Priore

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Cappello araldico da Priore

Il priore è la guida, il capo di un gruppo. Il termine priore, infatti, deriva dal latino prior, che significa "chi sta prima, avanti", quindi il capo, la guida di un gruppo di persone.

Nel Medioevo in alcuni comuni i priori erano i componenti dell'organismo di governo della città. Palazzo dei Priori era appunto il nome originario del palazzo della Signoria di Firenze. Diversi edifici hanno questo nome.

Comunità religiose[modifica | modifica wikitesto]

Nella chiesa cattolico-romana, comunemente si definisce priore la guida di una comunità religiosa che non gode di totale autonomia.

Diverso, quindi, è il caso dell'abate, che è la guida di una comunità monastica indipendente (come accade tra i benedettini o i basiliani). Spesso però, in una abbazia, esiste anche la carica del priore, seconda dopo quella dell'abate: al priore compete la responsabilità e il governo delle questioni più concrete e quotidiane legate alla vita del monastero.

La scelta di non avere "abati", ma soltanto "priori", fu tipica della riforma cluniacense, nella quale venne mantenuto un unico abate, quello di Cluny, mentre tutti gli altri insediamenti monastici erano soltanto dei priorati, dipendenti dall'unico abate.

Si utilizza il titolo di priore anche per il superiore di un convento di alcuni ordini mendicanti, come i domenicani o i carmelitani.

Proprio in ragione del fatto che il priore governa una comunità nel quadro di una organizzazione più ampia, nella maggior parte degli ordini e delle congregazioni religiose il priore viene nominato dal moderatore supremo o dal superiore provinciale, sebbene in alcuni contesti egli possa anche essere eletto direttamente dal capitolo della comunità locale.

Confraternita laica[modifica | modifica wikitesto]

Si parla di priore anche per indicare il responsabile di una confraternita, associazione di fedeli che di solito persegue finalità di carità o culto. In questo caso il priore è un laico ed ha il compito di:

  • controllare il lavoro che l'amministrazione compie;
  • presenziare e controllare che tutto vada bene durante l'esumazioni nelle cappelle cimiteriali della confraternita;
  • prendere le decisioni importanti e decisive in situazioni di disaccordo;
  • partecipare agli incontri in curia per le decisioni diocesane.

Priorato municipale[modifica | modifica wikitesto]

Il Priorato municipale era chiamato, fino al XIX secolo, il comune in molti Stati preunitari d'Italia; il sindaco era detto priore municipale[1]. In alcune feste patronali di piccoli comuni (come il paesino di Ozegna in provincia di Torino) viene ancora nominato il priore (della festa) che conduce ed offre da bere e mangiare nei giorni di festa.

Anche nel paese di Cavaglià in provincia di Biella viene eletto il Priore della Festa dei Giovani, antichissima manifestazione di cui si trova traccia fin dal 1518, che si svolge ogni anno a cavallo di Ferragosto per dieci giorni consecutivi che uniscono il paese in vari festeggiamenti, danze e cene.

Va ricordato che anche Dante Alighieri fu priore del Comune di Firenze. Al suo tempo la Prioria durava due mesi ed i priori eletti erano sei. Fu priore del comune dal 15 giugno al 15 agosto del 1300[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Di Francesco Dall'Ongaro, Protocollo della Repubblica Romana: collezione degli atti indirizzi.
  2. ^ G. Petrocchi, Vita di Dante (1983).

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