Graziano Delrio

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Graziano Delrio
Graziano Delrio.jpg

Sindaco di Reggio Emilia
Durata mandato 13 giugno 2004 –
4 giugno 2013
Predecessore Antonella Spaggiari
Successore Ugo Ferrari
(vicesindaco f.f.)

Presidente dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani
Durata mandato 5 ottobre 2011 –
28 aprile 2013
Predecessore Sergio Chiamparino
Successore Piero Fassino

Ministro delle infrastrutture e dei trasporti
Durata mandato 2 aprile 2015 –
1º giugno 2018
Presidente Matteo Renzi
Paolo Gentiloni
Predecessore Maurizio Lupi
Successore Danilo Toninelli

Ministro per gli affari regionali e le autonomie
con delega allo sport
Durata mandato 28 aprile 2013 –
22 febbraio 2014
Presidente Enrico Letta
Predecessore Piero Gnudi
Successore Maria Carmela Lanzetta

Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri
Segretario del Consiglio dei ministri
con delega alla coesione territoriale e allo sport
Durata mandato 22 febbraio 2014 –
2 aprile 2015
Presidente Matteo Renzi
Predecessore Filippo Patroni Griffi
Successore Claudio De Vincenti

Deputato della Repubblica Italiana
In carica
Inizio mandato 23 marzo 2018
Legislature XVIII
Gruppo
parlamentare
Partito Democratico
Circoscrizione Emilia-Romagna
Collegio Reggio Emilia
Incarichi parlamentari
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Democratico (dal 2007)
In precedenza:
PPI (1994-2002)
DL (2002-2007)
Titolo di studio Laurea in Medicina e Chirurgia
Università Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
Professione Ricercatore universitario

Graziano Delrio (Reggio Emilia, 27 aprile 1960) è un politico italiano, deputato per il Partito Democratico dal 2018, dov'è stato anche capogruppo alla Camera dei deputati dal 27 marzo 2018 al 30 marzo 2021.[1]

È stato sindaco di Reggio Emilia dal 13 giugno 2004 al 4 giugno 2013, dove ha ricoperto anche l'incarico di presidente dell'ANCI dal 5 ottobre 2011 al 28 aprile 2013, Ministro per gli affari regionali e le autonomie nel governo Letta, Ministro delle infrastrutture e dei trasporti dal 2 aprile 2015 al 1º giugno 2018 prima nel governo Renzi e poi riconfermato in carica nel governo Gentiloni. Nel governo Renzi ha rivestito anche la carica di Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri fino al 2 aprile 2015, prima della sua nomina a ministro.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di un piccolo imprenditore edile comunista, è cresciuto in una parrocchia della periferia di Rosta Vecchia[2] in Reggio Emilia, imparando i dettami del cattolicesimo democratico "dossettiano"[3]. Dopo aver frequentato il liceo scientifico "Aldo Moro" a Reggio Emilia, si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Modena, e in seguito si è specializzato in Endocrinologia e Malattie del Ricambio fra Stati Uniti d'America, Gran Bretagna ed Israele[2][3]. È docente e ricercatore all'Università di Modena e Reggio Emilia, pur se attualmente non risulta ricoprire alcun ruolo nella medesima università.[2]

A 22 anni si è sposato con Anna Maria: insieme hanno nove figli (cinque femmine e quattro maschi)[3]. È residente a Canali, una frazione di Reggio Emilia.

Negli anni '90 partecipa alle iniziative dei Comitati di don Giuseppe Dossetti in difesa della Costituzione[4] e ha fondato e presieduto l'Associazione Giorgio La Pira con cui ha promosso numerose iniziative culturali e allacciato rapporti di pace con il Medioriente.[2]

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Dai popolari alla Margherita[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1994 s'iscrive al Partito Popolare Italiano (PPI) di Mino Martinazzoli, appena costituito dopo lo scioglimento della Democrazia Cristiana.[3]

Ha ricoperto il suo primo incarico istituzionale nel 1999, subentrando in consiglio comunale di Reggio Emilia a Giuseppe Davoli, il quale si dimise perché assunse l'incarico di assessore ai lavori pubblici e ai trasporti nella giunta comunale. Graziano Delrio quindi, primo dei non eletti, prese il suo posto come Consigliere Comunale per il PPI.[3]

Si candida alle elezioni regionali in Emilia-Romagna del 2000 con il PPI assieme a Rinnovamento Italiano di Lamberto Dini, nella mozione del presidente uscente Vasco Errani, venendo eletto all'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna con oltre 4.000 preferenze. Come consigliere regionale dell'Emilia-Romagna ha presieduto la Commissione sanità e politiche sociali.

Nel 2002 Delrio aderisce alla Margherita di Francesco Rutelli, partito dove raccoglie il PPI, Rinnovamento Italiano di Lamberto Dini e I Democratici di Arturo Parisi e diventa successivamente segretario provinciale.[2]

Sindaco di Reggio Emilia[modifica | modifica wikitesto]

Delrio come sindaco di Reggio Emilia nel 2012

Alle elezioni amministrative del 12 e 13 giugno 2004 si candida a sindaco di Reggio Emilia, sostenuto da una coalizione di centro-sinistra formata da: La Margherita, Democratici di Sinistra, Rifondazione Comunista, Federazione dei Verdi, Socialisti Democratici Italiani assieme all'UDEUR e Italia dei Valori. Viene eletto sindaco di Reggio Emilia al primo turno con il 63,2% dei voti (57.850), divenendo il primo sindaco di Reggio Emilia dal 1945 a non aver militato nel Partito Comunista Italiano.

Nel corso del suo mandato, promuove la riqualificazione urbana della città, potenzia le politiche educative e le politiche di sostenibilità, tra le quali la raccolta differenziata dei rifiuti e il piano di estensione delle piste ciclabili.[2][4]

Alle elezioni amministrative del 6 e 7 giugno 2009, sostenuto da: Partito Democratico, l'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, SEL, i Verdi, i Comunisti Italiani e liste civiche, è stato riconfermato sindaco di Reggio sempre al primo turno con il 52,5% dei voti (47.742).

Durante la campagna elettorale si recò a Cutro insieme ad una delegazione di assessori del PD e del PDL, per stringere un patto di gemellaggio con Reggio Emilia e per rinsaldare i legami esistenti fra le due comunità[5][6], malgrado la forte infiltrazione 'ndranghetista nel tessuto imprenditoriale di entrambi i centri.[7][8]

Il 5 ottobre 2011 Delrio è viene eletto presidente per acclamazione dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), succedendo così a Sergio Chiamparino ex sindaco di Torino, dopo una competizione interna al Partito Democratico che lo vide contrapposto al sindaco di Bari Michele Emiliano (quest'ultimo era sostenuto da molti sindaci del meridione, da Nichi Vendola e Massimo D'Alema, mentre Delrio dalla dirigenza ANCI)[3]. Delrio vinse quella competizione che lo portò a divenire presidente dell'ANCI per soli 4 voti (89 di Delrio contro gli 85 di Emiliano), grazie anche ai sindaci di centro-destra[3]. Era vicepresidente già dal 2005 con la delega al welfare, poi, dal 2009, alla finanza locale e al personale.

È membro della Conferenza Stato-Città ed Autonomie locali. Presiede la campagna nazionale per i diritti di cittadinanza e il diritto di voto per le persone di origine straniera "L'Italia sono anch'io" promossa da una ventina di associazioni della società civile.

Ministro per gli affari regionali, Sottosegretario alla Presidenza e al MIT[modifica | modifica wikitesto]

Con la nascita del governo di larghe intese guidato da Enrico Letta, il 28 aprile 2013 giura nelle mani del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano come Ministro per gli affari regionali e le autonomie nel governo Letta tra PD, Il Popolo della Libertà, Unione di Centro e Scelta Civica. Il 26 giugno, in seguito alle dimissioni del ministro per lo sport Josefa Idem, riceve la delega all'esercizio delle relative funzioni per lo sport.

Durante il suo mandato da ministro per gli affari regionali si è occupato del "ddl Delrio", che riforma le province italiane: introducendo le Città metropolitane, il trasferimento di alcune delle funzioni delle Province a Comuni e Regioni, la trasformazione degli organi provinciali in enti di secondo grado, l'abolizione dei compensi e l’elezioni dirette degli organi provinciali; approvata tra marzo e aprile del 2014.[9][10]

Il 22 febbraio 2014 viene nominato dal Consiglio dei Ministri Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con le funzioni di segretario del Consiglio dei ministri, con delega alla coesione territoriale e allo sport nel governo Renzi.

Graziano Delrio al G7 dei Trasporti di Cagliari del 2017

Il 2 aprile 2015 viene nominato Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, in seguito alle dimissioni del predecessore Maurizio Lupi per lo scandalo della raccomandazione del figlio. Delrio è il primo Ministro della Repubblica a giurare nelle mani del neo Presidente della Repubblica Sergio Mattarella[11]. Di conseguenza, lascia vacante l'incarico di Sottosegretario alla Presidenza del Cdm, che verrà preso il 10 aprile dal viceministro dello sviluppo economico Claudio De Vincenti.[12]

Il 12 dicembre 2016 viene riconfermato alla guida del MIT per il nuovo governo presieduta da Paolo Gentiloni.[13]

Elezione a deputato e primarie PD del 2019[modifica | modifica wikitesto]

Delrio assieme a Nicola Zingaretti, Andrea Marcucci, Paolo Gentiloni e Paola De Micheli durante le consultazioni del 2019

Alle elezioni politiche del 2018 viene candidato nel collegio uninominale di Reggio Emilia per la Camera dei, per la coalizione di centro-sinistra in quota PD, risultando eletto deputato con quasi il 36% dei voti contro il candidato del Movimento 5 Stelle Maria Edera Spadoni (28,4%) e del centro-destra, in quota Lega Agnese Zaghi (25,8%).[14]

Il 27 marzo 2018 viene eletto per acclamazione capogruppo del Partito Democratico alla Camera[1] (nonostante inizialmente aveva rifiutato l'incarico[15]), su proposta del segretario reggente del Partito Democratico Maurizio Martina in nome della "collegialità".[16]

Dopo le dimissioni di Matteo Renzi da segretario del PD a seguito degli esiti disastrosi alle politiche di quell'anno, alcuni giornalisti di diversi orientamenti politici ipotizzano la candidatura di Delrio come segretario del PD, preferito anche dall'uscente Renzi[17]. Ipotesi smentite da Delrio stesso[17]. In seguito all'annuncio della candidatura alla segreteria nazionale del PD alle primarie di Maurizio Martina, decide di appoggiare la sua mozione.[18]

Passo indietro da Capogruppo[modifica | modifica wikitesto]

Verso la fine di marzo 2021 Enrico Letta, neo-segretario del Partito Democratico, lancia la proposta di eleggere due donne alla guida dei gruppi parlamentari PD al Senato e alla Camera[19]. Successivamente Delrio decide di lasciare l'incarico di capogruppo PD alla Camera, che ricopriva da tre anni, per appoggiare la proposta di Letta[20]. Il 30 marzo viene succeduto alla guida della Camera da Debora Serracchiani, eletta con 66 voti contro i 24 della collega Marianna Madia.[21]

Coinvolgimento in vicende giudiziarie[modifica | modifica wikitesto]

Graziano Delrio nel 2018

Presunta attività di dossieraggio ai danni di Delrio[modifica | modifica wikitesto]

Il 6 aprile 2016 l'allora ministro Delrio è stato vittima di una presunta attività di dossieraggio, nel corso dello scandalo petrolio in Basilicata. Il suo nome viene tirato in ballo in un colloquio tra Gemelli (ex compagno della dimissionaria ministra Federica Guidi) e Valter Pastena. Dalla conversazione emerge l'idea di ricattare il ministro alle infrastrutture del governo PD con delle foto che ritrarrebbero quest'ultimo con degli esponenti di spicco della mafia a Cutro. Pastena afferma a telefono: Tu non ti ricordi quello che io ti dissi, che c'era un'indagine, quelli che hanno arrestato a Mantova, a Reggio Emilia, i Cutresi, quelli della 'Ndrangheta... Chi ha fatto le indagine è il mio migliore amico, e adesso ci stanno le foto di Delrio con questi.

Delrio, appreso di tale intercettazioni ha affermato: "Voglio sapere se questa attività di dossieraggio è vera oppure no. Voglio sapere se la gente - non solo un Ministro - può fidarsi delle Istituzioni. Poi, se vengo attaccato da un comitato d'affari, beh per me è un onore. È una medaglia da mettere sul petto"; e contestualmente ha presentato un esposto alla Procura di Roma. Sarà poi lo stesso Pastena, interrogato dal procuratore di Roma Pignatone, ad ammettere di essersi inventato tutto.[22]

Nel 2012 era stata la procura a chiamare Delrio, come persona informata dei fatti nell'ambito dell'inchiesta Aemilia, per indagare sulla presenza della 'ndrangheta a Reggio Emilia ed i legami con Cutro.[23] Nel 2013 invece erano stati i servizi segreti ad indagare sui legami con la mafia cutrese, in particolare sulla dirigente comunale Maria Sergio che ha ricevuto incarichi fiduciari all'urbanistica affidati direttamente da Delrio durante i suoi due mandati da sindaco.[24] Delrio ha sempre risposto di non sapere niente e non è mai finito tra gli indagati.[25]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Pd: Delrio capogruppo Camera, Marcucci al Senato. Per Fi Gelmini-Bernini - Politica - ANSA.it
  2. ^ a b c d e f Biografia – Graziano Delrio, su www.grazianodelrio.it. URL consultato il 25 marzo 2021.
  3. ^ a b c d e f g il Resto del Carlino, Dall’oratorio ai palazzi romani. L’ora di Delrio, eminenza grigia, su il Resto del Carlino. URL consultato il 2 dicembre 2019.
  4. ^ a b Graziano Delrio - Partito Democratico, su partitodemocratico.it.
  5. ^ Quirinale. Lungo La Via Di Cutro Si Fa Avanti Graziano Delrio, su casadellalegalita.info, 19 giugno 2015 (archiviato il 13 maggio 2015). Ospitato su archive.is.
  6. ^ Il sindaco Delrio in visita istituzionale a Cutro (PDF), su municipio.re.it, Ufficio Stampa del Comune di Reggio Emilia, 28 aprile 2009. URL consultato il 14 marzo 2020 (archiviato il 13 maggio 2020).
  7. ^ Paolo Cagnan, 'Ndrangheta, parla Antonio Rizzo: «Che ne sapevo io chi erano quelli?», in La Gazzetta di Reggio, 29 maggio 2016 (archiviato il 18 dicembre 2019). Ospitato su archive.is.
  8. ^ <<Colpita la zona grigia che aoouta la 'ndrangheta in Emilia, su corrieredellacalabria.it, 25 giugno 2019 (archiviato il 2 ottobre 2019).
  9. ^ Riforma della Province: sì definitivo, ecco come cambieranno, su Il Fatto Quotidiano, 3 aprile 2014. URL consultato il 25 marzo 2021.
  10. ^ Referendum costituzionale, i nodi irrisolti dopo la scommessa persa da Renzi: dalle province ai Centri per l'impiego, su Il Fatto Quotidiano, 4 dicembre 2017. URL consultato il 25 marzo 2021.
  11. ^ Delrio, primo giorno da ministro delle Infrastrutture: "Sarò a stretto contatto con Cantone", in repubblica.it, 3 aprile 2015. URL consultato il 3 aprile 2015.
  12. ^ Governo Renzi, De Vincenti al posto di Delrio: sottosegretario a Palazzo Chigi, su Il Fatto Quotidiano, 9 aprile 2015. URL consultato il 31 marzo 2021.
  13. ^ Sergio Mattarella, DPR 12 dicembre 2016 - Nomina dei Ministri (PDF), su governo.it, Governo della Repubblica Italiana, 12 dicembre 2016. URL consultato il 20 febbraio 2017.
  14. ^ CAMERA – COLLEGI UNINOMINALI*
  15. ^ Pd a rischio spaccatura sui capigruppo. In prima fila alla Camera Guerini. Al Senato Marcucci, Nannicini o Bellanova, su Il Fatto Quotidiano, 27 marzo 2018. URL consultato il 25 marzo 2021.
  16. ^ Pd, Marcucci e Delrio nuovi capigruppo: ritratto di due renziani diversi, su la Repubblica, 27 marzo 2018. URL consultato il 24 marzo 2021.
  17. ^ a b Pd, la resa dei conti. Prima mossa? Delrio segretario (preferito da Renzi). In ballo la linea opposizione-sostegno a un governo, su Il Fatto Quotidiano, 12 marzo 2018. URL consultato il 25 marzo 2021.
  18. ^ Delrio: "Stimo Zingaretti e Minniti ma preferisco il progetto di Martina" - Quotidiano Nazionale. URL consultato il 25 marzo 2021.
  19. ^ Pd, Letta: "Nominiamo due donne capigruppo alla Camera e al Senato". Delrio: "Agito sempre per parità", su la Repubblica, 21 marzo 2021. URL consultato il 19 giugno 2021.
  20. ^ Enrico Letta ha annunciato ai deputati Pd quando vedrà Conte. E Delrio lascia il posto a una donna, su Il Fatto Quotidiano, 23 marzo 2021. URL consultato il 19 giugno 2021.
  21. ^ Debora Serracchiani capogruppo Pd alla Camera - Politica, su Agenzia ANSA, 30 marzo 2021. URL consultato il 19 giugno 2021.
  22. ^ Delrio: Pastena ha ammesso che non aveva dossier contro di me - Reggio Sera, in Reggio Sera, 30 luglio 2016. URL consultato l'8 agosto 2017.
  23. ^ Graziano Delrio, il verbale: "'Ndrangheta in Emilia? Nessuna osservazione diretta". Il pm: "Non potete aspettare Gratteri", in Il Fatto Quotidiano, 13 maggio 2016. URL consultato il 24 novembre 2016.
  24. ^ Graziano Delrio, rapporto dei Servizi: "Dirigente del Comune assunta per i voti calabresi nella sua corsa a sindaco", in Il Fatto Quotidiano, 15 aprile 2016. URL consultato il 24 novembre 2016.
  25. ^ 'Ndrangheta in Emilia, M5s: "Delrio ha mentito ai pm. Ecco i documenti", in Il Fatto Quotidiano, 11 aprile 2016. URL consultato il 24 novembre 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Sindaco di Reggio Emilia Successore Reggio Emilia-Stemma.png
Antonella Spaggiari 13 giugno 2004 - 3 giugno 2013 Ugo Ferrari (sindaco f.f.)
Predecessore Presidente dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani Successore
Osvaldo Napoli (ad interim)
Sergio Chiamparino
5 ottobre 2011 - 28 aprile 2013 Alessandro Cattaneo (ad interim)
Predecessore Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Successore Italy-Emblem.svg
Matteo Renzi (ad interim) 2 aprile 2015 - 1º giugno 2018 Danilo Toninelli
Predecessore Ministro per gli affari regionali e le autonomie Successore Italy-Emblem.svg
Piero Gnudi 28 aprile 2013 - 22 febbraio 2014 Maria Carmela Lanzetta
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Segretario del Consiglio dei ministri
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Filippo Patroni Griffi 22 febbraio 2014 - 2 aprile 2015 Claudio De Vincenti
Predecessore Capogruppo del Partito Democratico
alla Camera dei deputati
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Ettore Rosato 27 marzo 2018 – 30 marzo 2021 Debora Serracchiani
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