Claudio Signorile

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Claudio Signorile
Claudio Signorile.jpg

Ministro dei trasporti
Durata mandato 4 agosto 1983 –
17 aprile 1987
Presidente Bettino Craxi
Predecessore Mario Casalinuovo
Successore Giovanni Travaglini

Ministri per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno della Repubblica Italiana
Durata mandato 28 giugno 1981 –
3 agosto 1983
Presidente Giovanni Spadolini
Predecessore Nicola Capria
Successore Salverino De Vito

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature VI, VII, VIII, IX, X, XI
Gruppo
parlamentare
PSI
Coalizione Pentapartito (VIII, IX, X, XI)
Circoscrizione Puglia
Collegio Lecce-Taranto
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Socialista Italiano (1972-1994)
Titolo di studio Laurea in Lettere
Professione Docente universitario

Claudio Signorile (Bari, 9 settembre 1937) è un politico e accademico italiano, esponente storico del Partito Socialista Italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laureato in lettere, ha insegnato Storia moderna nelle Università di Roma e di Sassari, e Storia contemporanea nella Università di Lecce; ha militato nel Partito Socialista Italiano dal 1956 ricoprendo prima l'incarico di segretario nazionale della Federazione giovanile socialista (fino al 1965), e poi di membro della Direzione nazionale del Partito, divenendone vicesegretario dal 1976 al 1981.

Dopo Riccardo Lombardi, è stato il leader della sinistra lombardiana nell'ambito del partito, ed è stato fra i protagonisti della cosiddetta “svolta del Midas” che portò Bettino Craxi al vertice del PSI e poi alla Presidenza del Consiglio. Al congresso di Torino del 1978 fu eletto vicesegretario del partito, nel quale era responsabile della politica economica, ma fu sostituito nel 1981 dopo divergenze di opinione con il leader[1].

Nel 1978 fu tra i protagonisti attivi nella vicenda Moro. Ha legato la linea politica autonomista del PSI alla costruzione di una “sinistra di governo” e alla realizzazione della “democrazia dell'alternanza”.

È stato parlamentare per sei legislature consecutive, dal 1972 al 1994.

Dal 1981 al 1983, nei governi Spadolini e Fanfani, è stato Ministro per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno. Durante tale incarico ha promosso, con il titolo “Civiltà della ragione”, l'ultima Conferenza nazionale del Mezzogiorno, nella quale venne definito il percorso per la riforma ed il superamento dell'intervento straordinario; ha portato alla realizzazione progetti speciali come gli "itinerari turistici e culturali del Mezzogiorno", e "Tecnopoli", ed altri di forte impatto sul territorio.

Dal 1983 al 1987, sotto la presidenza del Consiglio Craxi, è stato Ministro dei trasporti. Durante tale incarico ha promosso la riforma delle Ferrovie dello Stato (legge 210/1985) costituendo l'ente economico (che iniziò a rimborsare i ritardi), razionalizzando la rete ferroviaria con il potenziamento delle tratte commerciali e regionali, e la riduzione dei cosiddetti “rami secchi” sottoutilizzati (tale eliminazione di linee ferroviarie gli procurò "vox populi" da parte dei dipendenti delle ferrovie un nomignolo in senso di disistima comica, infatti "treno signorile" da allora per i ferrovieri significa "autoservizio sostitutivo"); ha avviato l'Alta Velocità e disposto la produzione del nuovo materiale rotabile ferroviario. Ha promosso il Piano generale dei trasporti (legge 245/1984) il cui comitato tecnico era presieduto dal Premio Nobel Wassily Leontief; ha fatto varare nella Comunità europea, durante la Presidenza italiana, il Master Plan comunitario dei trasporti (1985), che ha costituito l'asse portante della strategia europea dei corridoi comunitari. In questo quadro ha portato all'approvazione governativa il Ponte sullo Stretto di Messina ed alla firma della convenzione per la relativa concessione (1985).

Ha stipulato il codice di autoregolamentazione dei sindacati e delle aziende di trasporto (1984) che ha migliorato le relazioni industriali nel settore. Ha definito gli interventi di ampliamento e ammodernamento degli aeroporti di Fiumicino e Malpensa (legge 449/1985) e ha avviato il processo di liberalizzazione delle gestioni aeroportuali. Ha autorizzato la gestione autonoma dell'aeroporto di Venezia (legge 938/1986), Genova, Bari, Brindisi. Recependo la direttiva comunitaria, ha liberalizzato i voli interregionali passeggeri e merci nel Paese e nella CE (DPR 669/1985). Ha avviato la riforma dell'autotrasporto (1984-1986). Ha promosso l'obbligo del casco protettivo per motociclisti (legge 3/1986), che ha ridotto di oltre il 50% la mortalità per incidenti su due ruote; durante la Presidenza italiana ha promosso l'Anno europeo della sicurezza stradale, anticipandone alcune normative.

Nel 1988 fu uno dei protagonisti del cosiddetto "scandalo delle lenzuola d'oro". Accusato insieme al suo segretario Rocco Trane di aver percepito delle tangenti per 720 milioni di lire per la concessione di un appalto per la fornitura della biancheria destinata ai vagoni letto delle Ferrovie dello Stato, fu rinviato a giudizio e successivamente assolto nel 1996.[2]

Gli anni novanta videro lo stravolgimenti del sistema politico italiano per effetto dell'inchiesta di Tangentopoli e del processo per mafia nei confronti di Giulio Andreotti i cui rapporti con Cosa nostra furono riconosciuti dai giudici d'appello e di Cassazione come “organici almeno fino al 1980”. Tutti i partiti italiani furono sciolti o ridotti ai minimi termini e lasciarono spazio a nuove sigle e alleanze, favorite dal nuovo sistema elettorale, tendenzialmente maggioritario, introdotto in vista delle elezioni politiche del 1994.

Dopo la diaspora socialista che causò lo scioglimento del Partito nel 1994, Signorile fondò nel 2004 il Movimento di Unità Socialista, caratterizzando il suo impegno politico nel ricongiungimento di tutti i socialisti. Nel 2005 ha aderito ai progetti unitari avanzati dal partito dei Socialisti Democratici Italiani entrando nella segreteria nazionale del nuovo progetto radical-socialista, la Rosa nel pugno.

Nel 2007 ha promosso, insieme ad Ottaviano Del Turco, la partecipazione di un gruppo di socialisti ("Alleanza Riformista") alla fase costituente del Partito Democratico, senza assumervi alcun ruolo militante.

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

È stato autore di numerose pubblicazioni, fra le quali: Spinoza ed il primato della politica (Marsilio); Turgot: il progresso e la storia (Marsilio); Dal centro sinistra all'alternativa (Feltrinelli); Democrazia dell'alternanza e sinistra di Governo (Marsilio); Il Mezzogiorno e l'economia nazionale (Laterza); Per una sinistra di governo (Lerici); Il Socialismo federativo (De Donato); Un'altra sinistra (De Donato-Lerici).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Chi è - Mille nomi dell'Italia che conta - Supplemento al n. 45 de L'espresso, 16 novembre 1986
  2. ^ Corriere della sera, 16 novembre 1996

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Ministro dei trasporti Successore Emblem of Italy.svg
Mario Casalinuovo 4 agosto 1983 - 17 aprile 1987 Giovanni Travaglini

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN49241647 · ISNI: (EN0000 0000 6156 445X · SBN: IT\ICCU\BVEV\012005 · LCCN: (ENn79111422 · GND: (DE170008169 · BNF: (FRcb12035362n (data)