Luciano D'Alfonso

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Luciano D'Alfonso
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Presidente della Regione Abruzzo
In carica
Inizio mandato 26 maggio 2014
Predecessore Giovanni Chiodi

Sindaco di Pescara
Durata mandato 9 giugno 2003 –
5 gennaio 2009
Predecessore Carlo Pace
Successore Luigi Albore Mascia

Presidente della Provincia di Pescara
Durata mandato 7 maggio 1995 –
13 giugno 1999
Predecessore Fortunato di Sipio
Successore Giuseppe De Dominicis

Dati generali
Partito politico Partito Democratico

Luciano D'Alfonso (Lettomanoppello, 13 dicembre 1965) è un politico italiano, presidente della Regione Abruzzo dal 26 maggio 2014.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laureato in Scienze Politiche presso l'Università degli Studi di Teramo e in Filosofia presso l'Università degli Studi "Gabriele D'Annunzio" di Chieti, è attualmente iscritto al corso di laurea in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi del Molise. È sposato, con tre figli.

Sul piano professionale, si occupa di accelerazione dei processi e di sviluppo economico e infrastrutturale in numerose aziende ed enti pubblici e privati tra cui SARA Autostrade S.p.a., il Ministero del lavoro e della previdenza sociale, il Ministero del tesoro e ANAS. A marzo 2004 riceve dall'Università "G. D'Annunzio" di Pescara-Chieti l'incarico di professore a contratto della disciplina Diritto dell'UE: istituzioni politiche dell'integrazione europea e mediterranea. Nel 2005 riceve dalla stessa facoltà l'incarico di docente della disciplina Storia delle dottrine politiche.

Nel 1995 viene eletto presidente della provincia di Pescara, superando al ballottaggio il candidato del centrodestra Ezio Ardizzi e risultando il più giovane presidente di provincia d'Italia[senza fonte]. Nel 2000 viene inoltre eletto al Consiglio regionale d'Abruzzo per il Partito Popolare Italiano diventandone capogruppo regionale all'opposizione della Giunta di centrodestra guidata da Giovanni Pace. Nel 2001 aderisce alla Margherita.

Il 9 giugno 2003, battendo al ballottaggio Carlo Masci, diviene sindaco di Pescara, carica che D'Alfonso ha mantenuto per un secondo mandato nel 2008 venendo rieletto al primo turno. Il 14 ottobre 2007 viene eletto segretario regionale del Partito Democratico in Abruzzo battendo l'allora consigliere regionale Tommaso Ginoble e vincendo in tutte le quattro province.

Il 15 dicembre 2008 viene sottoposto agli arresti domiciliari[1] in seguito ad un'indagine della procura di Pescara che lo vede coinvolto. Il giorno seguente si dimette da sindaco di Pescara e da segretario regionale del PD. Il 24 dicembre 2008 il gip di Pescara dispone la revoca degli arresti domiciliari.[2] Il 5 gennaio 2009 ritira le dimissioni autosospendendosi per motivi di salute e lasciando pieni poteri al vice sindaco Camillo D'Angelo. Il 23 febbraio 2013 il giudice monocratico assolve D'Alfonso da tutte le accuse con formula piena per non aver commesso il fatto facendo decadere i 25 capi di accusa.

Candidatosi alla presidenza della Regione Abruzzo per il centrosinistra come vincitore delle primarie di coalizione, il 26 maggio 2014 viene eletto con il 46,3% dei voti contro il 29,26% dell'avversario Giovanni Chiodi del centro-destra.[3] I partiti che lo sostengono sono Partito Democratico, Regione Facile, Abruzzo Civico, Sinistra Ecologia Libertà, Italia dei Valori e Centro Democratico.

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

Inchiesta Housework[modifica | modifica wikitesto]

Il 15 dicembre 2008 la procura di Pescara dispone gli arresti domiciliari per l'allora sindaco D'Alfonso con una serie di imputazioni relative a attività di tangenti e scambio di favori tra imprenditori e il comune di Pescara, per favorire una collaborazione del sindaco, nel periodo compreso tra il 2004 e il 2007.

Tra gli elementi a carico dell'accusa erano elencati una serie di favori ricevuti dal costruttore Carlo Toto in cambio dell'assegnazione di appalti e di trattamenti di favore, come biglietti gratuiti per voli della compagnia Air One, vacanze regalate in diversi luoghi del Mediterraneo e cene di rappresentanza.

Sempre nell'ambito dell'inchiesta, D'Alfonso, il dirigente Dezio e Marco Molisani furono accusati in concorso di truffa per aver predisposto una determina con la quale si faceva apparire il conferimento alla pro-loco di Pescara di un finanziamento di 12.200 euro complessivi per varia pubblicità istituzionale («prestazione mai resa e neanche effettivamente richiesta»). Questo denaro sarebbe stato erogato con un preciso ordine impartito alla pro-loco da Marco Molisano. Inoltre è stata avanzata un'accusa di concussione per aver chiesto alla ditta Fanì (che lavorava per il Comune) il pagamento di cene elettorali.

Altro capo di imputazione era il concorso in concussione per aver indotto Tommaso Di Nardo, legale rappresentante dell'Aquila S.r.l., a consegnare una somma di denaro per la proroga del contratto di sorveglianza del tribunale venendo inoltre contestata insieme a Dezio la concussione in concorso per aver chiesto somme di denaro anche ai gestori provvisori del bar del Tribunale (la Di Pentima Sas), promettendo in cambio un aiuto per l'aggiudicazione dell'appalto.

Il 23 febbraio 2011 il Gup di Pescara rinvia a giudizio D'Alfonso e altre 23 persone tra imprenditori e dirigenti comunali prosciogliendo però D'Alfonso da due capi di accusa per concussione e uno per corruzione ovvero i fatti più importanti dell'indagine. Il giudice inoltre ha assolto D'Alfonso anche da due accuse di corruzione con la motivazione che il fatto non sussiste.

Il PM di Pescara aveva chiesto 6 anni di reclusione per D'Alfonso con l'interdizione perpetua dai pubblici uffici e la confisca della villa di Lettomanoppello, chiedendo un'analoga condanna per il dirigente Dezio, socio secondo l'accusa del sistema corruttivo.

Il 23 febbraio 2013 il giudice monocratico ha assolto d'Alfonso da tutte le accuse con formula piena per non aver commesso il fatto, facendo decadere i 25 capi di accusa. Nelle motivazioni emerge la mancanza di prove utili a certificare la responsabilità penale e il concorso morale dell'ex sindaco Luciano D'Alfonso.[4]

Sempre in merito allo stesso procedimento, il giudice ha emesso sentenza di assoluzione piena sia rispetto all'accusa di corruzione relativa al project financing dei cimiteri cittadini[5] giudicando regolari sia la procedura che l'attribuzione delle consulenze a Ferragina e Mariani, che riguardo all'accusa di associazione a delinquere tra gli imputati[6] riscontrando «un ritorno di utili concreti solo per D'Alfonso» e non, dunque, per gli altri. Sempre nell'ambito della stessa sentenza, i giudici hanno concluso che i numerosi benefit di viaggi e vacanze offerte dagli imprenditori Toto all'ex sindaco non avrebbero influito nel suo agire amministrativo[7].

Il 30 marzo 2015 la Corte d'Appello dell'Aquila conferma la sentenza di proscioglimento.[8]

Inchiesta Mare-Monti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2010 la procura di Pescara indaga D'Alfonso e altre 12 persone tra cui imprenditori, funzionari ANAS e responsabili dei lavori nell'ambito della vicenda riguardante la mancata realizzazione della S.S. 81 (Mare-Monti) quando era presidente della provincia. D'Alfonso è accusato di truffa in quanto considerato referente politico degli imprenditori Toto per la realizzazione, senza autorizzazioni, della statale S.S 81 dentro la riserva naturale del lago di Penne.

Le ipotesi accusatorie disegnate dal PM di Pescara parlano di un gruppo di persone che avrebbe piegato per interessi personali e per l'esclusivo vantaggio dell'impresa le istituzioni pubbliche con una serie falsi. Il procedimento è tuttora in corso.

Inchiesta Caligola & Ecosfera[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2011 la procura dell'Aquila iscrive D'Alfonso nel registro degli indagati per l'affidamento in carico di una progettazione sul porto di Pescara affidata alla società Ecosfera quando era sindaco della città.

D'Alfonso è rinviato a giudizio insieme ad altre 11 persone nella inchiesta chiamata "Caligola-Ecosfera" per associazione a delinquere, corruzione, soppressione di atti e rilevazione di atti di ufficio, fatti di cui è stato assolto con formula piena. Il PM dell'Aquila aveva rinviato in giudizio con l'accusa di tangenti per appalti europei della Regione Abruzzo (attributi sempre alla società Ecosfera) anche il vicepresidente della Regione Abruzzo e assessore regionale allo Sviluppo nella giunta di centrodestra targata Chiodi Alfredo Castiglione, l'ex capogruppo PD in Regione Abruzzo Camillo Cesarone, l'ex segretario generale alla Presidenza della Regione Abruzzo durante la giunta di centrosinistra di Ottaviano Del Turco, Lamberto Quarta (già condannati nell'inchiesta Sanitopoli) nonché il presidente e amministratore delegato della aziende, nonché numerosi consulenti e dirigenti regionali.

L'inchiesta ruota attorno a una presunta associazione per delinquere che sarebbe stata messa in piedi per condizionare l'affidamento delle commesse pubbliche in cambio di contropartite economiche sotto forma di consulenze e di assunzioni clientelari. Per quanto riguarda il filone che coinvolge D'Alfonso, si ipotizzava una serie di scambi di contratti di consulenza e appalti per il programma di cooperazione transfrontaliera Ipa Adriatico 2007-2013. Si trattava di un appalto da 51 milioni di euro che sarebbe stato affidato alla società Ecosfera in cambio, secondo l'accusa, di 2 contratti da 46.400 euro offerti poi dalla stessa società all'ex assessore PD Luciani. Il 10 dicembre 2013 D'Alfonso ottiene il rito abbreviato. Il PM dell'Aquila aveva chiesto 3 anni e 5 mesi. Il 3 febbraio 2014 il giudice ha assolto D'Alfonso con formula piena.[9]

Inchiesta 2017[modifica | modifica wikitesto]

Il 16 febbraio 2017 il quotidiano Repubblica rende noto che D'Alfonso è indagato dalla Procura dell'Aquila per corruzione, abuso d'ufficio e turbata libertà degli incanti. Le ipotesi di reato riguardano il cantiere dei lavori di Palazzo Centi a L’Aquila, un intervento riguardante la città di Penne e interventi di manutenzione di case popolari a Pescara. I Carabinieri e la Polizia di Stato effettuano diverse perquisizioni al palazzo della Regione e in diverse città abruzzesi. D'Alfonso si dichiara totalmente estraneo ai fatti contestati.[10]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Nel dicembre 2002 è stato insignito del titolo di Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana e nel giugno 2005 è stato insignito del titolo di Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il sindaco di Pescara arrestato per concussione - cronaca - Repubblica.it
  2. ^ [1]
  3. ^ Amministrative 2014, in Piemonte e Abruzzo avanti il centrosinistra
  4. ^ Per il Collegio, «i ruoli verticistici e preminenti di D'Alfonso, di certo, non possono essere obliterati, ma da soli non sono risolutivi a dimostrazione del concorso nei reati per i quali i detti ruoli devono necessariamente essere integrati da altri elementi specifici e concreti che, per la rilevanza dell'insieme, valgano a superare la soglia di significanza generica dei ruoli».
  5. ^ «Il Collegio ritiene che per tutte le imputazioni vada emessa pronuncia liberatoria per insussistenza del fatto: non si riscontrano violazioni o profili sintomatici di illegittimità né i termini dell'accordo corruttivo, proprio ed anche improprio»
  6. ^ A tal proposito, i giudici nelle motivazioni alla sentenza di assoluzione osservano che, «oltre al dato indubitabile che gli imputati si conoscevano tra loro, già solo per il fatto che lavoravano tutti al Comune di Pescara, non è dato cogliere il quid pluris di comune appartenenza delinquenziale all'interno dell'organigramma comunale che non sia il concorso nella commissione dei reati fine, utile per i reati fine, ma insufficiente per il reato associativo»
  7. ^ Nel dispositivo di sentenza si evidenzia che "D'Alfonso non fosse appiattito sui ritorni economici del gruppo Toto perché almeno in due episodi l'Amministrazione ha assunto decisione contrarie ai Toto, come in occasione dell'apertura del nuovo Palazzo di Giustizia» o «quando furono respinte le osservazioni di Toto al Piano regolatore per le aree portuali nell'ambito dell'approvazione del Prusst»
  8. ^ Abruzzo, Corte d'Appello conferma assoluzione per D'Alfonso - Repubblica.it
  9. ^ Simone Gambacorta, Assolto Luciano D’Alfonso, su La Città, 3 febbraio 2014. URL consultato il 5 aprile 2017.
  10. ^ Redazione Online, Abruzzo, appalti del terremoto, indagato il governatore D’Alfonso, in Corriere della Sera. URL consultato il 16 febbraio 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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