Arte dei Corazzai e Spadai

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Arte dei Corazzai e Spadai
Corazzai e spadai.jpg
AttivitàLavorazione del ferro per uso militare
Stemmauna spada ed una corazza
ProtettoreSan Giorgio

L'Arte dei Corazzai e Spadai era una delle Arti Minori delle corporazioni di arti e mestieri di Firenze.

Corporazione[modifica | modifica wikitesto]

Stemma dell'arte dei Corazzai e Spadai

Erano iscritti in questa Corporazione i fabbricanti di oggetti in metallo di uso militare, sia pratico che di rappresentanza: armature, spade, ecc.

A Firenze, il generico titolo di "Corazzaio" veniva utilizzato per indicare professionisti dalle svariate abilità: forgiatori, brunitori, costruttori di lamine e piastre metalliche di base, tanto quanto gli artigiani specializzati nella produzione delle diverse parti dell'armatura a piastre: l'elmo, le protezioni per gli arti (v. bracciale e gambale), le giunture articolari (cubitiera e ginocchiello).

Nell'Arte rientravano poi anche gli artigiani "collaterali" ai Corazzai: i Carbonai che fornivano la materia prima per azionare le fucine ed i Pittori che decoravano le corazze. Parimenti, erano iscritti, a prezzo ridotto, anche discepoli e garzoni, cui era proibito esercitare la professione in proprio: erano iscritti alla Corporazione versando un prezzo ridotto.

L'operato dei corazzai era rigorosamente controllato dalle autorità cittadine. Lo spessore dell'acciaio era stato stabilito da precisa normativa legale ed era fatto obbligo di rivestire l'interno delle piestre del miglior cuoio onde salvaguardare la comodità dell'utente. Quello della guerra, nel XIV secolo, era anzitutto un buon affare, per le ricche città-stato della penisola italiana, sempre in lotta tra loro. Non stupisce quindi che alle spalle dei corazzai ci fossero ricche famiglie di mercanti fiorentini, quali i Bardi, gli Acciaiuoli ed i Peruzzi.

Dal 1534, l'Arte dei Corazzai e Spadai si unì con quelle di Fabbri, Chiavaioli e Maestri di Pietra e Legname nell'Università dei Fabbricanti per far fronte al calo demografico di quel periodo, provocato dalla peste.

Il patrono[modifica | modifica wikitesto]

I corazzai scelsero come protettore San Giorgio, la cui statua venne commissionata ad un allora giovane Donatello per essere posta nel tabernacolo di Orsanmichele. Unitamente alla statua (1415-1417), elogiata da Giorgio Vasari per la sua bellezza [1], lo scultore realizzò anche (1417) una formella a stiacciato San Giorgio libera la principessa.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vasari, Giorgio (1550), Le Vite, Firenze : vivacità fieramente terribile et un maraviglioso gesto di muoversi dentro a quel sasso [...] nelle figure moderne non s'è veduta ancora

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Artusi, L. (2005), Le Arti e i mestieri di Firenze, Roma, Newton & Compton.
  • Giuliani, M. (2006), Le Arti Fiorentine, Firenze, Scramasax.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]