Provincia di Rieti

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Provincia di Rieti
provincia
Provincia di Rieti – Stemma Provincia di Rieti – Bandiera
(dettagli)
Palazzo d'Oltre Velino, sede attuale dell'amministrazione provinciale
Palazzo d'Oltre Velino, sede attuale dell'amministrazione provinciale
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Amministrazione
Capoluogo Rieti
Presidente Giuseppe Rinaldi (PD) dal 12/10/2014
Data di istituzione 1927
Territorio
Coordinate
del capoluogo
42°23′54.66″N 12°51′42.48″E / 42.398518°N 12.861799°E42.398518; 12.861799 (Provincia di Rieti)Coordinate: 42°23′54.66″N 12°51′42.48″E / 42.398518°N 12.861799°E42.398518; 12.861799 (Provincia di Rieti)
Altitudine 405 m s.l.m.
Superficie 2 750,52 km²
Abitanti 158 467[1] (01/01/2016)
Densità 57,61 ab./km²
Comuni 73 comuni
Province confinanti Terni, Perugia, Ascoli Piceno, Teramo, L'Aquila, Roma, Viterbo
Altre informazioni
Cod. postale 02100 Rieti, 02010-02048 provincia
Prefisso 0744, 0746, 0765
Fuso orario UTC+1
ISO 3166-2 IT-RI
Codice ISTAT 057
Targa RI
Cartografia

Provincia di Rieti – Localizzazione

Sito istituzionale

La provincia di Rieti è una provincia italiana del Lazio di 158 467 abitanti che ha come capoluogo Rieti. Si estende su una superficie di 2 749,16 km² e comprende 73 comuni.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Posta nel nord-est della regione Lazio, confina a ovest, lungo il Tevere, con la provincia di Viterbo e la città metropolitana di Roma Capitale; a nord con l'Umbria (provincia di Perugia e la provincia di Terni); a est con Marche (provincia di Ascoli Piceno), e Abruzzo (provincia dell'Aquila e provincia di Teramo).

Il territorio è prevalentemente montuoso con i Monti Sabini e i Monti Reatini a nord al confine con l'Umbria, il Monte Terminillo (2217 m s.l.m.), i Monti della Laga (2458 m s.l.m.) ad est, i monti del Cicolano (gruppo del Monte Nuria e di Monte Giano) e i Monti della Duchessa a sud-est e al confine con l'Abruzzo. La principale pianura è la Piana Reatina. La restante parte collinare comprende l'alta Sabina a sud-ovest ai confini con la provincia di Roma.

Di notevole importanza sono i due laghi artificiali: lago del Salto e lago del Turano, entrambi nati nel ventennio fascista, situati rispettivamente nella Valle del Salto appartenente alla zona del Cicolano e in alta Sabina.

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Acque del lago Turano

Fiumi[modifica | modifica wikitesto]

Laghi[modifica | modifica wikitesto]

Il fiume Velino attraversa Rieti

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Sabina e Cicolano.

La provincia di Rieti fu istituita nel 1927 dal governo fascista insieme ad altre 16, in occasione di un radicale riordino delle circoscrizioni provinciali, nel tentativo di restituire unità politica all'antica regione della Sabina. La provincia fu ottenuta unendo il territorio del circondario di Rieti (che era stato parte della provincia di Perugia dall'unificazione italiana fino al 1923, per poi divenire parte della provincia di Roma dal 1923 al 1927) al territorio dell'ex circondario di Cittaducale (già parte della provincia di Aquila degli Abruzzi).[2] Nessuna delle due parti della nuova provincia era quindi in origini un territorio laziale, bensì umbro e abruzzese. L'auspicio di unità e concordia tra territori per tanto tempo lacerati e divisi da confini interni trovò spazio nel motto della neonata provincia: «Tota Sabina Civitas» (tutta la Sabina [sia] un'[unica] città). La costituzione della provincia provocò numerose proteste dall'Aquila, provincia che si vedeva privata di una grossa parte del suo territorio.

Nel secondo dopoguerra, nel corso del dibattito sull'assetto istituzionale repubblicano, ci si interrogò sull'opportunità o meno di mantenere la suddivisione provinciale operata dal fascismo, e la provincia dell'Aquila in sede di assemblea costituente tornò a chiedere la restituzione dell'ex circondario di Cittaducale. In tale occasione il presidente della provincia reatina Luigi Colarieti agì di anticipo ed interpellò tutti i comuni, i quali si espressero con delibere inoppugnabili dei rispettivi consigli a favore della permanenza nella provincia di Rieti. Solo due comuni misero delle condizioni alla loro permanenza: Borgocollefegato (odierna Borgorose), che si riservava la possibilità di aggregarsi al resto della Marsica se il governo avesse creato un'eventuale provincia di Avezzano, e Cittaducale che si pronunciava favorevole a rimanere nella provincia di Rieti solo se questa fosse rimasta nel Lazio (avrebbe considerato un ritorno alla provincia dell'Aquila se Rieti fosse stata invece aggregata all'Umbria).[3]

L'integrità territoriale della provincia di Rieti è stata messa a rischio negli ultimi anni, non per ragioni storiche/culturali quanto per le scarse attenzioni rivolte al territorio da una gestione dell'amministrazione regionale considerata romanocentrica, e per la grande disomogeneità dello sviluppo economico della regione. Vari comuni montani dell'alta valle del Velino, duramente colpiti dallo spopolamento e carenti sia di infrastrutture di collegamento che di posti di lavoro, hanno minacciato di lasciare la provincia di Rieti ed il Lazio: è accaduto nei casi di Leonessa (dove a fine 2008 si tenne un referendum in cui la grande maggioranza degli abitanti si pronunciò a favore dell'aggregazione all'Umbria, ma non venne raggiunto il quorum necessario[4][5]) ed Amatrice (dove il referendum di secessione è stato più volte minacciato[6][7][8]). Viceversa il territorio della bassa Sabina, che grazie agli efficaci collegamenti con Roma è ormai divenuto a tutti gli effetti un satellite nell'orbita della capitale ed ha conosciuto un notevole sviluppo economico e demografico (dovuto all'immigrazione di pendolari da Roma), si trova invece a combattere la trasformazione del territorio in periferia romana, problema esattamente opposto rispetto al mancato sviluppo della restante provincia, sviluppando una sempre maggiore affinità con i comuni dell'area tiberina[9]; è il caso di Magliano Sabina (dove nel 2011 doveva svolgersi un referendum per il passaggio all'Umbria, revocato all'ultimo momento[10]). Si è discusso anche di un'eventuale cambio di regione da parte dell'intera provincia[11][12] o la creazione insieme alle altre province laziali di una nuova regione che escluda la provincia di Roma[13][14].

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Provincia di Rieti-Stemma.png
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stemma della provincia di Rieti e Armoriale dei comuni della provincia di Rieti.

Lo stemma, concesso insieme al gonfalone con R.D. del 12 maggio 1928, ha la seguente blasonatura:

« Di rosso, alla banda dello stesso, bordata caricata delle lettere maiuscole S.P.Q.S. alternate da tre gruppi di anelli, intrecciati, il tutto d'oro. Motto:"Tota Sabina Civitas". Lo scudo è sormontato dalla corona di Provincia. »

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'argento al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al merito civile
«La Comunità provinciale del Reatino resisteva, con fierissimo contegno, all'accanita furia delle truppe tedesche accampate sul suo territorio, altamente strategico per le immediate retrovie del fronte di Cassino, e partecipava, con indomito spirito patriottico ed intrepido coraggio, alla guerra di Liberazione, sopportando la perdita di un numero elevato di eroici concittadini e la distruzione di ingente parte del suo patrimonio monumentale ed edilizio.»
— Provincia di Rieti, 1943-1944

Luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Aree protette[modifica | modifica wikitesto]

Sono numerose le aree protette nel territorio provinciale. A sud si trova il Parco regionale naturale dei Monti Lucretili, a sud-est la Riserva regionale Montagne della Duchessa e una piccola parte del Parco regionale naturale del Sirente - Velino. Tra le due aree sorge la Riserva naturale Monte Navegna e Monte Cervia (tra il lago del Salto e il lago del Turano). A nord-est il gruppo dei Monti della Laga (nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga). Nella Piana Reatina si trova la Riserva parziale naturale dei Laghi Lungo e Ripasottile, a ovest parte della Riserva naturale di Nazzano, Tevere-Farfa.

Comuni[modifica | modifica wikitesto]

Amatrice, luogo di origine della pasta all'amatriciana

Appartengono alla provincia di Rieti i seguenti 73 comuni:

Comuni più popolosi[modifica | modifica wikitesto]

I giardini e la loggia di Palazzo Vincentini, a Rieti
Stemma Città Popolazione
(ab)
Superficie
(km²)
Rieti-Stemma.png Rieti 47 774  231,59 k
Fara in Sabina-Stemma.png Fara in Sabina 13 350  55 k
Cittaducale-Stemma.png Cittaducale 6 826  71 k
Poggio Mirteto-Stemma.png Poggio Mirteto 6 157  26 k
Borgorose-Stemma.png Borgorose 4 584  31 k
Montopoli di Sabina-Stemma.png Montopoli di Sabina 4 209  38 k
Magliano Sabina-Stemma.png Magliano Sabina 3 892  44 k

Società[modifica | modifica wikitesto]

Demografia[modifica | modifica wikitesto]

Dal secondo dopoguerra in poi la provincia di Rieti ha assistito ad un'emigrazione molto forte (dal 1951 al 2001 la popolazione si è ridotta di circa 34 000 abitanti), e solo nell'ultimo decennio si è assistito ad un'inversione della tendenza (da imputare principalmente trasferimento nella bassa Sabina di popolazione proveniente da Roma). Inoltre la popolazione superstite si è concentrata sempre più nel capoluogo, la cui popolazione nello stesso cinquantennio è cresciuta di circa 8 000 abitanti, mentre gli altri comuni sono andati incontro ad un fortissimo spopolamento, perdendo ben 42 000 abitanti.[15]

Popolazione censita[15][16]

Cittadini stranieri[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2014 nella provincia di Rieti risultano residenti 13 036 cittadini stranieri. Le comunità più numerose sono quelle di:

fonte Istat

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Al 2002 il 4,9% del PIL veniva prodotto dall'agricoltura, il 24,4% dall'industria e il 70,7% dai servizi.[17] L'economia era prevalentemente agricola fino a pochi decenni fa (ancora nel 1951 produceva il 41,7% del PIL e scese sotto il 10% solo negli anni Settanta). L'industrializzazione risale ad inizio Novecento; negli ultimi decenni il settore secondario è cresciuto dal 12,4% del 1951 fino a sfiorare il 30% negli anni Ottanta, mentre oggi è in flessione.[17]

Lo sviluppo economico della provincia di Rieti è disomogeneo: la parte montana, da Rieti in su, è prevalentemente agricola e i piccoli paesi sono stati colpiti da un forte spopolamento, con le uniche attività industriali e commerciali concentrate nel capoluogo; al contrario nella bassa Sabina, divenuta a tutti gli effetti un satellite nell'orbita della Capitale, si è verificata un'industrializzazione più diffusa e la popolazione è cresciuta per effetto dell'immigrazione dall'Urbe[18], con cui è collegata più efficacemente permettendo un efficace pendolarismo. Quest'ultimo è un fenomeno sempre più diffuso, non solo nella bassa Sabina: al 2011 il 22% degli occupati lavora fuori provincia (circa 13 100 persone), di cui la stragrande maggioranza nella Capitale (9 400 unità).[19]

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT del 2010,[20] con riferimento alle coltivazioni legnose, superfici a pascolo e boschive escluse, preponderante è la coltivazione di olive per olio, mais ed frumento tenero.

L'agricoltura è praticata principalmente nel territorio della fertile Piana Reatina, dove le coltivazioni più diffuse sono grano, granturco, ortaggi e girasoli, e in passato il guado e la barbabietola da zucchero, che alimentava lo zuccherificio di Rieti. Il grano di Rieti, già famoso per le sue qualità, all'inizio del Novecento fu studiato e migliorato dall'agronomo Nazareno Strampelli, che riuscì a produrre frumenti dotati di maggiore rendita e resistenza, il cui impiego fu incoraggiato dal regime fascista con la battaglia del grano.

Uliveto a Fara Sabina

Una coltivazione tipica del territorio collinare della bassa Sabina è l'oliveto; la provincia è un grande produttore di olio d'oliva e fa parte dell'associazione nazionale città dell'olio.

Pos. Utilizzazione dei terreni Ettari
1 Boschi cedui 48 497,43
2 Pascoli utilizzati 40 042,93
3 Boschi a fustaia 27 459,74
4 Prati permanenti (utilizzati) 11 060,06
5 Olive per olio 10 468,75
6 Altra superficie boscata 8 796,15
7 Erba medica 7 730,82
8 Altri erbai 3 116,84
9 Mais 2 097,33
10 Frumento tenero e spelta 1 893,47

Industria[modifica | modifica wikitesto]

I maggiori poli industriali sono il Nucleo industriale di Rieti-Cittaducale, quello di Borgorose e il polo logistico di Passo Corese.

Servizi[modifica | modifica wikitesto]

Il terziario, che alla fondazione della provincia era costituito soprattutto dalla nascente burocrazia locale e dal piccolo commercio, è cresciuto continuamente e rapidamente fino a superare il 50% negli anni Cinquanta ed il 70% nella seconda metà degli anni Novanta.[17]

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Il turismo non è una fonte di reddito determinante ma sono molte le potenziali attrattive del territorio, che le amministrazioni comunali e provinciale stanno cercando di valorizzare.

La maggiore concentrazione di strutture alberghiere e turistiche è sulla stazione sciistica del Monte Terminillo, una delle più antiche dell'Appennino, oggi messo in crisi dalle infrastrutture datate e dalla concorrenza delle località abruzzesi.

Altri settori di cui può avvantaggiarsi l'industria turistica sono il turismo religioso (i quattro santuari francescani della Valle Santa, il cammino di Francesco), il turismo dell'arte (grazie ai centri storici medievali di molte città e borghi, come quelli di Rieti e Labro), il turismo naturalistico (laghi Lungo e Ripasottile, Salto e Turano, ciclovia della Conca Reatina) il turismo del benessere (terme di Cotilia, sorgenti di Fonte Cottorella) e quello enogastronomico (olio d'oliva della Sabina, pasta all'Amatriciana, patata di Leonessa, porchetta di Poggio Bustone, lenticchia di Rascino).

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Con un indice di 47.2[21], la provincia di Rieti è ultima del centro Italia e tra le ultime a livello nazionale per dotazione infrastrutturale, piazzandosi al 95º posto su 107 province.[22]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Strade provinciali della provincia di Rieti.
La Salaria nei pressi di Poggio San Lorenzo

La più importante infrastruttura viaria della provincia di Rieti, che sin dall'antichità ha caratterizzato il territorio della Sabina, è la statale 4 Via Salaria, che fa da dorsale all'intera provincia attraversandola da sud-ovest (la bassa Sabina) a nord-est (l'amatriciano e l'alta valle del Velino), passando per il capoluogo Rieti, e la collega con Roma, Ascoli Piceno e l'Adriatico, valicando l'appennino tra Lazio e Marche al passo della Torrita. Si tratta tuttavia di una strada ad una corsia per senso di marcia per quasi tutta la sua lunghezza e con frequenti intersezioni a raso. Altre importanti strade della provincia di Rieti sono la statale 79 bis Ternana che attraversa la Piana Reatina e varca le Marmore collegando Rieti a Terni e da lì all'E45 (per Perugia) e alla statale 675 Umbro-Laziale (per Viterbo, per il casello di Orte dell'A1 e per Civitavecchia); la strada regionale 578 Salto Cicolana, che attraversa interamente il Cicolano collegando Rieti ad Avezzano e al casello Valle del Salto delle A24 ed A25; infine la statale 17 dell'Appennino Abruzzese ed Appulo-Sannitico che, diramandosi dalla Salaria ad Antrodoco, collega la parte centrale della provincia a L'Aquila attraverso il valico di Sella di Corno.

La viabilità autostradale gioca un ruolo secondario, dal momento che la rete autostradale nazionale attraversa il territorio molto marginalmente. L'Autostrada del Sole lambisce la provincia sul lato occidentale, seguendo grossomodo il confine con le province di Viterbo e Roma; nel territorio reatino ricadono solo 13 km ed il casello di Magliano Sabina, ma i successivi svincoli, pur posti nella provincia di Roma, servono anche i comuni di confine della bassa Sabina (specialmente il casello di Fiano Romano, che è collegato alla Salaria da un'apposita diramazione). Inoltre l'autostrada A24 Roma-L'Aquila per circa 16 km attraversa il territorio del comune di Borgorose (al confine sud-est della provincia), dove in località Torano si trova il casello Valle del Salto ed ha origine l'autostrada A25 per Pescara.

Tra i collegamenti stradali secondari si ricordano la strada regionale 4 bis del Terminillo, la regionale 260 Picente, la regionale 313 di Passo Corese, la regionale 314 Licinese, la regionale 471 di Leonessa, regionale 521 di Morro, la regionale 577 del Lago di Campotosto, la regionale 636 di Palombara, la regionale 657 Sabina e infine la rete delle strade provinciali.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Particolarmente sottosviluppata è la rete ferroviaria: fatta 100 la media italiana, la dotazione ferroviaria provinciale ha un indice di 40,9[23]. L'unica ferrovia di grande importanza che attraversa il territorio provinciale è la Roma-Orte (linea lenta), e sebbene questa attraversi solo marginalmente la provincia, nei 33 km interni al suo territorio ricadono cinque stazioni che servono alcune località di confine della bassa Sabina: Fara Sabina-Montelibretti, Poggio Mirteto, Gavignano Sabino, Stimigliano e Collevecchio. Su questa linea si svolge il servizio regionale FL1, con treni ogni 15 minuti per Roma Tiburtina e l'aeroporto di Fiumicino. Il più importante nodo ferroviario della provincia è la stazione di Fara Sabina-Montelibretti, che essendo facilmente raggiungibile tramite la statale Salaria è la porta di accesso via treno a Roma di tutto il territorio a monte della ferrovia, compreso il capoluogo Rieti; vi transitano ogni anno circa un milione e trecentomila passeggeri[24].

L'unica altra ferrovia della provincia è la linea secondaria Terni-Rieti-L'Aquila-Sulmona, che si estende nel suo territorio per 63 km e collega con l'Umbria e l'Abruzzo il capoluogo Rieti e località della parte centrale del territorio quali Greccio, Contigliano, Cittaducale, Castel Sant'Angelo e Antrodoco-Borgo Velino, tramite i valichi di Sella di Corno e Marmore.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Presidenti della Provincia di Rieti.
Periodo Presidente Partito Carica Note
27 giugno 2004 8 giugno 2009 Fabio Melilli La Margherita Presidente
9 giugno 2009 9 ottobre 2012 Fabio Melilli Partito Democratico Presidente
9 ottobre 2012 12 ottobre 2014 Giancarlo Felici Partito Democratico Commissario straordinario
12 ottobre 2014 in carica Giuseppe Rinaldi Partito Democratico Presidente

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 1º gennaio 2016.
  2. ^ R.D.L. 2 gennaio 1927, n. 1, art. 1
  3. ^ ANTONIO CIPOLLONI, LA PROVINCIA DI RIETI DA SALVAGUARDARE, in Rieti in Vetrina, 11 novembre 2012. URL consultato il 21 giugno 2016.
  4. ^ A Leonessa vince il sì, ma mancano i numeri per separarsi dal Lazio, Il Messaggero, 1-12-2008. URL consultato il 16-12-2008.
  5. ^ Leonessa al referendum per passare dal Lazio all'Umbria, in Il Tempo Rieti, 26 novembre 2008. URL consultato il 21 giugno 2016.
  6. ^ «Secessione ad Amatrice? Creiamo infrastrutture per evitare brutte sorprese», in Il Tempo Rieti, 27 agosto 2006. URL consultato il 21 giugno 2016.
  7. ^ Amatrice pronta a tornare in Abruzzo, in Il Tempo, 18 agosto 2014. URL consultato il 21 giugno 2016.
  8. ^ Silvia Sfregola, Amatrice, secessione se chiude l’ospedale, in Il Tempo, 18 agosto 2014. URL consultato il 21 giugno 2016.
  9. ^ «Uniamo le forze», in Il Tempo Rieti, 28 ottobre 2006. URL consultato il 21 giugno 2016.
  10. ^ Lazio: Magliano Sabina non si stacca, viminale revoca referendum, in Agenzia Giornalistica Italia, 5 maggio 2011. URL consultato il 21 giugno 2016.
  11. ^ Marco Fuggetta, Si torna a discutere di secessione, un tema che ultimamente sembra aver acquisito un certo appeal a Rieti, in Il Tempo Rieti, 17 febbraio 2011. URL consultato il 22 giugno 2016.
  12. ^ «Tutta la Sabina lasci il Lazio», in Il Tempo Rieti, 16 febbraio 2011. URL consultato il 22 giugno 2016.
  13. ^ Le province laziali sognano l'indipendenza, in Il Tempo, 29 ottobre 2010. URL consultato il 22 giugno 2016.
  14. ^ L'assessore Paliotta assicura: «Nessuna guerra contro Roma», in Il Tempo, 7 maggio 2010. URL consultato il 22 giugno 2016.
  15. ^ a b Camera di Commercio 2003, pag. 13
  16. ^ Censimenti popolazione provincia di Rieti 1861-2011, su TuttItalia. URL consultato l'8 aprile 2016.
  17. ^ a b c Camera di Commercio 2003, pag. 12
  18. ^ Sabina, su enciclopedia online Treccani. URL consultato il 22 marzo 2016.
  19. ^ Osservatorio Economico della provincia di Rieti. Consuntivo 2010 – previsioni 2011, su Camera di commercio di Rieti, maggio 2011. URL consultato l'8 aprile 2016.
  20. ^ Istat:Censimento Agricoltura 2010
  21. ^ Ponendo pari a 100 la dotazione infrastrutturale italiana media
  22. ^ Istituto Tagliacarne, Indice totale di dotazione infrastrutturale (CSV), su Governo Italiano, 2012. URL consultato il 5 luglio 2016.
  23. ^ Dato 2009 dell'Istituto Tagliacarne, su Il sistema economico reatino dopo la crisi. Consuntivo 2009 – previsioni 2010, su Camera di Commercio di Rieti, 7 maggio 2010, p. 134. URL consultato il 5 luglio 2016.
  24. ^ Stazioni del compartimento di Roma (PDF), su RFI, 19 dicembre 2008. URL consultato il 15 giugno 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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