Cittaducale

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Cittaducale
comune
Cittaducale – Stemma Cittaducale – Bandiera
Cittaducale – Veduta
Cittaducale vista dalla Via Salaria
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLazio Coat of Arms.svg Lazio
ProvinciaProvincia di Rieti-Stemma.png Rieti
Amministrazione
SindacoLeonardo Ranalli (lista civica) dall'11-6-2017
Territorio
Coordinate42°23′N 12°57′E / 42.383333°N 12.95°E42.383333; 12.95 (Cittaducale)Coordinate: 42°23′N 12°57′E / 42.383333°N 12.95°E42.383333; 12.95 (Cittaducale)
Altitudine481 m s.l.m.
Superficie71,25 km²
Abitanti6 743[1] (31-3-2017)
Densità94,64 ab./km²
FrazioniCalcariola, Caporio, Cesoni, Grotti, Micciani, Pendenza, Santa Rufina, Villa Grotti
Comuni confinantiBorgo Velino, Castel Sant'Angelo, Longone Sabino, Micigliano, Petrella Salto, Rieti
Altre informazioni
Cod. postale02015
Prefisso0746
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT057016
Cod. catastaleC746
TargaRI
Cl. sismicazona 2A (sismicità media)
Nome abitanticivitesi
PatronoMagno di Anagni
Giorno festivo19 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cittaducale
Cittaducale
Cittaducale – Mappa
Posizione del comune di Cittaducale nella provincia di Rieti
Sito istituzionale

Cittaducale (Cìeta in dialetto locale) è un comune italiano di 6 743 abitanti della provincia di Rieti, nel Lazio.

Fondata nel 1308 da re Carlo II d'Angiò, è appartenuta all'Abruzzo e alla provincia dell'Aquila per più di sei secoli, fino al passaggio nel Lazio avvenuto nel 1927.[2][3]

In passato costituiva sede vescovile (diocesi di Cittaducale) e capoluogo di ente sovracomunale (distretto di Cittaducale, circondario di Cittaducale). È nota principalmente per essere il punto di inizio dell'acquedotto del Peschiera che rifornisce Roma, e per ospitare la scuola nazionale per la formazione del Corpo Forestale dello Stato ora dei Carabinieri Forestali.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

È una cittadina basso-medioevale adagiata dolcemente sul Colle di Cerreto Piano lungo la Via Salaria, strada consolare romana, nella parte ovest della Piana di San Vittorino, e a 10 chilometri da Rieti e dalla Piana Reatina.

Alle sue spalle, a nord, si innalza il Monte Terminillo (m. 2.216), a sud-est il gruppo montuoso del Monte Nuria, a est il gruppo montuoso di Monte Giano, mentre ai suoi piedi scorre il fiume Velino.

All'interno del territorio comunale (nei pressi del confine con Castel Sant'Angelo), si trovano le importanti sorgenti del Peschiera, le seconde in Italia per portata. L'acqua che ne sgorga confluisce in parte nel fiume Velino, e in parte nell'acquedotto del Peschiera, un'ardita opera di ingegneria idraulica, che la trasporta per 90 km da Cittaducale fino a Roma, garantendo la quasi totalità dell'acqua necessaria alla capitale d'Italia.[4]

Nella frazione di Santa Rufina, località Cupaello, sono stati rinvenuti diversi minerali[5]:

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Resti delle terme di Vespasiano

Il toponimo deriva dal latino Civitas ducalis.

La media valle del Velino, oggi dominata da Cittaducale, era anticamente abitata da popolazioni che Tito Livio chiama Aborigeni e Pelasgi. Questi, prima della colonizzazione romana, avevano dato vita alle leggendarie città di Cotilia e Lista, rispettivamente ad est e ad ovest dell'attuale abitato. Del periodo romano rimangono i resti archeologici delle Terme di Vespasiano, i quali sono localizzati ad ovest di Cittaducale.

Fondata nel 1308 da re Carlo II d'Angiò, fu chiamata Città Ducale in onore di Roberto duca di Calabria, figlio di Carlo ed erede al trono del Regno di Napoli, di cui rappresentava all'epoca il baluardo più settentrionale (dopo Civitella del Tronto). Tale caratteristica rimase intatta anche quando il Reame assunse il nome di Regno delle Due Sicilie.

Passata dal dominio degli Angioini a quello degli Aragonesi, ottenne il privilegio di battere moneta e si dimostrò fedele a questi ultimi tanto da dover sostenere continue lotte contro Rieti a difesa del Regno di Napoli. Nel corso del XVI secolo ottenne il titolo di Città e divenne sede di diocesi sotto Papa Alessandro VI Borgia, quindi fu data in feudo dall'imperatore Carlo V a sua figlia Margherita d'Austria, andata in sposa ad Ottavio Farnese.

Dopo la dominazione dei Farnese, tornò alle dipendenze dirette dei Borbone di Napoli, amministrativamente compresa nella provincia del Secondo Abruzzo Ulteriore, con capoluogo L'Aquila, fino al 1861; terra di frontiera, ospitava un'importante dogana nei pressi della frazione di Santa Rufina, dove correva l'antico confine di Stato (che fino al 1927 fu ancora confine provinciale tra Abruzzo e Umbria).

Nella prima metà dell'Ottocento nei pressi di Cittaducale si svolse la battaglia di Rieti-Antrodoco, che viene ricordata come la prima battaglia del Risorgimento, nella quale si fronteggiarono le truppe napoletane comandate da Guglielmo Pepe e quelle austriache del Gen. Frimont, che fu nominato dal Re Principe di Antrodoco per la vittoria.

Nel 1927, in seguito alla decisione del governo italiano di riordinare le circoscrizioni provinciali, il Comune, insieme a tutto il territorio del suo ex circondario, dalla provincia di Aquila degli Abruzzi passò a quella di Rieti, appena istituita.

Il 6 e il 7 settembre 2008 Cittaducale ha festeggiato il suo 700º anniversario della fondazione con una spettacolare Rievocazione storica.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Piazza del Popolo, la piazza principale

La maggior parte degli edifici più significativi di Cittaducale, in larga parte costruiti durante il periodo medioevale presenta oggi un aspetto diverso da quello originario a causa delle ricostruzioni resesi necessarie dopo il terribile terremoto del 1703.

La cittadina conserva intatto il suo carattere urbanistico basso-medioevale, con pianta ellittica modellata su quella del tradizionale Castrum Romanum: due strade perpendicolari che si incrociano dando luogo alla piazza centrale, chiamata Piazza del Popolo, attorno alla quale sono situati i principali edifici pubblici.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • La cattedrale di Santa Maria del Popolo, sede della diocesi di Cittaducale fino al 1818.
  • La chiesa di Sant'Agostino, in piazza del Popolo.
  • La chiesa di Santa Maria di Sesto "in umbilico Italiae", nei pressi della stazione ferroviaria.
  • Il santuario di Santa Maria delle Grazie, sulla strada per Rieti.
  • La Chiesa di San Vittorino, posta nei pressi della frazione di Cotilia (lungo la Via Salaria), fu terminata nel 1613, ma sprofondò subito a causa di fenomeni carsici. Dell'edificio rimangono alcune vestigia molto suggestive; una sorgente scaturisce direttamente dal pavimento della chiesa ed alimenta un ruscello che fuoriesce dai resti del portale.[6]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

La Torre Civica e i portici di palazzo Pagani Malatesta
Palazzo Bonafaccia
  • Sono ancora ben conservati alcuni tratti della cinta muraria con le caratteristiche torri difensive, in particolare quella a guardia dell'accesso principale, denominata Torre Angioina o Cassero di S. Manno.
  • Palazzo della Comunità con la Torre Civica.
  • Palazzo Vescovile
  • Palazzo Caroselli, (attuale sede del Comune) in passato era di proprietà della nobile famiglia Caroselli.
  • Palazzo Dragonetti
  • Palazzo Valentini-Cherubini
  • Palazzo Bonafaccia
  • Palazzo Maoli
  • Palazzo Vetoli

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Le terme di Cotilia
  • Le terme di Cotilia, poste nell'omonima frazione (lungo la Via Salaria per L'Aquila), sono un centro termale che sfrutta delle sorgenti sulfuree rinomate già all'epoca degli antichi romani. Nei pressi delle terme sono presenti giardini, ristoranti, fontane da cui sgorga acqua ferrosa, e un laghetto di acqua sulfurea.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Il nucleo industriale di Rieti-Cittaducale in una foto degli anni Ottanta

Industria[modifica | modifica wikitesto]

Cittaducale condivide con il comune di Rieti il maggiore polo industriale dell'alta Sabina, il nucleo industriale di Rieti-Cittaducale (che sorge ad ovest del paese, per una parte in territorio comunale civitese e per un'altra in quello reatino).

Si tratta di un'area di 500 ettari predisposta per ospitare capannoni industriali, creata nel 1970 per intercettare le sovvenzioni della Cassa del Mezzogiorno, nella quale rientrava Cittaducale ma non Rieti. Al suo interno hanno operato anche delle multinazionali come la Texas Instruments, tuttavia dagli anni Novanta in poi il polo è andato incontro a una grossa crisi; ad oggi il nucleo industriale impiega circa 5000 addetti.[7]

Impianto industriale dismesso nei pressi della stazione ferroviaria

All'interno del territorio comunale si trovano inoltre due grandi impianti idraulici: la centrale idroelettrica di Cotilia (che produce energia elettrica sfruttando le grandi dighe del Salto e del Turano situate nel Cicolano) e l'opera di presa dell'ACEA dalla quale ha inizio l'acquedotto del Peschiera (uno dei più grandi acquedotti del mondo, che fornisce oltre il 70% dell'acqua necessaria a Roma).[4]

Altre attività industriali sorgevano nei pressi della stazione ferroviaria, come la ex fabbrica Grillotti,[8] ma queste sono inattive e abbandonate da anni.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

La Scuola Forestale di Cittaducale in una vecchia cartolina

Cittaducale è sede della prestigiosa Scuola del Corpo Forestale dello Stato, fondata nel 1905, che costituisce la principale struttura a livello nazionale per la formazione delle Guardie forestali[10] e, dal 2017 in poi, per la formazione dei Carabinieri Forestali.[11] La struttura ospita inoltre un museo storico dove sono conservati cimeli, armi e uniformi del Corpo Forestale dello Stato, tra cui la bandiera ufficiale del Corpo (conferita al museo in seguito alla sua soppressione).[12]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

La Strada statale 4 in prossimità di Cittaducale

Ai piedi di Cittaducale scorre la Strada statale 4, succeditrice dell'antica Via Salaria, che collega il comune da un lato a Rieti e Roma, dall'altro a L'Aquila, Ascoli Piceno e al mare Adriatico. In direzione Roma la Salaria è una strada ampia e rettilinea, ma caratterizzata dalla carreggiata singola e da numerose intersezioni a raso, mentre in direzione Ascoli è un'agevole strada a scorrimento veloce (ad eccezione del primo tratto di 20 km, da Cittaducale a Sigillo, che è molto tortuoso e attende ancora di essere trasformato in superstrada).

Il paese è collegato alla statale dalla strada provinciale 12 di Cittaducale, che si arrampica sulla collina dove sorge il centro abitato. Il percorso della SP 12 era parte integrante della Via Salaria fino al 1962, quando fu costruita la variante che evita l'attraversamento del centro abitato e le tortuose curve.

In corrispondenza della frazione di Caporio, dalla Salaria si diparte la strada provinciale n. 22, che si addentra nel Cicolano collegando Cittaducale a Fiamignano e Petrella Salto. Fino agli anni Novanta era una delle due strade di accesso al Cicolano, tuttavia la sua importanza è fortemente diminuita con la costruzione della superstrada Rieti-Torano che ha sostituito entrambe.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è servito dalla stazione di Cittaducale, posta sulla linea secondaria Terni-Rieti-L'Aquila; la stazione si trova ai piedi del paese, a circa un chilometro di distanza.

Nel territorio comunale ricadono inoltre due piccole fermate rurali, la fermata di Cotilia (soppressa nel 2014, che serviva la frazione di Caporio e la centrale idroelettrica) e la fermata di Sorgenti del Peschiera (che serve la frazione di Micciani e l'impianto di captazione ACEA).

La linea che attraversa Cittaducale avrebbe dovuto essere prolungata da un lato verso Roma e dall'altro verso Ascoli Piceno, formando la cosiddetta Ferrovia Salaria, tuttavia tale progetto (più volte approvato sin dalla fine dell'Ottocento) non venne mai realizzato. La costruzione della ferrovia Rieti-Passo Corese, che completerebbe almeno il tratto Cittaducale-Rieti-Roma, è prevista dalla legge obiettivo[13] ed è tuttora oggetto di discussione.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Anticamente (dalla sua fondazione e fino al 1861) fu parte integrante del Regno di Napoli diventato poi, dal 1815, Regno delle Due Sicilie. Cittaducale fu costituita nel 1806 dal re Giuseppe Buonaparte capoluogo di Distretto nell'ambito della Provincia dell'Abruzzo Ulteriore Secondo e anche, come suddetto, capoluogo di Circondario.

Nel 1927, a seguito del riordino delle circoscrizioni provinciali stabilito dal regio decreto n. 1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Rieti, Cittaducale passò dalla provincia dell'Aquila a quella di Rieti.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2002 2007 Giovanni Falcone lista civica Sindaco
2007 2012 Giovanni Falcone lista civica Sindaco
7 maggio 2012 11 giugno 2017 Roberto Ermini lista civica Sindaco
11 giugno 2017 in carica Leonardo Ranalli lista civica Sindaco

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2017.
  2. ^ Province, otto secoli di storia - Cronaca - il Centro
  3. ^ Comuni reatini pronti a lasciare il Lazio - Cronaca - il Centro
  4. ^ a b Il 70% dell'acqua di Roma viaggia per 90 chilometri, in Agenzia Giornalistica Italia, 22 luglio 2017. URL consultato il 4 agosto 2017.
  5. ^ Minerali rinvenuti in località Cupaello
  6. ^ Giovanni Garofoli e Massimo Pesci, Tesori del Lazio, su tesoridellazio.it (archiviato dall'url originale il 1º luglio 2016).
  7. ^ A 3 mesi dal ventennale della morte di Malfatti, si evidenzia il futuro industriale nel reatino, in Rieti in Vetrina, 26 settembre 2011. URL consultato il 17 giugno 2017.
  8. ^ La ferrovia Terni - Rieti - L'Aquila - Sulmona, su Trasporti Pubblici.info. URL consultato il 20 settembre 2017.
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ Centri formativi del Corpo della Forestale, su blog.nuoviconcorsi.it. URL consultato il 10 gennaio 2018.
  11. ^ Cittaducale, la scuola Forestale va avanti: “Con i Carabinieri un’unica grande polizia ambientale”, in RietiLife, 13 gennaio 2017. URL consultato il 10 gennaio 2018.
  12. ^ http://ilmessaggero.it/rieti/articolo-3309623.html
  13. ^ Nuova linea ferroviaria Passo Corese-Rieti (scheda n. 68), su Sistema Informativo Legge Opere Strategiche. URL consultato il 16 marzo 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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