Giuliano Gemma

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Giuliano Gemma in occasione dei festeggiamenti per il suo 70º compleanno nel 2008

Giuliano Gemma (Roma, 2 settembre 1938Civitavecchia, 1º ottobre 2013[1]) è stato un attore italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Giuliano Gemma arriva al cinema giovanissimo, dapprima come stuntman per le sue doti atletiche, ben presto Dino Risi lo prende per un piccolo ruolo accanto ad Alberto Sordi in Venezia, la luna e tu. Poco dopo William Wyler lo nota a Cinecittà e lo sceglie per il ruolo di un centurione nel kolossal Ben-Hur, comparsata che gli servirà da vero trampolino di lancio nel cinema. Svolge il servizio di leva come vigile del fuoco presso la caserma delle Capannelle a Roma dove stringe amicizia con il pugile Nino Benvenuti.[2]

In quel periodo Duccio Tessari lo vuole per interpretare da protagonista il biondissimo Krios in Arrivano i titani, pellicola di grandissimo successo commerciale anche all'estero che tratta con ironia il genere mitologico. È un generale garibaldino nel Gattopardo di Luchino Visconti, seguono numerosi film di grande successo come Angelica e Angelica alla corte del re. Dopo arriva il filone spaghetti western che lo consacra divo, facendo grandi incassi al botteghino (con pellicole di genere firmate da Duccio Tessari, Tonino Valerii, Sergio Corbucci) Una pistola per Ringo, Il ritorno di Ringo, Adiós gringo, Un dollaro bucato, I lunghi giorni della vendetta, Per pochi dollari ancora e I giorni dell'ira. In alcune pellicole, i produttori gli diedero lo pseudonimo di Montgomery Wood[3].

Nel 1969, sempre con Duccio Tessari alla regia, ritrova sul set della pellicola Vivi o preferibilmente morti il compagno di leva Nino Benvenuti, ormai pugile affermato. Fa coppia con Bud Spencer in Anche gli angeli mangiano fagioli; successivamente torna sul genere in coppia con Ricky Bruch in Anche gli angeli tirano di destro. Interpreta Robin Hood in L'arciere di fuoco e un primitivo in Quando le donne avevano la coda. Nel 1970 ha la parte di Silvio Corbari, eroe e partigiano faentino, nell'omonimo film di Valentino Orsini.

Cambiando genere, Gemma apparve in film più impegnati come Il deserto dei Tartari di Valerio Zurlini, una delle sue prove migliori, come anche Il prefetto di ferro e Corleone di Pasquale Squitieri, assieme all'altrettanto significativa parte in Un uomo in ginocchio di Damiano Damiani del 1979, film che lo riproporrà per ruoli drammatici. Negli anni 1980 prese invece parte a Tenebre di Dario Argento e Speriamo che sia femmina di Mario Monicelli e diede il volto al celebre personaggio dei fumetti Tex Willer in Tex e il signore degli abissi, film originariamente pensato per la televisione.

Grazie all'enorme successo che i suoi film avevano in Giappone, all'inizio degli anni ottanta la casa automobilistica Suzuki ha prodotto due tipi di scooter con il suo nome. Dalla fine degli anni ottanta ha lavorato soprattutto in produzioni televisive. Dopo aver interpretato oltre cento film, e ricevuti numerosi premi in ambito cinematografico tra cui il David di Donatello, il premio al Festival Internazionale del cinema di Karlovy Vary come miglior attore, il Globo d'oro, il Nastro d'argento e per tre volte il Premio De Sica. Il 1º ottobre 2013, a Cerveteri, rimane coinvolto in un incidente stradale. Trasportato all'ospedale di Civitavecchia, muore in seguito ad un attacco cardiaco all'età di 75 anni[4][5]. Giuliano Gemma è sepolto nella tomba di famiglia del Cimitero di Prima Porta, a Roma.

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

Era sposato in seconde nozze con la giornalista Daniela Baba Richerme, e viveva a Cerveteri. Da un precedente matrimonio aveva avuto due figlie: Giuliana e Vera, quest'ultima attrice[6]. Ha sempre praticato vari tipi di sport (nuoto, equitazione, sci) per poi approdare ad altre discipline come il paracadutismo e l'alpinismo. Negli ultimi anni aveva trovato una nuova passione: le sculture in bronzo grazie alle quali è anche riuscito a partecipare a diverse mostre. Gemma aveva genitori originari di Ceprano in Ciociaria, dove, sentendosi particolarmente legato a quei luoghi nei quali aveva vissuto l'infanzia, tornava spesso.[7][8].

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Giuliano Gemma, a destra, con Alain Delon e Terence Hill nel film Il Gattopardo (1963)
Giuliano Gemma in Il ritorno di Ringo (1965)
Giuliano Gemma in I giorni dell'ira (1967)
Giuliano Gemma in Sella d'argento (1978)

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Premi e Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Doppiaggio[modifica | modifica sorgente]

Nonostante fosse italiano, Gemma fu spesso doppiato (in quanto in alcuni film recitò in lingua inglese), come nei seguenti film:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Addio Giuliano Gemma, eroe del western all'italiana in La Repubblica. URL consultato il 2 ottobre 2013.
  2. ^ Nino Benvenuti: "Che brutto colpo la morte di Giuliano...", dire.it. URL consultato il 2 ottobre 2013.
  3. ^ Alberto Crespi, Giuliano Gemma / C'era una volta il mio Western, L'Unità, 4 agosto 2004, p. 19. URL consultato il 2 ottobre 2013.
  4. ^ Morto l’attore Giuliano Gemma dopo un grave incidente stradale in Parlandodi, 1° ottobre 2013. URL consultato il 1 ottobre 2013.
  5. ^ «Gli ultimi minuti di Giuliano: una telefonata dopo l’incidente, poi l'arresto cardiaco» in Corriere della Sera. URL consultato il 3 ottobre 2013.
  6. ^ Dal sito del corriere.it
  7. ^ Il grande attore Giuliano Gemma-URL consultato in data 06-10-2013
  8. ^ Ceprano dice addio a Giuliano Gemma-URL consultato in data 06-10-2013'

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