Monte Giano

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Monte Giano
Monte Giano DVX.JPG
StatoItalia Italia
RegioneLazio Lazio
ProvinciaRieti Rieti
Altezza1 820,3[1] m s.l.m.
CatenaMonti del Cicolano, Appennino abruzzese
Coordinate42°25′56.28″N 13°06′36.04″E / 42.4323°N 13.11001°E42.4323; 13.11001Coordinate: 42°25′56.28″N 13°06′36.04″E / 42.4323°N 13.11001°E42.4323; 13.11001
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Monte Giano
Monte Giano

Il Monte Giano è una montagna dell'Appennino abruzzese, che si trova al confine tra Lazio e Abruzzo, lungo lo spartiacque appenninico. Era noto anticamente come monte Cotischio.[2]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La montagna si trova in provincia di Rieti a nord-est di Antrodoco e domina, con una prominenza di circa 1300 m, la parte bassa delle Gole del Velino che lo separa dal massiccio del Terminillo a ovest, con il gruppo montuoso del Monte Nuria a sud e quello di Monte Calvo a est che ne rappresenta la naturale prosecuzione geomorfologica, a nord si collega direttamente ai Monti Reatini, mentre verso nord-est guarda verso la Piana di Cascina e i Monti dell'Alto Aterno.

La vetta principale raggiunge i 1.820 metri, ma sono presenti altre cuspidi, tra cui Croce di Monte Giano (1.779,3 m) che superano i 1.700 m.. Tra queste si sviluppa l'altipiano dei Prati di Monte Giano. [1]

Alle pendici della montagna sono presenti le essenze tipiche della macchia mediterranea: roverelle, querce, aceri, che giungono fino ai 1200/1300 m. Oltre i 1300 metri iniziano a trovarsi i Faggi che sul versante ovest arrivano fino a circa 1700 metri.

All'estremità meridionale del monte Giano, nello stretto spazio che si trova tra quest'ultimo e l'adiacente monte Serrone (1044 m), si trovano le gole di Antrodoco (una stretta e selvaggia incisione nella roccia, lunga circa 1,5 km), che rappresentano punto di passaggio obbligato per le comunicazioni tra Rieti e L'Aquila. Per tale ragione sul monte Giano si arrampicano la strada statale 17 e la ferrovia Terni-L'Aquila, che dalla valle del Velino possono così raggiungere il passo di Sella di Corno.

A causa della loro posizione strategica, e della facilità con cui permettevano di tendere delle imboscate, le Gole di Antrodoco state teatro nel corso dei secoli di diversi eventi militari: tra questi, la sconfitta dell'esercito francese nel 1799 e la risorgimentale battaglia di Antrodoco del 1821.[3]

La "pineta DUX"[modifica | modifica wikitesto]

La pineta DUX

La montagna deve una certa notorietà alla presenza, sul suo versante ovest, di una pineta che forma la scritta "DVX" (duce, dal latino dux, ducis). L'iscrizione domina la valle del Velino ed è visibile da diversi chilometri di distanza, avvicinandosi ad Antrodoco sulla via Salaria; nelle giornate di poca foschia, specialmente quando la montagna è innevata, la scritta è visibile anche dalla città di Roma.[4][5][6]

La pineta si estende per circa otto ettari ed è composta da circa 20.000 alberi di pino; aveva lo scopo di difendere il paese di Antrodoco dalle frane provocate dalle copiose piogge invernali,[7] che più volte avevano provocato morte e devastazione,[8] e costituiva un omaggio a Benito Mussolini. Fu realizzata nel 1939 (durante il periodo fascista) dalla Scuola Allievi Guardie Forestali di Cittaducale, con il contributo di numerosi giovani del posto, tramite il rimboschimento di una costa calcarea originariamente desolata.[9]

Dal dopoguerra in poi è stata più volte invocata la cancellazione della scritta, osteggiata invece da chi la ritiene parte integrante del paesaggio e della storia del paese, nonché dai nostalgici del ventennio. Negli anni Cinquanta venne effettuato un nuovo intervento di rimboschimento, che fece scomparire la parte basale della scritta (che oggi appare come un rettangolo sotto alla parola DUX).[10] La parte rimanente, rimasta abbandonata, col passare degli anni divenne gradualmente meno riconoscibile.

A causa di nuove frane e cadute di massi, nel 1995 la regione Lazio (giunta Badaloni) approvò dei lavori per il restauro della pineta,[10] finanziati nel 1998 ed eseguiti nell'estate del 2004.[11] Il 24 agosto 2017 la pineta è stata gravemente danneggiata da un incendio[12] di origine colposa[13] o forse dolosa.[14]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Cartografia Regione Lazio, su cartografia.regione.lazio.it.
  2. ^ Francesco Palmegiani, Rieti e la regione Sabina. Storia, arte, vita, usi e costumi del secolare popolo Sabino, edizioni della rivista Latina Gens, 1932, p. 439.
  3. ^ Touring Club Italiano, Guida rossa d'Italia - Lazio, quarta edizione, Milano, 1981, p. 476.
  4. ^ Roma: neve sul monte Giano, riappare la scritta «DUX», in Corriere della Sera, 6 gennaio 2017. URL consultato il 5 febbraio 2018.
  5. ^ Roma, appare la scritta Dvx sul Monte Giano, in Libero, 6 gennaio 2017. URL consultato il 5 febbraio 2018.
  6. ^ Roma, tra i monti innevati riappare la gigantesca scritta DUX, in Il Messaggero, 18 gennaio 2016. URL consultato il 5 febbraio 2018.
  7. ^ Le fiamme cancellano la scritta Dux, il sindaco di Antrodoco: “Servono più uomini e mezzi. Ora paese a rischio idrogeologico”, in RietiLife, 25 agosto 2017. URL consultato il 25 agosto 2017.
  8. ^ La tragica alluvione di Antrodoco del 1862, su Sito istituzionale del comune di Antrodoco. URL consultato il 25 agosto 2017.
  9. ^ La scritta Dux sul Monte Giano ad Antrodoco, foroitalico.altervista.org.
  10. ^ a b Risposta del ministro agli affari regionali Agazio Loiero (18 maggio 2000), in Risposte scritte ad interrogazioni pervenute dal 25 al 31 maggio 2000, fascicolo 162 (PDF), su senato.it, XIII legislatura, p. 11076 (22 del PDF).
  11. ^ LAZIO: VERRA' RESTAURATA LA 'SCRITTA DUX' DEL BOSCO ANTRODOCO, in Adnkronos, 30 gennaio 2004. URL consultato il 25 agosto 2017.
  12. ^ Distrutta la scritta dvx, su roma.repubblica.it, 25 agosto 2017.
  13. ^ Incendio di Antrodoco: il responsabile faceva bollire i pomodori. Cancellata la scritta «Dux», in Il Messaggero, 24 agosto 2017. URL consultato il 25 agosto 2017.
  14. ^ Alessandra Lancia, Rieti, Dux in fiamme, la rabbia del sindaco Guerrieri La procura valuta ipotesi di inchiesta per un possibile incendio doloso, in Il Messaggero, 25 agosto 2017. URL consultato il 1º settembre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Carta CAI - Gruppi di Monte Calvo-Monte Giano-Monte Nuria e Monti dell'Alto Aterno - Camera di Commercio dell'Aquila

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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