Arte dell'Agnolo

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Un rilievo su cui era visibile un angelo, in via dell'Agnolo

L'Arte dell'Agnolo fu per un breve periodo una delle numerose corporazioni medievali attive in Firenze, che raccoglieva tutte le attività meno retribuite del processo produttivo della lana.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sorta sotto il governo dispotico del Duca di Atene, nacque per raggruppare, e quindi offrire tutela, a tutti quei lavoratori esclusi dalle altre Arti: i "lanini" (operai nella produzione laniera), "istamaioli" (produttori o rivenditori dello stame, la fibra grezza di miglior qualità di lana), garzoni di tintoria o di tiratoio, rivenditori, "isceglitori", "divettini" (battitori della lana, per togliere le impurità), "iscarichini" (facchini), e tessitori.

Il loro protettore era l'"Agnolo", cioè san Michele Arcangelo, che con la spada e la bilancia era simbolo di giustizia ed equità. L'Arte dell'Agnolo fu cancellata appena il Duca fu cacciato (1343), ma la sua memoria rimase viva soprattutto dove vivevano e lavoravano questi ceti umili, in particolare nel quartiere di Santa Croce, dove esiste la via dell'Agnolo.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Piero Bargellini, Ennio Guarnieri, Le strade di Firenze, 4 voll., Firenze, Bonechi, 1977-1978.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]