Ferrovia Terni-Sulmona

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Coordinate: 42°18′55.45″N 13°15′56.54″E / 42.315403°N 13.265704°E42.315403; 13.265704

Terni-Sulmona
Mappa ferrovia Terni-Sulmona.png
InizioTerni
FineSulmona
Stati attraversatiItalia Italia
Lunghezza164 km
Aperturaa tratte, dal 1875 al 1883
GestoreRFI (FS)
Precedenti gestoriSocietà Meridionale (1875-1905)
FS (1905-2001)
Scartamento1 435 mm
Elettrificazioneno
Noteil culmine (989,28 m s.l.m.) si raggiunge presso Sella di Corno
Ferrovie

La ferrovia Terni-Sulmona è una linea ferroviaria italiana che collega due trasversali della rete ferroviaria nazionale, la Roma-Ancona e la Roma-Sulmona-Pescara, e insieme alla Sulmona-Isernia costituisce una dorsale dell'appennino centrale.

Il suo percorso si snoda tra Umbria, Lazio ed Abruzzo: parte dalla stazione di Terni, risale il dislivello delle Marmore, giunge a Rieti e Antrodoco, raggiunge quasi i 1000 m presso il valico di Sella di Corno, tocca L'Aquila e infine termina nella stazione di Sulmona, attraversando trasversalmente parte dell'Appennino abruzzese con la Piana Reatina, la Conca Aquilana, la Valle Subequana fino alla Conca peligna. Tale tracciato è il risultato di due linee incompiute che dovevano incrociarsi a Rieti, la Terni-Avezzano-Ceprano e la Pescara-L'Aquila-Roma.[1]

Gestita da Rete Ferroviaria Italiana, che la qualifica come "linea complementare a scarso traffico",[2] è interamente a binario unico e non elettrificata.[3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Progettazione[modifica | modifica wikitesto]

Tratta Inaugurazione[4]
Sulmona-Molina 1º febbraio 1875
Molina-L'Aquila 10 maggio 1875
L'Aquila-Rocca di Corno 22 giugno 1882
Rocca di Corno-Terni 30 ottobre 1883
Mappa delle linee ferroviarie nel centro Italia (tratto da Rieti e la regione Sabina di Francesco Palmegiani, 1932).                     Progetto della ferrovia Salaria                     Progetto del raccordo tra Teramo e la ferrovia Salaria                     Progetto della ferrovia Carsoli-L'Aquila-Teramo                     Ex ferrovia L'Aquila-Capitignano (1922-1935)                     Ferrovie già esistenti

A metà dell'Ottocento l'Abruzzo era ancora sprovvisto di ferrovie, ed erano allo studio vari tracciati volti a collegare l'interno della regione al mare Adriatico ma soprattutto a Roma, destinata a diventare la nuova capitale, e a Napoli che era stata la sua capitale fino all'unità d'Italia.

Tra le varie proposte prese piede quella di una linea che da Pescara, sul mare, sarebbe passata per Popoli raggiungendo il capoluogo L'Aquila e, dopo aver valicato l'appennino, la città sabina di Rieti[5].

Da Rieti si sarebbe continuato con due diramazioni per Roma e per Napoli, i tronchi Rieti-Passo Corese (con innesto sulla ferrovia per Roma) e Rieti-Avezzano-Roccasecca oppure Rieti-Avezzano-Ceprano (con innesto sulla ferrovia per Napoli)[5]; di quest'ultimo venne infine realizzato solo un tratto, che costituisce l'odierna ferrovia Avezzano-Roccasecca.

Tuttavia questo tracciato non avrebbe permesso un efficace collegamento dell'Abruzzo con l'Umbria, che del resto poteva essere utile anche alla città di Rieti (che all'epoca faceva parte della provincia dell'Umbria con capoluogo Perugia); inoltre, all'indomani dell'unità d'Italia e con la Questione romana che appariva di difficile risoluzione, la costituzione di una direttrice nord-sud alternativa a quella via Roma (rappresentata dalla Firenze-Terni-Rieti insieme alla Rieti-Avezzano-Roccasecca-Napoli) avrebbe assolto un ruolo strategico per il traffico ferroviario nazionale nel caso in cui il passaggio all'interno dello Stato della Chiesa fosse divenuto impossibile per un improvviso precipitare dei rapporti diplomatici con il Regno d'Italia[6]. Così in luogo del più naturale collegamento Rieti-Passo Corese si scelse di proseguire da Rieti verso Terni, dove la ferrovia si sarebbe innestata sulla ferrovia Roma-Ancona garantendo comunque il collegamento con Roma.[5]

Costruzione[modifica | modifica wikitesto]

L'inaugurazione della stazione dell'Aquila nel 1875

La legge 2279 del 1865[7] stabilì la costruzione della ferrovia, che fu affidata in concessione alla Società per le Strade Ferrate Meridionali. I lavori iniziarono nel luglio del 1871[5]; nel marzo del 1873 venne inaugurato il tratto Pescara-Popoli, nel novembre 1873 il tratto Popoli-Sulmona, nel febbraio 1875 il tratto Sulmona-Molina, comprendente varie opere d'arte per l'attraversamento delle Gole di San Venanzio, e nel maggio 1875 il tratto Molina-L'Aquila.[4]

Arrivata all'Aquila la realizzazione della ferrovia si fermò per qualche anno per via di alcune perplessità maturate dalla società costruttrice, che, cessata con la breccia di Porta Pia l'esigenza di avere un'alternativa all'attraversamento di territorio pontificio, riteneva prioritario avvicinare l'Abruzzo a Roma, partendo da Sulmona o da Rieti. Per questo la società propose di raccordare la ferrovia a Passo Corese, risparmiando sia l'allungamento del percorso costituito dal passaggio per Terni che i costi di realizzazione del tratto montuoso delle Marmore.[8]

Tuttavia la Strade Ferrate Meridionali si vide impossibilitata ad attuare un cambio di progetto in tal senso, in quanto la stazione di Passo Corese, come del resto l'intera Roma-Orte, era gestita dalla Società per le strade ferrate romane, e pertanto non era autorizzata ad operarvi.[8] Dietro pressioni del governo la società fu spinta a riprendere i lavori e la legge n. 5002 del 29 luglio 1879, promossa dal Ministro Baccarini, se da una parte ordinava la costruzione del successivo tratto fino a Terni, come da progetto iniziale, dall'altra mostrava segni d'apertura alle proposte dell'azienda prevedendo una ferrovia diretta tra Roma e Sulmona[9].

Manifesto per l'inaugurazione del tratto Terni-Rieti-L'Aquila

Prima della ripresa dei lavori rimaneva però da decidere il tracciato con cui valicare l'appennino tra L'Aquila e Rieti: i principali candidati erano il valico di Pellescritta, tramite il passaggio nell'alta valle dell'Aterno, per Pizzoli e Borbona[10], ed il valico di Sella di Corno. Il progetto finale, ad opera dell'ingegnere Emilio Mentegazza, fu completato nel 1881 e prevedeva il passaggio per Sella di Corno, che rispetto all'altra opzione presentava maggiori pendenze ma permetteva di risparmiare 13 chilometri.[5]

I lavori ripartirono lo stesso anno e, nonostante interessassero il tratto dall'orografia più difficile, proseguirono speditamente. Nel giugno 1882 fu completato ed inaugurato il versante aquilano del valico (tratta L'Aquila-Rocca di Corno)[5]; si proseguì sul tratto rimanente di 79 km fino a Terni, che venne completato in poco più di un anno lavorando contemporaneamente sul versante antrodocano del valico e sul dislivello tra Marmore e Terni (quest'ultimo coperto in soli dieci mesi). Il 14 ottobre 1883 il completamento della galleria Colle Amaro, tra Rocca di Fondi e Rocca di Corno, segnò l'ultimazione dell'intero tracciato.[5]

Esercizio[modifica | modifica wikitesto]

L'arrivo della prima locomotiva alla stazione di Antrodoco-Borgo Velino

L'inaugurazione dell'ultima parte della linea, da Rocca di Corno a Terni, avvenne il 30 ottobre 1883.[5] Veniva così completata la ferrovia Terni-Pescara, grazie alla quale si realizzava per la prima volta il collegamento dell'Abruzzo con Roma e con l'Umbria.

Tuttavia il suo ruolo di collegamento principale con la capitale durò pochi anni: il suo percorso molto lungo, che da Sulmona devia a nord e poi da Rieti ancora più a nord, aveva fatto propendere ancor prima del suo completamento per un collegamento più diretto, che si concretizzò nel 1888 con l'inaugurazione della ferrovia Sulmona-Roma.[5]

In questa occasione, peraltro, la Terni-Pescara vide il suo percorso ridotto, in quanto il tratto di 67 km da Sulmona a Pescara, costruito nel 1873, venne ceduto alla nuova Roma-Sulmona. Con la contestuale ricostruzione della stazione di Sulmona, i binari diretti a Pescara furono fusi con i nuovi binari provenienti da Roma e separati fisicamente da quelli diretti a Terni.[10]

La Terni-Pescara divenne quindi Terni-Sulmona (anche se il conteggio dei chilometri continuò a partire da Pescara, cosicché l'inizio della linea a Sulmona, invece di risultare al chilometro zero, risulta ancora oggi al chilometro 67); viceversa la nuova Roma-Sulmona-Pescara divenne la nuova linea di collegamento tra l'Abruzzo e la capitale, relegando la ferrovia Terni-Sulmona al ruolo di linea secondaria.[11] Già all'inizio del Novecento, infatti, la Terni-Sulmona risultava essere una linea poco redditizia, con un prodotto chilometrico di 5172 lire/km[12].

Una ALn 556 ad un passaggio a livello ad Onna (AQ) negli anni Sessanta

Ma anche con la Roma-Sulmona non tutti i problemi furono risolti: da L'Aquila, infatti, il percorso più breve per Roma rimane ancora oggi quello via Terni; la città chiese a lungo un tracciato più diretto, ma l'unico risultato fu la breve esistenza della ferrovia L'Aquila-Capitignano.[5] Il passaggio obbligato per Terni scontentava anche Rieti, che con Ascoli Piceno si fece promotrice della Ferrovia Salaria, che sarebbe stata realizzata costruendo i tronchi Rieti-Passo Corese e Antrodoco-San Benedetto del Tronto, ma anche questa proposta non ebbe esito e fu realizzato il solo tratto Ascoli-San Benedetto.

Nei primi anni di esercizio furono utilizzate locomotive FS 120, poi sostituite dalle FS 851.[5] Nel 1915 il terremoto della Marsica danneggiò il tratto L'Aquila-Sulmona.[5]

Nel 1936 vennero introdotte le automotrici diesel, che ridussero significativamente i tempi di percorrenza.[10] Nello stesso anno si verificò sulla linea il grave incidente ferroviario di Contigliano, che provocò almeno 15 morti e molti feriti gravi, tra cui l'intera rosa dell'A.S. L'Aquila.

Tuttavia nel 1941 la difficile reperibilità della nafta causò il ritorno della trazione a vapore, e durante la seconda guerra mondiale la ferrovia fu quasi completamente distrutta nel corso di numerosi bombardamenti: dal 1944 infatti rimase in funzione il solo tratto Rieti-Antrodoco, fino a che non fu riaperto il tratto Terni-L'Aquila (7 ottobre 1946) e il tratto L'Aquila-Sulmona (23 dicembre 1946).[5]

Nel 1966 il ministero dei Trasporti prese in considerazione la soppressione della linea e la sua sostituzione con autoservizi, in ragione dello scarso traffico e del fatto che le spese di esercizio superavano di sei volte i proventi, generando una passività di un miliardo e mezzo di lire all'anno[13]; tuttavia, in considerazione dell'attraversamento di tre regioni e di altrettanti capoluoghi di provincia, a differenza di altre ferrovie non fu soppressa[5] e ne venne riconosciuto il ruolo di «collegamento interregionale in un territorio a vocazione rurale servito da una viabilità insufficiente e difficoltosa»[14].

Negli anni ottanta furono avviati degli interventi per rilanciare la ferrovia, cosa che evitò il suo inserimento nella lista dei "rami secchi" soppressi dal ministro Signorile nel 1986[15]: a partire dal 1980 furono accantonate le Aln 56 e Aln 556 (sostituite dalle ALn 668 serie 3300, realizzate appositamente per le pendenze di questa linea e della Sulmona-Isernia), con un miglioramento dei tempi di percorrenza, e nel 1981 venne inaugurato un nuovo ponte in ferro tra Rieti ed Antrodoco che consentì di aumentare il carico assiale. Infine vennero eseguiti interventi per l'aumento della sicurezza, con l'installazione del sistema automatico di blocco elettrico conta-assi, e per la riduzione dei costi di gestione, con l'introduzione del Controllo Centralizzato del Traffico, in modo che un solo Dirigente Centrale Operativo potesse telecomandare tutti gli impianti della linea (cosa che eliminò la necessità degli ausiliari e del Dirigente Unico che precedentemente li manovravano); i lavori furono avviati nel 1989 e terminati nel 1993.[5]

Una ALn 776 nell'altopiano di Sella di Corno (2010), nei pressi del confine Lazio-Abruzzo e del punto di valico

Dal 15 giugno 2008 il servizio passeggeri sulla tratta Terni-L'Aquila è passato alla Ferrovia Centrale Umbra (confluita nel dicembre 2010 nella Umbria Mobilità), in subappalto per Trenitalia, che continua invece a gestire la relazione L'Aquila-Sulmona. Con il subentro di FCU il servizio viene espletato dalle ALn 776 e sono state apportate varie modifiche all'orario, con la velocizzazione delle corse e la reintroduzione di relazioni cancellate in passato, come L'Aquila-Perugia e Rieti-Roma.[10]

Nel 2009 il terremoto dell'Aquila danneggia il tratto L'Aquila-Beffi e determina l'inagibilità di diversi fabbricati ferroviari.[10] La ferrovia si rivela comunque importante per i soccorsi, consentendo l'arrivo nella città di 16 carrozze UIC-X BC provviste di cuccette per il ricovero degli sfollati[16] e dei primi moduli abitativi provvisori.[17][18]

Sono allo studio diversi progetti di valorizzazione della linea. Sul lato abruzzese la regione, allo scopo di istituire collegamenti diretti tra L'Aquila e Pescara, ha inserito tra le priorità infrastrutturali presentate alle Ferrovie la ricostruzione della bretella di Pratola, tra i binari della Terni-Sulmona e quelli della Roma-Pescara[19] (necessaria per evitare l'inversione di marcia a Sulmona), ed ha acquistato quattro treni diesel Swing, entrati in servizio nel 2016 e destinati a svolgere la relazione[20][21]. Inoltre, in seguito al fallimento del progetto di metropolitana leggera dell'Aquila, l'amministrazione comunale aquilana ha approvato un progetto per realizzare nel tratto Sassa-San Demetrio un servizio di ferrovia urbana, tramite la realizzazione di quattro nuove fermate e la soppressione di 14 passaggi a livello.[22][23][24]

Sul lato laziale, in seguito all'uscita di scena della progettata ferrovia Rieti-Roma, le amministrazioni comunale[25][26] e provinciale[27] reatine hanno ripiegato sul potenziamento della ferrovia per Terni come via più economica e realistica per realizzare il collegamento diretto con Roma. Nel corso del 2015 sono stati sostituiti due ponti ferroviari in ferro, intervento che ha permesso di innalzare il carico assiale e apre le porte alla circolazione di treni più pesanti e performanti[28] ed è stato chiesto alla regione Lazio l'acquisto di una coppia di treni per svolgere la relazione.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

La galleria "Claudia" nelle Gole di San Venanzio, nei pressi di Castelvecchio Subequo

La linea è interamente a binario semplice e non elettrificata.[3]

Attraversando gli Appennini, la ferrovia ha caratteristiche da linea di montagna: sul valico di Sella di Corno infatti si raggiunge una delle pendenze più elevate della rete ferroviaria italiana a scartamento ordinario non a cremagliera (del 35 per mille tra le stazioni di Antrodoco[29] e Sassa Tornimparte[30], che si riduce al 32 per mille solo nel tratto Rocca di Corno-Sella di Corno,[29] prima del culmine); pendenze elevate si raggiungono anche tra Marmore e Terni Cospea (30 per mille[31]). Anche le curve sono solitamente strette: il 49% di esse ha raggio inferiore o uguale a 350 metri[32] mentre il raggio di curvatura minimo è di 250 metri.[33]

Le velocità raggiungibili, conseguentemente, non sono elevate e sulla maggior parte del percorso sono comprese tra i 75 e i 90 km/h. Il picco massimo (rango B) è di 110 km/h, che si raggiunge sul tratto rettilineo nella Piana Reatina tra Greccio e Marmore[5], mentre quello minimo è di 55 km/h, che si raggiunge tra Antrodoco e Rocca di Fondi[34], all'inizio del valico. Un'ulteriore limitazione della velocità deriva dai deviatoi in uso nelle stazioni, che consentono una velocità di 30 km/h.[32]

Sulla linea è attivo il sistema di sicurezza automatico del Blocco elettrico conta-assi[35] ed i macchinisti sono supportati dal Sistema di supporto alla condotta.[36]

Viadotto sulla Via Tiburtina nelle Gole di San Venanzio

Per quanto riguarda il peso assiale consentito le tratte Terni-Rieti e L'Aquila-Sulmona rientrano nella categoria C3L (20 tonnellate per asse con limitazione di velocità per treni caricati alla categoria massima), mentre la tratta Rieti-L'Aquila rientra nella categoria "< A" (meno di 16 tonnellate per asse).[37] La sagoma limite è il profilo limite di carico F.S.[38]

Oltre ai due capolinea Terni e Sulmona, le stazioni di Antrodoco e L'Aquila sono le uniche della linea a disporre di una rimessa locomotive[5], che veniva usata per ricoverare i locomotori addizionali da agganciare ai convogli per poter affrontare senza problemi di potenza il valico di Sella di Corno e da rimuovere alla fine del valico. Le stazioni dotate di una piattaforma girevole sono Antrodoco, L'Aquila e Sulmona.[5]

Sono presenti inoltre:

  • trentacinque viadotti, il più lungo dei quali scavalca il Fosso Grande di Valenza, a 16 arcate, posto tra le stazioni di Stroncone e Marmore.[senza fonte]
  • trenta gallerie[5], le più lunghe delle quali sono:[39]
    • San Venanzio, lunga 1 018 m e situata tra le progressive chilometriche 80+075 e 81+093;
    • Corfinio (1 335 m), tra i km 81+774 e 83+109;
    • Sant'Angelo (1 156 m), tra i km 216+739 e 217+895;
    • Alveano (1 080 m), tra i km 218,610 e 219,690.
  • 96 passaggi a livello.[5]

Sistema di esercizio[modifica | modifica wikitesto]

L'esercizio è a trazione diesel con treni composti da materiale ordinario o da automotrici.

Il controllo della circolazione dei treni fu a Dirigenza Unica (DU) sino alla fine degli anni ottanta. La linea in questo senso era divisa in due tratti:

  • Terni-Antrodoco, per la quale la sede del DU era a Terni;
  • Antrodoco-Sulmona, la sede del dirigente corrispondente si trovava all'Aquila.

Dagli anni ottanta è esercitata con Controllo Centralizzato del Traffico (CTC)[40] da un Dirigente centrale operativo (DCO) i cui limiti di giurisdizione sono le stazioni porta di Sulmona e Terni. Il DCO aveva sede a L'Aquila fino al settembre del 2017, data in cui è stato spostato a Pescara.[41] Con l'installazione del CTC, tutte le stazioni (ad eccezione di Terni e Sulmona) sono state trasformate in posti periferici (PP) dotati di un Apparato Centrale Elettrico semplificato, impresenziate e telecomandate dal DCO.

L'elenco dei Posti Periferici è il seguente: Raiano, Molina Aterno, Beffi, Fagnano Alto, San Demetrio ne' Vestini, Paganica, L'Aquila, Sassa, Sella di Corno, Rocca di Corno, Rocca di Fondi, Antrodoco centro, Antrodoco-Borgo Velino, Castel Sant'Angelo, Cittaducale, Rieti, Contigliano, Greccio, Marmore e Stroncone.

Percorso[modifica | modifica wikitesto]

Stazioni e fermate
Continuation backward
linea da Ancona
Station on track
231+158 Terni 128 m s.l.m.
Unknown route-map component "CONTgq" Unknown route-map component "ABZgr"
linee UM per Perugia e RFI per Roma
Small bridge over water
fiume Nera
Stop on track
227+581 Terni Cospea * 1938[42] 125 m s.l.m.
Non-passenger station/depot on track
224+555 P.M. Stroncone
Unknown route-map component "eHST"
222+866 Stroncone † 2014[43] 239 m s.l.m.
Station on track
215+943 Marmore 374 m s.l.m.
Small bridge over water
fiume Velino
Unknown route-map component "eBHF"
213+393 Piediluco 374 m s.l.m.
Unknown route-map component "STR+GRZq"
confine Umbria-Lazio
Stop on track
210+440 Labro-Moggio 374 m s.l.m.
Unknown route-map component "SKRZ-G2BUE"
PL sulla SS 79 bis Ternana
Station on track
204+820 Greccio 376 m s.l.m.
Unknown route-map component "eHST"
201+819 Terria † 2014[43] 374 m s.l.m.
Station on track
198+887 Contigliano 393 m s.l.m.
Stop on track
196+623 Poggio Fidoni * 1937 402 m s.l.m.
Unknown route-map component "exLCONTgq"
Unknown route-map component "eLABZg+r" + Straight track
prosecuzione per Passo Corese e Roma mai realizzata
Small bridge over water
191+700 fiume Velino
Station on track
190+279 Rieti 391 m s.l.m.
Unknown route-map component "eHST"
Santa Rufina[44]
Unknown route-map component "exLCONTgq"
Unknown route-map component "eLABZgr" + Straight track
prosecuzione per Avezzano mai realizzata
Station on track
181+182 Cittaducale 401 m s.l.m.
Unknown route-map component "eHST"
178+117 Cotilia * 1939[45] † 2014[43] 405 m s.l.m.
Stop on track
175+360 Sorgenti del Peschiera 409 m s.l.m.
Station on track
172+864 Castel Sant'Angelo 419 m s.l.m.
Stop on track
171+162 Canetra * 1938[46] 420 m s.l.m.
Small bridge over water
fiume Velino
Station on track
167+075 Antrodoco-Borgo Velino 473 m s.l.m.
Small bridge over water
fiume Velino
Stop on track
166+293 Antrodoco Centro * 1956 479 m s.l.m.
Unknown route-map component "SKRZ-G2BUE"
164+841 PL sulla SS4 Salaria
Unknown route-map component "eLABZgl" + Straight track
Unknown route-map component "exLCONTfq"
prosecuzione per Ascoli Piceno e San Benedetto mai realizzata
Small bridge over water
fiume Velino
Station on track
158+364 Rocca di Fondi 685 m s.l.m.
Station on track
152+278 Rocca di Corno 880 m s.l.m.
Unknown route-map component "STR+GRZq"
confine Lazio-Abruzzo
Station on track
147+149 Sella di Corno 989 m s.l.m.
Unknown route-map component "eBHF"
142+742 Vigliano d'Abruzzo † 2014[43] 852 m s.l.m.
Unknown route-map component "eHST"
139+721 Scoppito * 1947[47] 730 m s.l.m.
Station on track
135+863 Sassa-Tornimparte 664 m s.l.m.
Stop on track
134+388 L'Aquila Sassa N.S.I. * 2017[48]
Stop on track
131+008 L'Aquila Campo di Pile * 2017[49]
Unknown route-map component "SKRZ-Au"
Autostrada A24
Unknown route-map component "exLCONTgq"
Unknown route-map component "eLABZg+r" + Straight track
prosecuzione per Carsoli e Roma mai realizzata
Straight track Unknown route-map component "exSTR+l" Unknown route-map component "exCONTfq"
linea SIA per Capitignano † 1935
Unknown route-map component "eKRWg+l" Unknown route-map component "exKRWgr"
raccordo FS-SIA
Station on track Unknown route-map component "exKBHFe"
127+930 L'Aquila (RFI) / L'Aquila (SIA) 620 m s.l.m.
Small bridge over water
fiume Aterno
Stop on track
122+227 Bazzano * 2017[49]
Station on track
120+370 Paganica 594 m s.l.m.
Stop on track
117+990 L'Aquila San Gregorio * 2017[48]
Unknown route-map component "eHST"
117+620 San Gregorio * 1938 - † 1962 584 m s.l.m.
Unknown route-map component "eHST"
Fossa 573 m s.l.m.
Station on track
112+330 San Demetrio de' Vestini 573 m s.l.m.
Unknown route-map component "eHST"
Villa Sant'Angelo 557 m s.l.m.
Station on track
106+795 Fagnano-Campana 557 m s.l.m.
Stop on track
101+786 Fontecchio 527 m s.l.m.
Stop on track
98+059 Tione degli Abruzzi * 1936[50] 515 m s.l.m.
Station on track
96+292 Beffi 495 m s.l.m.
Stop on track
91+213 Acciano 468 m s.l.m.
Station on track
86+471 Molina-Castelvecchio Subequo 449 m s.l.m.
Unknown route-map component "SKRZ-Bo"
SS5 Tiburtina Valeria (≈200 m)
Station on track
78+252 Raiano 397 m s.l.m.
Unknown route-map component "SKRZ-Au"
Autostrada A25 - Strada europea E80
Stop on track
71+901 Pratola Peligna Superiore 289 m s.l.m.
Unknown route-map component "KRW+l" Unknown route-map component "xKRWgr"
Straight track Unknown route-map component "exBHF"
Sulmona (vecchia, † 1888)
Unknown route-map component "ABZg+l" Unknown route-map component "eABZql" Unknown route-map component "CONTfq"
linea per Pescara
Station on track
67+660 Sulmona * 1888 348 m s.l.m.
Unknown route-map component "CONTgq" Unknown route-map component "ABZgr"
linea per Roma
Continuation forward
linea per Isernia
Profilo altimetrico

Il percorso della linea parte dalla stazione di Terni (128 m s.l.m.), da dove si dirige verso sud attraversando i quartieri Cardeto e San Martino-Dalmazia per poi raggiungere la zona di Cospea. Qui, dalla Conca Ternana, la ferrovia inizia l'ascesa verso l'altopiano reatino, prendendo quota con un largo giro e raggiungendo la pendenza del 30 per mille[31]. Dopo aver raggiunto Stroncone, la linea entra in sei gallerie consecutive, che complessivamente misurano 4,7 chilometri,[51][52] fino a terminare l'ascesa con l'ingresso a Marmore (374 m s.l.m.), nei pressi dell'omonima cascata.

Da qui l'orografia si fa più favorevole: la linea segue la valle del fiume Velino, passando a fianco del lago di Piediluco ed entrando nel Lazio, per poi fare ingresso nella Piana Reatina. Qui la ferrovia abbandona il corso del fiume costeggiando la pianura sul bordo sud-occidentale, ai piedi dei Monti Sabini; il tracciato diviene prevalentemente rettilineo, e raggiunge Greccio e Contigliano fino a fare ingresso nel capoluogo sabino Rieti (391 m s.l.m.). Da qui la linea esce dalla pianura tornando a seguire il corso del Velino; dopo aver toccato Cittaducale entra nella Piana di San Vittorino, dove serve le sorgenti del Peschiera e le terme di Cotilia. Attraversata la pianura la valle del Velino si fa più stretta e il tracciato via via più tortuoso, finché la ferrovia raggiunge Antrodoco (473 m s.l.m.).

Qui la ferrovia abbandona il corso del Velino e si appresta a valicare l'appennino abruzzese, arrampicandosi sul Monte Giano con una serie di tornanti e gallerie (in totale 16, lunghe complessivamente cinque chilometri circa[51]), e raggiunge pendenze del 35 per mille[29], tra le più elevate della rete ferroviaria italiana a scartamento ordinario; presso Sella di Corno, prima stazione in Abruzzo, si raggiunge il culmine (989 m s.l.m.). Dal punto di valico la linea prosegue in discesa altrettanto ripida, ma con un tracciato meno tortuoso, fino a tornare in piano nella conca aquilana dove raggiunge la stazione dell'Aquila (620 m s.l.m.), a breve distanza dalla fontana delle 99 cannelle. Da qui il tracciato si fa più rettilineo e la ferrovia continua a scendere, con minore pendenza, seguendo il corso del fiume Aterno e attraversando la Valle Subequana. Dopo Molina Aterno entra nelle strette Gole di San Venanzio, dove fa più volte ricorso a gallerie e viadotti, per uscirne a Raiano dove la linea fa l'ingresso nella Valle Peligna e termina la sua corsa nella stazione di Sulmona (348 m s.l.m.).

Complessivamente la lunghezza della linea è di 163,6 km, dei quali 20,7 in Umbria[53] 63,3 nel Lazio[54] e 79,6 in Abruzzo[55].

Il suo percorso ricalca quello della strada statale 5 Tiburtina Valeria tra Sulmona e Molina Aterno, della statale 261 Subequana tra Molina e San Gregorio (AQ), della statale 17 dell'Appennino Abruzzese ed Appulo-Sannitico tra San Gregorio e Antrodoco, della statale 4 Salaria tra Antrodoco e Rieti e della recente superstrada SS 79 bis da lì a Terni.

Traffico[modifica | modifica wikitesto]

Ponte a travatura reticolare sul Velino all'ingresso di Rieti, che in città ha dato origine al toponimo "ponte di ferro". Un'iscrizione ne ricorda la realizzazione da parte delle Acciaierie di Terni nel 1949.

Passeggeri[modifica | modifica wikitesto]

Sulla tratta Terni-L'Aquila il servizio viaggiatori è espletato dalla Busitalia (ex Umbria Mobilità, in subappalto per Trenitalia), che utilizza automotrici Aln 776, mentre la relazione L'Aquila-Sulmona è espletata da Trenitalia che impiega autotreni Swing.[20][21]

I treni che percorrono la tratta Terni-L'Aquila hanno per destinazione le stazioni di Rieti, L'Aquila e Terni e, più raramente, Antrodoco Centro. In passato erano presenti anche le relazioni L'Aquila-Roma Termini ("Freccia del Gran Sasso", dal 1959[5] fino al 1987), Terni-Pescara (fino al 2000), L'Aquila-Perugia Sant'Anna (dal 2008 fino a pochi anni fa[56]) e Sulmona-Orte[10].

La Terni-Sulmona rappresenta l'unico collegamento su ferro per il reatino, da cui Roma non è direttamente raggiungibile via treno se non con un cambio a Terni o raggiungendo via gomma una stazione della ferrovia Orte-Roma, su cui operano i treni della linea regionale FL1, la più vicina delle quali è quella di Fara Sabina-Montelibretti nella bassa Sabina. Non esistendo una ferrovia da Rieti a Roma, un tratto della Terni-Sulmona dal 2008 è percorso anche dall'unico treno diretto che, di prima mattina, parte da Rieti per Roma Tiburtina passando per Terni ed Orte[57], e dal corrispondente treno diretto di ritorno in tarda serata.[28]

Merci[modifica | modifica wikitesto]

Il raccordo ferroviario di Rieti. Sullo sfondo, lo Zuccherificio.

La costruzione della ferrovia ha avuto un ruolo importante nello sviluppo industriale dei territori attraversati. Il traffico merci era fiorente e numerose fabbriche utilizzavano la ferrovia per il trasporto dei beni. Alla linea erano allacciati in più punti dei raccordi a servizio di industrie locali:[5]

Il declino del traffico merci iniziò negli anni Settanta, con la chiusura di alcune delle industrie "pesanti" che storicamente avevano beneficiato del collegamento, come lo Zuccherificio di Rieti, la SNIA Viscosa e la Bosi; il servizio pertanto fu ridotto a due soli treni al giorno sulla tratta Terni-L'Aquila.[62] Nello stesso periodo cessò la trazione a vapore e i servizi merci furono affidati alle D 343. Alla nascita del nuovo nucleo industriale di Rieti non furono presi accordi per il trasporto su ferro delle merci e la maggior parte dei nuovi insediamenti si servì di autotrasportatori.[15] A metà degli anni Ottanta il traffico merci "pesante" sopravviveva quasi solo da e per Rieti;[15] comunque, ancora nel 1992, solo in questa stazione transitavano ogni anno 6,5 milioni di tonnellate per chilometro[63] e il servizio era svolto da due coppie bisettimanali tra Terni e L'Aquila.[62]

Gli ultimi servizi merci, tra Terni e Rieti, sono avvenuti nel 2001. Da allora il traffico merci è assente dalla linea, se non nel breve tratto da Terni Cospea a Terni, che viene ancora utilizzato dalla ex Polymer per il trasporto di lamiere e carri cisterna.[10][64]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Aldo Fabriani, LA lunga storia della questione ferroviaria nel Reatino verrà ripercorsa ..., in Il Tempo Rieti, 21 ottobre 2006. URL consultato il 21 giugno 2016 (archiviato dall'url originale il 21 giugno 2016).
  2. ^ Prospetto Informativo della Rete 2014 - edizione ottobre 2015 - Planimetria classificazione Commerciale Rete in esercizio (PDF), su Rete Ferroviaria Italiana. URL consultato il 1 febbraio 2016.
  3. ^ a b La rete oggi in: Lazio, su Rete Ferroviaria Italiana, dicembre 2014. URL consultato il 31 gennaio 2016. (PDF)
  4. ^ a b Prospetto cronologico dei tratti di ferrovia aperti all'esercizio dal 1839 al 31 dicembre 1926, su trenidicarta.it. URL consultato il 29 maggio 2016.
  5. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v La ferrovia Terni - Rieti - L'Aquila - Sulmona, su Trasporti Pubblici.info. URL consultato il 31 gennaio 2016.
  6. ^ Colasante, pag. 11
  7. ^ Testo su wikisource.
  8. ^ a b Francesco Palmegiani, Rieti e la regione Sabina, Roma, edizioni della rivista "Latina Gens", 1932, p. 127.
  9. ^ Testo su wikisource.
  10. ^ a b c d e f g FERROVIA TERNI - SULMONA, su Stazioni del mondo. URL consultato il 20 settembre 2015.
  11. ^ Colasante, pag. 85
  12. ^ Colasante, pag. 89
  13. ^ COCCIA: Ventilata soppressione della ferrovia Terni-Rieti-L'Aquila-Sulmona (interrogazione n. 4091), su Camera dei Deputati - portale storico, 6 ottobre 1966. URL consultato il 3 febbraio 2016.
  14. ^ Colasante, pag. 146
  15. ^ a b c Rodolfo Calò, Dai «tagli» del governo si salva la Terni-Sulmona, in L'Unità, 11 febbraio 1986, p. 16. URL consultato il 21 giugno 2016 (archiviato dall'url originale il 10 agosto 2016).
  16. ^ A L’Aquila giungeranno 16 cuccette per 800 posti letto, su Ferrovie dello Stato Italiane, 6 aprile 2009. URL consultato il 29 ottobre 2016.
  17. ^ David Campione e Giancarlo Scolari, Terremoto in Abruzzo, 6 aprile 2009. URL consultato il 29 ottobre 2016.
  18. ^ Terremoto. Da Ferrovie dello Stato 800 posti letto in carrozze cuccetta, in L'Occidentale, 6 aprile 2009. URL consultato il 29 ottobre 2016.
  19. ^ Stefano Dascoli, L'Aquila-Pescara: 80 minuti in treno grazie alla nuova bretella di Pratola, in Il Messaggero, 9 dicembre 2015.
  20. ^ a b L'Aquila-Sulmona, ora si viaggia con i treni Swing, in Il Centro - edizione L'Aquila, 26 gennaio 2016. URL consultato il 13 febbraio 2016.
  21. ^ a b Roberto Ciuffini, Ecco Swing, il nuovo treno che collegherà L'Aquila e Sulmona (fotogallery), in News Town, 26 gennaio 2016. URL consultato il 13 febbraio 2016.
  22. ^ L'AQUILA: OK METRO LEGGERA, CON 25 MILIONI DA SAN DEMETRIO A SASSA, in AbruzzoWeb, 5 maggio 2014. URL consultato il 19 aprile 2016.
  23. ^ Piano strutturale - Comune dell'Aquila
  24. ^ Metro di superficie San Demetrio-Scoppito: Giunta trasmette delibera al Consiglio comunale, in news-town.it, 21 novembre 2015.
  25. ^ In treno a Roma passando per Terni, summit in Comune: “La linea va potenziata”, in RietiLife, 19 marzo 2016. URL consultato il 21 aprile 2016.
  26. ^ PETRANGELI: “COLLEGAMENTO DIRETTO È L’UNICA SOLUZIONE PER AVVICINARE RIETI A ROMA”, in RietiLife, 17 luglio 2015. URL consultato il 21 aprile 2016.
  27. ^ FELICI: “RIETI – ROMA IN TRENO SENZA TRASBORDO A TERNI”, in RietiLife, 12 dicembre 2012. URL consultato il 21 aprile 2016.
  28. ^ a b NUOVO TRENO DA TIBURTINA A RIETI ALLE 20.35, in RietiLife, 4 novembre 2015. URL consultato il 4 novembre 2015.
  29. ^ a b c Fascicolo linea, pag. 108 (pag. 40 del PDF)
  30. ^ Fascicolo linea, pag. 128 (pag. 52 del PDF)
  31. ^ a b Fascicolo linea, pag. 106 (pag. 38 del PDF)
  32. ^ a b Bernardino Romano, Giulia Del Pinto, Andrea Santarelli, Francesco Zullo (Università degli studi dell'Aquila), Le città della montagna peninsulare. IL SISTEMA URBANO POLICENTRICO SUB-APPENNINICO (PDF), su Istituto di Ricerche Economico Sociali del Piemonte. URL consultato il 1 febbraio 2016., che cita Gabriele Bariletti, La ferrovia Terni-Rieti-L'Aquila & i nuovi collegamenti L'Aquila-Rieti-Terni-Roma – Relazione generale, 2011
  33. ^ Antonio Musso (responsabile scientifico), Piano di Bacino della Mobilità della Provincia di Rieti fase 3 - Attività per l’aggiornamento del progetto della rete di Trasporto Pubblico Locale su gomma e su ferro (PDF), su Sito istituzionale della Provincia di Rieti, giugno 2009 (versione 3.0), p. 44 (paragrafo 4.1). URL consultato il 21 novembre 2016.
  34. ^ Fascicolo linea, pag. 104 (pag. 36 del PDF)
  35. ^ Prospetto Informativo della Rete 2014 - edizione ottobre 2015 - Planimetria regimi di circolazione (PDF), su Rete Ferroviaria Italiana. URL consultato il 1 febbraio 2016.
  36. ^ Prospetto Informativo della Rete 2014 - edizione ottobre 2015 - Planimetria sistemi tecnologici di sicurezza (PDF), su Rete Ferroviaria Italiana. URL consultato il 1 febbraio 2016.
  37. ^ Prospetto Informativo della Rete 2014 - edizione ottobre 2015 - Planimetria codifica peso assiale (PDF), su Rete Ferroviaria Italiana. URL consultato il 1 febbraio 2016.
  38. ^ Prospetto Informativo della Rete 2014 - edizione ottobre 2015 - Planimetria codifica per traffico combinato (PDF), su Rete Ferroviaria Italiana. URL consultato il 1 febbraio 2016.
  39. ^ Fascicolo linea, pag. 43 (pag. 25 del PDF)
  40. ^ Prospetto Informativo della Rete 2014 - edizione ottobre 2015 - Planimetria sistemi di esercizio (PDF), su Rete Ferroviaria Italiana. URL consultato il 1 febbraio 2016.
  41. ^ RFI - dipartimento di Ancona, Circolare Territoriale 15/2017, su donet.rfi.it, 7 settembre 2017. URL consultato il 9 agosto 2017.
  42. ^ Ferrovie dello Stato, Ordine di Servizio n. 56, 1938
  43. ^ a b c d RFI - dipartimento di Ancona, Circolare Territoriale 13/2014, su donet.rfi.it, 1 settembre 2014. URL consultato il 5 giugno 2017.
  44. ^ La stazione fu progettata, ma non è mai stata costruita.
  45. ^ Ferrovie dello Stato, Ordine di Servizio n. 106, 1939
  46. ^ Ordine di Servizio n. 27 del 1938
  47. ^ Ordine di Servizio n. 85 del 1947
  48. ^ a b RFI - dipartimento di Ancona, Circolare Territoriale 8/2017, su donet.rfi.it, 11 giugno 2017. URL consultato il 6 giugno 2017.
  49. ^ a b Rete Ferroviaria Italiana, Circolare territoriale AN 27/2017.
  50. ^ Ordine di Servizio n. 50 del 1936
  51. ^ a b 1883, s’inaugura la ferrovia Terni-Rieti-L’Aquila, su umbriasud.altervista.org, 28 ottobre 2016. URL consultato il 22 novembre 2016.
  52. ^ Mario Pietrangeli, La ferrovia Terni-L'Aquila-Sulmona, su pietrangeli.myblog.it, 23 giugno 2016. URL consultato il 22 novembre 2016.
  53. ^ Linea ferroviaria Terni - Sulmona (tratta umbra), su TRAIL Umbria, 12 aprile 2010. URL consultato il 1 febbraio 2016 (archiviato dall'url originale il 26 giugno 2015).
  54. ^ Linea ferroviaria Terni - Sulmona (tratta laziale) [collegamento interrotto], su TRAIL Lazio, 15 febbraio 2012. URL consultato il 1 febbraio 2016.
  55. ^ LINEA FS TERNI-RIETI-L'AQUILA-SULMONA, su TRAIL Abruzzo. URL consultato il 1 febbraio 2016.
  56. ^ Scheda della stazione di Rieti - Stazioni del mondo
  57. ^ Trasporti: diretto Rieti-Roma, lunedì l'inaugurazione, in Il Giornale di Rieti, 13 dicembre 2008. URL consultato il 19 marzo 2016.
  58. ^ Lorenzetti, pag. 49
  59. ^ Massimo Cavoli, Bosi, 30 anni fa l'inchiesta giudiziaria sullo storico crack (PDF), in Il Messaggero edizione di Rieti, 2 novembre 2012, p. 32. URL consultato il 12 febbraio 2017.
  60. ^ Fascicolo linea, pag. 39 (21 del PDF), "Norme da osservare per l'esercizio del raccordo "Militare" allacciato in linea al km 72+158 fra le stazioni di Sulmona e Raiano"
  61. ^ RFI - dipartimento di Ancona, Circolare Territoriale 10/2017, su donet.rfi.it, 27 giugno 2017. URL consultato il 6 giugno 2017.
  62. ^ a b Linea Terni-L'Aquila-Sulmona - Esercizio, su CVFI. URL consultato il 31 gennaio 2017.
  63. ^ ROSITANI e SOSPIRI: Norme per la realizzazione del collegamento ferroviario diretto Rieti-Roma (1543), su Camera dei Deputati, 9 settembre 1992. URL consultato il 15 giugno 2016. PDF
  64. ^ La ferrovia Terni - Rieti - L'Aquila - Sulmona, su Il Mondo dei Treni. URL consultato il 31 gennaio 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Silverio Maravalle, La Terni-Sulmona, Roma, Voci della rotaia, 1978.
  • Roberto Lorenzetti, Capitolo 3: "La nuova coscienza della Sabina verso le ferrovie. Dal fallimento della Pescara-Rieti alla costruzione della Terni-Rieti-L'Aquila", in Strade di ferro e territori isolati. La questione ferroviaria in un'area dell'Italia centrale (1846-1960) - una ricerca dell'Archivio di Stato di Rieti, volume 68 di Studi e ricerche storiche, Franco Angeli editore, 1986.
  • Adriano Cioci, La ferrovia Terni-Rieti, L'Aquila-Sulmona, Bastia Umbra, Kronion libri, 1989.
  • RFI, Fascicolo orario 107, su donet.rfi.it, 2003.
  • Domenico Colasante, In treno dal Tirreno all'Adriatico: Storia della ferrovia Roma-Sulmona-Pescara, Gangemi Editore, 2009. URL consultato il 26 maggio 2016.

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