Aldobrandini

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Aldobrandini
Coa fam ITA aldobrandini.jpg
D'azzurro alla banda controdoppiomerlata, accostata da 6 stelle di 8 raggi, il tutto d'oro.
Papa Clemente VIII
Stemma araldico di papa Clemente VIII, San Giovanni in Laterano, Roma.

Gli Aldobrandini sono una nobile famiglia originaria di Firenze, dove nel medioevo ricoprirono le più importanti cariche municipali. In seguito la famiglia si diramò in altre regioni italiane, soprattutto nelle Marche, e fu celebre soprattutto nel Cinquecento perché molti membri ebbero brillanti carriere sia nel campo del diritto, sia in campo ecclesiastico, culminata con l'elezione al soglio pontificio di Ippolito, papa Clemente VIII.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia si arricchì nel Trecento, grazie ai commerci internazionali e alle attività finanziarie che in quell'epoca avevano in Firenze una delle piazze più attive in Europa.

Il mercante Benci Aldobrandini si sposò con Madonna Giovanna degli Aldobrandini, nata Altoviti, una donna molto pia e abituata a fare molta beneficenza, che la rese molto amata dalla gente. Quando morì la popolazione le tributò grandi onori in odore di santità. A lei è intitolata la piazza della Madonna degli Aldobrandini a Firenze ("madonna" secondo l'italiano antico, non riferito a Maria, madre di Gesù).

A partire dell'inizio del XIV secolo, la famiglia si divise in più rami (di Caruccio, di Neri, dei Bellincioni, dei di Lippo, dei di Madonna...) che si dispersero nel centro-nord Italia per via dei cattivi rapporti con la famiglia Medici, stanziandosi nelle Marche, a Roma e in altri luoghi.

Dal ramo di Neri[1] discese Silvestro Aldobrandini, avvocato fiorentino, governatore di Fano che fu mandato in esilio attorno al 1530 dopo la caduta della Repubblica fiorentina. Apprezzato giurista ottenne l'incarico di riformare le leggi prima a Venezia, poi a Faenza. Nel 1548 Silvestro Aldobrandini si stabilì a Roma dove divenne segretario di Paolo IV Carafa. Silvestro Aldobrandini sposò Lisa Donati, e dal matrimonio nacquero i cardinali Giovanni e Ippolito, quest'ultimo salito al soglio pontificio nel 1592 con il nome di Clemente VIII.

Questa elezione innalzò ulteriormente il prestigio della famiglia, anche se il papato di Clemente VIII è controverso per alcune ombre come le condanne di Beatrice Cenci (forse anche per incamerare i beni dei ricchi Cenci), e di Giordano Bruno.

Il papa fu nepotista come i suoi predecessori e arricchì i suoi familiari, concedendo la dignità cardinalizia a diversi suoi parenti: i nipoti Pietro e Cinzio Passero, il pronipote Silvestro e i parenti di altri rami familiari Gian Francesco e Bonifazio. La giovane Margherita Aldobrandini fu sposata a soli 11 anni con Ranuccio I Farnese, per sanare i rapporti tra le due famiglie, e divenne duchessa di Parma.

Dopo la morte del papa però i suoi discendenti morirono e nel giro di pochi anni il ramo degli Aldobrandini di Roma rimase senza eredi.

Molto severo fu il giudizio di Antonio Muratori, che criticando l'esecuzione di Giordano Bruno, vedeva un segno della giustizia divina nella scomparsa della famiglia Aldobrandini:

« Morì Papa Clemente, sono morti i cinque nipoti che avevano altri due cardinali fra loro; mancarono tutti i maschi di quella casa e mancò finalmente con essi ogni successione ed insieme ogni grandezza del sangue lor proprio. »

A Firenze la famiglia si estinse nel 1861 nelle famiglie dei Papadopoli Aldobrandini, dei Banchieri e dei De Peon.

Il fedecommesso Aldobrandini, istituito da Clemente VIII, dopo l'estizione della famiglia passò nelle mani dei Pamphili, a loro volta estinti, successivamente rivendicato dalla famiglia Borghese (essendo entrambe le famiglie discendenti da Olimpia Aldobrandini), che ottenne la secondogenitura, creando un nuovo ramo di Aldobrandini romani con don Camillo di don Francesco Aldobrandini Borghese.

Il casato è attualmente rappresentato dal principe Camillo Aldobrandini (nato nel 1945).[2]

Aldobrandini, principi di Meldola (1597)[modifica | modifica wikitesto]

Estinzione della casata nei Borghese

Borghese-Aldobrandini, principi di Meldola[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la rivendicazione del fedecommesso, Camillo Borghese mutò il proprio cognome in Aldobrandini, ottenendo il titolo annesso.
  • Camillo (1816-1902), I principe di Meldola, figlio di Francesco I Borghese
  • Giuseppe (1865-1929), II principe di Medola
  • Clemente (1891-1965), III principe di Medola
  • Camillo (n. 1945), IV principe di Medola

Erede presunto è il figlio Clemente Borghese Aldobrandini (n. 1982).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ A sua volta, discendente dagli "Aldobrandini di Madonna", indicati talvolta anche con il cognome "Del Nero".
  2. ^ Borghese, Aldobrandini, Salviati

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marcello Vannucci, Le grandi famiglie di Firenze, Newton Compton Editori, 2006 ISBN 88-8289-531-9

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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