Repubblica di Firenze

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Repubblica fiorentina
Repubblica fiorentina – Bandiera Repubblica fiorentina - Stemma
Dati amministrativi
Nome completo Repubblica di Firenze
Nome ufficiale Respublica Florentina
Lingue ufficiali latino, italiano
Lingue parlate italiano
Capitale Firenze
Politica
Forma di governo repubblica oligarchica de facto dal 1115 al 1434 e di nuovo dal 1494 al 1512 ed ancora dal 1527 al 1530, de iure fino alla nascita del Ducato di Firenze nel 1532, monarchia de facto dal 1434 al 1494, di nuovo dal 1512 al 1527 ed ancora dal 1530 al 1532
Organi deliberativi Priorato

Consiglio degli Anziani consigli podestarili

consigli cittadini

Nascita 1115
Fine 1532 con Alessandro de' Medici
Territorio e popolazione
Bacino geografico Toscana
Territorio originale comune di Firenze
Economia
Valuta Fiorino
Religione e società
Religioni preminenti cattolicesimo
Religione di Stato cattolicesimo
Religioni minoritarie ebraismo
Classi sociali patrizi, aristocrazia, clero, cittadini, popolo
Repubblica fiorentina - Mappa
Evoluzione storica
Succeduto da Coat of arms of the House of Medici.svg Ducato di Firenze
Palazzo del Bargello, sede del Capitano del Popolo

« Regna cadunt luxu surgunt virtutibus urbes
Cadono i regni per il lusso, per le virtù le città prosperano »

(Scritta posta alla base della statua di Donatello "Giuditta e Oloferne" posta nel cortile di palazzo Medici)

Nella sua storia, la città di Firenze conobbe periodi in cui la sua forma di governo fu quella di una repubblica.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia di Firenze.

Fondamentale è, nel descrivere gli eventi storici fiorentini, capire bene chi effettivamente governa la città. Questo perché è attraverso l'analisi delle diverse istituzioni e degli sviluppi politici che è possibile comprendere le ragioni per cui Firenze prenda determinate decisioni e non altre.

Firenze nasce come Comune nel 1115. Prima di tale data essa era un dominio del Sacro Romano Impero, governato dalla Corona imperiale e quindi da feudatari e signori nobili scelti dall'Imperatore. Non vi era quindi economia e politica libera, ma soggetta al feudatario.

Alla base della formazione del Comune vi è innanzitutto un’esigenza che, all'inizio, non è altro che un patto associativo tra privati, giurato e volontario, costituito da un gruppo di cittadini con lo scopo di tutelare i diritti dei singoli membri. L'economia di Firenze doveva liberarsi dal dominio feudale e, di conseguenza, dall'Impero. Tali patti privati si evolveranno col tempo e si estendono rapidamente, così gli accordi cessano di essere patti tra privati e diventano di portata pubblica pubblica. Da qui nasce il Comune, inteso come istituto di diritto pubblico e comunitario: Comune infatti significa avere leggi, diritti, regole e obbiettivi comuni.

Nasce quindi il primo sistema di amministrazione comunale: l'ordinamento consolare. Il primo documento di tale sistema risale al 1138.

La città di Firenze conobbe tre distinti periodi di governo repubblicano: la Repubblica del Primo popolo, la Repubblica di Savonarola e la Repubblica sotto i Medici.

Di fatto però Firenze non rimase una Repubblica ininterrottamente dal 1115 al 1527; attraversò infatti diverse modifiche sostanziali delle sue istituzioni nel corso della storia:

  • dal 1115 al 1434 rimase una forma oligarchica repubblicana;
  • dal 1434 al 1494 divenne una repubblica de iure;
  • dal 1494 al 1512 tornò una repubblica a tutti gli effetti;
  • dal 1512 al 1532 rimase una repubblica de iure.

La fine della Repubblica è dovuta alla trasformazione di Firenze in un Ducato mediceo nel 1532. Di fatto però già nel 1527 la città si trasformò in una oligarchia, in mano ai Medici stessi e alle famiglie influenti economicamente.

Nel corso dei vari cambiamenti nelle forme di governo, cambiarono anche le magistrature repubblicane e i loro rapporti. Il popolo perse sempre più potere dal 1115, fino a perderlo totalmente nei periodi di governo dei podestà e dei Medici.

Storia delle istituzioni[modifica | modifica wikitesto]

« ...Cristo sia favorevole e conservi in pace Firenze, città piena di beni che sconfigge i nemici in ogni conflitto, gode di prosperità, di segni [di prestigio] e di un popolo potente, rinsalda, compra e, fervida di salute, ora prostra castelli; città che domina sul mare, sulla terra e su tutto l’orbe: grazie al suo dominio l’intera Tuscia è resa felice. Al pari di Roma si erge destinata a celebrare interminati trionfi, e posa il suo sguardo su tutto [il suo dominio] soggiogandolo sotto [il suo] saldo diritto »

(Epigrafe sulla facciata principale del Palazzo del Bargello)

Nella Repubblica del Primo popolo le istituzioni su cui si reggeva la città erano: il Consiglio degli Anziani, il Capitano del Popolo, il Podestà e i suoi consigli podestarili, i Consoli.

Il Consiglio degli Anziani era un consiglio formato da 12 anziani, appartenenti ad influenti famiglie di nobiltà commerciale. Questo esercitava il potere esecutivo e di iniziativa legislativa insieme al Capitano del Popolo. I membri erano eletti dalle compagnie militari della città che si radicavano sul territorio su base topografica legata alle vecchie parrocchie.

Il Capitano del popolo era il più alto rappresentante del popolo minuto, eletto con mandata annuale per esercitare il suo controllo sul Podestà. Presentava progetti di legge ed esercitava ruoli governativi. In pratica, la figura del Capitano del Popolo doveva bilanciare politicamente la forza delle famiglie nobili rappresentando il ceto borghese dell'epoca.

Il Podestà, tipica istituzione comunale del Medioevo, esercitava il potere esecutivo, direttivo della città e di capo delle milizie. Era eletto dal popolo per un anno, scelto tra cittadini forestieri per rendere imparziale l'istituzione. Dal Podestà dipendevano due consigli podestarili, che esercitavano il potere legislativo. Essi infatti approvavano le leggi proposte e le rendevano effettive.

I Consoli erano 24 e componevano un collegio rappresentativo delle Arti e dei mestieri e da loro eletti ogni anno. Tra di loro era eletto un coordinatore dei lavori del collegio. Essi venivano inviati alla Dieta di San Genasio in rappresentanza della città. All'inizio della Repubblica del primo popolo i Consoli avevano gli stessi poteri esercitati poi dal Podestà.

Il decennio di governo popolare fu caratterizzato da un completo ricambio del personale di governo. I milites, cioè i cittadini ricchi e potenti che combattevano nella cavalleria comunale e avevano gestito il potere in precedenza, furono di fatto estromessi dalla guida della città. Non avevano diritto di voto nelle assemblee e non avevano diritto di candidatura nelle magistrature comunali.

In questa epoca Firenze crebbe economicamente in prosperità tanto che le banche riuscirono a coniare una moneta cittadina, il fiorino, che diventerà una delle monete più potenti della penisola italiana.

Corteo storico della Repubblica fiorentina

Firenze comunale[modifica | modifica wikitesto]

« E acciò che gli strani possano meglio intendere le cose advenute, dirò la forma della nobile città, la quale è nella provincia di toscana, edificata sotto il segno di Marte, ricca e larga d'imperiale fiume d'acqua dolce il quale divide la città quasi per mezzo, con temperata aria, guardata da nocivi venti, povera di terreno, abondante di buoni frutti, con cittadini pro'd'armi superbi e discordevoli, e ricca di proibiti guadagni, dottata e tumuta, per sua grandezza, dalle terre vicine, più che amata. »

(Dino Compagni, Cronica delle cose occorenti ne'tempi suoi , libro I, Cap. I)

Il primo periodo andò indicativamente dal 1115, anno in cui la città si eresse in Comune, al 1434, anno in cui Cosimo il Vecchio, esponente della famiglia Medici (che allora gestiva uno dei più grandi istituti bancari d'Europa), assunse il potere effettivo sulla città, trasformandola in Signoria sia pure non abolendo formalmente le istituzioni comunali, ma bastandogli controllare i processi elettorali degli ufficiali pubblici per gestire il potere. Ufficialmente lo Stato fiorentino avrebbe mantenuto il nome di "Repubblica" anche durante la prima signoria medicea.

La repubblica di Savonarola (1494-1498) e Pier Soderini gonfaloniere (1498-1512)[modifica | modifica wikitesto]

Il secondo periodo iniziò nel 1494, anno in cui i fiorentini cacciarono Piero II de' Medici, accusato di avere ceduto alle imposizioni del re francese Carlo VIII. La repubblica instaurata a Firenze nel 1494 dopo l'abbattimento della signoria dei Medici fu animata e ispirata da Girolamo Savonarola (1452-1498), un frate domenicano.

Alla morte di Lorenzo il Magnifico nel 1492 la città fu travolta dalle prediche di Savonarola.

Nel settembre del 1494 Carlo VIII di Francia iniziò una spedizione militare in Italia, spinto dal desiderio di espandere i suoi domini. A Firenze Piero de' Medici, che aveva accettato passivamente le esose condizioni del francese Carlo VIII (gli aveva ceduto i territori di Pisa, Sarzana, e Livorno), fu rovesciato da una rivolta popolare che instaurò una repubblica.

L'esperimento politico savonaroliano terminò con la condanna e l'esecuzione del frate ad opera dei nemici esterni (primo fra tutti il bersaglio principale delle prediche moralizzatrici del Savonarola, il papa Alessandro VI) e il risorgente partito filomediceo. Ma per i Medici non era ancora possibile recuperare il potere, cosicché esso fu affidato a un sostenitore non troppo fanatico del partito mediceo, Piero Soderini, che avrebbe guidato col titolo di gonfaloniere, incarico che nel 1502 gli fu conferito a vita, un governo moderato che cercasse la conciliazione fra i partiti.

Questo governo, che rifletteva le scarse qualità politiche del proprio capo, inaugurò però una nuova stagione di splendore artistico per la città, con le commissioni a Michelangelo e Leonardo e tanti altri artisti, e con importanti incarichi politici affidati a personalità come Niccolò Machiavelli[1]. Il governo di Soderini sopravvisse fino al 1512, quando il cardinale Giovanni de' Medici, figlio di Lorenzo Il Magnifico, poté rientrare a Firenze grazie all'appoggio di Papa Giulio II e della Lega Santa: un esercito spagnolo, al comando di Raimondo de Cardona, invase il Mugello e mise a sacco Prato e Campi Bisenzio in modo orrendo. Davanti a queste devastazioni, i fiorentini si arresero e accettarono il ritorno della casata medicea.

La repubblica del 1527[modifica | modifica wikitesto]

Il terzo governo repubblicano ebbe inizio il 16 maggio 1527 in seguito alla gravissima crisi sorta nei rapporti tra Papa Clemente VII (Giulio de' Medici) e l'imperatore Carlo V, conclusasi con il Sacco di Roma. Papa Clemente VII era signore de facto di Firenze, governata formalmente dal Cardinale Silvio Passerini da Cortona, in nome dei giovani rampolli Ippolito de' Medici, figlio naturale di Giuliano duca di Nemours, e Alessandro de' Medici, figlio naturale di Lorenzo duca di Urbino. Il popolo fiorentino credette che fosse venuto il momento opportuno per cacciare i Medici e restaurare la Repubblica di stampo Piagnone, ovvero ispirata alle direttive di Girolamo Savonarola.

Questa durò fino al 1530, quando fu abbattuta alla fine dell'Assedio di Firenze ad opera delle truppe spagnole e tedesche inviate non particolarmente volentieri dall'imperatore in seguito ad una riappacificazione tra Clemente VII e Carlo V. L'eroica difesa della città, a cui contribuirono, in ambiti diversi, anche Francesco Ferrucci e Michelangelo Buonarroti, portò ad un assedio durato due anni, durante il quale fu disputata la nota partita di calcio, organizzata con strepito di fanfare in spregio agli assedianti.

In questi due anni morirono circa 8000 difensori e circa 14000 imperiali, senza contare le innumerevoli vittime in tutta la regione dovute al passaggio delle truppe e ai saccheggi. Questa pagina di storia si concluse con la battaglia di Gavinana, scontro nel quale si affrontarono gli uomini di Francesco Ferrucci, che portava rinforzi da Pisa, e le truppe imperiali comandate dallo stesso Principe d'Orange. Quest'ultimo morì nelle prime fasi della battaglia, ma i difensori furono ugualmente sconfitti dal soverchiante numero e Francesco Ferrucci, ferito, fu ucciso poi a sangue freddo dal mercenario Fabrizio Maramaldo.

Alla caduta della città, fu ripristinata la signoria medicea con Alessandro de' Medici (che si vociferava fosse in realtà figlio naturale dello stesso Papa Clemente VII), che nel 1532 fu poi nominato Duca di Firenze.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

La bandiera della repubblica fu «di rosso alla croce d'argento».[2]

Lo stemma della Repubblica consisteva in uno scudo a sfondo bianco con al centro un giglio araldico rosso, detto giglio fiorentino o bottonato. Il gonfalone della città riportava lo stemma della Repubblica con i colori della bandiera cittadina. Anche le milizie portavano le divise con i simboli della Repubblica.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Rosa d'Oro - nastrino per uniforme ordinaria Rosa d'Oro
— 1419

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Jurdjevic, Mark, A great and wretched city : promise and failure in Machiavelli's Florentine political thought [First Edition] 0674725468, 978-0-674-72546-1, 9780674368996, 0674368991 Harvard University Press 2014 .
  2. ^ Luciano Artusi, Firenze araldica, Firenze, Polistampa, 2006, pp. 67-68, ISBN 88-596-0149-5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]