Monte Terminillo

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Monte Terminillo
SelladiLeonessa001.jpg
Il versante leonessano del Terminillo visto da est
StatoItalia Italia
RegioneLazio Lazio
ProvinciaRieti Rieti
Altezza2 217,13 m s.l.m.
CatenaMonti Reatini dell'Appennino centrale
Coordinate42°28′23.77″N 12°59′50.35″E / 42.47327°N 12.99732°E42.47327; 12.99732Coordinate: 42°28′23.77″N 12°59′50.35″E / 42.47327°N 12.99732°E42.47327; 12.99732
Altri nomi e significatiMontagna di Roma
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Monte Terminillo
Monte Terminillo

Il Monte Terminillo (noto anticamente come Monte Gurgure o Mons Tetricus) è una montagna appartenente al gruppo dei Monti Reatini nell'Appennino centrale. Si trova in provincia di Rieti, a 20 km dal capoluogo di provincia e a 100 km da Roma; la vetta è posta nel territorio del comune di Leonessa. Con i suoi 2217,13 m di altitudine[1] è la terza montagna più alta del Lazio.

Il Terminillo è una rinomata stazione sciistica, frequentata soprattutto dagli abitanti dell'Urbe (tanto da essere soprannominata la montagna di Roma), nonché una celebre salita ciclistica e automobilistica, ed è un simbolo dell'intera Sabina.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il Terminillo visto dalla Piana di Rieti

L'intero massiccio nel senso più lato ricade all'interno del territorio di diversi comuni del Reatino: Rieti, Leonessa, Micigliano, Posta, Cantalice, Poggio Bustone, Rivodutri e Morro Reatino. Il vero e proprio "Terminillo" ricade su quattro comuni: Rieti, Leonessa, Micigliano, Leonessa. La principale località turistica, Pian de Valli, appartiene al comune di Rieti.

Dal punto di vista geologico e geomorfologico si tratta di un massiccio calcareo abbastanza vasto (perimetro di quasi 70 km), quasi distaccato e isolato dagli altri gruppi montuosi dell'Appennino centrale, tipicamente appenninico quanto a geomorfologia (mai troppo aspra, ma comunque articolata) e quanto a flora e fauna presenti.

Il lato settentrionale del Terminillo, più aspro e alpino, visto d'estate dall'alta Valleonina

Il Terminillo confina a nord con l'altopiano di Leonessa, a est con le strette gole del Velino, a sud con la valle del fiume Velino, e a ovest con la vasta e pianeggiante Piana Reatina. I principali versanti per accedere alla montagna sono quello sud-occidentale che affaccia su Rieti, quello settentrionale che guarda verso Leonessa, e quello orientale verso Micigliano. Il versante meridionale è molto più antropizzato e sfruttato a livello turistico, ed è posto a grande dislivello rispetto al fondovalle. Il versante settentrionale o leonessano è posto a minor dislivello, ma è più aspro, selvaggio e integro, con presenza di rupi rocciose, circhi glaciali, brecciai e valli incontaminate (Vallonina e Valle Scura), ed è quello che ricorda maggiormente le cime alpine e dolomitiche.

Dal Terminillo si diparte la dorsale più occidentale dell'Appennino centrale che si innesta a sud-est ai vicini monti del Cicolano, poi a seguire i Monti Carseolani e i Monti Simbruini e così via procedendo verso sud est lungo lo spartiacque appenninico primario, oppure innestandosi sulla dorsale centrale dell'Appennino Centrale con il gruppo montuoso del Monte Nuria, le Montagne della Duchessa e il Velino-Sirente.

Il massiccio del Terminillo consta di diverse cime che superano i 2000 metri (la cima del Terminillo, il Monte Terminilletto (2104 m), la Cresta Sassetelli (2139 m), il Monte Elefante (2015 m), il Monte di Cambio (2081 m)) ed altre a quote inferiori (Monte Terminilluccio (1864 m), Monte Macchialaveta (1824), Monte Tilia (1775 m), Monte Corno (1735 m), Monte la Tavola (1696 m), Cima d'Arme (1678 m), Monte Rosato (1504 m)) e su ogni versante è segnato da ampie e profonde vallate che ne determinano i confini orografici e lo separano da altri piccoli gruppi montuosi minori che lo circondano (i Monti di Cantalice, Poggio Bustone, Rivodutri e Morro Reatino). Tra queste valli spiccano per interesse naturalistico la Vallonina che scende verso Leonessa dall'omonima Sella di Leonessa, le valli Ravara e di Capo Scura che scendono invece verso il corso del fiume Velino e l'antica consolare Salaria. Sul versante opposto sono invece le Valli dell'Inferno e degli Angeli che scendono verso la piana reatina e i monti di Cantalice.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Monte Terminillo.
Bosco di faggi sul Terminillo
Cavallo al pascolo sul Terminillo

Il Clima del territorio è quello tipico delle zone appenniniche di media e alta montagna. Buoni e duraturi sono gli accumuli di neve d'inverno, specie nel versante settentrionale, fresco e ventilato d'estate.

Flora e fauna[modifica | modifica wikitesto]

Fino a quote di media montagna (1600–1800 m) è ricoperto da boschi su tutti i versanti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'antichità[modifica | modifica wikitesto]

Resti di antiche costruzioni rurali a Pian de' Rosce

Il monte Terminillo era ben conosciuto già nell'antichità: Virgilio lo citò nell'Eneide parlando delle sue «tetricae horrentes rupes» (tetre spaventose rupi);[2] Marco Terenzio Varrone descrisse i «gurgures alti montes» (alti monti Gurguri)[3] e l'usanza di condurvi il bestiame per il pascolo.[4] All'inizio del Settecento, Loreto Mattei riferisce che il nome dialettale della montagna era monte Urulu, probabile deformazione del latino Gurgures.[3] Nelle carte geografiche dello Stato Pontificio era indicato con il toponimo di monte Gurgure.[3] Solo all'inizio dell'Ottocento si iniziò ad affermare sugli atlanti il toponimo Terminillo (diffuso fin dal Cinquecento tra gli autoctoni), che deve la sua origine al fatto che la montagna segnasse il confine tra Stato Pontificio e Regno di Napoli e il termine dei rispettivi territori.[3]

Fin dall'antichità, le popolazioni pedemontane frequentavano la montagna e avevano familiarità con i sentieri che permettevano di salirvi, sfruttandola in prevalenza per la caccia, il pascolo, l'uso civico di legnatico da parte di contadini, boscaioli e carbonai,[5] nonché per la raccolta di neve e ghiaccio, che veniva rivenduto nelle città per conservare gli alimenti.[6] Alcuni ruderi e resti di terrazzamenti a Pian de' Rosce fanno pensare che alcune zone fossero un tempo coltivate;[6] sembra inoltre che gli abitanti dei paesi posti alle estremità opposte della montagna avessero l'abitudine di incontrarsi sul Terminillo per fare mercato (da questo deriverebbe il nome campus forum poi diventato Campoforogna).[6] Tuttavia la montagna non era stabilmente abitata e non era sede di insediamenti umani permanenti, fatta eccezione per modesti ricoveri di pastori.[5]

Per lungo tempo, dal medioevo fino al secolo scorso, il massiccio montuoso e gran parte dei paesi pedemontani (esclusi Poggio Bustone, Rivodutri e Morro Reatino) appartenevano al Regno di Napoli e facevano capo alla provincia dell'Aquila in Abruzzo; al contrario, Rieti faceva parte dello Stato Pontificio, facendo capo alla provincia di Perugia in Umbria. Il confine tra Regno di Napoli e Stato Pontificio passava proprio sul monte Terminillo.[7][8] Solo 1927, con l'istituzione della provincia di Rieti, il Terminillo entrò a far parte del Lazio.

I pionieri dell'esplorazione[modifica | modifica wikitesto]

Il rifugio Umberto I in una foto del 1908

Alla fine dell'Ottocento, con la diffusione dell'alpinismo, iniziarono le prime ascese alla vetta e l'esplorazione sistematica della montagna.[5] I primi esploratori partivano dal paese di Lisciano, a quota 610 metri (dove terminava la strada carrozzabile) e proseguivano a piedi o a dorso di mulo lungo il sentiero che conduceva a Pian De' Valli, quota 1600 metri (attuale sentiero CAI n. 409).[5][9]

Il viaggiatore tedesco Ferdinand Gregorovius scrisse di «valli eccezionalmente pittoresche» percorse da «torrenti spumeggianti»;[2] l'alpinista Enrico Abbate, autore di una tra le prime guide dell'Appenino, parlò di una montagna «imponente e con creste scoscese», capaci d'inverno di ricordare le emozioni di «una difficile salita alpina».[2]

Fu proprio in tale periodo che si iniziò a intuire il potenziale turistico del Terminillo: nel 1882 Abbate osservava che «se il paese di Leonessa fosse in Svizzera, questi luoghi subirebbero grandi trasformazioni. Il paese si rimodernerebbe, sorgerebbero alberghi, comode diligenze percorrerebbero ampie strade trasportando continuamente touristes».[2]

Nel 1873 venne fondata la sezione di Roma del Club Alpino Italiano[5] che nel 1903 fece costruire il rifugio Umberto I (attuale rifugio Massimo Rinaldi) a quota 2108 metri.[5] La presenza del rifugio, che per la prima volta offriva un punto di ristoro a scalatori ed escursionisti, favorì l'arrivo di più visitatori,[10] che iniziarono a divenire sempre più numerosi.[5] Fu così che nel 1923 nacque la sezione reatina del CAI,[5] e nel 1930 venne eretto un secondo rifugio, la capanna Trebiani.[5] Il nome del Terminillo era ormai diventato noto tra gli esponenti dell'aristocrazia romana: nel solo inverno 1931, la capanna Trebiani ospitò ben 1300 gitanti.[11]

L'apertura al turismo "elitario" borghese[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni Trenta il governo fascista realizzò sul monte Terminillo un imponente progetto di valorizzazione turistica, che portò la montagna a diventare una vera e propria stazione sciistica con moderne infrastrutture di accesso e di ricettività; pubblicizzata e propagandata come la "montagna di Roma", in breve divenne un punto di riferimento per l'intera Italia centrale e in particolare per l'alta borghesia romana.

La retorica del regime esaltò il ruolo di Benito Mussolini, additandolo a "scopritore" del Terminillo e del suo potenziale turistico:[12] secondo Maria Scicolone, l'intuizione gli sarebbe venuta durante un viaggio in aereo da Forlì a Roma, nel quale avrebbe chiesto al comandante Biseo che montagna fosse quella che stavano sorvolando.[13] In realtà alla realizzazione del progetto contribuirono diverse personalità.[12]

La necessità di facilitare l'accesso alla montagna si era affermata innanzitutto tra gli alpinisti e i montanari del luogo, visto il consistente numero di visitatori che già si registrava e che cresceva di anno in anno.[5] Inoltre, già da diversi anni, spingevano per lo sfruttamento turistico del Terminillo anche le autorità cittadine di Rieti, nell'ottica di ampliare la platea dei turisti e garantire alla città un maggiore sviluppo economico:[11] tra questi, il podestà Alberto Mario Marcucci, il principe Ludovico Potenziani e il vescovo Massimo Rinaldi (grande appassionato di montagna, soprannominato "il vescovo scarpone").

Il presidente del CAI Manaresi
Il principe Potenziani

Ma il principale artefice della valorizzazione turistica del Terminillo fu Angelo Manaresi, gerarca fascista che aveva notevole influenza su Mussolini, presidente nazionale del CAI nonché comandante del 10º Reggimento alpini e sottosegretario alla Guerra.[12] Il 24 maggio 1932, nel corso di un comizio tenuto a Rieti nell'anniversario della vittoria, Manaresi promise ai montanari reatini reduci della Grande Guerra di salire con loro fino alla vetta del Terminillo.[12] L'escursione ebbe luogo il 21 dicembre; Manaresi rimase profondamente colpito dalla bellezza del luogo, e promise di sottoporre a Mussolini il progetto per realizzarvi una stazione turistica.[12]

Il progetto non ebbe difficoltà ad essere accolto, perché era funzionale a dare applicazione a diversi principi dell'ideologia fascista, come la politica di valorizzazione delle realtà rurali e quella di promozione dell'attività sportiva. Infine, l'iniziativa soddisfaceva le esigenze della borghesia romana che, con la diffusione dell'abitudine alla "gita fuori porta", aspirava a disporre nelle vicinanze di luoghi adatti a trascorrere la villeggiatura.

Così, dopo la realizzazione della Via del Mare e la creazione degli stabilimenti balneari di Ostia (la "spiaggia di Roma"), il governo fascista si proponeva di individuare un luogo non troppo lontano dalla capitale dove realizzare un polo per la pratica degli sport invernali (la "montagna di Roma"), in grado di competere con i più celebrati centri alpini (troppo distanti per essere raggiunti dall'Italia centrale).[12][14][15] A tale scopo vennero prese in considerazione le località di Campocatino, nel frusinate, e di Monte Zappi, ma alla fine la scelta ricadde sul Terminillo.[12]

Nel gennaio del 1933, poco dopo la visita di Manaresi, lo stesso Mussolini si recò sulla montagna, compiendo l'ascesa a dorso di mulo insieme a moglie e figli;[12] anche lui si disse «impressionato dalla bellezza del massiccio montuoso».[14]

L'inaugurazione della Via Terminillese, nel 1933, con la colonna posta alla base della salita (Lisciano); a sinistra, l'erma posta al culmine (Campoforogna).

Fu così che il progetto prese il via: nello stesso mese di gennaio 1933, Mussolini ordinò al podestà di Rieti, Marcucci, la costruzione di un'ampia strada che da Lisciano si arrampicasse sul Terminillo: la Via Terminillese (statale 4 bis).[12] Il primo tronco (fino a Pian de' Rosce) fu inaugurato già nel dicembre del 1933[12] e la parte rimanente venne completata nel 1935.

La strada si diramava dalla Via Salaria e fu progettata con criteri ingegneristici moderni, per rendere l'ascesa degli automezzi più agevole possibile. La sua costruzione fu fortemente enfatizzata dalla propaganda del regime: al suo termine (Campoforogna) fu eretta un'erma a memoria dei "martiri della rivoluzione fascista", mentre al suo inizio (Lisciano) fu posta una colonna di granito con l'iscrizione:

« Con questa strada / da Benito Mussolini / fu rivelata a Roma / la sua montagna[16][14] »

Alcune fotografie di propaganda di Mussolini che scia sul Terminillo

Dopo la prima visita del gennaio 1933, Mussolini tornò più volte sulla montagna: negli anni seguenti il dittatore cominciò a compiere frequenti gite sul Terminillo, che gli permettevano di praticare attività sportive (alle quali si dedicava assiduamente, anche se con scarsi risultati), e anche di incontrare Clara Petacci lontano da occhi indiscreti.[17]

Le visite di Mussolini, però, non erano solo momenti di piacere. In quegli anni, infatti, il Terminillo divenne un importante strumento di propaganda del regime: nel 1937, il presidente del CAI Manaresi scrisse che, per la causa delle montagne, «due giorni trascorsi da Mussolini sul monte Terminillo sono più preziosi di cento discorsi, risme di saggi e folle di comitati».[16] Mussolini, infatti, si faceva spesso fotografare sulla neve per promuovere la pratica sportiva e il turismo montano;[2][16] nelle foto veniva ritratto con gli sci o sullo slittino, a volte addirittura a torso nudo.[2][16] In realtà, secondo le testimonianze degli istruttori che lo assistevano, il duce non era un abile sciatore e nelle sue visite si limitava a fare qualche passo con gli sci ai piedi.[2][16] La pubblicizzazione delle visite di Mussolini portò una grande fama al Terminillo,[12] che divenne in pochi anni una meta ambita da molti personaggi in vista.

La funivia del Terminilluccio inaugurata nel 1938

Con la realizzazione della strada, in breve tempo sorsero numerose strutture ricettive: nel 1936 viene aperto il primo albergo, il Savoia, seguito poco dopo dal Roma[2] (dove si trovava l'appartamento presidenziale riservato a Mussolini[15]).

Nel 1934, grazie all'azione del principe Ludovico Potenziani, fu costituita la Società Anonima Funivie del Terminillo, spin-off della Società Romana Costruzioni Meccaniche. Negli anni successivi la società investì quattro milioni di lire sul Terminillo, realizzando le tre funivie Pian de Valli-Terminilluccio, Campoforogna-Terminilluccio, e Terminilluccio-Terminilletto[15] (la prima delle quali inaugurata il 26 gennaio 1938[18][2] e tuttora esistente).

Ad aumentare la fama del Terminillo contribuì anche il giro d'Italia:[12] a partire dal 1936 e per quattro anni consecutivi, la scalata del Terminillo entrò a far parte della corsa rosa divenendo una delle tappe "clou".[12] Per l'occasione fu introdotta per la prima volta la modalità della corsa a cronometro.

Il turismo di massa[modifica | modifica wikitesto]

Dagli anni cinquanta agli anni settanta Terminillo è la località sciistica di riferimento di tutto il Centro Italia. In questo periodo diventa un punto di ritrovo della "Roma bene": vi soggiornano esponenti politici come Togliatti e Nilde Jotti, il presidente del consiglio Giuseppe Pella, ecc. Erano visitatori abituali esponenti del cinema come Gino Cervi, Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman (che qui conobbe la sua seconda moglie Diletta), Marcello Mastroianni, Jean Sorel, Gina Lollobrigida (che qui nel 1949 sposò Mirko Skofic), Bice Valori, Paolo Panelli, Antonello Falqui, Luciano Enner, Giuliano Gemma, Raf Vallone, Massimo Girotti, Rossana Podestà, Eleonora Rossi Drago, Bruno Modugno, Carla Del Poggio, Anna Maria Ferrero, Marina Vlady Versois, Tina Pica, Luigi Zampa (che qui perfezionò la sceneggiatura de Il medico della mutua) ed Eduardo De Filippo (che era solito passarvi le vacanze natalizie con la famiglia; proprio qui la mattina del 5 gennaio 1960 morì sua figlia Luisella di appena dieci anni per un'emorragia cerebrale). Il Terminillo, sia per gli esterni che negli interni degli alberghi, divenne il set per le riprese di molti film, tra i quali Lo sbaglio di essere vivo (1945), Fanciulle di lusso (1952), Un amore senza fine (1958), La zia d'America va a sciare (1958), Il giudizio universale (1961), Se permettete parliamo di donne (1964).[19][20]

Il declino e i tentativi di rilancio[modifica | modifica wikitesto]

Due esempi di degrado: impianti seggioviari dismessi, e i ruderi della villa Chigi a Campoforogna

Dagli anni ottanta e novanta, a causa dell'assenza di investimenti atti a rinnovare, modernizzare ed ampliare gli impianti di risalita, Terminillo vive una crisi dovuta anche alla sempre più forte concorrenza delle stazioni abruzzesi, diventate di colpo più vicine a Roma dopo la costruzione dell'autostrada A24.[21]

Negli ultimi 20 anni gli impianti si sono ridotti, ma la Regione Lazio ha stanziato 20 milioni di euro per il rinnovo e l'aumento delle strutture sciistiche, ma la Regione stessa ha bocciato nel settembre 2015 il Progetto T.S.M. (Terminillo Stazione Montana) che aveva invece visto il consenso del 100% dei Comuni del comprensorio e che prevedeva sia l'ammodernamento degli impianti che la realizzazione di nuovi percorsi paesaggistici e nuovi rifugi, nonché l'unione del versante Ovest con quello leonessano (est). Allo stato attuale (febbraio 2016) è in corso un contraddittorio tra i proponenti il progetto TSM e i tecnici della Regione Lazio per far sì che il progetto venga approvato, seppure in parte modificato. Aggiornamento gennaio 2018: ad oggi, il progetto rimane fermo in Regione, nonostante le ripetuto modifiche per ridurne l'impatto ambientale.

Aggiornamento luglio 2018: la Regione Lazio ha nuovamente indicato ai vari Comuni le modifiche da eseguire affinché il progetto possa essere approvato entro i primi medi del 2019. Dopo oltre 10 anni dallo stanziamento, il Progetto di rilancio (TSM) non vede ancora la sua realizzazione.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

La vicinanza con la capitale ha fatto sì che venga colloquialmente indicata come "la montagna dei romani": i turisti provenienti dalla capitale ne frequentano infatti spesso le piste sciistiche; inoltre l'appellativo si può anche spiegare col fatto che, a differenza delle altre cime oltre i 2000 metri dell'Appennino centrale, il Terminillo è spesso visibile da Roma, specie nelle limpide giornate invernali, nelle quali appare l'intera montagna innevata.

Il flusso turistico è consistente anche dalla province di Terni e Viterbo.

Stazioni sciistiche[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campoforogna e Leonessa.
Sciatori sulle pista da sci

Il massiccio ospita due stazioni sciistiche, una più nota e frequentata sul versante meridionale che prende il nome direttamente dal massiccio (Terminillo) e posta in località Pian de' Valli (1640 m s.l.m.), l'altra posta sul versante opposto settentrionale (Leonessa-Campo Stella), geograficamente non collegate tra loro. Entrambe le stazioni hanno un bacino potenziale di utenza che copre l'Umbria, tutto il Lazio settentrionale, cioè la provincia di Rieti e quella di Viterbo, e parte di quello centrale cioè parte della provincia di Roma.

Il paese di Pian de' Valli

La stazione meridionale del Terminillo è situata a 20 km dalla città di Rieti con cui è collegata attraverso la Strada statale 4 bis del Terminillo. Dispone di 4 impianti di risalita dislocati tra i 1500 e 2108 metri di quota, 40 km di piste dedicate allo sci alpino e 20 km di tracciati dedicati allo sci nordico, oltre alla presenza di buone strutture ricettive.

Scoperta da Mussolini e sorta nel periodo fascista tra le prime dell'Appennino, frequentatissima poi negli anni sessanta e settanta, la località ha subìto la concorrenza delle vicine stazioni d'Abruzzo negli anni ottanta e novanta, non riuscendo a tenere il passo col resto dell'Italia centrale, vuoi anche per la mancanza di un collegamento autostradale.

È ancora funzionante la funivia storica realizzata nel 1938, nella stazione di partenza vi sono le decorazioni realizzate dal pittore d'avanguardia Achille Dal Lago.

Nel biennio 2005-2007, all'interno di un piano di riammodernamento degli impianti, sono state installate nuove seggiovie quadriposto ed è previsto un piano complessivo di estensione del chilometraggio delle piste, per completare il collegamento con la Vallonina e gli impianti di Campo Stella.

Unica in tutto il Centro Italia è l'illuminazione delle piste per lo sci di fondo utilizzabili anche in piena notte.

Escursionismo[modifica | modifica wikitesto]

Il tempio votivo di San Francesco a Pian de' Valli

Terminillo offre anche possibilità di sviluppo turistico alternativo allo sci, a partire dal paesaggio che, in particolare nella zona est, ricorda le Dolomiti Venete. Numerose e variegate le passeggiate. La presenza faunistica e la flora sono relativamente modeste, viste le importanti altitudini già a partire dal paese (1650 s.l.m.) e gli impianti di risalita presenti non hanno recato impatto ambientale rilevante. Ad oggi, tuttavia, questa montagna vede crescere costantemente l'interesse verso attività sportive come il trekking (sky race, gara di corsa in montagna lungo i sentieri del CAI) e l'escursionismo estivo ed invernale, collegati anche alle tematiche religiose e spirituali del Cammino di Francesco.

Peraltro, l'alpinismo e l'arrampicata sono attività praticate sul Terminillo da oltre quarant'anni. Infatti, soprattutto i bastioni delle pareti Est e Nord offrono possibilità di ascensioni alpinistiche sia estive che invernali (basti ricordare, a titolo esemplificativo, le frequentate vie d'arrampicata sulle pareti del cosiddetto Sperone Centrale della parete Est e, quanto alle ascensioni invernali, il canale Chiaretti-Pietrostefani sul versante Nord-Est). Degna d'interesse, soprattutto in periodo invernale, la Cresta Sassetelli che si snoda a nord della vetta. Inoltre il piccolo gruppo montuoso immediatamente limitrofo dei Monti Valloni (Monte Elefante, vetta più elevata 2.015 m) presenta itinerari di alpinismo e scialpinismo invernale di notevole bellezza e complessità: cascate di ghiaccio, canali di misto e via classiche con notevole esposizione.

Itinerari[modifica | modifica wikitesto]

Il borgo pedemontano di Leonessa (969 metri)

Numerosi sono i percorsi a piedi che portano in vetta o su cime secondarie, da entrambi i versanti. Dalla cima la vista spazia a 360° sulla sottostante piana di Rieti, su tutta la Sabina fino alla campagna romana, sui monti dell'alto Lazio (Monte Pozzoni), i Monti Sibillini, i Monti della Laga, il Gran Sasso d'Italia, i monti del Cicolano, le Montagne della Duchessa, il massiccio del Monte Velino e i Monti Carseolani.

Diverse sono anche le possibilità di escursioni in bicicletta sia su strada con l'ascesa tipica alla Sella di Leonessa da entrambi i versanti, meridionale e settentrionale, sia in MTB sui numerosi percorsi sterrati che il massiccio offre. In particolare altamente suggestiva risulta l'ascesa sterrata dal versante orientale lungo la strada tipicamente montana che sale fino alla Sella dalle Gole del Velino/Via Salaria attraverso il comune di Micigliano.

Rifugi[modifica | modifica wikitesto]

Il Rifugio Angelo Sebastiani, con alle spalle la cima del Terminillo

Sul Terminillo sono attivi due rifugi, gestiti dal Club Alpino Italiano di Rieti:

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Le principali strade di accesso al Terminillo sono la strada regionale 4 bis del Terminillo (detta via Terminillese), che ha inizio a Rieti, e la strada provinciale 10 della Sella di Leonessa, che ha inizio a Leonessa. Una terza strada ha inizio a Micigliano ma è sterrata e generalmente inaccessibile ai veicoli. Da Roma, Terni e L'Aquila si arriva al Terminillo raggiungendo Rieti (da Roma con la strada statale 4 Salaria, da Terni attraverso la superstrada Rieti-Terni e dall'Aquila con la statale 17 passando per Antrodoco-Cittaducale), per poi uscire allo svincolo Nucleo industriale e percorrere la Terminillese. Da Ascoli Piceno invece è preferibile raggiungere Leonessa e percorrere la strada provinciale 10 e la Sella di Leonessa.

Trasporto pubblico[modifica | modifica wikitesto]

Mappa del trasporto pubblico nell'area nord-est di Roma

Per quanto riguarda il trasporto pubblico, Rieti è raggiungibile via treno da Terni e L'Aquila, tramite la ferrovia Terni-Sulmona, e da Roma tramite autobus regionale Cotral (che collega il capolinea bus della stazione di Rieti con la stazione di Roma Tiburtina o di Fara Sabina sulla linea metropolitana FL1). Dalla stazione di Rieti si prosegue con la linea urbana 513 dell'ASM Rieti (biglietto singolo di 90 centesimi).[22]

Dal 2014 il servizio Trenobus permette di raggiungere il Terminillo da Terni con un unico biglietto, valido per il treno e per il bus 513.[23]

Manifestazioni sportive[modifica | modifica wikitesto]

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

Il Terminillo ha più volte ospitato, nella località di Campoforogna a quota 1670 m, l'arrivo di tappa del Giro d'Italia.

Edizione Tappa Percorso km Vincitore di tappa
1936 11ª Rieti > Terminillo (cron. individuale) 20,0 Italia Giuseppe Olmo
1937 Rieti > Terminillo (cron. individuale) 20,0 Italia Gino Bartali
1938 Rieti > Terminillo (cron. individuale) 19,8 Italia Giovanni Valetti
1939 11ª Rieti > Terminillo (cron. individuale) 14,0 Italia Giovanni Valetti
1987 Terni > Terminillo 208,0 Francia Jean-Claude Bagot
1992 Latina > Terminillo 197,0 Colombia Luis Herrera
1997 Arezzo > Terminillo 218,0 Russia Pavel Tonkov
2003 Avezzano > Terminillo 143,0 Italia Stefano Garzelli
2010 Chianciano Terme > Terminillo 189,0 Danimarca Chris Anker Sørensen

In particolare il Terminillo (Campoforogna) è la salita con il maggior numero di arrivi in salita al Giro (9 volte). Numerosi inoltre i transiti in cima alla Sella di Leonessa, l'ultimo nel 2007.

La salita del Terminillo, fino alla Sella di Leonessa (1885 m), versante meridionale da Vazia-Rieti è considerata una delle ascese più dure del Centro-Italia, assieme a quella del Gran Sasso (Campo Imperatore) e del Blockhaus, sia per il dislivello totale (1390 m), che per la lunghezza (21,3 km) e le pendenze (media 6,5% con punte fino al 13%). Un po' più dolce e più breve (15,4 km al 6,1 % media con punte del 10%) la scalata dal versante settentrionale di Leonessa. Un terzo versante, sterrato e altamente suggestivo, è quello ad est che sale lungo le pendici di Monte Elefante passando per Micigliano (circa 14 Km al 7,3% di pendenza media).

A livello amatoriale è sede ogni anno di una gran fondo e medio fondo che si tiene abitualmente nel mese di luglio con partenza da Rieti, giro occidentale del massiccio fino a Leonessa, la scalata del Terminillo dal versante settentrionale fino alla Sella di Leonessa lungo la Val Leonina ed infine ridiscesa a Rieti.

Una fuoriserie in corsa alla Coppa Carotti

Alla corsa Tirreno-Adriatico due tappe con arrivo sul Terminillo sono state vinte dal colombiano della Movistar Nairo Quintana (nella 5ª tappa nel 2015 e nella 4ª nel 2017).

Automobilismo[modifica | modifica wikitesto]

Da ricordare, tra le manifestazioni sportive, la ormai famosa "Coppa Bruno Carotti", cronoscalata automobilistica del Campionato Italiano Velocità Montagna (CIVM) organizzato dall'ACI di Rieti. Il tracciato si snoda lungo la Strada Statale 4 bis del Terminillo ed ogni anno raccoglie numerosi partecipanti, essendo valida anche per il campionato europeo per la stessa specialità. La partenza avviene alle pendici della montagna all'altezza della colonnina di Lisciano (RI) (ultimo paesino salendo lungo la "terminillese" situato a 595 m s.l.m.), la lunghezza del tracciato è di circa 15 km con arrivo in località Campoforogna (1630 m s.l.m.).

Corsa in montagna[modifica | modifica wikitesto]

Il campo d'altura "Enrico Leoncini" in località Cinque Confini

Ha ormai raggiunto rilevante importanza anche la "Sky race", gara di corsa in montagna snodata lungo i sentieri del CAI, con partenza dalla colonna di Lisciano (RI) ed arrivo nella pista d'atletica dell'impianto d'altura dei Cinque Confini.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Terminillo è stato teatro di numerosi film in particolare tra gli anni sessanta e anni ottanta con attori come Vittorio De Sica, Alberto Sordi e Enrico Montesano.

Dal 3 al 7 febbraio 2016 si è svolto il primo "Terminillo Film Festival" che ha visto come protagonisti Raoul Bova, Maurizio Mattioli, Enrico Vanzina, Paolo Genovese.

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nuova rilevazione, precedentemente l'altezza era di 2216 m s.l.m.
  2. ^ a b c d e f g h i Stefano Ardito, Airone montagna, inverno 1993. Parte 1 Parte 2
  3. ^ a b c d Monte Terminillo - cenni storici, su Vecchio sito istituzionale del comune di Rieti. URL consultato il 25 luglio 2018.
  4. ^ (EN) William Smith, GURGURES MONTES, su Dictionary of Greek and Roman Geography, 1854. URL consultato il 25 luglio 2018.
  5. ^ a b c d e f g h i j Terminillo - Breve storia, su Sentiero planetario del Terminillo. URL consultato il 21 luglio 2018.
  6. ^ a b c Terminillo, una storia da raccontare, su Monte Terminillo.net. URL consultato il 19 gennaio 2016.
  7. ^ Marco Scataglini, Terminus: Lungo l'antico confine tra Stato Pontificio e Regno delle Due Sicilie.
  8. ^ Alla ricerca dei cippi sui Monti Reatini, su lemiepasseggiate.it. URL consultato il 12 agosto 2018.
  9. ^ La protesta del Cai: “Una strada al posto del sentiero storico Lisciano-Terminillo”, in RietiLife, 17 luglio 2018. URL consultato il 21 luglio 2018.
  10. ^ Comitato Scientifico Centrale del Club Alpino Italiano, Rifugio Massimo Rinaldi (PDF), in Rifugi e dintorni. URL consultato il 22 luglio 2018.
  11. ^ a b Francesco Palmegiani, Rieti e la Regione Sabina. Storia, arte, vita, usi e costumi del secolare popolo Sabino: la ricostituita Provincia nelle sue attività, Roma, edizioni della rivista Latina Gens, 1932, pp. 353-355.
  12. ^ a b c d e f g h i j k l m Mauro Facoltosi, Terminillo: storie di fascismo, sci e ciclismo, in ilciclismo.it, 16 maggio 2010. URL consultato il 24 luglio 2018.
  13. ^ Maria Scicolone, A tavola con il Duce: ricette e racconti inediti di casa Mussolini, Gremese Editore, 2004.
  14. ^ a b c Giovanna Giannini, Terminillo, la montagna del Duce, su Cartoline dal Ventennio. URL consultato il 23 luglio 2018.
  15. ^ a b c Monte Terminillo La Storia, su terminillonline.net. URL consultato il 29 novembre 2015 (archiviato dall'url originale l'8 dicembre 2015).
  16. ^ a b c d e (EN) Marco Armiero, A Rugged Nation: Mountains and the Making of Modern Italy, White Horse Press, 2011, p. 111, ISBN 978-1874267645.
  17. ^ Attilio Bolzoni e Tano Gullo, A spasso col Duce (PDF), in La Domenica di Repubblica, 28 novembre 2004, 34-37. URL consultato il 24 luglio 2018.
  18. ^ L'inaugurazione di una nuova moderna funivia, in CineGiornale Luce B1242, 26 gennaio 1938. URL consultato il 25 luglio 2018.
  19. ^ Antonio Cipolloni, “CIAK” FAMOSI SUL TERMINILLO, CON CAST DI ATTORI CHE HANNO FATTO LA STORIA DEL CINEMA, in Rieti in Vetrina, 1º febbraio 2016. URL consultato il 2 maggio 2016.
  20. ^ Storia Capitolo 6 - Gli anni ’50, su Monte Terminillo.net. URL consultato il 2 maggio 2016.
  21. ^ Paolo Boccacci, La neve dei romani è di casa in Abruzzo, in la Repubblica, 17 gennaio 1998. URL consultato il 12 febbraio 2017.
  22. ^ Linea 513 (PDF), su Azienda Servizi Municipali Rieti. URL consultato l'11 agosto 2016.
  23. ^ ANCHE IL TERMINILLO AD UN PASSO DA TERNI: ECCO I COLLEGAMENTI DIRETTI DALL’UMBRIA AL MONTE, in RietiLife, 16 gennaio 2014. URL consultato l'11 agosto 2016.

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