Provincia di Ferrara

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Provincia di Ferrara
provincia
Provincia di Ferrara – Stemma Provincia di Ferrara – Bandiera
Castello Estense, sede della Provincia.
Castello Estense, sede della Provincia.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Amministrazione
Capoluogo Ferrara
Presidente Tiziano Tagliani (PD) dal 30-09-14
Data di istituzione 1859
Territorio
Coordinate
del capoluogo
44°50′42″N 11°37′58″E / 44.845°N 11.632778°E44.845; 11.632778 (Provincia di Ferrara)Coordinate: 44°50′42″N 11°37′58″E / 44.845°N 11.632778°E44.845; 11.632778 (Provincia di Ferrara)
Superficie 2 635,12 km²
Abitanti 354 073 (31-12-2014)
Densità 134,37 ab./km²
Comuni 24 comuni
Province confinanti Mantova, Modena, Rovigo, Bologna, Ravenna
Altre informazioni
Cod. postale 44121-44124 Ferrara, 44010-44049 Provincia
Prefisso 0532, 0533
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 038
Targa FE
Cartografia

Provincia di Ferrara – Localizzazione

Sito istituzionale

La provincia di Ferrara è una provincia italiana dell'Emilia-Romagna di 354.073 abitanti.

Confina a nord con il Veneto (provincia di Rovigo) e la Lombardia (provincia di Mantova) lungo il Po (e il Po di Goro nel delta del Po), a ovest con la provincia di Modena, a sud (lungo il Reno) con la città metropolitana di Bologna e la provincia di Ravenna, a est con il mar Adriatico (tra il Po di Goro e la foce del Reno).

È la provincia dell'Emilia-Romagna con maggiore estensione di riserve naturali e aree protette, che ammontano a circa 40.000 ettari (più del 15% della superficie totale).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La provincia di Ferrara venne istituita nel 1859, con decreto dittatoriale di Carlo Farini, in previsione dell'annessione dell'Emilia al Regno di Sardegna; era suddivisa nei circondari di Ferrara, di Cento e di Comacchio[1].

Nel 1929 cedette il comune di Pieve di Cento alla provincia di Bologna[2].

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di un'area completamente pianeggiante, in cui le altitudini più elevate, nelle vicinanze del confine con la provincia di Modena, non superano le poche decine di metri, mentre una consistente porzione del territorio è a una quota persino inferiore al livello del mare (il punto più basso è a -3,44 m). Il territorio è molto fertile e permette la coltura di frutta (soprattutto pesche, albicocche, mele, pere e kiwi) e cereali (mais, frumento e riso). Nel XX secolo la provincia era molto importante per la coltivazione della canapa.

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Il corso d'acqua principale che attraversa la provincia è il fiume Po: segna il confine con la provincia di Rovigo e, nel territorio ferrarese, si divide in Po di Volano (che attraversa Ferrara), Po di Primaro e Po di Goro, il più meridionale dei rami del delta del fiume. Il fiume Reno segna il confine meridionale della provincia da Cento con qualche interruzione fino ad Argenta: infine sfocia a sud del lido di Spina, in provincia di Ravenna. I torrenti Idice e Sillaro attraversano la provincia solo nel loro ultimo tratto, andando rispettivamente a sfociare nelle valli di Campotto e in Valle Santa. A ovest attraversa Bondeno il Panaro, ultimo affluente del Po. Inoltre scorrono attraverso la provincia numerosi canali artificiali, tra cui il Cavo Napoleonico, che collega Po e Reno, e l'Idrovia Ferrarese.

Dirigendosi verso il mar Adriatico si incontrano le numerose valli d'acqua salmastra del delta del Po: sono terreni che, a causa della subsidenza del territorio, vengono allagati dalle acque del mare. Le più importanti sono le valli di Comacchio, estese su più di 10 000 ettari, che si suddividono in valle Vacca, valle Fossa di Porto, valle Zavelea, valle Ussarola e Salina di Comacchio. Ci sono poi valle Fattibello (sulla quale si affaccia Comacchio) e a nord valle Bertuzzi (suddivisa in valle Nuova e in val Cantone) e valle Canneviè-Porticino. La dimensione attuale delle valli è molto minore rispetto al passato, in quanto grandi aree palustri sono state bonificate (valle del Mezzano, valle Pega, valle Giralda, valle Falce, valle Vallona). Più verso l'interno si incontrano le valli di Campotto e Valle Santa, che sono invece caratterizzate da acqua dolce.

I laghi principali della provincia sono due: il lago delle Nazioni, di origine artificiale, e il lago del Quaternario, così chiamato per il gran numero di fossili che vi si possono trovare.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Ferrara e Clima dell'Emilia-Romagna.

Il clima della provincia è di tipo temperato umido, con una forte escursione termica tra l'estate e l'inverno.
In estate si possono raggiungere facilmente i 35°, soprattutto nelle zone dell'entroterra, mentre le temperature sono più miti nella fascia litoranea anche se accompagnate da un forte tasso di umidità con precipitazioni forti ma di breve intensità. Con l'arrivo dell'autunno le temperature si abbassano velocemente e aumentano le precipitazioni. Compare inoltre il fenomeno della nebbia, che accompagna il territorio fino ad aprile. In inverno le temperature scendono spesso sotto lo zero di notte, meno frequentemente di giorno. La neve è un fenomeno regolare, ma la quantità può variare notevolmente da anno ad anno. La primavera è caratterizzata da numerose piogge alternate a lunghi periodi di sole, con temperature molto variabili.
La tabella rappresenta le medie dei valori registrati alla stazione meteorologica di Ferrara.

FERRARA
(1961-1990)
Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 4,1 7,4 12,7 17,3 22,0 26,4 29,1 28,5 24,2 17,6 10,8 5,6 5,7 17,3 28,0 17,5 17,1
T. min. mediaC) -0,9 0,8 4,7 8,6 12,8 16,5 18,8 18,6 15,4 10,4 5,4 1,1 0,3 8,7 18,0 10,4 9,4
Precipitazioni (mm) 39 41 53 62 62 61 44 47 56 75 64 48 128 177 152 195 652

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Parco regionale del Delta del Po[modifica | modifica wikitesto]

Il Parco regionale del Delta del Po è una vasta area protetta che si estende dal Po di Goro comprendendo molte foci di fiumi regionali quali il Reno, il Lamone e i Fiumi Uniti fino a sfociare nel Mare Adriatico. Il parco, istituito nel 1998, comprende 18.000 ettari dell'Emilia-Romagna e al suo interno contiene una vasta vegetazione nonché un grande numero di animali e in particolare uccelli. Spiccano inoltre monumenti storici quali l'Abbazia di Pomposa e la Pieve di San Giorgio. È stato inserito nella lista dei patrimoni dell'umanità dall'UNESCO nel 1999.

Le Valli di Argenta nel Parco regionale del Delta del Po

Valli di Comacchio[modifica | modifica wikitesto]

Le Valli di Comacchio, situate a Comacchio ed estendendosi sino alla provincia di Ravenna, costituiscono una vasta area verde di 11000 ettari, caratterizzata da quattro valli principali (Lido di Magnavacca, Fossa di Porto, Campo e Fattibello) e dall'elevata presenza di animali, uccelli in particolare. Nella zona di Comacchio è molto attiva la pesca alle anguille.

Bosco della Mesola[modifica | modifica wikitesto]

La Riserva naturale Bosco della Mesola si estende fra i comuni di Goro, Codigoro e Mesola, contando un'estensione territoriale di 1058 ettari. Fondato nel 1977, rappresenta una riserva nazionale dello Stato, costituito da arbusti quali tamerici, salici, e querce oltre alla presenza di ungulati quali il cervo della mesola, specie endemica di taglia più piccola rispetto al comune cervo europeo, minacciata da un assortito nucleo di daini.

Oasi isola bianca[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Oasi Isola Bianca.

L'Oasi Isola Bianca è un territorio della protezione della fauna gestito dalla Lipu. L'area conta un'estensione di 360 ettari ed è compresa nel Comune di Ferrara, nella frazione di Pontelagoscuro nei pressi del Po. La presenza faunistica più rilevante è quella rappresentata dal picchio rosso maggiore, simbolo dell'oasi, insieme ad altre specie di volatitili quali l'airone cenerino e il Cavaliere d'Italia.

Bosco Panfilia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Bosco della Panfilia.

Situato nelle vicinanze di Sant'Agostino, è un ricordo prezioso di come dovevano essere le antiche foreste padane, ormai dimenticate a causa della fortissima antropizzazione. Tuttavia il bosco attuale si è formato circa tre secoli or sono, quindi non è il residuo originale di quei tempi. Il nome deriva da una celebre rotta del Po di Primaro nel 1750, che ha travolto palazzo e proprietà del marchese Panfilio Fachinetti. Oggi è una zona protetta, e tra le specie vegetali presenti sono da ricordare, tra le altre: pioppo bianco, frassino ossifìllo, salice bianco, robinia, olmo campestre, acero campestre, gelso bianco, ontano nero.

Tra la fauna da ricordare alcuni uccelli come: Merlo, Ghiandaia, Storno, cinciarella, cinciallegra, scricciolo, averla piccola, averla cenerina, allodola, cornacchia grigia, fringuello, picchio verde, picchio rosso maggiore. E anche: martin pescatore, gallinella d'acqua, nitticora, germano reale, airone cenerino e così via. Vi si trova pure il fagiano, e vari rapaci: allocco, barbagianni, civetta, gufo comune, poiana, gheppio e sparviere. Tra i mammiferi ci sono: lepre, riccio, talpa, volpe e nutria. Sono presenti poi molti altri vertebrati e numerosissime specie di invertebrati.

Comuni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Armoriale dei comuni della provincia di Ferrara.

Appartengono alla provincia di Ferrara i seguenti 24 comuni:

Comuni più popolosi[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito sono riportati i sei comuni più popolosi presenti nella Provincia, ordinati per popolazione[3]:

Pos. Comune Abitanti Stemma
1 Ferrara 133.697 CoA Città di Ferrara.svg
2 Cento 35.893 Cento (Italia)-Stemma.png
3 Comacchio 22.760 Comacchio-Stemma.png
4 Argenta 22.138 Argenta-Stemma.png
5 Copparo 16.785 Copparo-Stemma.png
6 Bondeno 14.763 Bondeno-Stemma.png

Unioni di comuni[modifica | modifica wikitesto]

Le tre unioni di comuni sono:

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Decreto 27 dicembre 1859, n. 79
  2. ^ Regio Decreto Legge 24 gennaio 1929, n. 106, art. 1
  3. ^ Istat - Bilancio demografico mensile Dati al 31-12-2013

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonio Saltini, Dove l'uomo separò la terra dalle acque. Storia delle bonifiche in Emilia-Romagna, Diabasis, Reggio Emilia 2005 ISBN 88-8103-433-6

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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