Ducato di Ferrara

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Ducato di Ferrara, Modena e Reggio
Ducato di Ferrara, Modena e Reggio – Bandiera Ducato di Ferrara, Modena e Reggio - Stemma
Ducato di Ferrara, Modena e Reggio - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Ducato di Ferrara, Modena e Reggio
Lingue ufficiali Latino, volgare italiano
Lingue parlate Dialetto ferrarese
Capitale Ferrara
Dipendente da Stato Pontificio e Sacro Romano Impero
Politica
Forma di governo Monarchia assoluta
(ducato)
Capo di Stato Duchi di Ferrara
Nascita 1471 con Borso d'Este
Causa Investitura di Borso d'Este da parte del papa Paolo II
Fine 1598 con Alfonso II d'Este
Causa Estinzione del ramo legittimo degli Estensi
Territorio e popolazione
Bacino geografico Emilia centrale, Romagna, Polesine, Garfagnana, Frignano
Territorio originale Comuni di Ferrara, Modena e Reggio
Massima estensione 8143 km² nel secolo XVI
Popolazione 300.000 abitanti circa
nel secolo XVI
Economia
Valuta Zecca di Ferrara
Risorse Agricoltura, allevamento
Commerci con Stati italiani
Religione e società
Religioni preminenti Cattolicesimo
Religione di Stato Cattolicesimo
Religioni minoritarie Ebraismo
Classi sociali Nobiltà, clero, borghesia, popolo
Ducato di Ferrara, Modena e Reggio - Mappa
Evoluzione storica
Preceduto da Coat of arms of the House of Este (1239).svg Signoria di Ferrara
Succeduto da bandiera Stato Pontificio

Il ducato di Ferrara, Modena e Reggio (1471-1598) è il nome con cui è conosciuta un'antica e prestigiosa entità statuale italiana unita da vincoli di vassallaggio allo Stato Pontificio.

Ducatus Ferrariae altomedievale[modifica | modifica wikitesto]

L'antico ducatus Ferrariae, nominato per la prima volta (755 circa) al tempo del re longobardo Desiderio, faceva parte dei territori dell'esarcato di Ravenna (la «Romània»), e quindi dei domini della Chiesa.

Il marchese Tedaldo di Canossa ottenne (984 circa) dal sommo pontefice il possedimento per sé ed i suoi eredi, dietro pagamento di un tributo. Il tramonto dei Canossa si consumò con la morte (1115) della gran contessa Matilde di Canossa, proprio mentre a Ferrara nacque e si consolidò l'istituto comunale, che pose fine all'antico ducatus.[1]

Dal comune alla signoria Estense[modifica | modifica wikitesto]

Il libero comune di Ferrara visse per circa 150 anni. Dal 1208, con Azzo VI d'Este, si instaurò la signoria della casata, di parte guelfa. Da questo momento, gli Estensi estesero il loro dominio anche sulle terre di Modena e Reggio. Ferrara e i suoi domini facevano parte formalmente dello Stato della Chiesa, mentre Modena e Reggio del Sacro Romano Impero, pertanto i signori d'Este erano feudatari del Papa per il territorio di Ferrara, e dell'imperatore per i territori di Modena e Reggio.[2]

Ducato di Ferrara[modifica | modifica wikitesto]

Moneta d'oro con effigie di Alfonso I

Nel 1471 il signore Borso d'Este, che dal 1452 era già duca di Modena e Reggio, ottenne dal papa Paolo II il titolo ducale anche per Ferrara, poco prima della morte.

Dopo Borso, alla guida del ducato di Ferrara si avvicendarono 4 signori:

Il territorio originario del ducato includeva l'attuale provincia di Ferrara, eccezion fatta per Cento che entrerà nei possessi estensi solo nel 1502, e per il Polesine di Rovigo. La penetrazione nel contado iniziò nella seconda metà del XII secolo: Comacchio fu occupata nel 1299. A sud il confine con il comune di Bologna era marcato dal Navile. Tra il 1288 ed il 1289 i comuni di Modena e poi di Reggio si assoggettarono volontariamente agli Estensi. Reggio però venne subito persa e sarà riconquistata solo nel 1409.[3]

All'inizio del XV secolo iniziò l'ampliamento dello Stato verso Ravenna, culminato con la presa della Romagna d'Este, ossia il territorio di Lugo di Romagna. Tra il 1429 ed il 1451 fece atto di dedizione a Ferrara gran parte della Garfagnana con l'importante fortezza di Castelnuovo, mentre nel 1431 si sottomisero le aree più remote dell'Appennino reggiano, come Ligonchio e Piolo.

Rovigo e gran parte del Polesine andarono perduti in gran parte al termine della guerra del sale, del 1556-1557. I luoghi rimasti agli Estensi sulla sponda sinistra del Po, noti col nome di Transpadana Ferrarese, rimasero legati a Ferrara anche dopo l'annessione dell'antica capitale estense allo Stato Pontificio e vennero separati definitivamente nel 1815. Alla fine del XV secolo furono espugnate alcune importanti rocche, quali Montecchio, poste al confine con Parma.[4]

La devoluzione del ducato di Ferrara allo Stato della Chiesa[modifica | modifica wikitesto]

L'ultimo duca Alfonso II

L'interruzione della linea dinastica con Alfonso II, che non ebbe figli legittimi, fu la giustificazione per papa Clemente VIII di rientrare in possesso del feudo di Ferrara. Questi infatti non riconobbe la successione ad Alfonso di Cesare d'Este, del ramo di Montecchio, successione ritenuta illegittima dal pontefice. Il luogo di sepoltura privilegiato degli Este era nel monastero del Corpus Domini a Ferrara.[5]

Il ramo di Montecchio risaliva ad Alfonso d'Este, figlio del duca Alfonso I e di Laura Dianti. La relazione tra Alfonso I e Laura Dianti avvenne nel periodo successivo alla morte della moglie legittima del duca, Lucrezia Borgia, dalla quale erano nati ben tre eredi maschi. Non è certo se Alfonso I avesse o meno sposato Laura Dianti prima di morire. Da questa relazione nacquero Alfonso (1527-1587) ed Alfonsino (1530-1547). Ad Alfonso il padre assegnò la terra di Montecchio, in territorio reggiano. Nel 1549 Alfonso di Montecchio aveva sposato Giulia Della Rovere (figlia del duca di Urbino Francesco Maria I della Rovere), da cui gli nacque Cesare (1562-1628). Il 13 ottobre dello stesso 1562 l'imperatore Ferdinando I aveva elevato il territorio di Montecchio a marchesato.[6]

Nel 1598 Cesare d'Este-Montecchio era rimasto l'unico erede maschio di casa d'Este, ma Clemente VIII non riconobbe mai il matrimonio tra Alfonso I e Laura Dianti, delegittimando quindi tutto il ramo di Montecchio alla successione del feudo papale, in base a una bolla papale di Pio V che escludeva dalle successioni nei feudi pontifici i discendenti naturali. Diversamente accadde per il ducato di Modena e Reggio, feudo imperiale, per il quale l'imperatore Rodolfo II considerò legittima la successione di Cesare.[7]

Cesare d'Este si autonominò duca anche di Ferrara, ma di fronte alla scomunica papale e alla presenza dell'esercito pontificio stanziato a Faenza, decise di rinunciare. Gli Estensi rimasero titolari del solo ducato di Modena e Reggio, scegliendo Modena come nuova capitale dello Stato.

Così si svolse la devoluzione del ducato di Ferrara allo Stato della Chiesa. La legazione conservò il nome di "ducato", ma in realtà divenne una provincia di confine dello Stato Pontificio, e da quel momento la vita culturale ed economica della città, che aveva vissuto momenti di grandissimo splendore, subì un forte arresto.[8]

Duchi di Ferrara (1471-1598)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Duchi di Ferrara.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Rossi, p. 6
  2. ^ Ducato di Ferrara, p. 25
  3. ^ Rossi, p. 15
  4. ^ Ducato di Ferrara, p. 58
  5. ^ Chiappini, p. 135
  6. ^ Rossi, p. 40
  7. ^ Rossi, p. 41
  8. ^ Chiappini, p. 201

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA. VV., Ducato di Ferrara, Franco Maria Ricci, Milano 1999.
  • Luciano Chiappini, Gli Estensi, Dall'Oglio, Milano 1969.
  • Bruno Rossi, Gli Estensi, Mondadori, Milano 1972.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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