ANAS

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ANAS S.p.A.
Logo
Sede ANAS a Roma.jpg
Sede centrale ANAS a Roma
Stato Italia Italia
Tipo Società per azioni
Fondazione 1946 a Roma
Fondata da Governo italiano
Sede principale Via Monzambano 10, Roma
Persone chiave Gianni Vittorio Armani, presidente e amministratore delegato
Settore Trasporti
Prodotti Gestione e manutenzione delle reti stradali e autostradali
Fatturato Green Arrow Up.svg 1.870 milioni di euro[1] (2014)
Utile netto 17,6 milioni di euro[1] (2014)
Dipendenti 6.163[1] (2014)
Slogan «L'Italia si fa strada»
Sito web www.stradeanas.it/

L'ANAS (acronimo che originariamente indicava Azienda Nazionale Autonoma delle Strade) è una società per azioni italiana, avente per unico socio il Ministero dell'Economia e delle Finanze. Essa gestisce la rete stradale ed autostradale italiana, sotto la vigilanza tecnica e operativa del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dalla fondazione agli anni '80[modifica | modifica wikitesto]

Precursore dell'ente fu l'Azienda Autonoma Statale della Strada (AASS), creata nel 1928 durante il ventennio fascista, il cui primo direttore fu l'ingegner Pio Calletti.

L'AASS ebbe in gestione 137 arterie in pessimo stato, con una rete complessiva di 20.622 km, oltre a 450 km di strade in costruzione. Dopo la conquista dell’Etiopia, l'AASS si impegnò nella realizzazione di oltre 7000 km di strade nell'Africa orientale.

Nell'immediato secondo dopoguerra italiano, con il d.lgs. 27 giugno 1946 n. 38, venne istituita l'ANAS, Azienda Nazionale Autonoma delle Strade Statali, come ente di diritto privato. Direttore Generale fu nominato Eugenio Gra, uno degli ideatori del progetto del Grande Raccordo Anulare di Roma (GRA), i cui lavori presero il via nel 1948.

Al principio degli anni cinquanta, l'ANAS dovette far fronte ad una situazione grave, principalmente dovuta ai danni della seconda guerra mondiale, con la maggior parte delle infrastrutture viarie distrutte o danneggiate. La rete autostradale, ad esempio, era di soli 300 km ed ebbe bisogno di molti capitali e di molti anni di lavoro per giungere ai suoi primi 5.000 km nel 1975; la rete stradale invece era di 21.146 km, in gran parte da controllare e da ricostruire. In particolare, è stato calcolato che i chilometri di rete danneggiati dalla guerra furono 14.000, la metà dei quali erano praticamente distrutti e richiedevano un rifacimento completo.

Un passo importante per la ricostruzione e il miglioramento della rete viaria del Paese si ebbe il 16 giugno 1951 con la stipula della convenzione tra Anas e la Cassa per il Mezzogiorno (ente creato l'anno precedente per finanziare iniziative industriali tese allo sviluppo economico del Sud d'Italia) finalizzata alla realizzazione di opere di viabilità.

Nel 1955 la legge Romita (L.463/1955) disegnò l'impianto della rete autostradale nazionale. Complessivamente il piano Romita riguardava 5600 km di autostrade esistenti e da realizzare e impegnò anche l'IRI sul fronte della progettazione, costruzione e gestione delle autostrade. Nel 1955, inoltre, Anas stipulò una nuova convenzione con la Cassa per il Mezzogiorno per avviare un consistente riclassamento delle strade provinciali in strade statali e per assumere la gestione delle strade realizzate dalla Cassa stessa.

La legge 13 agosto 1959 n. 904 finanziò alcune autostrade tra cui, in Sicilia, la Messina-Catania e la Palermo-Catania. Sempre nel 1959 fu ultimata la realizzazione della strada statale 201 “dell'Aeroporto di Fiumicino”, a servizio del nuovo aeroporto intercontinentale “Leonardo da Vinci”.

La legge 7 febbraio 1961 n. 59 modificò parzialmente le denominazione, dal precedente Azienda nazionale autonoma delle strade statali in Azienda nazionale autonoma delle strade. Risale sempre al 1961 un ulteriore provvedimento fondamentale per il settore autostradale: si tratta della legge Zaccagnini (legge n. 729/1961), che ampliò la rete programmata. A seguito di questo provvedimento, tutte le autostrade precedentemente affidate allo Stato o realizzate direttamente da Anas, per un totale di 750 chilometri, furono date in concessione alla società Autostrade.

Negli anni successivi la rete di competenza Anas registrò comunque un notevole incremento, passando a 35.169 km nel 1963 e a 42.800 nel 1970. A cavallo tra gli anni ‘60 e '70 fu realizzata l'autostrada Salerno-Reggio Calabria, importantissima arteria di collegamento per il Sud Italia. I lavori iniziarono nel 1962 e furono completati nel 1974. Dal 1969 la Roma-Fiumicino e il Grande Raccordo Anulare di Roma furono classificati come autostrade. L'anello del GRA fu completato, e quindi “chiuso”, nel 1974.

Nel 1978 il CIPE approvò del primo Piano Nazionale Manutentorio di Anas. Le leggi n. 146 del 1980 e n. 119 del 1981 portarono al trasferimento all'Anas della viabilità della Cassa per il Mezzogiorno. Negli anni ottanta la rete stradale gestita dall'Anas registrò un'ulteriore crescita, anche a seguito dei riclassamenti richiesti dalle Province. Inoltre, fu organizzata la rete dei centri e nuclei di manutenzione per il presidio delle strade statali, che sostituì il precedente sistema basato sui cosiddetti “cantoni”.

Nel 1987 Anas aprì al traffico la SS 36 Lecco-Colico, prima strada italiana con caratteristiche di telecontrollo attraverso una centrale operativa.

Nel 1988 prese il via il programma dei lavori previsti per i Campionati mondiali di Calcio Italia '90, che riservò particolare attenzione ai collegamenti con i principali scali aeroportuali e portuali.

Gli anni '90[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Tangenti Anas anni '90.

Negli anni novanta Anas avviò la realizzazione della terza corsia del Grande Raccordo Anulare di Roma che venne completata in base alle disponibilità finanziarie a tratte: circa 30 km aperti al traffico entro il 1997, altri 20 km tra il 1996 e il 2000 nell'ambito dei lavori del Giubileo e i restanti 20 km tra il 2006 e il 2011.

Nella primavera del 1993 l'ente venne coinvolto nella vicenda di tangentopoli: in quel periodo si ebbero clamorosi arresti per presunte tangenti per gli interventi susseguenti, ad esempio, all'alluvione della Valtellina[2][3].

La questione delle tangenti Anas ebbe rilievo specialmente per il coinvolgimento di Giovanni Prandini, che era il ministro dei Lavori Pubblici e, in quanto tale, presidente del Consiglio di amministrazione dell'ANAS, il quale fu tratto in ipotesi accusatorie oscillanti fra la corruzione e la concussione[4]; Prandini[5][6] ammise la percezione delle tangenti inquadrandola come una forma di finanziamento ai partiti. Lo scandalo, relativo a numerosi appalti Anas e a viaggi pagati dall'ente[7]) coinvolse anche Arnaldo Forlani[8], che fu deferito al Tribunale dei ministri[9], e Severino Citaristi, tesoriere della Democrazia Cristiana[10]. Politici ed amministratori ad ogni livello risultarono coinvolti; alcuni si diedero addirittura alla latitanza, come Lorenzo Cesa (allora consigliere comunale a Roma)[11] e l'ex direttore dell'ANAS Antonio Crespo.

Nel luglio del 1993 iniziò ad occuparsi dell'ente la Corte dei Conti la quale, nella relazione generale sul conto consuntivo dello Stato per il 1992, sottolineò diversi segnali di preoccupazione circa la gestione dell'ANAS: il ricorso generalizzato alla trattativa privata (anche attraverso la continua evocazione di motivi di urgenza in realtà insussistenti), l'incremento dei residui passivi, la lievitazione dei costi delle opere, la proliferazione delle varianti in corso d'opera, l'aumento delle opere incomplete.

In conseguenza di tale situazione, nel 1994 l'Anas venne commissariata da Francesco Merloni, ultimo Ministro dei Lavori Pubblici a ricoprire il ruolo di Presidente del Consiglio di Amministrazione di Anas, mentre Giuseppe D'Angiolino, ex ufficiale della Guardia di Finanza, fu nominato amministratore unico dell'Anas.

Con il decreto legislativo 26 febbraio 1994 n. 143, e con il D.P.C.M. del 26 luglio 1995, Anas fu trasformata in "Ente nazionale per le strade" e divenne ente pubblico economico, con organi di amministrazione ordinari. L'azienda ha quindi superato questo difficile periodo per la politica e le Istituzioni italiane, tornando a una situazione di normalità. Giuseppe D'Angiolino divenne il primo Presidente di Anas - "Ente nazionale per le strade".

Gli anni 2000[modifica | modifica wikitesto]

La “legge Bassanini” (legge 15 marzo 1997, n. 59) sul decentramento e la riforma dello Stato influenzò profondamente l'ANAS. Il provvedimento introdusse il cosiddetto “federalismo stradale” che diede il via al processo di regionalizzazione di una parte della rete stradale, con conseguente passaggio delle funzioni delegate all'ANAS agli Enti territoriali. Le strade da trasferire alle Regioni furono individuate dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 21 febbraio 2000, operativo a partire dall'anno successivo. Complessivamente passarono alle Regioni circa 25.000 km di strade, mentre 21.000 chilometri di strade statali sono rimaste in gestione diretta all'Anas. A partire dal 2005 alcune delle strade cedute dall'Anas sono tornate sotto la gestione dell'azienda - come ad esempio il tratto ligure della SS1 "Aurelia" e alcuni tratti della SS3 "Flaminia" in Umbria e della SS5 "Tiburtina Valeria" in Abruzzo - e con le nuove tratte realizzate la rete stradale e autostradale in gestione è salita a 25 000 km, di cui 1.300 di autostrade e raccordi autostradali.

Nel 2001 si giunse al commissariamento dell'Anas, con il quale il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Pietro Lunardi sciolse il consiglio di amministrazione, sostituendogli quale commissario straordinario Vincenzo Pozzi e 3 subcommissari.[12]

Sempre nel 2001 è stata varata la cosiddetta “legge obiettivo” (legge nº 443 del 21 dicembre 2001), che stabiliva le procedure e le modalità di finanziamento per la realizzazione di grandi infrastrutture considerate strategiche per l'Italia. Il 21 dicembre del 2001 il CIPE ha approvato il 1° programma delle opere strategiche. Nel 2002, a seguito della nuova legge, Anas ha riorganizzato i lavori per l'ammodernamento dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria. Il cambiamento principale ha riguardato l'accorpamento dei lotti ancora non appaltati in pochi, grandi macrolotti.

Nel febbraio 2002 Vincenzo Pozzi è stato nominato presidente dell'Anas. Il decreto legge 8 luglio 2002 n. 138, convertito nella legge 8 agosto 2002 n. 178[13] ha trasformato l'ANAS in società per azioni. Il 19 dicembre 2002 l'ANAS ha approvato il nuovo statuto sociale e nominato il consiglio di amministrazione nonché il collegio sindacale, ed a partire dal 1º gennaio 2003 è operativa come società per azioni.

Nel luglio 2006 è stato nominato presidente dell'Anas Pietro Ciucci, già AD di Stretto di Messina S.p.A. e in precedenza direttore generale dell'IRI. La struttura della società è stata riorganizzata con la creazione di tre condirezioni generali e dell'ispettorato di vigilanza sulle concessioni autostradali.

Tra il 2007 e il 2008 Anas ha costituito società miste con le regioni Lombardia, Veneto, Piemonte, Lazio e Molise per la realizzazione e la gestione di nuove autostrade regionali.

Nel giugno 2007 Anas è diventata azionista di maggioranza della società Stretto di Messina, concessionaria per la progettazione, realizzazione e gestione del Ponte sullo Stretto di Messina.

Nel 2009 Anas ha aperto al traffico la nuova autostrada Catania-Siracusa, realizzata in meno di cinque anni.

Per sette anni consecutivi, a partire dall'esercizio 2008, Anas ha chiuso il bilancio in utile e inoltre, a partire dall'esercizio 2009, ha distribuito un dividendo al Ministero dell'Economia e delle Finanze.

Gli anni 2010[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1º ottobre 2012 le attività di vigilanza sulle concessioni autostradali sono state trasferite da Anas al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti in base all'art. 36 del D.L. n. 98/2011, convertito in L. n. 111/2011 e s.m.i., e dell'art. 11, comma 5, D.L. n. 216/2011, convertito in L. n. 14/2012 e s.m.i.

Nell'aprile 2015 Pietro Ciucci ha comunicato al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Graziano Delrio, la sua intenzione di rimettere l'incarico di presidente di Anas.[14][15][16][17][18][19][20]

Il 18 maggio 2015 l'assemblea degli azionisti di Anas ha nominato presidente del cda e AD Gianni Vittorio Armani, già Amministratore delegato di Terna Rete Italia S.p.A. Del cda fanno parte anche l'ingegnere Cristiana Alicata e l'architetto Francesca Moraci.

Il nuovo vertice ha in pochi mesi rinnovato tutta la prima linea del management aziendale, eliminando le condirezioni generali e lanciando un grande piano pluriennale di investimenti 2015-2019 del valore di 20 miliardi, focalizzato sulla manutenzione della rete stradale e sul recupero del gap infrastrutturale del Mezzogiorno.

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

L'azienda si articola sul territorio in:

Sono tutti coordinati dalla Direzione generale, che ha sede a Roma in via Monzambano n. 10.

Competenze[modifica | modifica wikitesto]

Le principali attribuite all'Anas sono:

  • gestire le strade e le autostrade di proprietà dello Stato, nonché provvedere alla loro manutenzione ordinaria e straordinaria;
  • realizzare il progressivo miglioramento e adeguamento della rete;
  • costruire nuove strade statali e nuove autostrade, sia direttamente che in concessione;
  • garantire servizi di informazione agli utenti, a partire dagli apparati segnaletici;
  • attuare leggi e regolamenti sulla tutela del patrimonio stradale e autostradale e sulla tutela del traffico e della segnaletica;
  • partecipare a studi, ricerche e sperimentazioni in materia di viabilità, traffico e circolazione;
  • espletare infine i servizi di polizia stradale, mediante il proprio personale, i compiti di prevenzione ed accertamento delle violazioni in materia di circolazione stradale ed il controllo sull'uso delle strade.[21]

Attività[modifica | modifica wikitesto]

Progettazione e realizzazione lavori[modifica | modifica wikitesto]

Anas gestisce il ciclo completo delle attività di progettazione e controllo per le nuove opere stradali di importo superiore ai 15 milioni di euro. La Società segue gli interventi a partire dallo studio di fattibilità, proseguendo con i tre livelli di progettazione (preliminare, definitiva, esecutiva) fino alla fase di appalto per la realizzazione delle opere. Anas, inoltre, si occupa della verifica delle progettazioni realizzate dagli aggiudicatari di Appalti Integrati o di Contraenti Generali.

I progetti che possono avere impatti significativi sull'ambiente e sul patrimonio culturale sono sottoposti alla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA).

La progettazione, ovviamente, è fortemente legata al tema della sicurezza della rete viaria. In quest'ambito, nel corso degli anni ha acquisito particolare rilevanza il dibattito, a livello nazionale ed europeo, sulla sicurezza delle gallerie stradali. A tal proposito, Anas ha sviluppato delle linee guida che hanno un duplice obiettivo: definire un metodo di progettazione della sicurezza in applicazione della direttiva 54/2004/CE del Parlamento europeo (sui requisiti minimi di sicurezza per le gallerie della rete transeuropea); fornire criteri di progettazione della sicurezza uniformati per tutte le gallerie della rete nazionale.

Per quanto riguarda la realizzazione di lavori e nuove costruzioni, Anas contribuisce al processo di pianificazione pluriennale elaborando la proposta di budget di costo relativa alla realizzazione di nuove opere e agli interventi di manutenzione straordinaria.

Inoltre, definisce i requisiti di qualità e di sicurezza e i costi delle opere nel rispetto delle normative vigenti. Di conseguenza, tra i compiti di Anas c'è anche quello di assicurare il raggiungimento del livello predefinito di qualità dei lavori, nel rispetto dei tempi e dei costi di realizzazione preventivati.

Operai ANAS addetti alla circolazione a senso unico alternato sull'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria

Manutenzione ed esercizio[modifica | modifica wikitesto]

Rientrano tra le attività “core” di Anas anche la manutenzione e l'esercizio della rete viaria.

La manutenzione ha l'obiettivo di garantire le migliori condizioni di sicurezza per i clienti e conservare efficiente nel tempo le infrastrutture. A tal proposito ha un ruolo chiave il concetto di “stato della strada” (anche detto livello di qualità globale) che viene definito attraverso una serie di indicatori che valutano le caratteristiche della strada in relazione alla sua struttura, uso e gestione.

Per Anas riveste una particolare importanza la definizione dei costi legati all'esercizio, ossia alla gestione nel tempo delle infrastrutture, che si aggiungono ai costi di investimento (gli oneri di progettazione e di realizzazione o miglioramento di una infrastruttura stradale). In particolare, rientrano nei costi di esercizio: la manutenzione fisica e funzionale delle opere, i servizi di regolazione del traffico e della circolazione, la sorveglianza, il monitoraggio, l'azione sulla sede stradale e l'attivazione di misure protocollari, il personale, il controllo dei livelli di servizio, l'informazione, l'interazione e il dialogo con i clienti.

Anche sotto l'aspetto della manutenzione ed esercizio della rete viaria uno dei principali ambiti d'intervento per Anas è l'incremento degli standard di sicurezza all'interno delle gallerie stradali. A tal fine, Anas ha completato una serie di attività propedeutiche al raggiungimento degli obiettivi prefissati e definito il “Piano di Manutenzione Straordinaria degli impianti in galleria”.

Sicurezza stradale[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni compiti di Anas, come ad esempio quello di garantire la sicurezza stradale, possono essere definiti trasversali perché riguardano diverse attività e strutture dell'azienda. Innanzitutto, Anas è protagonista della sicurezza cosiddetta passiva, in cui rientrano i lavori di costruzione di nuovi tratti stradali, la gestione e l'esercizio delle strade e la manutenzione ed ammodernamento della rete viaria.

L'Anas svolge un ruolo importante anche nella sicurezza attiva attraverso l'attività di pronto intervento e di regolazione della circolazione sulle strade di propria competenza. Questo servizio è garantito, 24 su 24, attraverso un network di 20 Sale Operative Compartimentali (SOC) e una Sala Operativa Nazionale (SON) che gestiscono il flusso di tutte le informazioni provenienti dal territorio.

Anche la tecnologia contribuisce al miglioramento della viabilità e della sicurezza stradale. Un esempio in tal senso è “Vergilius”, il sistema di rilevazione elettronica della velocità media e istantanea progettato dall'Anas e installato su alcune tratte di strade ad alta incidentalità, sotto la gestione e il controllo della Polizia Stradale.

Ricerca e nuove tecnologie[modifica | modifica wikitesto]

Anas è attiva anche nel campo della ricerca e delle nuove tecnologie nelle costruzioni stradali, un ambito nel quale sono in corso progetti per quanto riguarda le prestazioni, la durabilità e la sicurezza stradale. In particolare le attività riguardano le pavimentazioni, la segnaletica, i dispositivi di protezione, nonché la sicurezza e la salvaguardia dell'ambiente nelle sue diverse componenti quali mitigazione del rumore, risparmio energetico, risorse alternative.

Il Centro Sperimentale Stradale di Cesano costituisce il punto di riferimento scientifico, tecnico e di supporto a livello nazionale per tutte le attività concernenti la costruzione e la manutenzione delle infrastrutture viarie ed è il soggetto certificatore del rispetto delle norme tecniche e dei criteri di qualità nella realizzazione dei nuovi interventi.

La rete stradale gestita[modifica | modifica wikitesto]

L'Anas ha in concessione la gestione della rete stradale nazionale, come disciplinata dal decreto legislativo 29 ottobre 1999 n. 461 così come modificato dal D.P.C.M. del 21 settembre 2001 ("Modifiche al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 21 febbraio 2000 recante individuazione e trasferimento, ai sensi dell'art. 101, comma 1, del decreto legislativo n. 112 del 1998, delle strade non comprese nella rete autostradale e stradale nazionale").

Attualmente gestisce e controlla una rete di oltre 25.556 km di strade statali, autostrade, e raccordi autostradali in gestione diretta, compresi svincoli e complanari[22]. Le strade di Anas sono divise in compartimenti regionali di competenza, il più importante dei quali è quello siciliano con oltre 3.937 km.

Strade statali[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Strade statali in Italia.

Le strade statali, codificate in base al Codice della strada del 1992, di competenza dell'Anas hanno oggi una lunghezza di circa km 19.228 km, a cui si aggiungono circa 300 km di strade in corso di classifica o declassifica (indicate con la sigla NSA – Nuova Strada Anas).

Nella regione autonoma Trentino-Alto Adige il compartimento Anas è stato soppresso a seguito del decreto legislativo 2 settembre 1997, n. 320 con decorrenza 1º luglio 1998 con il quale sono state delegate "alle province autonome di Trento e di Bolzano, per il rispettivo territorio, le funzioni in materia di viabilità stradale dello Stato quale ente proprietario e dell'Ente nazionale per le strade (ANAS)". Tale decreto però, trasferisce all'amministrazione delle due province autonome solo la gestione della strada, mentre la proprietà rimane in capo allo Stato.

Autostrade[modifica | modifica wikitesto]

Su una rete nazionale di autostrade di circa 6.500 km la società Anas ne gestisce direttamente circa 938, a cui si aggiungono circa 373 km di raccordi autostradali. Nel dettaglio, le tratte più significative gestite dalla società sono:

Partecipazioni[modifica | modifica wikitesto]

Centauro nella sede ANAS di Roma

ANAS ha partecipazioni azionarie in:[23]

Dati commerciali[modifica | modifica wikitesto]

Bilancio 2014[modifica | modifica wikitesto]

Il bilancio dell'esercizio 2014 di Anas ha registrato un utile di 17,6 milioni di euro. L'Assemblea degli Azionisti ha deliberato di distribuire integralmente, al netto dell'accantonamento a riserva legale, un dividendo di 16,7 milioni di euro all'Azionista Ministero dell'Economia e delle Finanze.

I principali indicatori di bilancio per l'esercizio 2014 sono i seguenti:

  • Ricavi: 783,9 milioni di euro (di cui 720 milioni per attività connesse alla rete);
  • EBITDA: 190,91 milioni di euro;
  • Reddito operativo: 19,5 milioni di euro;
  • Capitale investito netto: 3.938,4 milioni di euro;
  • Indebitamento finanziario netto: 1.080,4 milioni di euro;
  • Patrimonio netto: 2.858,00 milioni di euro;
  • Totale costi operativi: 592,9 milioni di euro;
  • ROE (Return on Equity) 0,61%;
  • ROCE (Return on Capital Employed): 0,52%.

I costi per manutenzione ordinaria e altri interventi di ripristino sono stati di 207,2 milioni di euro.

Gli investimenti in nuove opere e in interventi di manutenzione straordinaria sono stati pari a 2.139,9 milioni di euro.

Nel 2014 sono stati ultimati 435 interventi di manutenzione straordinaria per un importo di circa 274,87 milioni di euro. Inoltre, sono state portate a termine 26 opere con la conseguente apertura al traffico di 130 km di strade e autostrade per un investimento di oltre 3 miliardi di euro.

Complessivamente a fine anno i lavori in corso di esecuzione per nuove costruzioni ammontano a circa 8 miliardi di euro e riguardano 78 cantieri.

Fonte: Bilancio ANAS S.p.A. al 31 dicembre 2014

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Conferita il 11/10/2010:

Attestato e Medaglia di pubblica benemerenza di I classe del Dipartimento della protezione civile - nastrino per uniforme ordinaria Attestato e Medaglia di pubblica benemerenza di I classe del Dipartimento della protezione civile
«Per la partecipazione all'evento sismico del 6 aprile 2009 in Abruzzo, in ragione dello straordinario contributo reso con l'impiego di risorse umane e strumentali per il superamento dell'emergenza.»
— D.P.C.M. 11 ottobre 2010, ai sensi dell'art.5, comma 5, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 19 dicembre 2008

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Anas S.p.A. - Bilancio Integrato
  2. ^ Cronache dell'epoca - Un riassunto della vicenda giudiziaria si trova in una nota sentenza della Corte dei Conti: sentenza
  3. ^ Opere interessate: ricostruzione di variante del tratto Grosio-Sondalo-Bormio, strada statale 300 relativa al passo del Gavia, costruzione della variante della strada statale 470 della Val Brembana, variante di collegamento della strada statale 659 con la strada statale 33
  4. ^ Il Tribunale riconobbe sussistere concussione, corruzione propria, corruzione impropria ed illecito finanziamento dei partiti
  5. ^ Per un'idea sull'intricata rete di intrecci ed implicazioni del ministro Prandini, si veda un articolo giornalistico del tempo
  6. ^ Fonte
  7. ^ Ci si riferisce ad un viaggio organizzato a Taiwan nel 1991 per consentire al ministro e ad una selezione di dipendenti dell'ANAS, accompagnati da imprenditori del settore, di prendere parte al conferimento a Prandini di una laurea honoris causa in filosofia - fonte
  8. ^ Fonte
  9. ^ Cronache dell'epoca
  10. ^ Cronache del tempo
  11. ^ Fonte
  12. ^ Fonte
  13. ^ pubblicata in Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana il 10 agosto 2002
  14. ^ Anas, Ciucci lascia la presidenza dopo le polemiche e i crolli, su Corriere.it, 13 aprile 2015. URL consultato il 15 aprile 2015.
  15. ^ Il presidente dell'Anas annuncia le dimissioni, su LaStampa.it, 13 aprile 2015. URL consultato il 15 aprile 2015.
  16. ^ Le dimissioni del presidente di ANAS, su IlPost.it, 13 aprile 2015. URL consultato il 15 aprile 2015.
  17. ^ Anas, governo Renzi scarica Ciucci. E il supermanager annuncia dimissioni, su Il Fatto Quotidiano, 13 aprile 2015. URL consultato il 15 aprile 2015.
  18. ^ Alessandro Arona, Anas, Ciucci incontra Delrio e annuncia dimissioni a metà maggio, su Il Sole 24 Ore, 13 aprile 2015. URL consultato il 15 aprile 2015.
  19. ^ Pietro Salvatori, Pietro Ciucci si dimette dalla guida dell'Anas per non farsi cacciare dal governo. Palazzo Chigi da tempo studia un avvicendamento, su Huffington Post, 13 aprile 2015. URL consultato il 15 aprile 2015.
  20. ^ Addio di Ciucci all'Anas, dimissioni all'assemblea di maggio, su ANSA, 13 aprile 2015. URL consultato il 15 aprile 2015.
  21. ^ Art.12, comma 3, d.lgs. 30 aprile 1992 n. 285; art. 23 D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495
  22. ^ Anas S.p.A. - Consistenza
  23. ^ Società partecipate ANAS S.p.A.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN139210702