Graziano Delrio

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Graziano Delrio
Graziano Delrio.jpg

Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti
In carica
Inizio mandato 2 aprile 2015
Presidente Matteo Renzi
Predecessore Matteo Renzi (ad interim)

Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri
Segretario del Consiglio dei ministri
con delega alle politiche di coesione territoriale e allo Sport
Durata mandato 22 febbraio 2014 –
2 aprile 2015
Presidente Matteo Renzi
Predecessore Filippo Patroni Griffi
Successore Claudio De Vincenti

Ministro per gli affari regionali e le autonomie
(e, dal 24 giugno 2013, con delega allo sport)
Durata mandato 28 aprile 2013 –
22 febbraio 2014
Presidente Enrico Letta
Predecessore Piero Gnudi
Successore Maria Carmela Lanzetta

Sindaco di Reggio nell'Emilia
Durata mandato 13 giugno 2004 –
4 giugno 2013
Predecessore Antonella Spaggiari
Successore Luca Vecchi

Presidente della Associazione Nazionale Comuni Italiani
Durata mandato 5 ottobre 2011 –
28 aprile 2013
Predecessore Sergio Chiamparino
Successore Alessandro Cattaneo

Dati generali
Partito politico Partito Democratico
(2007-presente)
Precedenti:
Partito Popolare Italiano
(1994-2002)
La Margherita
(2002-2007)

Graziano Delrio (Reggio nell'Emilia, 27 aprile 1960) è un politico italiano, attuale Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, dopo aver ricoperto la carica di Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri nel Governo Renzi sino al 2 aprile 2015.

È stato Sindaco di Reggio Emilia dal 2004 al 2013 e Ministro per gli affari regionali e le autonomie nel governo Letta.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laureato in Medicina, è specialista in endocrinologia. È docente e ricercatore all'Università di Modena e Reggio Emilia, pur se non risulta ricoprire alcun ruolo nella medesima università. Ha perfezionato i suoi studi fra Gran Bretagna ed Israele.

Ha fondato e presieduto l'Associazione Giorgio La Pira con cui ha promosso numerose iniziative culturali e allacciato rapporti con il Medioriente.

Ha ricoperto il suo primo incarico istituzionale nel 1999 subentrando al Consigliere Comunale Giuseppe Davoli il quale si dimise perché assunse l'incarico di Assessore in Giunta. Graziano Delrio quindi, primo dei non eletti, prese il suo posto come Consigliere Comunale a Reggio Emilia per il Partito Popolare Italiano. Nel 2000 è eletto consigliere regionale dell'Emilia-Romagna con oltre 4.000 preferenze. In Consiglio regionale ha presieduto la Commissione sanità e politiche sociali. Nel 2001 ha aderito alla Margherita.

A 22 anni ha sposato Anna Maria: insieme hanno nove figli, cinque femmine e quattro maschi.

Sindaco di Reggio Emilia[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni comunali del 12 e 13 giugno 2004 è eletto sindaco di Reggio Emilia al primo turno con il 63,2% dei voti, divenendo il primo sindaco di Reggio dal 1945 a non aver militato nel PCI. Alle elezioni comunali del 6 e 7 giugno 2009 è stato riconfermato sempre al primo turno con il 52,5% dei voti.

Presidente ANCI[modifica | modifica wikitesto]

Graziano Delrio è stato Presidente dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI): il 5 ottobre 2011 è stato eletto presidente per acclamazione, succedendo così a Sergio Chiamparino ex sindaco di Torino, dopo una competizione interna al Partito Democratico che lo vide contrapposto a Michele Emiliano (quest'ultimo era sostenuto da molti sindaci del sud e da Nichi Vendola, mentre Delrio dalla dirigenza ANCI). Delrio vinse quella competizione che lo portò a divenire presidente ANCI per soli 4 voti (89 Delrio, 85 Emiliano). Era vicepresidente già dal 2005 con la delega al welfare, poi, dal 2009, alla finanza locale e al personale.

È membro della Conferenza Stato-Città ed Autonomie locali. Presiede la campagna nazionale per i diritti di cittadinanza e il diritto di voto per le persone di origine straniera L'Italia sono anch'io promossa da una ventina di associazioni della società civile.

Ministro per gli Affari Regionali e le autonomie[modifica | modifica wikitesto]

Il 28 aprile 2013 è Ministro per gli affari regionali e le autonomie nel governo presieduto da Enrico Letta. In seguito, il 26 giugno 2013, riceve la delega per lo sport in seguito alle dimissioni del ministro Idem.

Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri[modifica | modifica wikitesto]

Il 22 febbraio 2014 è Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, con funzioni di segretario del consiglio, nel Governo Renzi.

Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il 2 aprile 2015 è nominato Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti in seguito alle dimissioni di Maurizio Lupi. Delrio è il primo Ministro di un Governo a giurare nelle mani del neo Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.[1]

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Presunte foto con personaggi mafiosi[modifica | modifica wikitesto]

Il 6 aprile 2016 il nome del ministro Delrio emerge dalle intercettazioni effettuate per le indagini sulla scandalo petrolio in Basilicata. Il suo nome viene tirato in ballo in un colloquio tra Gemelli (ex compagno del dimissionario ministro Federica Guidi) e Valter Pastena. Dalla conversazione emerge l'idea di ricattare il ministro alle infrastrutture del governo PD con delle foto che traebbero quest'ultimo con degli esponenti di spicco della mafia a Cutro. Pastena afferma a telefono:Tu non ti ricordi quello che io ti dissi, che c'era un'indagine, quelli che hanno arrestato a Mantova, a Reggio Emilia, i Cutresi, quelli della 'ndrangheta...Chi ha fatto le indagine è il mio migliore amico, e adesso ci stanno le foto di Delrio con questi.

Delrio appreso di tale intercettazioni ha affermato: "Voglio sapere se questa attività di dossieraggio è vera oppure no. Voglio sapere se la gente - non solo un Ministro - può fidarsi delle Istituzioni. Poi se vengo attaccato da un comitato d'affari, beh per me è un onore. È una medaglia da mettere sul petto" e contestualmente ha presentato un esposto alla Procura di Roma.[2]

Nel 2012 era stata la procura a chiamare Delrio, come persona informata dei fatti nell'ambito dell'inchiesta Aemilia, per indagare sulla presenza della 'ndrangheta a Reggio Emilia ed i legami con Cutro.[3] Nel 2013 invece erano stati i servizi segreti ad indagare sui legami con la mafia cutrese, in particolare sulla dirigente comunale Maria Sergio che ha ricevuto incarichi fiduciari all'urbanistica affidati direttamente da Delrio durante i suoi due mandati da sindaco.[4] Delrio ha sempre risposto di non sapere niente e non è mai finito tra gli indagati. [5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Delrio, primo giorno da ministro delle Infrastrutture: "Sarò a stretto contatto con Cantone", in repubblica.it, 3 aprile 2015. URL consultato il 3 aprile 2015.
  2. ^ [1]
  3. ^ Graziano Delrio, il verbale: "'Ndrangheta in Emilia? Nessuna osservazione diretta". Il pm: "Non potete aspettare Gratteri", in Il Fatto Quotidiano, 13 maggio 2016. URL consultato il 24 novembre 2016.
  4. ^ Graziano Delrio, rapporto dei Servizi: "Dirigente del Comune assunta per i voti calabresi nella sua corsa a sindaco", in Il Fatto Quotidiano, 15 aprile 2016. URL consultato il 24 novembre 2016.
  5. ^ 'Ndrangheta in Emilia, M5s: "Delrio ha mentito ai pm. Ecco i documenti", in Il Fatto Quotidiano, 11 aprile 2016. URL consultato il 24 novembre 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Successore Emblem of Italy.svg
Matteo Renzi (ad interim) dal 2 aprile 2015 in carica
Predecessore Ministro per gli affari regionali e le autonomie Successore Emblem of Italy.svg
Piero Gnudi 28 aprile 2013 - 22 febbraio 2014 Maria Carmela Lanzetta
Predecessore Sindaco di Reggio nell'Emilia Successore Reggio Emilia-Stemma.png
Antonella Spaggiari 13 giugno 2004 - 3 giugno 2013 Ugo Ferrari (sindaco f.f.)
Predecessore Presidente dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani Successore
Osvaldo Napoli (ad interim)
Sergio Chiamparino
5 ottobre 2011 - 28 aprile 2013 Alessandro Cattaneo (ad interim)
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