro.[3]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di S. Maria di Montedoro;
  • Chiesa di San Flaviano: confinata ai margini dell'abitato dal suo progressivo spostamento verso la sommità del colle, la chiesa continuò a vivere le vicende del castrum falisco. All'inizio del XIV secolo, alla chiesa romanica venne aggiunto un prolungamento ed una nuova facciata in stile gotico, inoltre vennero rialzate le navate laterali: successivamente vennero costruite anche le cappelle che si aprono oggi sul lato sinistro della chiesa. Al suo interno sono gelosamente conservati alcuni affreschi di scuola romana e toscana risalenti al XIV secolo, altri di scuola umbra del secolo successivo e la Cattedra di Urbano IV. È presente, inoltre, la tomba di Johannes Defuk, prelato tedesco al centro della leggenda dell'Est! Est!! Est!!.
  • Cattedrale di Santa Margherita: insieme alla rocca costituisce l'elemento caratteristico del panorama di Montefiascone; la cattedrale è dedicata ad una giovinetta le cui spoglie erano giunte fortunosamente sul colle falisco dalla remota terra di Antiochia, dove era vissuta e morta per la fede cristiana. I lavori furono avviati intorno al secolo XV su ordine di Alessandro Farnese, poi Paolo III, su una chiesa già esistente, e vi presero parte artisti quali il Bramante e Antonio Sangallo il Giovane. Sembra sia stato proprio il Bramante a disegnare la pianta ottagonale, prendendo spunto dalla forma originale della vecchia costruzione.Tuttavia, a causa di ostacoli imprevisti quali la peste e le varie guerre, la costruzione venne portata a termine molto più tardi. Fatalità volle che a causa dei carboni usati per sciogliere la cera che serviva per l'organo, lasciati, sembra, proprio dall'organista, nel 1670 la grande chiesa si incendiasse irrimediabilmente. La ricostruzione iniziò immediatamente su ordine del card. Albertoni Altieri, vescovo della città, il quale supportò tutte le spese. In 4 anni l'edificio venne completato di nuovo, e appariva ora più grande e sontuoso, grazie anche alla maestosa cupola, divenuta oggi simbolo della città.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • La rocca di Montefiascone, che lega la sua genesi, il suo sviluppo e anche la sua decadenza ai rapporti di Montefiascone con vari pontefici. Nel periodo che risale alle invasioni barbariche il paese si vide costretto a rafforzare le difese ambientali con opere murarie che impedissero a eventuali aggressori di introdursi all'interno del centro abitato. Venne così eretta una grande e possente rocca con alte mura, all'interno delle quali si riversarono anche gli abitanti delle campagne. Presto essa divenne meta privilegiata di papi che, costretti a scappare dalla Roma assediata, la scelsero quale meta del loro esilio. Questa assidua presenza di personalità ecclesiastiche fece ben presto di Montefiascone una Sede Vescovile. La zona della Rocca rappresenta ancor oggi una delle principali attrattive del luogo.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Scuole secondarie di secondo grado[modifica | modifica wikitesto]

Le scuole secondarie di secondo grado presenti a Montefiascone sono sia statali sia non statali paritarie.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate a Montefiascone[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Fiera del Vino (agosto); attorno all'anno 1111 Giovanni Deuc detto Defuk, alto prelato germanico amante del buon vino, incaricò il fedele servo Martino di cercare per lui il migliore. Martino partì per questa ricerca e per far capire al suo padrone che era stato in quel paese e che vi si trovava del buon vino, scriveva sulla porta della locanda Est! Che stava per c'è. Defuk, passando per i paesi visitati dal servo, si fermava dove trovava la scritta. Martino arrivato a Montefiascone rimase talmente colpito da questo vino da scrivere Est! Est!! Est!!!. Quando Defuk assaggiò quel vino non poté più smettere di gustarlo così che il troppo bere lo portò alla morte. Il prelato venne sepolto nelle basilica di San Flaviano, dove ancora oggi si trova la sua tomba, e prima di morire espresse il desiderio che ogni anno nella ricorrenza della sua morte venisse versato del vino sulla sua tomba, lasciando una grossa somma di denaro in lascito alla città affinché il rito venisse officiato. Da questa vicenda nasce il Corteo Storico falisco e viene tratta la manifestazione "Fiera del Vino", che si svolge ogni anno nel mese di agosto.
  • "Borghi e Paesaggi della Tuscia" (Mostra fotografica provinciale che si svolge presso la Rocca dei Papi), maggio.
  • "Est Film Festival", luglio.
  • "A Tuscia Birra" (Fiera della birra artigianale, di recente istituzione, che si svolge nelle suggestive vie del centro storico), luglio.
  • Montefiascone è anche sede di alcune piccole compagnie teatrali, che si esibiscono perlopiù in occasione di festività e sagre, mettendo spesso in scena rappresentazioni in dialetto locale.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Le Mosse[modifica | modifica wikitesto]

La frazione di Le Mosse si è sviluppata intorno alla via Verentana, sul versante occidentale del colle falisco. La chiesa parrocchiale è quella di San Giuseppe lavoratore, al centro della frazione. In questa frazione si trova la pregevole Chiesa di S. Maria di Montedoro, progettata da Antonio da Sangallo il giovane.

Zepponami[modifica | modifica wikitesto]

Zepponami è situata sulla via Cassia, in direzione di Viterbo, a circa 2 km dal centro di Montefiascone. Si trova qui la stazione ferroviaria che inserisce la cittadina sulla linea Viterbo-Roma, consentendone il collegamento con la capitale.

Le Coste[modifica | modifica wikitesto]

Le Coste sono situate a poca distanza dal centro di Montefiascone, in direzione di Bolsena. È una delle frazioni più grandi insieme alle altre sopra menzionate, sede di uno dei due cinema di Montefiascone e di una caserma dei Carabinieri.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La Stazione di Montefiascone è collocata sulla Ferrovia Viterbo-Attigliano-Orte. Vi effettuano fermata treni regionali in servizio navetta tra Viterbo e Orte e tutte le coppie di treni regionali veloci Viterbo Porta Fiorentina-Orte-Roma Termini che, transitando sulla Ferrovia "Direttissima", offrono la possibilità di raggiungere la mattina Roma e la sera Montefiascone da Roma Termini in circa 1 ora e 20 minuti senza cambio.

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Montefiascone è attraversata dalla SS2 Cassia; è collegata tramite la Strada Provinciale 8 Verentana, a Marta e Capodimonte. Ha origine a Montefiascone la Strada statale 71 Umbro Casentinese Romagnola che collega la Città a Ravenna.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1927, a seguito del riordino delle circoscrizioni provinciali stabilito dal regio decreto n. 1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Viterbo, Montefiascone passò dalla provincia di Roma a quella di Viterbo.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Il Palazzetto dello Sport è l'arena sportiva di Montefiascone.

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La squadra calcistica di Montefiascone è l'A.S.D. Montefiascone che milita nella Promozione Lazio|Promozione]] laziale.

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

Montefiascone fu nel 1983 punto di arrivo di una tappa del 66º Giro d'Italia.

A luglio ospita la Granfondo dell'Est! Est!! Est!!!, competizione di mountain bike che si svolge tra Montefiascone, Bagnaia e il lago di Bolsena. Nel 2013 è giunta alla 9ª edizione ed è valida per il Circuito Maremma Tosco-Laziale.

Tappe del Giro d'Italia con arrivo a Montefiascone
Anno Tappa Partenza km Vincitore di tappa Maglia rosa
1983 Terracina 225 Italia Riccardo Magrini Italia Giuseppe Saronni

Persone sportive legate a Montefiascone[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2015.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ a b c Scheda sullo stemma di Montefiascone su araldicacivica.it, consultata il 23-09-2014
  4. ^ ACS - Ufficio araldico - Fascicoli comunali, 151.12.58.148:8080.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ 30giorni.it, http://www.30giorni.it/articoli_id_23350_l1.htm . URL consultato il 10 luglio 2014.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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