Valli mirandolesi

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Valli mirandolesi
Stormo di uccelli nell'oasi delle Valli mirandolesi.jpg
Codice WDPA555540289
Cod. Natura 2000 IT4040014
Class. internaz.ZPS
StatoItalia Italia
RegioneEmilia-Romagna Emilia-Romagna
ProvinciaModena Modena
ComuneMirandola
Superficie a terra27,26 km²
Provvedimenti istitutiviDGR 1816/2003
GestoreProvincia di Modena
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Valli mirandolesi
Valli mirandolesi

Coordinate: 44°54′14.97″N 11°12′14.25″E / 44.904157°N 11.203957°E44.904157; 11.203957

Le Valli mirandolesi sono un'area naturale protetta situata nel territorio comunale di Mirandola, a nord della frazione di Mortizzuolo e a sud delle frazioni di Gavello e San Martino Spino, nella pianura modenese settentrionale, vicino ai confini con le province di Mantova e Ferrara[1].

L'area è caratterizzata da un'agricoltura intensiva in una zona scarsamente popolata, poiché fino agli inizi del XX° secolo erano presenti acque stagnanti e prati umidi.

Tali zone alluvionali, i cui primi insediamenti risalgono all'epoca etrusca[2], sono state utilizzate storicamente per l'itticoltura e - fino al secolo scorso - per l'allevamento degli equini.

Flora[modifica | modifica wikitesto]

Quadrifoglio acquatico (Marsilea quadrifolia)

I laghi eutrofici, che coprono fino al 10% della superficie delle Valli, sono caratterizzati da vegetazione di Magnopotamion e Hydrocharition, con presenza di Quadrifoglio acquatico e - tra le specie rarissime - Campanelle maggiori, Viola minore, Limnantemio, Sagittaria sagittifolia, Erba pesce, Erba vescica[1].

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

Le Valli mirandolesi ospitano la più grande popolazione italiana di Mignattino piombato (Chlidonias hybridus)

L'habitat naturale e semi-naturale del sito costituisce uno delle più vaste ed importanti zone umide di interesse naturalistico interne alla pianura padana, per la presenza - soprattutto all'interno dell'oasi di protezione della fauna selvatica denominata "Valli di Mortizzuolo" (conosciuta anche con il nome "La Tomina") - di numerose specie di avifauna acquatica e flora selvatica[3].

Grazie alla presenza di un'importante stazione di inanellamento scientifico (codice IWC: MO0102), nelle Valli Mirandolesi sono state osservate oltre 45 specie diverse di uccelli acquatici di interesse comunitario, di cui 13 nidificanti, il che fa sì che la zona umida sia una delle più importanti della pianura emiliana[1].

Vi sono grandi popolazioni nidificanti di Cavaliere d'Italia e Botaurus stellaris, oltre al Mignattino piombato (20-40% della popolazione presente in Italia)[1]. Inoltre sono presenti: Airone rosso, Tarabusino, Falco di palude, Albanella minore, Sterna, Fraticello, Falco cuculo. Tra le specie rare, si osservano Svasso maggiore, Canapiglia, Marzaiola, Mestolone, Lodolaio, Basettino[4]. Sono inoltre presenti: Airone bianco maggiore, Garzetta, Falco pescatore, Piviere dorato, Piro piro boschereccio, Combattente, Pavoncella, Chiurlo e Pettazzurro. Inoltre è una delle zone più lontane dal mare ove nidificano Avocetta e Fratino[1].

Il 5 giugno 2017 nel centro delle valli è stato ripreso un maschio di sciacallo dorato[5]: tale avvistamento costituisce la punta più avanzata dell'espansione della specie verso l'Italia centrale.

Tra le specie anfibie, sono presenti Tritone crestato e Raganella; mentre si segnala tra gli invertebrati la farfalla Lycaena dispar.

Valorizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Presso il Barchessone Vecchio di San Martino Spino è stato realizzato un centro di educazione ambientale pubblico, gestito dall'amministrazione comunale di Mirandola.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e IT4040014 - ZPS - Valli Mirandolesi, Regione Emilia-Romagna. URL consultato il 21 aprile 2016 (archiviato l'8 maggio 2016).
  2. ^ Livio Bontatti e Mauro Calzolari, Il Paesaggio della Tesa: l'evoluzione rerritoriale in età Romana, in L'insediamento romano della Tesa di Mirandola. Ricognizioni e scavi 1930-2011, Firenze, 2012, p. 55 (archiviato il 7 maggio 2016).
  3. ^ Luciano Ruggieri e Gianni Conca, Valli di Mortizzuolo, in Birdwatching: Informazioni di base, specie presenti sul territorio, strumenti per l’osservazione, Giunti, pp. 102-104, ISBN 9788809796379 (archiviato il 20 aprile 2017).
  4. ^ Carlo Giannella, Raffaele Gemmato e Antonio Gelati, Attività di inanellamento a scopo scientifico nella bassa modenese - Resoconto 2012 (PDF), CISNINAR, 2012 (archiviato il 5 maggio 2016).
  5. ^ Filmato audio Raffaele Gemmato, Sciacallo dorato - Golden Jackal (Canis aureus), su Vimeo, 5 giugno 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Comune di Mirandola, Mirandola e le valli: immagini e documenti, Mirandola, Tipolito Golinelli, 1989, pp. 128.
  • Roberto Tinarelli, Carlo Giannella e Luca Melega (a cura di), Lo svernamento degli uccelli acquatici in Emilia-Romagna 1994-2009 (PDF), Bologna, Regione Emilia-Romagna, luglio 2010.
  • Piano Faunistico Venatorio, Modena, Provincia di Modena, 2008.
  • Le Valli dei dossi e delle acque. Geomorfologia, archiologia, fauna e flora, Comuni di Mirandola e San Felice sul Panaro, 2001.

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