Stazione di Rieti

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Rieti
stazione ferroviaria
Stazione ferroviaria di Rieti - fabbricato viaggiatori dall'esterno (da dx) 01.jpg
Il fabbricato viaggiatori visto dall'esterno
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàRieti
Coordinate42°24′21.24″N 12°51′45.36″E / 42.4059°N 12.8626°E42.4059; 12.8626Coordinate: 42°24′21.24″N 12°51′45.36″E / 42.4059°N 12.8626°E42.4059; 12.8626
LineeTerni-L'Aquila-Sulmona
Roma-Rieti-Ascoli mai realizzata
Rieti-Avezzano mai realizzata
Caratteristiche
Tipostazione in superficie, passante
Stato attualein uso
OperatoreTrenitalia
Attivazione1883
Binari4 (di cui 3 per il servizio viaggiatori)
2 piano caricatore
3 ricovero
Interscambiautobus COTRAL e urbani
Statistiche passeggeri
al giorno491 (2007)
all'anno179 033 (2007)
Fonte[1]

La stazione di Rieti è una stazione ferroviaria posta lungo la linea Terni-Sulmona, a servizio dell'omonima città. Si trova nel centro della città, appena fuori dalla cinta muraria medievale che delimita il centro storico.

La gestione degli impianti è affidata a Rete Ferroviaria Italiana (RFI).[2] È la più importante stazione della Terni-Sulmona in territorio laziale, e l'unica della provincia di Rieti inserita da RFI nella categoria "silver", oltre a Fara Sabina, Poggio Mirteto e Stimigliano che sono poste sulla Roma-Orte[2] (seppure in un contesto provinciale di forte sottosviluppo dei trasporti su ferro[3]).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La stazione poco prima della sua inaugurazione, nel 1882

La stazione venne inaugurata il 30 ottobre 1883 con l'apertura del tratto Rocca di Corno - Terni.[4] Venne costruita immediatamente fuori dalla città, a nord dell'abitato, che all'epoca era interamente compreso all'interno delle mura; la successiva espansione urbanistica verso nord fuori dalla cinta medievale ha fatto sì che la stazione abbia acquisito una posizione ancora più centrale. In occasione della sua costruzione fu demolito il tratto della cinta muraria medievale di quasi duecento metri antistante la stazione, che prima di allora chiudeva il lato nord di piazza Mazzini, in modo che i viaggiatori potessero avere un accesso diretto alla piazza e quindi al centro storico.

La facciata del fabbricato viaggiatori

Durante la ritirata delle truppe tedesche, un bombardamento delle truppe alleate Flying Fortress causò danni gravissimi alla stazione e la morte del capostazione Antonio Uncini. Dal 2000 è stata affissa una targa in stazione, situata nella parete esterna del fabbricato viaggiatori, dal lato binari, in ricordo del ferroviere.

Dal 1944 all'ottobre del 1946 la stazione divenne il capolinea del tratto di linea fra Rieti e Antrodoco, unico tratto in cui la linea era percorribile in seguito ai bombardamenti[5]; alla fine della guerra il fabbricato viaggiatori venne ricostruito[6] e fu realizzata la pensilina sulla banchina del primo binario.

Il fabricato viaggiatori visto dal lato binari

A partire dagli anni Ottanta fu più volte preso in considerazione il trasferimento della stazione a sud della città, nella zona di Fonte Cottorella,[7] per liberare la città dai binari che la attraversano da est ad ovest causando intralcio al traffico a causa dei cinque passaggi a livello e della presenza di soli due sottopassi stradali.

La stazione è impresenziata dal 1993, anno di fine dei lavori sulla linea per l'introduzione del Dirigente Centrale Operativo in sostituzione del Dirigente Unico[5]. Nel periodo successivo la stazione cade in uno stato di disuso: viene chiusa la biglietteria, e con la progressiva riduzione del numero di treni la stazione rimane aperta solo poche ore al giorno. Ancora nel 2006 non disponeva di biglietterie né a sportello né automatiche, e chiudeva alle ore 12,20.[8]

Negli ultimi anni la stazione è stata oggetto di vari interventi di riqualificazione: nel 2008, con il subentro di FCU nella gestione del servizio passeggeri, il numero di collegamenti è aumentato e la stazione è tornata ad essere aperta per l'intera giornata; l'area dell'ex scalo merci è passata da Ferrovie dello Stato al comune di Rieti e dal novembre 2009 è stata destinata a capolinea degli autobus Cotral[9]; nel 2014 al posto dell'ex biglietteria è stato collocato un presidio della polizia municipale[10]; nel 2016 è stata installata una biglietteria automatica[11].

Strutture e impianti[modifica | modifica wikitesto]

Il fabbricato viaggiatori si compone di tre corpi: il corpo centrale si sviluppa su due livelli; quello inferiore ospita i servizi.

Sul lato Terni la stazione disponeva di uno scalo merci con annesso magazzino, a cui fanno capo quattro binari tronchi; lo scalo è stato smantellato e il magazzino è stato convertito a deposito.

Il piazzale interno si compone di quattro binari passanti: i primi due sono in tracciato deviato, il terzo è quello di corretto tracciato, mentre il quarto (in tracciato deviato) non è adibito all'imbarco dei passeggeri ed è usato solo per il ricovero dei mezzi. I binari sono serviti da due banchine: una ampia e coperta da pensilina, a servizio del primo binario, e una stretta e scoperta, a servizio del secondo e terzo binario e posta tra di essi. Entrambe le banchine hanno una lunghezza di 101 metri, un'altezza sul piano del ferro inferiore al valore standard di 55 cm, e sono collegate tra loro da passerelle pedonali a raso.[12]

Servizi[modifica | modifica wikitesto]

Nel corpo principale del fabbricato viaggiatori si trova la sala di attesa, dove trovano spazio l'infopoint COTRAL (con vendita di biglietti e abbonamenti) e un presidio della Polizia Municipale,[10] sorti negli spazi della ex biglietteria. Nei corpi laterali si trovano un bar e un'edicola-tabaccheria.

Le due banchine sono collegate fra loro da una passerella in cemento, non accessibile ai disabili.

  • Biglietteria automatica Biglietteria automatica self service
  • Bar Bar
  • Sala di Attesa Sala di attesa
  • Servizi igienici Servizi igienici

Interscambi[modifica | modifica wikitesto]

All'esterno della stazione, lungo viale Morroni, effettuano fermata alcune delle linee urbane di autobus e la linea per il Monte Terminillo, gestite dalla ASM. Nell'ex scalo merci si trova invece l'autostazione della COTRAL, capolinea delle autolinee per Roma e per altre località dell'intera provincia di Rieti.

  • Bus di interscambio Fermata autobus urbani e interurbani

Movimento[modifica | modifica wikitesto]

Localizzazione della stazione sulla linea Terni-Sulmona

Il servizio viaggiatori nella stazione è espletato da Busitalia.

Nel 1986 la stazione aveva un traffico di 424 000 viaggiatori annui.[13] Nel 2007 i passeggeri annuali erano 179 033.[1]

Il raccordo che collegava Supertessile e Zuccherificio alla stazione

Un tempo il servizio merci era fiorente: ancora nel 1992 vi transitavano ogni anno 6 500 000 tonnellate per chilometro[14]. Ciò è testimoniato dalla vastità dell'ex scalo merci, dove è ancora presente il fabbricato merci e i quattro binari tronchi. Gli ultimi servizi merci, tra Terni e Rieti, sono avvenuti nel 2001.

Da qui inoltre partiva un raccordo per la zona industriale della città in viale Maraini (nata con lo Zuccherificio di Rieti e sviluppatasi con lo stabilimento SuperTessile della SNIA Viscosa e lo stabilimento della Montecatini)[6], ormai dismessa e inglobata nel tessuto urbano. Il raccordo correva a fianco dell'attuale via Porrara per poi attraversarla e raggiungere lo Zuccherificio, dopo il quale attraversava viale Maraini per raggiungere lo stabilimento SNIA. I binari sono ancora visibili in corrispondenza dei due attraversamenti stradali del raccordo: in viale Maraini, all'altezza del civico 120, e all'inizio di via Porrara (alla curva poco dopo l'incrocio con via Morro), specialmente sui marciapiedi o sul bordo della strada, dove non sono stati inglobati nell'asfalto.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Stazioni del compartimento di Ancona (PDF), su RFI, 19 dicembre 2008. URL consultato il 15 giugno 2016 (archiviato dall'url originale il 26 settembre 2018).
  2. ^ a b La rete oggi in: Lazio, su Rete Ferroviaria Italiana, 31 dicembre 2014. URL consultato il 31 gennaio 2016.
  3. ^ Nel 2009, per quanto riguarda i trasporti su ferro, la provincia di Rieti aveva un indice di dotazione infrastrutturale pari a 40,9 (posto l'indice nazionale pari a 100) secondo la classifica dell'Istituto Tagliacarne citata in Il sistema economico reatino dopo la crisi. Consuntivo 2009 – previsioni 2010, su Camera di Commercio di Rieti, 7 maggio 2010, p. 134. URL consultato il 5 luglio 2016.
  4. ^ Prospetto cronologico dei tratti di ferrovia aperti all'esercizio dal 1839 al 31 dicembre 1926, su trenidicarta.it. URL consultato il 31 gennaio 2015.
  5. ^ a b La ferrovia Terni - Rieti - L'Aquila - Sulmona, su Trasporti Pubblici.info. URL consultato il 31 gennaio 2016.
  6. ^ a b Stazione di Rieti, su Stazioni del mondo. URL consultato il 13 febbraio 2016 (archiviato dall'url originale il 29 ottobre 2013).
  7. ^ «Ferrovia per Roma, parliamone con Moretti», in Il Tempo Rieti, 10 settembre 2006. URL consultato il 23 marzo 2016 (archiviato dall'url originale il 4 aprile 2016).
  8. ^ Trasporti, i pendolari preferiscono i bus, in Il Tempo Rieti, 19 marzo 2006. URL consultato il 22 marzo 2016 (archiviato dall'url originale il 27 marzo 2016).
  9. ^ Cotral, nuovo capolinea: via domani. Ma i bus nuovi quando arrivano?, in Il Tempo, 22 novembre 2009. URL consultato l'8 marzo 2016 (archiviato dall'url originale il 9 marzo 2016).
  10. ^ a b Apre il presidio della polizia municipale alla stazione, in RietiLife, 9 luglio 2014. URL consultato il 20 settembre 2015.
  11. ^ Emanuele Laurenzi, Rieti, alla stazione in funzione la nuova biglietteria automatica. Si paga solo con le carte, in Il Messaggero Rieti, 13 marzo 2016. URL consultato il 14 marzo 2016.
  12. ^ Rete Ferroviaria Italiana, Allegato tecnico n. 2 "Caratteristiche impianti" (ZIP), in Prospetto Informativo della Rete 2014 - edizione ottobre 2015, p. 51 (62 del PDF). URL consultato il 3 maggio 2019.
  13. ^ Rodolfo Calò, Dai «tagli» del governo si salva la Terni-Sulmona, in L'Unità, 11 febbraio 1986, p. 16. URL consultato il 21 giugno 2016 (archiviato dall'url originale il 10 agosto 2016).
  14. ^ ROSITANI e SOSPIRI: Norme per la realizzazione del collegamento ferroviario diretto Rieti-Roma (1543), su Camera dei Deputati, 9 settembre 1992. URL consultato il 15 giugno 2016. PDF

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]