Ministero dei lavori pubblici

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Ministero dei lavori pubblici
Stato  Italia
TipoMinistero
Istituito1861
daGoverno Cavour IV
Soppresso2001
daGoverno Berlusconi II
SuccessoreMinistero delle infrastrutture e dei trasporti
SedePrima in Piazza di San Silvestro,
poi a Villa Patrizi
IndirizzoRoma

Il Ministero dei lavori pubblici era il dicastero del Governo Italiano che aveva competenza sulle reti infrastrutturali, quali quella stradale, autostradale, ferroviaria, portuale e aeroportuale, a servizio dei mezzi di trasporto.

Il Ministero è stato soppresso con la riforma Bassanini di cui al D.lgs. n. 300/1999, attuata nel 2001. Attualmente risulta accorpato al Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il ministero dei lavori pubblici a piazza di San Silvestro, in una foto del 1898

Già esistente dal 1861 con Governo Cavour, il primo dell'Italia unita, il Ministero dei lavori pubblici, spesso abbreviato in LL.PP., venne accorpato dal 2001 col Governo Berlusconi II in parte col nuovo Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, in ottemperanza alla riforma Bassanini, e in parte col Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio.

Dal 2006, il Governo Prodi II scisse in due il dicastero, ricreando il Ministero dei trasporti e il Ministero delle infrastrutture.

Infine, la legge n. 244/2007 (legge finanziaria per il 2008) impose il ritorno alla riforma Bassanini e, pertanto, venne ricreato il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, divenuto operativo col Governo Berlusconi IV.

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Il dicastero, insieme al parallelo Ministero dei Trasporti, era organizzato nelle seguenti sezioni:

Uffici di diretta collaborazione[modifica | modifica wikitesto]

  • Ufficio di Gabinetto
  • Ufficio Legislativo
  • Ufficio Stampa
  • Segreteria del Ministro
  • Struttura Tecnica di missione
  • Servizio di Controllo interno

Altri organi alle dipendenze del Ministro[modifica | modifica wikitesto]

  • Consigliere per gli affari internazionali
  • Commissari straordinari per la realizzazione delle infrastrutture strategiche
  • Servizio per l'alta sorveglianza per le grandi opere
  • Organo centrale di sicurezza
  • Ufficio per la regolazione dei servizi ferroviari
  • Incarico studio politiche culturali nella realizzazione delle infrastrutture
  • Incarico studio politiche sulla sicurezza
  • Consiglieri ministeriali
    • Consigliere per le politiche ambientali
    • Consigliere per le politiche portuali

Dipartimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Dipartimento per il coordinamento dello sviluppo del territorio, per il personale ed i Servizi Generali
  • Dipartimento per le infrastrutture stradali, l'edilizia e la regolazione dei lavori pubblici
  • Dipartimento per la navigazione e il trasporto marittimo e aereo
  • Dipartimento per i trasporti terrestri

Uffici decentrati[modifica | modifica wikitesto]

Erano dipendenti dal Ministero i seguenti uffici periferici:

Consiglio superiore dei lavori pubblici[modifica | modifica wikitesto]

Una definizione dei compiti del Consiglio superiore dei lavori pubblici è fornita nell'articolo 2 della legge 17 agosto 1942, n. 1150:

«Il Consiglio superiore dei lavori pubblici è l'organo di consulenza tecnica del Ministero dei lavori pubblici per i progetti e le questioni di interesse urbanistico.»

(Art. 2 della Legge 17 agosto 1942, n. 1150[1])

Comando generale del Corpo delle capitanerie di porto[modifica | modifica wikitesto]

  • Guardia costiera

Comitato centrale per l'albo nazionale autotrasportatori[modifica | modifica wikitesto]

Enti vigilati[modifica | modifica wikitesto]

Altri uffici[modifica | modifica wikitesto]

  • Ufficio relazioni con il pubblico
  • Biblioteca
  • Ufficio relazioni sindacali
  • Servizio prevenzione e protezione (S.P.P.)

Elenco dei ministri dei lavori pubblici[modifica | modifica wikitesto]

L'elenco contiene il nominativo di tutti i ministri dei Lavori Pubblici dall'Unità d'Italia, dal 1861, col Governo Cavour, al 2001, anno in cui col Governo Berlusconi II si diede avvio all'istituzione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, brevemente diviso negli anni 2006-2008 in due dicasteri e poi riaccorpati dal 2008.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]