Ducato della Mirandola

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Ducato della Mirandola
Ducato della Mirandola - Stemma
Ducato della Mirandola - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Ducato di Mirandola e marchesato di Concordia
Lingue ufficiali italiano, dialetto
Lingue parlate
Capitale Mirandola
Dipendente da Sacro Romano Impero
Politica
Forma di governo monarchia assoluta
(ducato)
Capo di Stato signore, poi conte e duca
Nascita 1310 con Francesco I Pico
Causa investitura imperiale
Fine 1708 con Francesco Maria II Pico
Causa annessione al ducato di Modena e Reggio
Territorio e popolazione
Bacino geografico Emilia centrale
Massima estensione 180 k circa
nel secolo XVII
Popolazione 8.000 abitanti circa
nel secolo XVII
Economia
Valuta propria (1515-1691)
Risorse agricoltura, allevamento
Commerci con Stati confinanti
Religione e società
Religione di Stato cattolicesimo
Classi sociali nobili, clero, contadini
Ducato della Mirandola - Mappa
Evoluzione storica
Preceduto da Banner of the Holy Roman Emperor (after 1400).svg Sacro Romano Impero
Succeduto da Coat of arms of the Duchy of Modena.png Ducato di Modena e Reggio

La Signoria, poi elevata dapprima a Contea e quindi a Ducato della Mirandola, fu uno Stato italiano esistito dal 1310 al 1711 con capitale Mirandola e governato dalla famiglia Pico, cui appartenne l'umanista e filosofo Giovanni II Pico della Mirandola. Mirandola passò infine al ducato di Modena e Reggio.[1]

Nel 1432 Giovanni I Pico ricevette dall'imperatore Sigismondo il titolo di conte di Concordia.

Nel corso della propria storia Mirandola, potentemente fortificata (era rinomato l'alto e possente torrione, ora scomparso), fu oggetto di due assedi, il primo nel 1510 durante il papato di Giulio II e il secondo sotto Giulio III, nel 1551.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le tombe dei Pico in San Francesco
Moneta di Gian Francesco II (1515)

Francesco I Pico, discendente da Manfredo (+1096) e Alda, ricevette nel 1311 dall'imperatore Enrico VII di Lussemburgo l'investitura del territorio tra le corti di Quarantoli e San Possidonio: fu il primo nucleo della signoria di Mirandola che venne ben fortificata ed ebbe il ruolo, con la costruzione del grande castello, di sede dei Pico. Nel 1354 Carlo IV di Lussemburgo con apposito decreto conferì il rango di feudo imperiale alla signoria pichense[3].
Nel 1386 Francesco II riunì le norme giuridiche preesistenti ed emanò gli statuti, onde ben disciplinare le vicende socio-economiche e giurisdizionali dello Staterello. Nella seconda parte del secolo XIV fu fondato il borgo di Concordia al fine di tutelare il confine con il marchesato di Mantova.[4]

Nel corso del Quattrocento il prestigio della famiglia reggente favorì l'espansione di Mirandola e la costruzione di edifici e chiese, tra cui quella di San Francesco (privilegiato luogo di sepoltura dei Pico, con i sarcofaghi pensili di Galeotto I, Spinetta, Prendiparte, Gian Francesco I e Giulia Boiardo, genitori di Galeotto I e di Giovanni). Fu proprio Galeotto I ad incrementare l'allevamento del bestiame, compreso quello dei cavalli di razza pregiata.[5]

Il secolo XVI rappresentò per Mirandola un periodo negativo: il titolo comitale di Concordia, concesso dall'imperatore, accrebbe l'autorevolezza dei Pico, ma, nonostante fosse in vigore il diritto di primogenitura, nacquero serie controversie tra gli esponenti delle linee cadette. Anche questo fatto costituì una delle cause dei duri assedi del 1510 e del 1551, durante l'amministrazione di Galeotto II e di Ludovico II: per tali esigenze belliche e di difesa la città assunse la caratteristica pianta fortificata a stella. Nel 1515 Massimiliano I accordò a Gian Francesco II la facoltà di aprire una zecca e, fino al 1691, (Ludovico II, Alessandro I, Alessandro II) furono coniate varie monete. [6]

Nel 1597 Massimiliano II d'Asburgo concesse a Federico II la qualifica di principe di Mirandola e marchese di Concordia; nel 1619 l'imperatore Mattia elevò Alessandro I all'ambito rango di duca. Ma gli Estensi, duchi di Modena e Reggio, ambivano l'ingrandimento del proprio territorio con l'incorporazione del feudo dei Pico e le crisi interne della famiglia peggioravano la situazione.

Nel 1691 morì Alessandro II e gli succedette il giovanissimo nipote Francesco Maria II, dato che il padre di questi Francesco Maria I era scomparso due anni prima. La madre del duca bambino, Anna Camilla Borghese, lasciò subito Mirandola e ritornò a Roma: assunse, allora, la reggenza la prozia Brigida Pico (1633-1720), sorella maggiore del nonno. Quasi sessantenne, si rivelò un personaggio autoritario e volitivo: continuò di fatto a governare fino al 1706 nonostante il raggiungimento della maggiore età di Francesco Maria. Questi, accusato di tradimento per aver consegnato la città alla Francia, fu deposto nel 1708 dal principe Eugenio di Savoia, al servizio dell'imperatore Giuseppe I d'Asburgo.[7]

Il 15 luglio 1710 il ducato fu venduto al sovrano di Modena Rinaldo I d'Este per 175.000 monete d'oro.[8]

L'ultimo duca mirandolese e la moglie Maria Teresa Spinola, privi di eredi, si trasferirono a Madrid, dove lui morirà nel 1747. La terribile zia Brigida, invece, si era ritirata a Padova, città in cui concluse i suoi giorni, all'età di 87 anni, nel 1720.[9]

Sovrani di Mirandola e Concordia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Sovrani di Mirandola e Concordia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Litta, p. 1
  2. ^ Litta, p. 3
  3. ^ Ferri, p. 15
  4. ^ Ferri, p. 20
  5. ^ Andreolli-Erlindo, p. 30
  6. ^ Cappi, p. 41
  7. ^ Ferri, p. 216
  8. ^ Ferri, p. 219
  9. ^ Ferri, p. 220

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bruno Andreolli-Vittorio Erlindo (a cura di), 1596-1597: Mirandola piccola capitale, EM, Mirandola 2001.
  • Lorenzo Bellesia, La zecca dei Pico, C.I.C. "Giovanni Pico della Mirandola", Mirandola 1995.
  • Vilmo Cappi, La Mirandola. Storia urbanistica di una città, Circolo G. Morandi, Pivetti, Mirandola 2000.
  • Fabrizio Ferri, Mirandola il regno dei Pico, Libreria Editrice Fiera del Libro, Modena 1974.
  • Jader Jacobelli, Quei due Pico della Mirandola, Laterza, Bari 1993.
  • Pompeo Litta, Famiglie celebri d'Italia: Pico della Mirandola, Giusti, Torino 1835.
  • Mario Ravegnani Morosini, Signorie e Principati, vol. III, Maggioli, Dogana (RSM) 1984.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]