Gonfaloniere

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Quella del gonfaloniere (talvolta si trova sotto la forma di confaloniere) era una prestigiosa carica dei comuni medievali e rinascimentali dell'area italica che veniva utilizzata per indicare un magistrato comunale con varie attribuzioni.

A Firenze, il gonfaloniere era uno dei nove cittadini, selezionati per estrazione ogni due mesi, che formavano il governo della Signoria. Questi aveva il compito di gestire la giustizia (si parla infatti di Gonfaloniere di Giustizia) ed era custode della bandiera della città, che veniva esposta all'estremità di una croce. Al contrario degli altri otto, la sua veste cremisi bordata di ermellino era decorata con stelle dorate. Ogni rione di Firenze aveva il proprio priore, il quale poteva essere scelto per servire il consiglio, ed il gonfaloniere di compagnia, scelto fra le famiglie più importanti del quartiere. Con la legge toscana del 1749 sulla nobiltà, la carica di Gonfaloniere dava diritto alla nobiltà civica per sé e suoi eredi (patriziato).

Si eleggevano gonfalonieri anche in altri comuni del centro-nord Italia, per esempio a Pistoia, portati da Giano della Bella; a Bologna la famiglia Bentivoglio ascese a questa carica nel XVI secolo; a Senigallia si ricordano i Mastai, antenati di papa Pio IX. Cent'anni dopo, quando Artemisia Gentileschi dipinse un ritratto di Pietro Gentile gonfaloniere di Bologna (1622) col gonfalone sullo sfondo, la carica aveva ormai un mero valore simbolico.

Sotto il principato mediceo e lorenese il Gonfaloniere assunse la veste amministrativa di primo cittadino e tale rimase fino all'annessione toscana al Regno d'Italia quando tale figura fu sostituita da quella di sindaco, con analoghe competenze. Generalmente il mandato del gonfaloniere era semestrale.

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